Lupo Alberto

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Lupo Alberto
fumetto
Lingua orig. italiano
Paese Italia
Autore Silver
Editore McK Publishing
1ª edizione febbraio 1974
Periodicità mensile
Formato 21,5 × 14,5 cm
Genere umoristico

Lupo Alberto è una striscia a fumetti che prende nome dal personaggio principale, nata dalla matita di Guido Silvestri, in arte Silver. Lupo Alberto riprende la figura dell'uomo comune, con un obiettivo nella vita e una certa dose di sfortuna. prende il nome dall'attore Alberto Lupo, molto famoso all'epoca: Cerca sempre di rubare una gallina di nome Marta, che è la sua fidanzata, ma Mosè (cane bobtail da guardia) fa di tutto per impedirglielo. Proprio da questi epici scontri fra Lupo Alberto e Mosè sono nate le prime strisce della serie.

Lupo Alberto fa la sua prima comparsa nel febbraio del 1974, con delle strisce pubblicate dal giovane Silver sul Corriere dei ragazzi. Poco più di un anno dopo, la Dardo pubblicò il primo albo dedicato a questo personaggio. Poi, per una decina di anni, i fumetti di Lupo Alberto comparvero all'interno di varie pubblicazioni edite dall'Editoriale Corno. Lupo Alberto viene proposto come albo mensile a partire dal maggio del 1985, dopo una prima sfortunata serie (durata solo otto numeri ed intitolata Il Mensile di Lupo Alberto) edita dall'Editoriale Corno nel 1984. Questa prima serie si interruppe a causa del fallimento della casa editrice.

Il personaggio di Lupo Alberto[modifica | modifica wikitesto]

La fame di Alberto[modifica | modifica wikitesto]

Lupo Alberto è dopotutto un sottoccupato senzatetto che stenta a conciliare il pranzo con la cena. Più di una volta lo vediamo approfittare dell'ospitalità gastronomica di Alice e/o Marta. Spesso mendica letteralmente il cibo da Enrico, disposto a tutto per una castagna arrostita, un avanzo di qualunque genere anche solo lontanamente commestibile. In una storia, Alberto è letteralmente impazzito per la fame ed è disposto addirittura a sposare Marta; in pratica accetterebbe di "sistemarsi" in cambio di un tetto ma soprattutto di un piatto sicuro. Solo il fermo intervento di Enrico lo farà desistere dai suoi propositi matrimoniali.

Spesso d'inverno Alberto tenta di scaldarsi correndo in tondo sopra la tana di Enrico, svegliandolo e generando così gustose scenette.

La collina di Alberto[modifica | modifica wikitesto]

Alberto, fin dalle prime strisce, vive su una collina boscosa che si affaccia sulla fattoria: da qui spia le mosse di Mosè in modo da meglio pianificare gli "assalti" alla fattoria finalizzati alla ricerca di cibo agli inizi, poi sempre più solo e soltanto per vedere Marta. Con l'evoluzione del fumetto la collina si è apparentemente "abbassata", poiché Alberto, pur continuando a vivere nello stesso posto, appare alla stessa quota della fattoria. È interessante notare l'arredamento di Alberto: un televisore, un vecchio telefono a muro stile anni venti che è attaccato ad un albero (quasi sicuramente l'allaccio è abusivo: ciononostante, riceve ed esegue telefonate senza apparenti problemi), un catino ed uno specchio sbeccato che usa per radersi, un vecchio comò: mobilia vecchia, apparentemente di seconda mano o comunque recuperata. Pur essendo un "rude lupo della foresta", Alberto non rinuncia ai piccoli piaceri domestici quotidiani.

Le "sbandate" di Alberto[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a mantenere un rapporto saldo con la "storica" fidanzata Marta, Alberto ha avuto delle "sbandate" per altre, tra le quali citiamo:

