Aldo Ciccolini

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Aldo Ciccolini

Aldo Ciccolini (Napoli, 15 agosto 1925) è un pianista italiano naturalizzato francese. Dal 2007 è cittadino onorario di Cesano Maderno e di Galatina dal 2009.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Aldo Ciccolini è nato a Napoli dove ha studiato pianoforte con Paolo Denza e composizione con Achille Longo presso il conservatorio di San Pietro a Majella. Fu ammesso precocemente, a soli nove anni, allo studio della composizione e si formò alternando uno scrupoloso studio della dodecafonia agli studi accademici tradizionali[1]. Ciò fu possibile grazie a una delega direttoriale di Francesco Cilea, all'epoca direttore del Conservatorio di Napoli, accompagnata da una richiesta formale dello stesso Achille Longo. L'alta considerazione del maestro per il suo giovane pupillo fece sì che una melodia per canto e piano di quest'ultimo venisse inclusa, interamente, a titolo di esempio e a conclusione, nel libro del Longo di melodie e canti edito da Ricordi[2].

Successivamente completò i suoi studi pianistici con Marguerite Long ed Alfred Cortot a Parigi. Ereditò, dai suoi docenti, gli insegnamenti di Ferruccio Busoni e di Liszt. Debuttò al Teatro San Carlo nel 1941 all'età di 16 anni. Nel 1949 vinse il Concorso internazionale Marguerite-Long-Jacques-Thibaud a Parigi. Ha collaborato con i direttori d'orchestra più noti, come Wilhelm Furtwängler, Ernest Ansermet, André Cluytens, Dimitri Mitropoulos, Charles Münch, Lorin Maazel, Carlos Kleiber, Georges Prêtre, Jean Martinon, Pierre Monteux, e con il soprano Elisabeth Schwarzkopf.

Nel 1950 suona nella prima esecuzione assoluta a Parigi di "Concerto de mai" di Marcel Delannoy.

Al Teatro La Fenice di Venezia nel 1950 esegue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (Čajkovskij) diretto da Carlo Maria Giulini e nel 1961 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (Beethoven).

Al Teatro alla Scala di Milano nel 1955 esegue un concerto diretto da Lorin Maazel e nel 1956 un recital alla Piccola Scala.

Cittadino francese dal 1969, ha insegnato al Conservatoire de Paris dal 1970 al 1988, scoprendo la sua vocazione di didatta a cui è rimasto sempre fedele e dedicandosi con rigore e generosità alla formazione delle nuove generazioni quali Jean-Marc Savelli. Tra i suoi allievi vanno ricordati Akiko Ebi, Géry Moutier, Jean-Yves Thibaudet, Artur Pizzaro, Marie-Josèphe Jude, Nicholas Angelich, Mario Galeani, Jean-Luc Kandyoti [3].

Nel 1972 suona nella prima rappresentazione nella Salle du Théâtre du Château di Versailles di "Petite messe solennelle" di Rossini.

Per La Fenice di Venezia nel 1975 torna con un concerto di musiche di Robert Schumann, nel 1994 in un recital al Teatro Toniolo di Mestre, nel 1996 con il Quintetto per pianoforte e archi di Guido Alberto Fano al Teatro stabile del Veneto "Carlo Goldoni" per raccogliere fondi per la ricostruzione del Teatro La Fenice e nel 2002 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 (Beethoven) al PalaFenice al Tronchetto.

Alla Scala nel 1984 torna con un concerto con musiche di Debussy, nel 1986 il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 (Rachmaninov), nel 1990 il Concerto per pianoforte e orchestra in Sol maggiore (Ravel) diretto da Georges Prêtre e nel 1994 con un recital.

Sempre restio a suonare in pubblico a quattro mani, si decide a farlo per la prima volta solo nel 1993 quando all'auditorium di Polistena, in Calabria, nel secondo tempo di un concerto, esegue assieme a Massimo Distilo, suo ex allievo, alcuni stralci dai "Trois morceaux en forme de poire" di Erik Satie e alcuni brani dai "Riflessi d'Oriente" di Robert Schumann.

Nel 2010 ha festeggiato il suo 85esimo compleanno al festival pianistico di La Roque D'Anthéron, uno dei festival più importanti di Francia. Professore dal 1971 al 1989 al Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris, ha scoperto una vocazione di pedagogo alla quale non ha mai rinunciato.

Stile[modifica | modifica sorgente]

Ciccolini è un interprete celebre, che ha promosso soprattutto la conoscenza della musica per pianoforte dei compositori francesi, noti e meno noti: Maurice Ravel, Claude Debussy, Erik Satie, Déodat de Séverac, Jules Massenet, Charles Henri Valentin Alkan e Alexis de Castillon. È anche conosciuto per le sue interpretazioni della musica di Franz Liszt e delle composizioni pianistiche di Mario Castelnuovo-Tedesco.

Ha effettuato più di cento registrazioni per la EMI-Pathé Records ed altre case discografiche, tra cui le integrali delle sonate per pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven, l’opera per pianoforte di Claude Debussy, di Leoš Janáček (Abeille Music), i Notturni di Fryderyk Chopin e le opere per pianoforte solo di Edvard Grieg (Cascavelles)

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Prix Edison del Académie Charles Cros, Premio della National Academy of Recordings Arts negli USA, tre volte Grand Prix du Disque in Francia. Nel 2002 ha ricevuto il Diapason d'Or per l'integrale di Janàcek incisa per Abeille Music, per Schumann con la casa discografica di Cascavellas e nell'ottobre 2003 per i Notturni di Chopin, sempre con Cascavellas. Il 23 novembre 2005 a Roma ha ricevuto il Premio Vittorio De Sica.

Nel 2008 è stato nominato commendatore dell’Ordine nazionale francese al merito.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Officier de l'Ordre nationale du Merite - nastrino per uniforme ordinaria Officier de l'Ordre nationale du Merite
Officier de la Legion d'Honneur - nastrino per uniforme ordinaria Officier de la Legion d'Honneur
Commandeur des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Commandeur des Arts et des Lettres

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G. Locatelli, La Repubblica, 22/11/2006.
  2. ^ 32 lezioni pratiche sull'armonizzazione del canto dato, Ed. Ricordi
  3. ^ Piano ma non solo, Jean-Pierre Thiollet, Anagramme Ed., 2012, p. 79. ISBN 978-2-35035-333-3

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