Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 (Rachmaninov)
| Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 | |
|---|---|
Tema principale suonato dai violini e viole |
|
| Compositore | Sergej Rachmaninov |
| Tonalità | Do minore |
| Tipo di composizione | Concerto |
| Numero d'opera | 18 |
| Epoca di composizione | 1900–1901 |
| Prima esecuzione | Società Filarmonica di Mosca, 27 ottobre 1901 |
| Dedica | professor Nikolaj Dahl |
| Organico |
pianoforte solista, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, tuba, timpani, piatti, archi |
| Movimenti | |
|
1- Moderato 2- Adagio sostenuto 3- Allegro scherzando |
|
Il concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore è il più popolare ed eseguito dei quattro concerti per pianoforte del compositore russo Sergej Rachmaninov, nonché uno dei concerti per pianoforte più famosi di sempre. Fu composto tra il 1900 e il 1901.
Indice |
[modifica] Storia
Dopo il clamoroso insuccesso alla prima della Sinfonia n. 1, Rachmaninov cadde in una crisi artistica, decretata anche dalla critica. Affidatosi alle cure del professor Nikolaj Dahl il compositore però si riprese, scrivendo in breve tempo il secondo e terzo movimento del concerto. Lo stesso autore li eseguì alla "Sala della nobiltà" di Mosca il 15 settembre 1900 ottenendo una grandiosa accoglienza del pubblico presente. Rigenerato da questo ritorno sulla scena, ultimò la partitura e la dedicò a Dahl; la prima esecuzione integrale, con i medesimi interpreti della precedente, fu alla Società Filarmonica di Mosca il 27 ottobre 1901.
[modifica] Movimenti
[modifica] Moderato
Il primo movimento è caratterizzato da due temi che si intrecciano: il primo, in tonalità minore, maestoso e quasi marziale, che conferisce tono drammatico e incalzante; il secondo in tonalità maggiore, più cantabile, è una dolce melodia che porta grande intensità al movimento.
Il pianoforte esordisce pesanti accordi che introducono ad una atmosfera di mistero e di drammaticità. Successivamente viene presentato il primo tema esposto dagli archi (violini più viole, mentre i bassi scandiscono il tempo) e dal clarinetto, ripreso poi con grande enfasi dal pianoforte solo.
L'atmosfera cambia con l'introduzione del secondo tema che chiude l'Esposizione. Si torna quindi al primo tema, esposto da oboe, clarinetto e viole, con conseguente parentesi virtuosistica del solista.
Il culmine si ottiene con la riproposizione del secondo tema, con i violini aggiunti a clarinetto e viole che anticipano l'ingresso enfatico del pianoforte.
La ripresa si apre con il ritorno al tempo di marcia, a cui segue il melodioso canto del solista questa volta accompagnato da legni, corni e archi. Lo stacco del corno solo si impone per portare al ritorno del secondo tema, ripreso da tutta l'orchestra.
La coda, introdotta dai virtuosismi del pianoforte, si conclude dai perentori accordi orchestrali.
[modifica] Adagio sostenuto
Il tempo lento del concerto rappresenta probabilmente il movimento più intenso e conosciuto dell'opera.
Il pianoforte esordisce con un delicato arpeggio in terzine sull'accompagnamento leggero di archi con sordina,clarinetti, fagotti e corni. Il flauto solista espone il dolcissimo tema, ripreso in successione dal clarinetto. Quindi il pianoforte si scambia con il clarinetto, che lo accompagna quasi in un duetto. I violini intervengono a rompere il tema, che evolve in una seconda parte più animata, dove il pianoforte elabora il materiale tematico, con interventi di fiati e archi, in un progressivo climax espressivo fino all'esplosione sonora di tutta l'orchestra.
Dopo una cadenza del solista, si ritorna alla tenue prima parte del tema, proposta in crescendo, fino a sfumarsi definitivamente, con l'ultima voce affidata alle note ritenute del pianoforte.
