Ezio Maria Gray
| on. Ezio Maria Gray | |||
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| Luogo nascita | Novara | ||
| Data nascita | 9 ottobre 1885 | ||
| Luogo morte | Roma | ||
| Data morte | 8 febbraio 1969 | ||
| Professione | giornalista | ||
| Partito | ANI, PNF, Movimento Sociale Italiano | ||
| Legislatura | XXV, XXVI XXVII XXVIII, XXIX del Regno d'Italia e II Legislatura della Repubblica Italiana | ||
| Gruppo | ANI(XXV) - PNF (XXVI, XXVII, XXVIII, XXIX) - MSI (II) | ||
| Collegio | Roma | ||
| Incarichi parlamentari | |||
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| sen. Ezio MAria Gray | |||
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| Luogo nascita | Novara | ||
| Data nascita | 9 ottobre 1885 | ||
| Professione | Giornalista | ||
| Legislatura | IV Legislatura | ||
Ezio Maria Gray (Novara, 9 ottobre 1885 – Roma, 8 febbraio 1969) è stato un politico e giornalista italiano, fu presidente dell'EIAR e vice segretario nazionale del MSI.
Indice |
Biografia[modifica]
Fu volontario nella guerra italo-turca (1911-1912) come ufficiale di Fanteria e come giornalista, visto che collaborava già per "L'Avanti della domenica". Ancora volontario nella prima guerra mondiale. Ricevette una medaglia d'argento ed una di bronzo al valor militare.
L'attività politica[modifica]
Aderì al Partito Nazionalista di Enrico Corradini, e nel 1921 vene eletto deputato al Parlamento, Aderì al Fascismo e partecipò alla marcia su Roma. Membro del direttorio nazionale del Partito nel 1924 e del Gran Consiglio del Fascismo, deplorò l'uccisione di Giacomo Matteotti.
Deputato alla Camera ininterrottamente dal 1921 al 1943 [1]. Fu eletto nel 1941 Vice Presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Proseguì l'attività giornalistica, e fu anche commentatore politico all'EIAR e Presidente dell'Istituto Luce.
Nel settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana e fu direttore della Gazzetta del Popolo e presidente dell'EIAR, l'Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche.[2]
Nel dopoguerra[modifica]
Dopo l'aprile del 1945 fu arrestato nell'ottobre dello stesso anno e condannato a venti anni di detenzione. Nel 1946 ritornò libero grazie all'amnistia Togliatti e aderì al Movimento Sociale Italiano. Fu poi consigliere comunale di Novara e di Roma.Nell'ottobre 1949 fondò il settimanale Il Nazionale, "giornale indipendente di politica e cultura", che durò fino alla sua morte.
Nel 1953 fu eletto deputato alla Camera (fino al 1958)[3] e nel 1963 divenne senatore della Repubblica.[4] Fu vice segretario nazionale del MSI.
Opere[modifica]
Dalla sua esperienza al fronte ricavò il libro "Con le fanterie sarde. Giornate sull'altipiano e sul Piave".
Altra opera interessante è "Le nostre terre ritornano...Malta,Corsica,Nizza" pubblicata dalla casa editrice De Agostini. La seconda guerra mondiale viene letta sotto diverse angolature e come vari "conflitti paralleli". Da molti italiani fu inizialmente considerata la quinta guerra d'indipendenza e l'opera del Gray aiuta a capire questa visione irredentista.
Sposò la scrittrice per l'infanzia Teresah (Corinna Teresa Ubertis).
Note[modifica]
- ^ http://storia.camera.it/deputato/ezio-maria-gray-18851009/componentiorgani#nav
- ^ Mario Missori, Gerarchie e statuti del PNF, Bonacci, Roma, 1986
- ^ La Camera dei Deputati
- ^ senato.it - Scheda di attività di Ezio GRAY - IV Legislatura
Controllo di autorità VIAF: 90637432
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