  • Alice: l'amica del cuore di Marta. Alberto la conosce tramite Marta, la quale lo costringe ad accompagnarla a casa. Dopo una iniziale antipatia reciproca, Alberto matura una crescente debolezza sentimentale nei confronti di Alice, che, apparentemente, comincia a provare gli stessi sentimenti. Alberto sta per dichiararsi: "Alice, forse mi è andata qualche rotella fuori posto, ma io credo di a..." a questo punto, Alice gli appioppa un sonoro schiaffone e dice: " adesso è andata a posto?" Alberto: "sì, adesso sì.". Alice salva così il suo rapporto di amicizia con Marta ed Alberto da quel momento avrà nei confronti di Alice solo sentimenti di sopportazione, indifferenza o antipatia a seconda delle situazioni.
  • Alianorah: indigena di un atollo (che però è fisicamente localizzato nel Mediterraneo, vicino a Beirut). Durante una bufera che investe la fattoria, Alberto (con un ombrello in mano) viene trascinato via da una folata di vento. La bufera lo trascina fino a Beirut, dove viene abbattuto dalla contraerea e atterra sull'atollo di Alianorah. Verrà salvato, contro la propria volontà, da una spedizione di salvataggio (in mongolfiera) capitanata da Alfredo il Tacchino e con Glicerina nelle vesti di mozzo di bordo. Si verrà poi a sapere che per la delusione è diventata bulimica ed è nota come "la chiatta dei mari del sud".
  • Dorothy: stangona brasiliana, dall'incerto genere sessuale. Alberto la conosce perché insieme ad Enrico gestisce un night club nella fattoria. Alberto e Dorothy imbastiscono una relazione sentimentale platonica che però viene interrotta per lettera da Dorothy. Alberto piange e si dispera, aspetta tutta la notte ed al mattino giunge una telefonata da Dorothy: annuncia che se ne andrà per sempre, "prima che la nostra storia diventi qualcosa di serio"; parte perché deve subire un intervento chirurgico. Alberto è incredulo, preoccupato per la salute di Dorothy. Il commento finale di Enrico è chiarificatore di tutta la vicenda: "prova a cercarla a Casablanca".
  • Lulù: giornalista di città di cui Alberto prende una folle cotta, ma prima di dichiararsi ci ripensa e torna da Marta.
  • Lucy: Ex compagna di liceo di Marta che si innamora di Alberto (mentre il marito Luca la tradisce per Marta). Sarà Alice a salvare la situazione.

Comprimari[modifica | modifica wikitesto]

Le vicende di Alberto sono ambientate nella fattoria McKenzie, situata nella Valle delle Fattorie, in una grande Contea. Oltre a Marta, la fidanzata di Alberto, e Mosè, il suo fiero antagonista, gli altri personaggi della fattoria sono degli animali che incarnano tutti i difetti e a volte i pregi degli uomini.

  • Marta la gallina è la fidanzata di Alberto, subisce le pressioni della famiglia (soprattutto dalla madre) per convolare a nozze con Alberto. Lei stessa desidera ardentemente sposarsi e tenta in tutti i modi di arrivare all'altare ma Alberto riesce sempre ad evitare il "fatal passo", a volte con abili discorsi, molto più spesso scappando letteralmente quando Marta intavola il discorso.
  • Mosè il cane è il cane da guardia, di razza bobtail (ma scambiato da tutti i componenti della fattoria per un orso), custode della Fattoria McKenzie. È l'antagonista di Alberto poiché non approva la sua presenza nella fattoria in qualità di lupo e quindi predatore di galline. Nonostante sia cosciente del fatto che la presenza di Alberto sia pacifica e del suo amore per la gallina Marta, il suo istinto di cane da guardia lo spinge a tentare di cacciarlo dalla fattoria in tutti i modi, spesso facendo la guardia di notte addormentandosi col fucile (poi sostituito da una mazza da baseball) tra le braccia. Col passare del tempo il rapporto tra Mosè e Alberto si è particolarmente "addolcito" rispetto alle prime strisce, dove Mosè sparava ad Alberto "a vista" e quindi il dialogo tra i due era pressoché inesistente. Ora invece non è raro leggere storie in cui i due, seppur sollecitati a diventare amici dalla stessa Marta, collaborano per il bene della fattoria restando comunque in una sorta di rapporto odio-amicizia.
  • Enrico La Talpa è un personaggio complesso e contraddittorio. Tra le sue debolezze, l'attrazione irresistibile e un po' patetica per la giovane passera Silvietta ignorando la moglie Cesira. Enrico è fermamente convinto che Alberto sia il suo amico Beppe, con cui lo ha scambiato fin dalle prime strisce. È sempre pieno di idee per raggirare gli ingenui abitanti della McKenzie e ottenere qualche guadagno, soprattutto in veste di "astrologo-cartomante" nella tavola dedicata.

Con l'evolversi del fumetto, la figura di Enrico cresce rispetto agli altri personaggi assumendo una propria dimensione, riuscendo così a dare vita a storie in cui è l'unico protagonista e nelle quali gli altri abitanti della fattoria hanno il ruolo di comprimari o sono addirittura assenti lasciando la scena alla talpa, in coppia con Cesira, in un ideale "rifacimento a fumetti" di Casa Vianello. Per qualche tempo, le strisce dedicate ad Enrico non sono state intitolate più Lupo Alberto ma Enrico La Talpa appunto per sottolineare l'avvenuta crescita del personaggio, e la sua indipendenza rispetto alle strisce di Lupo Alberto.