[modifica] Allegro scherzando
Il terzo movimento riprende il tono marziale del primo movimento, ma con un'atmosfera più ironica. Il primo tema ha un carattere guizzante, saltellante; dopo una sua elaborazione, si arriva al secondo tema, dolcemente cantabile, presentato dalle viole e dall'oboe e ripreso dal pianoforte, tema che indubbiamente può essere considerato il più bello e il più celebre fra tutti i temi composti da Rachmaninov. Lo sviluppo centrale si basa sul primo tema, che viene spezzettato ed alternato fra il solista e vari strumenti, con pure un accenno di un passo fugato. Questo sviluppo si salda praticamente con la riesposizione, che si afferma con il ritorno, adesso con i violini, del secondo tema. Da qui deriva una nuova elaborazione prevalentemente mossa che porta, con il cambio della tonalità in do maggiore, alla trionfale affermazione del secondo tema (che quindi è il vero protagonista del finale) a piena orchestra. Segue una breve coda nuovamente mossa che in un clima ora festoso e trascinante porta alla conclusione. Terminano il brano tre accordi ripetuti che rappresentano la firma ritmica del compositore: ta- tatata (Rach - maninov).
Esiste una leggenda riguardo al famosissimo secondo tema di questo movimento. A detta del critico Leonid Sabane'ev tale tema non sarebbe di Rachmaninov bensì del suo amico Nikita Morozov. Ascoltando un brano di Morozov, Rachmaninov avrebbe detto: "Oh, ma è una melodia che avrei potuto comporre io". "Ebbene, perché non te la prendi?", avrebbe risposto Morozov. E Rachmaninov non si sarebbe fatto pregare (Fonte: Piero Rattalino, Il Concerto per Pianoforte e Orchestra da Haydn a Gershwin, Ricordi/Giunti 1988).
[modifica] Discografia
- Arthur Rubinstein, pianoforte / N.B.C. Symphony Orchestra / Vladimir Golschmann-La Voce del Padrone QALP 161 - 1955
- Julius Katchen, pianoforte / New Symphony Orchestra of London/Anatole Fistoulari-Decca Mono ACL6
- Leonard Pennario, pianoforte /The St. Louis Symphony Orchestra / Vladimir Golschmann - Capitol - Full Dimensional Sound P-8302
- Julius Katchen, pianoforte / London Symphony Orchestra / Georg Solti - Decca Stereo SXL 2076 - 1959
- Philippe Entremont, pianoforte / New York Philharmonic / Leonard Bernstein - Sony classical - SBK89132
- Sviatoslav Richter, pianoforte / Warsaw Philharmonic / Stanislaw Wislocki - Deutsche Grammophon – 415 119-2 GH – Reg. 1960
- Alexis Weissenberg, pianoforte / Berliner Philharmoniker / Herbert von Karajan - Video – Reg. Berlino, Philharmonie, 1974 (live)
- Nelson Freire, pianoforte / Orchestra Filarmonica di S. Pietroburgo / Alexander Dmitrjew (Video)
- Ivan Drenikov, pianoforte / Bulgarian Radio TV Orchestra/ J.Pierre-Wallez - 1982. LP Balkanton, LP Forlane, Laserlight CD
- Juri Bukow, pianoforte / Orchestra Sinfonica di Vienna / Jean Fournet - Fontana 894010 ZKY
- Sergei Rachmaninov, pianoforte / Philadelphia Orchestra / Leopold Stokowski - Rec. 1927 - Membran 231059/J
- Nikolai Lugansky, pianoforte / City of Birmingham Symphony Orchestra / Sakari Oramo - Warner Classics 2005
- Vladimir Davidovič Aškenazi, pianoforte / Moscow Philarmonic / Kyril Kondorashin - Decca Legends 466 375-2 DM Reg.1963
[modifica] Utilizzi del concerto nei media
- Parte del concerto è utilizzata nel film Quando la moglie è in vacanza con Marilyn Monroe.
- È utilizzato come sigla de La Storia siamo noi, programma di Rai Storia.
- Compare all'inizio del film Breve incontro di David Lean. È la musica udita alla radio che spinge la protagonista, Laura, a raccontare il suo amore extraconiugale.
- Il primo movimento viene eseguito nell'episodio 11 dell'anime Nodame Cantabile.
- Il brano All by Myself, scritto ed eseguito da Eric Carmen nel 1975, prende in prestito a piene mani il secondo movimento (Adagio Sostenuto) del Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Sergei Rachmaninov, che Carmen credeva fosse di pubblico dominio. Solo dopo la pubblicazione del disco Carmen scoprì la verità e, per evitare una causa, dovette trovare un accordo con i Rachmaninov.
- Gli arpeggi iniziali del pianoforte del secondo movimento (Adagio Sostenuto) sono stati utilizzati nella colonna sonora del film Hereafter di Clint Eastwood (2010).
- Il concerto è l'incalzante tema del film "Partir, revenir", con Annie Girardot e Michel Piccoli, per la regia di Claude Lelouch.
|
|