Segnale orario

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bussola Disambiguazione – Questa voce riguarda il segnale orario italiano realizzato dall'Istituto nazionale di ricerca metrologica e trasmesso anche dalla Rai. Per una definizione generica del segnale orario, vedi Orologio radiocontrollato.

Il segnale orario è un servizio utilitario gestito dall'Istituto nazionale di ricerca metrologica. Viene diffuso anche dalla Rai sulle emittenti televisive (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai Med) e radiofoniche (Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Isoradio, Rai Filodiffusione).

Segnale orario che mostra l'aggiunta del secondo intercalare alle 01:59:60 CEST del 1º luglio 2012

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'attività di disseminazione di segnali di tempo campione, è iniziata nel 1942 con l'invio alla Rai dei segnali orari ed è stata successivamente estesa con le trasmissioni di tempo e frequenza campione su onde corte (IBF, 1951), con l'esecuzione di misure giornaliere sui segnali di sincronismo di quadro televisivi per il confronto di oscillatori remoti (1970), con l'aggiunta del codice di data sui segnali orari Rai (1979), con la generazione di un codice telefonico di data distribuito via modem (1991), ottenibile selezionando i numeri +39 011 3919 263/264, e con quella di un servizio NTP (Network Time Protocol) di disseminazione su rete informatica (indirizzi ntp.inrim.it, ntp1.inrim.it, ntp2.inrim.it).

Radio[modifica | modifica sorgente]

Nelle trasmissioni radio della Rai il segnale orario è costituito da una serie di impulsi sonori preceduta da una sequenza di toni audio a variazione di frequenza contenenti varie informazioni sulla data, l'ora, eventuale ora estiva ed altro.
La sequenza di codici che precede la lettura dell'ora esatta è un segnale orario codificato (SRC) che viene generato dall'INRIM ed è utilizzato per diffondere capillarmente in tempo reale in Italia la scala di tempo nazionale UTC. Questo segnale viene generato ogni minuto partendo da uno strumento atomico (al cesio) ed è inviato ogni minuto dall'Istituto nazionale di ricerca metrologica alla sede Rai di Torino; da qui viene ritrasmesso fino a Roma. Dalla sede romana il segnale di tempo viene quindi trasmesso quando è ritenuto opportuno (solitamente ogni ora o alla mezz'ora o prima dei giornali radio al minuto 45, salvo eccezioni soprattutto in concomitanza con radiocronache di interventi sportivi o dirette di avvenimenti di grande importanza).

Il segnale è costituito da due segmenti di codice generati a partire dal secondo 52 e 53 di ogni minuto, la cui durata è rispettivamente di 960 e 480 millisecondi. Il codice prevede l'impiego di due toni in banda audio: un tono a 2 kHz ed uno a 2,5 kHz; ogni tono ha una durata di 30 millisecondi.[1][2] La serie di impulsi che segue è costituita da sei impulsi di riferimento della durata di un decimo di secondo emessi ogni secondo partendo dal 54 e saltando quello che dovrebbe stare al secondo 59. Ciascun impulso è costituito da 100 cicli di una sinusoide alla frequenza di 1000 Hz.

Dal 1998 il segnale orario radiofonico potrebbe essere seguito da annunci commerciali.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Segnale orario attuale, molto raro da vedersi.

In tv il segnale orario andava in onda abitualmente prima delle edizioni principali dei telegiornali (ad es. il TG1 delle 20:00, pratica ormai in disuso), ma il suo uso principale era ed è tuttora quello di riempitivo in caso di un problema tecnico, durante qualche sciopero e per colmare i tempi morti. Spesso allo scoccare dell'ora si può udire il medesimo segnale sonoro-vocale diffuso alla radio. Oggi, a causa dell'affollamento pubblicitario, il segnale orario è sempre meno usato.