Enrico rappresenta l'uomo medio di mezza età: impiegato frustrato con desiderio di carriera, prossimo alla pensione, con un odio (ricambiato) per la suocera e una "sopportazione consensuale" verso la moglie; tuttavia con velleità da "giovanotto": la voglia della "scappatella", gli amici al biliardo, il ritorno a casa sbronzo a tarda notte. Spesso riversa su Alberto le proprie frustrazioni, agevolandolo o addirittura convincendolo a fare delle cose che lui non può più fare, a causa dell'età o della moglie, ma questi progetti si concludono immancabilmente in disastri. Per quanto fondamentalmente cinico e cialtrone, Enrico è tuttavia capace di rari slanci di generosità gratuita verso il prossimo ed è dotato di una vena poetica che a volte fa capolino nelle storie a lui dedicate.

È da notare che, all'inizio, "La Talpa" non era il cognome di Enrico, ma semplicemente la sua definizione, come dire "Alberto il Lupo" o "Marta la Gallina": solo con l'andare del tempo "La Talpa" ha assunto lo status di cognome. Nel 1996 è stato pubblicato un almanacco in cui il personaggio di Enrico La Talpa è il protagonista dal titolo Vita da talpe.

La duttilità e il successo del personaggio di Enrico La Talpa ha dato vita, non solo all'interno dei fumetti di Lupo Alberto ma anche di Cattivik, a molti suoi alter ego che riflettono la sua voglia di evasione da una vita scialba e senza prospettive:

  • Il giustiziere Mascherato: chi non vorrebbe essere un supereroe? "Raddrizzatore di torti": questo, almeno in teoria, è quello che vorrebbe essere Enrico quando, con mantello nero e mascherina alla Zorro, si aggira per la fattoria per "vegliare sui deboli". L'evidente inidoneità fisica impedisce ad Enrico di combattere i cattivi, che di solito si riducono ad essere Mosè mentre picchia Alberto oppure una coppia della fattoria che litiga su chi deve lavare i piatti. Molto spesso viene inseguito da un gatto nero che vuole divorarlo.
  • Dracula il Talpiro: raro personaggio di cui Enrico veste i panni usando la cipria della moglie Cesira per simulare il "volto cadaverico" ed il rossetto, "sangue delle povere vittime".
  • L'incantatore di lombrichi.
  • Il mujaheddin afgano.
  • Il consulente matrimoniale.
  • L'astrologo, con tavola dedicata dopo la sezione dell'oroscopo.
  • Henry Le Taupe: personaggio che appare in tre storie di Cattivik (mai in Lupo Alberto), si tratta di un ingegnoso ma sfortunato ladro che coinvolge Cattivik, suo malgrado, in diversi "colpi" che ovviamente andranno tutti a finire malamente e a cui a farne le spese sarà maggiormente proprio Cattivik. Dal titolo della prima storia in cui appare Henry Le Taupe i due formano la Banda del buco... nell'acqua.
  • Cesira in "La Talpa" (non se ne conosce il cognome da nubile) è la moglie di Enrico. È fisicamente identica ad Enrico e la si distingue perché indossa perennemente un foulard in testa, legato sulla fronte (o vestita in modo diverso per le uscite mondane). Archetipo della pettegola popolana, è fondamentalmente una casalinga repressa di mezza età. Tendenzialmente "tonta", a volte ha dei risvolti da "furba" a seconda delle esigenze di copione, soprattutto quando si tratta di consigliare e/o consolare Marta nel suo rapporto (a volte conflittuale) con Alberto o quando deve ribattere alle battute del marito.
  • La madre di Marta (nome ignoto). È rappresentata come la classica campagnola, grande e grossa con grembiule e foulard annodato in testa. Stressa Marta perché si sposi e le dia finalmente dei nipotini (nei suoi sogni, uno diventerà medico e l'altro conseguirà una vincita milionaria al superenalotto), magari addirittura cambiando fidanzato. Ha degli atteggiamenti oscillanti nei confronti di Alberto, ma soprattutto indifferenza ed antipatia, in quanto lo considera l'ostacolo principale tra sua figlia ed il matrimonio.
  • Il padre di Marta (nome ignoto). Compare rarissimamente. Gli unici avvistamenti accertati sono in due casi: agli "inizi" delle strisce di Lupo Alberto quando striglia Alberto per spingerlo a sposare la figlia ("lei capirà che io, essendone il padre, sia direttamente interessato al futuro della ragazza...") e un secondo quando per un malinteso, Alberto crede che Marta sia incinta. La fugacità delle apparizioni del padre di Marta sono propedeutiche per concentrare le strisce sulla relazione conflittuale tra Marta e la madre, tipiche delle relazioni madre-figlia e le relative opposizioni generazionali.
  • Alcide il maiale è il più colto (insieme a Odoardo) e sensibile della fattoria, ama le letture impegnate e compone poesie. Tenta di continuo di acculturare Glicerina su argomenti che spaziano dall'astronomia alla storia o anche solo semplicemente insegnandoli le regole dei più disparati giochi enigmistici e di società. Purtroppo per lui, vista l'ottusità dell'amico, tutto si rivela sempre una battaglia persa in partenza.
  • Joseph il papero, detto Glicerina, è il personaggio più sciocco e tontolone, ma simpatico. Afferma di avere uno zio che lavora nei cartoni animati in America. È spesso vittima di truffe e raggiri, frequentemente ad opera di Enrico. In una storia si rivelano i trascorsi di Glicerina: secondo nato di due fratelli gemelli, viene chiamato Glicerina per "fare coppia" col nome del primo nato, chiamato "Anitro", generando così il gioco di parole Anitro-Glicerina. I due fratelli fin da piccoli sviluppano un fortissimo senso di competizione che li spinge ad eccellere in ogni campo del sapere, ma poiché il conflitto rischia di distruggerli, vengono separati dopo le elementari. L'assenza di Anitro, blocca il senso di competizione di Glicerina che da Super Genio precipita in uno stato di sub-normale mentale, diventando lo "scemo del villaggio".
  • Alfredo è il tacchino eclettico. Sparisce sempre dalla fattoria durante le feste di Natale, in quanto teme di partecipare al cenone in veste di portata. Storico personaggio di "contorno", riveste occasionalmente il ruolo di protagonista in una storia del 2008 a lui dedicata - "Morto di fama" -, nella quale, deciso a diventare un personaggio pubblico, dapprima compare in televisione come partecipante a quiz televisivi, ma poi, fallendo i provini, si accontenta di essere parte del pubblico. Dopo comiche vicissitudini, si riduce a diventare un "disturbatore" delle dirette televisive sullo stile di Gabriele Paolini e infine arrestato e ricondotto alla Fattoria. Ormai preda dell'ossessione della fama, traccia il suo nome nel campo di grano nella la speranza di essere fotografato dal satellite meteorologico, e solo la pazienza degli altri membri della fattoria ed un lungo periodo di riposo lo faranno uscire dall'esaurimento nervoso, recuperandolo alla normalità. La storia è una critica alla società televisiva, in cui compaiono spesso sullo schermo personaggi senza alcun merito o pregio particolare, esattamente come Alfredo.
  • Alice è la migliore amica di Marta, sempre alla prese con problemi d'amore e di linea. Femminista vecchio stampo, ce l'ha con gli uomini, forse perché non riesce ad averne uno per sé. Ha avuto numerose e fugaci relazioni, di cui spesso sono riportati solo i disastrosi esiti, con una serie di improbabili fidanzati, tra cui Grufo, un maiale motociclista teppista che la scarrozzava con la moto solo perché Alice assicurava stabilità al mezzo durante le curve; oppure Felice, un educato e dolce volpino, che la adorava ma che lei ha rifiutato perché "non l'acchiappava". Alice ha la particolarità di andare in "fregola sessuale" ogni primavera e per questo insidia oscenamente tutti i maschi (Odoardo, Mosè, Alberto, Enrico, Il dottore, etc.) che le capitano a tiro senza mai riuscire a "concludere". Ha avuto un fidanzato, Lupo Roberto: la relazione è naufragata perché lei voleva sposarsi ma Roberto no.
  • Lodovico il cavallo, sogna di vincere il derby di trotto. Quando si allenava, nelle primissime strisce, aveva la particolarità di correre non su quattro zampe, ma su due, come se fosse un uomo.
  • Krug il toro, irascibile e violento. È l'unico che, data la sua stazza, non riceve punizioni o rimproveri da parte di Mosè, che lo teme.
  • Omar il gallo, è attanagliato da terribili sensi di colpa perché col suo "chicchiricchi" mattutino, sveglia gli abitanti della fattoria. Da molto tempo non si vede più sulle strisce.
  • Arturo pennuto non meglio identificato (probabilmente un pollo), se ne stava appollaiato sullo steccato, facendo da "spalla" comica a Lodovico. Presente solo nelle primissime strisce, poi è sparito senza lasciare traccia.
  • Odoardo è il cugino "di città" di Marta. Dentatura irregolare, indossa pesanti occhiali da vista: saccente e antipatico (e con un forte "debole" sentimentale per la cugina che in alcune occasioni tenta inutilmente di conquistare). Compare nelle strisce inizialmente perché si ritira in campagna per preparare un esame universitario, successivamente occuperà le strisce sempre più frequentemente fino a diventare un elemento stabile della fattoria.
  • il dottore è il medico della fattoria (nome ignoto). Oltre ad occuparsi della salute degli abitanti della fattoria, è colui che si occupa di "rappezzare" Alberto ed Enrico dopo che le loro avventure si concludono malamente. È un tacchino.
  • Silvietta, La passera scopaiola (corretto nome ornitologico: Prunella modularis). È, in ordine di tempo, l'ultima figura che si aggrega al cast fisso della Fattoria. Adolescente studiosa modello, è ora cresciuta e frequenta la facoltà di medicina. Fa da spalla soprattutto a Marta, oppure è la vittima delle avance sentimental-sessuali di Enrico, che viene puntualmente stroncato con salaci commenti. Per un periodo è stata pubblicata una serie di storie intitolate "Le maialate di Enrico La Talpa": la serie inizia con Enrico che trova il libro "Cento modi per sedurre una ragazza" In conseguenza di ciò, Enrico prova di volta in volta un metodo diverso allo scopo di sedurre Silvietta, ricavandone solo brutte figure e ossa rotte.
  • Sam Falco, investigatore privato. Fisicamente è identico ad Enrico La Talpa. Appare raramente anche se a volte vive storie "sue" senza la presenza dei membri della fattoria. In queste storie "noir", la città ha un taglio cupo. Archetipo del classico investigatore privato dei telefilm polizieschi di matrice statunitense del periodo 1920-1950: scapolo ma avvezzo ad avventure occasionali a sfondo erotico-sentimentale con belle ragazze, cinico e disincantato, conosce i bassifondi, ha un rapporto conflittuale con la polizia metropolitana, forte bevitore di bourbon, vive e dorme in ufficio, indossa un cappello borsalino, impermeabile, calzoni con bretelle, immancabile sigaretta accesa tra le labbra. Ha aiutato qualche volta Alberto e/o Mosè quando questi si recano in città soprattutto per attività a sfondo sentimentale: ritrovare una "fiamma" di Alberto o rintracciare "la barboncina dei vicini" che è il sogno (non poi tanto segreto) di Mosè. In alcune storie appare il suo assistente Uotson (ovvio riferimento al dottor Watson di Sherlock Holmes), che è fisicamente identico ad Alberto e indossa un capello a tesa larga e una cravatta a righe.
  • Tiberio la cicogna: a cavallo del 2004-2005, questa cicogna (presentata da Enrico) disturbava Alberto e Marta affinché avessero un bebè e potesse così avere una consegna, poiché anche il settore della "consegna bebè" è in crisi. La coppia chiaramente rifiutava continuamente. Tiberio rappresentava l'archetipo del giovane che deve destreggiarsi tra lavori precari e contratti a progetto, che persevera nonostante i numerosi rifiuti. In un paio di tavole è passato al ramo "consegna pizze" ma viene licenziato perché non rispondeva all'immagine dell'azienda: nella pratica, i clienti scappavano appena vedevano una cicogna arrivare con un fagotto nel becco.
  • Uccello. Uccello è un personaggio che è durato poche tavole (dalla 47 alla 58, per la precisione). Si tratta di un pulcino d'oca abbandonato dalla madre, migrata a sud per l'inverno. Alberto lo "adotta" aiutandolo ad imparare a volare (con risultati pessimi) poiché la stagione di caccia si sta avvicinando. La storia di Uccello finirà tragicamente, poiché, una volta riuscito a spiccare il volo per il suo viaggio verso sud, Mosè lo abbatterà a fucilate. Dopo la morte di Uccello, avvenuta a metà di una tavola, la restante parte è stata lasciata completamente vuota.

