Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche

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Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche
Bundesarchiv Bild 101I-304-0614-22, Italien, Fallschirmjäger vor Gebäude.jpg
1943. Paracadutisti tedeschi davanti alla sede dell'EIAR di via Asiago a Roma
Stato Italia Italia
Tipo Ente pubblico
Fondazione 1927
Settore Radiofonico
Prodotti gestione degli impianti e la diffusione dei programmi radiofonici
Sito web www.crit.rai.it/eletel/2004-3/43-2.pdf

L'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, anche conosciuto con la sigla EIAR, fu un ente pubblico[1] italiano, titolare in esclusiva delle trasmissioni radiofoniche, di tipo broadcast, sul territorio nazionale. L'EIAR svolgeva quindi la propria attività di editore e operatore radiofonico in regime di monopolio.

È stata la voce del fascismo per tutta la durata del Ventennio.

Indice

[modifica] Storia

L'EIAR fu costituita nel 1927 dall'assorbimento dell'URI. L'URI, di proprietà privata (tra cui la General Electric), aveva ricevuto la concessione, in esclusiva, per la gestione degli impianti e la diffusione dei programmi radiofonici nel 1924. Nel 1927-1928 il governo italiano assunse il controllo azionario dell'URI e la trasformò in ente pubblico[1] ma rimasero comunque le partecipazioni di SIP - Società Idroelettrica Piemontese e Fiat[2] Ad essa affidò, con convenzione 15 dicembre 1927, la gestione radiotelegrafica per i successivi 25 anni.

Nel 1944 l'EIAR assunse la denominazione Radio Audizioni Italiane e nel 1954, diventando anche operatore televisivo, la denominazione Rai Radiotelevisione Italiana.

La giornata-tipo della EIAR è stata descritta nel film del 1940 diretto da Giacomo Gentilomo Ecco la radio!.

[modifica] Pubblicazioni

[modifica] Note

  1. ^ a b Da un punto di vista strettamente giuridico-formale l'EIAR era una società anonima (società per azioni dal 1942), ma era soggetta ad un particolare controllo da parte del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni (similmente a quello che accade in Italia per le attuali società per azioni di interesse nazionale). Si veda Istituto di pubblicismo - Storia della Radio in Italia
  2. ^ La Radiotelefonia in Italia: dalla SIRAC alla RAI

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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