Cronologia della grafica[modifica | modifica sorgente]

  • La prima grafica, usata fino al 1977 consisteva in un orologio a caratteri bianchi, generato mediante titolatrice elettronica e sovrastato dalla dicitura ORA ESATTA, il tutto su sfondo nero.
  • Dal 1977 fu utilizzata una grafica con uno sfondo blu, la scritta rai in stampatino in basso a sinistra. Il quadrante dell'orologio è sempre bianco, ma con una grafica diversa rispetto al primo modello. Su di esso non si legge alcuna cifra fuorché il numero 12, ma solo linee e punti. Il logo RAI fu conformato a quello aziendale nel 1982.
  • Nel 1985 il marchio RAI fu spostato in alto a sinistra e sotto ad esso apparve la scritta RADIO TELEVISIONE ITALIANA. La grafica del quadrante assunse l'aspetto attuale (senza cifre, con solo linee e punti ad indicare ore e minuti).
  • Dal 1986 il logo RAI spesso scomparve per far spazio a un riquadro video che mostrava degli spot pubblicitari.
  • Nel 1988 il logo RAI divenne meno rotondo e con le lettere staccate.
  • Dal 1993 la grafica cambiò ulteriormente, presentando uno sfondo blu ancora più scuro. Il logo RAI in alto a sinistra divenne tridimensionale e la scritta Radiotelevisione italiana venne tolta. A destra del quadrante talora appaiono scritte delle massime o delle frasi di buon senso. Fu altresì introdotto un sottofondo musicale, facendo sparire così il segnale vocale.
  • Dal 2000, c'è uno sfondo grigio sfumato tenuemente dinamico e vengono tolte le frasi di buon senso. La musica di sottofondo parte solo dopo alcuni secondi, diventando dunque rara da ascoltare e scomparendo nel 2009. In questo periodo si assiste a una drastica riduzione dell'impiego del segnale orario.

TG3 Mattina[modifica | modifica sorgente]

Prima del TG3 Mattina (durato dal 1994 al 1999 e sostituito dal simulcast di RaiNews24) andava in onda un segnale orario particolare. Esso era molto simile a quello normale, ma lo sfondo era verde, sotto al logo RAI c'era scritto Tra poco andrà in onda l'aggiornamento del TG3 e al di sotto del quadrante appariva un dettaglio dell'allora sigla del TG3.

Stazione radioelettrica con nominativo IBF[modifica | modifica sorgente]

La stazione dell'Istituto elettrotecnico nazionale Galileo Ferraris trasmetteva da Torino (45° 2' N 7° 42' E) dei segnali di tempo e frequenza campioni provenienti dal laboratorio dell'istituto con il nominativo radiotelegrafico IBF in onde corte, sulla frequenza di 5,000 MHz. La potenza del trasmettitore era di 5 kW. Le emissioni iniziarono nel 1951[3] e terminarono il 1º novembre 1991.[4] Un impulso di 5 cicli (periodi) sinusoidali di una nota a frequenza di 1000 Hz veniva diffuso ad intervalli di 1 secondo UTC; sette di questi impulsi della durata di 5 ms marcavano il minuto intero. Ai minuti 50 e 60 dell'ora veniva emesso, in codice internazionale Morse, il nominativo e l'ora in tempo medio dell'Europa Centrale (Orario A). Un annuncio in fonia in lingua italiana, francese e inglese veniva diffuso all'inizio e alla fine di ciascuna trasmissione.
Gli orari delle emissioni erano della durata di 15 minuti ognuna: 06:45 - 07:00, 08:45 - 09:00, 09:45 - 10:00, 10:45 - 11:00, 11:45 - 12:00, 12:45 - 13:00, 13:45 - 14:00, 14:45 - 15:00, 15:45 - 16:00, 16:45 - 17:00, 17:45 - 18:00.[5]

Stazione radioelettrica con nominativo IAM[modifica | modifica sorgente]

La stazione IAM di Roma era operata dall'ex Istituto Superiore delle Poste e delle Telecomunicazioni con trasmissione di segnali di tempo sulla frequenza standard di 5000 kHz con una potenza irradiata di circa 1 kW solo durante le ore diurne dei giorni feriali e a orari differenti della IBF di Torino. Fu spenta intorno al 1997.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pagina di spiegazione dei codici sul sito ufficiale di INRIM.
  2. ^ Orologio sincronizzato da segnali di tempo campione IEN/RAI con decodificatore realizzato mediante DSP.
  3. ^ Così come riportato a pagina 5 di un documento nel sito ufficiale INRIM
  4. ^ [1], [2]
  5. ^ ENAV AIP-Italia GEN2-1 2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]