È da notare che il canovaccio di Uccello verrà riciclato in Cattivik: un topo di fogna viene adottato da Cattivik che gli insegnerà a nuotare, ma verrà ucciso da un addetto della derattizzazione.

Riguardo alla triste scelta di farlo morire, Silver disse: "Farlo migrare sarebbe stato scontato. Si cerca sempre di fare qualcosa di nuovo che scuota un po' il lettore e io in passato ero molto più provocatorio di quanto non lo sia adesso. Il fatto di far entrare la morte nel mio fumetto ha creato molte reazioni forti: sono stato persino minacciato, perché facessi rivivere il povero Uccello, ma per me l’importante era proprio far entrare nella narrazione anche la morte, un elemento sconvolgente, che però fa parte della nostra vita. Insomma una provocazione, ma a fin di bene, per contrastare il perbenismo disneyano, da cui ero profondamente infastidito. La morte di questo passerotto è stata quasi un atto di ribellione a quegli stupidi stereotipi, anche se più vicina a un atto di cinismo, perché premeditata”. Il tragico evento verrà poi riproposto nella tavola 217 del 1986, quando Marta spiega ad Alberto che Silvietta ha intenzione di insegnarle a volare. Le parole di Marta faranno rievocare il ricordo in Alberto. Quando lei domanda: "Beh, a cosa pensi?" al fidanzato in procinto di mettersi a piangere, Alberto ricorda le parole con cui Uccello aveva cercato di insegnarli a volare a sua volta: "Non è mica difficile, sai, vecchio? Sali su un ramo, protendi il corpo e poi dici: un, due, tre... vado!".

  • Gideon e Jasper: un gatto e una volpe, coppia di improbabili ladri pasticcioni, compaiono in alcune storie dove tentano di compiere furti spesso ai danni degli abitanti della McKenzie, furti che si concludono in maniera disastrosa anche a causa dell'idiozia di Gideon.

La Fattoria McKenzie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fattoria McKenzie.

Nella Fattoria McKenzie l'uomo non compare mai, ma a sostituirlo ci sono gli animali. Dal nome, la McKenzie risulta anglosassone, come tipicamente anglosassoni sono le case della fattoria come appaiono nei disegni. Anche il fatto che sia situata in una Contea fa pensare che sia una fattoria anglosassone, ma il modo di parlare e le situazioni a cui si riferiscono i personaggi, nonché i loro nomi, sono tipicamente italiane. La fattoria è posta in una immaginaria, bucolica valle, circondata da boschi, fiumi, laghi, che di volta in volta fanno da sfondo alle storie di Alberto. La città è comunque moderatamente vicina, infatti si raggiunge in corriera (anche se si trova fuori valle e in una storia è specificato che si trova a 21 km dal bosco), che ferma proprio davanti alla fattoria, corriera usata dai ragazzini per andare a scuola o da Enrico per andare in ufficio. Nella valle esistono anche altre fattorie, tra cui gli "odiati McKenna", concorrenti dei McKenzie assieme agli spietati McGuffey.

La fattoria è di piccole dimensioni e produce ortaggi e cereali. Mosè è l'intendente: vende le produzioni e distribuisce i salari.

Tutti i personaggi sono poi consapevoli di essere in un fumetto e, molte volte, sfondano la cosiddetta quarta parete e parlano con lo sguardo rivolto verso il lettore, che si sente così tirato in ballo.

Le citazioni di elementi umani nella saga McKenzie sono le seguenti:

  • Nelle primissime strisce, il gallo della fattoria viene zittito dal fattore tramite un ombrello millimetricamente lanciato che va ad incastrarglisi nel becco.
  • Sempre in una delle prime strisce, un uccello, appollaiato su uno spaventapasseri, finge di esserne terrorizzato, perché il fattore si avvicina (in una vignetta si vede lo stivale del fattore) mentre in realtà lo spavento dell'uccello serve solo a "coprire" lo spaventapasseri, in modo da far credere che lo stesso riesca effettivamente ad allontanare gli uccelli: in realtà i due sono amici.
  • In una striscia, Marta dice ad Alberto che Mosè è stato severamente ripreso dal fattore perché non ha avvistato in tempo due forestieri che si sono avvicinati, e la punizione è un legaccio che blocca i capelli di Mosè in modo tale da impedire che gli stessi gli offuschino la vista.
  • Nell'albo n. 211 del 2003, Lupo Alberto, durante una notte di luna piena, si trasforma in "uomo mannaro", petulante ed arrogantissimo essere umano dall'aria di piazzista: sia per il linguaggio legal-politichese adottato ("lei mi criminalizza!", "Abbassi quei toni, cribbio! Voglio solo liberarla da lacci e lacciuoli!", "Si moderi!") sia per l'aspetto (occhiali, riporto, doppiopetto blu, valigetta 24 ore, etc), questo uomo mannaro è una perfetta imitazione di Renato Schifani.
  • In una storia intitolata "Le vacanze esotiche di Lupo Alberto", Alberto ed Enrico finiscono su un'isola tropicale abitata da ragazze bellissime. La storia è stata disegnata a quattro mani da Silver e Milo Manara e, infatti, la bellezza di queste ragazze è tutta opera del maestro del fumetto erotico.

Satira[modifica | modifica wikitesto]

In Lupo Alberto, nelle storie e negli atteggiamenti dei personaggi è presente una sottile ma evidente satira politica, che fa capire come il fumetto non sia destinato ai soli giovanissimi. In questa prospettiva, ad esempio, a volte si contrappongono Alberto ed Enrico. Il primo rappresenta il classico giovane idealista, un po' anarchico e ribelle, mentre il secondo rappresenta lo stereotipo dell'italiano medio o a volte del politico che promette grandi cose, ma è avido di potere e denaro, ed è decisamente contro tali tendenze giovanili (a volte Enrico è stato addirittura disegnato con le fattezze di Silvio Berlusconi. Inoltre, sono spesso presenti alcuni riferimenti di natura sessuale, e in alcuni casi sono trattate alcune tematiche erotiche, anche se il fumetto non scende mai nella volgarità, che probabilmente i più giovani non colgono. Famosa ad esempio fu una serie di tavole, comparsa a partire dal numero 8, nelle quali Enrico la Talpa dichiara di essere omosessuale (ma alla fine della storia è evidente che si trattava di una provocazione) e convince l'amico Alberto a fare con lui una marcia per i diritti degli omosessuali, provocando lo scandalo dei benpensanti della fattoria.

Anni fa, Enrico fonda un movimento, volto a raddrizzare i decadenti costumi della società italiana degli anni settanta. Il nome del movimento è: "Bravi Ragazzi", abbreviato in BR. Il simbolo scelto ad identificare il movimento dei "BR" è una stella rossa a 5 punte. Enrico e Alberto si recano in città a presentare il loro movimento ma vengono accolti da gente terrorizzata che scappando, gli lancia portafogli ed altri oggetti di valore pur di avere salva la vita. Evidentissimo il riferimento alle "vere" BR, cioè le Brigate Rosse.

Col passare del tempo, il fumetto è cresciuto, andando a toccare molti temi: l'utilizzo del telefono cellulare, i talk show, l'immigrazione, la frustrazione della vita di coppia, la morte, la politica e molti altri ancora. Questi e molti altri argomenti, leggeri o seri che siano, hanno trovato spazio sulle strisce di Lupo Alberto.

Evoluzione del tratto grafico[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, tutti i personaggi di Lupo Alberto hanno un fisico "peroide", cioè a forma di pera con le gambe attaccate al lato del corpo e col ventre che tocca terra: le gambe sembrano aggiunte alla fine solo per dare stabilità al corpo che senza supporti rotolerebbe via. Con l'andar del tempo (e con l'avvicendarsi dei disegnatori) i personaggi delle strisce perdono progressivamente le caratteristiche animali per assumere caratteristiche umane: vengono disegnati più alti, slanciati, con le gambe non più ai lati del corpo, ma sotto il corpo, come negli esseri umani. I personaggi femminili vengono sempre più spesso disegnati dotati di seno e/o con delle silhouette che si rifanno al corpo femminile, e non più a quelle di galline, coniglie o vacche.

Nella storia in cui Alice è fidanzata con Lupo Roberto, dichiara che Roberto è alto un metro e ottantasei centimetri: poiché Alberto è più basso di circa mezza testa, possiamo dedurre che l'altezza di Alberto è tra 165 e 170 centimetri, una statura "umana", quindi.

Contatti con altri fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Nel futuro del mondo di Lupo Alberto troviamo la parodia in chiave "lupesca" di Nathan Never: i personaggi in questo caso hanno dei nomi storpiati ma riconoscibili: Tacchinund è Sigmund Baginov, Chicken Legs è Legs Weaver e così via. Inizialmente Lupo Alberto riceve una visita dal futuro ed è obbligato a sostituire il suo discendente perché questi è raffreddato. I successivi contatti avvengono oniricamente (quando Alberto si addormenta durante le noiosissime proiezioni in lingua originale di film minimalisti di registi bulgari, cecoslovacchi o russi, alle quali la fidanzata Marta lo obbliga ad assistere) oppure elettronicamente, quando Chicken Legs si connette al televisore di Marta e risucchia Alberto nel futuro per un'altra missione. Altre volte è la stessa Chicken Legs a tornare nel passato per svolgere una missione e necessita dell'aiuto di Alberto.

In una tavola del 1989[1] troviamo Enrico La Talpa nei panni di Hanrì Mystere; un chiaro riferimento a Martin Mystère.

In alcune occasioni, Odoardo diventa Odoardo Willer, chiaro riferimento a Tex Willer; al posto della Colt utilizza una pistola che spara ventose.

Enrico afferma inoltre di leggere Tex sin da quando era ragazzo e di avere una folta collezione di cui è gelosissimo al punto ad adirarsi quando, una volta, Cesira gli ha detto: "Sai che cosa sei? Un tizzone d'inferno!" (espressione ricorrentissima nelle storie di Tex). Enrico l'ha inseguita gridandole: "Vieni qui! Hai sbirciato di nuovo la mia collezione di Tex!".

Silver ha realizzato personalmente una delle copertine degli albi Color Fest di Dylan Dog, precisamente il numero 4, albo con storie dalle forti tonalità umoristiche a livello di disegni. La copertina in questione ricalca quella del primo numero della serie regolare, 'L'alba dei morti viventi'. Dylan Dog è impostato, in questo caso, proprio come se fosse Alberto, in quanto i tre zombie da cui è circondato hanno le fattezze di Enrico, Mosè e Marta: il primo sbuca dal terreno levando le braccia in cielo in segno di saluto, Mosè brandisce una mazza da baseball e Marta ha dei cuoricini accanto alla testa.

La rivista[modifica | modifica wikitesto]

Edita dalla McK Publishing di Milano (prima ancora dalla Glenat Italia, dalla Acme e poi dalla Macchia Nera), mantiene la struttura attuale della rivista definita da tempo e che ha avuto poche variazioni di rilievo nel corso degli anni. Si apre con 13 tavole di due pagine in bianco e nero, a cui seguono una o più storie a colori di varie lunghezze per un totale di 24-32 pagine. Vi è poi una speciale tavola di due pagine dedicata all'astrologia. Questo per quanto riguarda i fumetti.

Vi sono poi rubriche quali il LupoTest, l'Oroscopo, la rubrica Spensieriamoci (nella quale i lettori inviano poesie, riflessioni, pensieri, ecc.), il MegaStore (sezione di annunci), e le due rubriche principali, La Posta e Caro Psic. In quest'ultima i lettori inviano i propri problemi ad uno psicologo che tenta di risolverli. La Posta è la rubrica più importante, nella quale arrivano le lettere dei lettori e nella quale si discute di vari argomenti, quali la pace, la guerra, la politica, la televisione, i giovani, la droga, il sesso, l'ambiente, ecc. Insomma, un fumetto principalmente per ragazzi, ma che possono tranquillamente leggere anche gli adulti e che fa riflettere sui grandi temi di attualità.

Autori[modifica | modifica wikitesto]

I principali sceneggiatori e disegnatori che si sono avvicendati nella produzione delle storie di Lupo Alberto sono, oltre logicamente a Silver, Casty (Andrea Castellan), Giacomo Michelon, Francesco Artibani, Tito Faraci, Moreno Burattini, Piero Lusso e Bruno Cannucciari. Su Lupo Alberto vengono pubblicati anche brevi fumetti riguardanti altri personaggi e storie, spesso realizzati dagli stessi autori del Lupo. Ad esempio, la serie Cuori Grassi di Mauro Talarico, Le avventure di Scardaglione e Maruzzelli di Francesco Artibani e Lello Arena o le tavole di Kika, la ragazza dei gatti realizzate da Cavezzali e Camerini. Negli albi più vecchi compaiono anche le Sturmtruppen e Cattivik di Bonvi, sotto un certo aspetto maestro di Silver, e I casi di Zuzzurro e Gaspare dello stesso Silver, rappresentati da strisce o storie i cui protagonisti sono i due personaggi interpretati, nella realtà, dal duo comico Andrea Brambilla e Nino Formicola, coinvolti in situazioni spesso grottesche e surreali. I due comici, entrambi ammiratori di Silver, scrissero appositamente i testi da far pubblicare sulla rivista.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

  • Agli inizi degli anni novanta è stato realizzato dalla software house italiana Idea un videogioco basato sul personaggio, intitolato semplicemente Lupo Alberto - The Videogame. Esso faceva parte della politica editoriale della casa di realizzare tie-in di altri celebri fumetti italiani, come Cattivik o le Sturmtruppen. Allegato al gioco vi era un albetto a fumetti con 10 brevi storie, ognuna mancante della tavola finale: dopo aver terminato ciascuno dei 10 livelli del gioco sarebbe stata visualizzata a tutto schermo la tavola mancante.
  • Dal 1997 è stata creata una serie a cartoni animati (intitolata appunto Lupo Alberto) una produzione italo-francese di due stagioni trasmessa da Rai 2 con grande successo in cui gli episodi rappresentavano storie già apparse sui fumetti Lupo Alberto. Trasmesso la sera verso le ore 20.00, ha avuto in media 2 milioni di spettatori al giorno. Nella prima serie la voce di Lupo Alberto è di Francesco Salvi, quella di Marta è di Lella Costa. Dieci anni dopo gli episodi sono stati raccolti in una serie di DVD venduti in edicola.
  • Lupo Alberto è stato spesso testimonial di iniziative come ad esempio la campagna per lotta contro l'Aids e la sensibilizzazione a usare il preservativo ("Cosa aspetti a metterlo? Che sia firmato Nike?", ecc.) per il Ministero della Sanità italiano, di cui sono stati diffusi migliaia di opuscoli in tutte le scuole italiane nel 1991 e cartelloni pubblicitari nel 2000, 2001 e 2002.
  • Lupo Alberto è il principale testimonial dell'Associazione Italiana Narcolettici per la lotta alla narcolessia per la quale è stato protagonista di uno spot pubblicitario andato in onda sui principali canali televisivi italiani.
  • Lupo Alberto ha una rubrica fissa all'interno del settimanale TV Sorrisi e Canzoni: Attenti al lupo è una pagina a fumetti a colori dove Alberto, Marta, Enrico e Cesira (raramente gli altri) si rivelano teledipendenti e parlano dell'attualità legata al mondo della televisione.
  • A fine anni novanta l'Artena iniziò la produzione di oggetti per la scuola e di cartolibreria usando il marchio Lupo Alberto, soprattutto nella produzione di diari, quaderni, astucci e zaini mentre la Biembi ha prodotto peluches e altri tipi di gadgets. Successivamente, i personaggi della Fattoria McKenzie si sono estesi ad altre realtà commerciali, come per esempio caramelle e gomme da masticare.
  • Nel 2006 Lupo Alberto è il protagonista virtuale del musical "In bocca al lupo... e basta!" di Silver e Augusto Fornari e Toni Fornari, con Laura Ruocco, Antonello Angiolillo, e con la regia di Ivan Stefanutti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hanrì Mystere

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]