Trio Lescano

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Trio Lescano
Il trio Lescano
Il trio Lescano
Nazionalità Paesi Bassi
Italia
Genere swing
jazz
Periodo attività 1930 - 1943
1945 - 1955
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Le sorelle Alexandra Leschan (Gouda, 29 luglio 1910Salsomaggiore Terme, 1 febbraio 1987), Judith Leschan (L'Aia, 3 agosto 19131987) e Kitty Leschan (L'Aia, 23 novembre 1919 – circa 1965[1]) , i cui nomi vennero italianizzati in Alessandra, Giuditta e Caterinetta (Caterina) Lescano, sono state le componenti del Trio Lescano, un trio vocale molto popolare in Italia a cavallo tra gli anni trenta e gli anni quaranta del XX secolo[2].

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Il debutto ed il successo

Le tre sorelle erano figlie di un contorsionista ungherese e di una cantante d'operetta olandese di origine ebrea. In Olanda, dove erano cresciute, lavorarono come acrobate in spettacoli circensi. In seguito a un infortunio, il padre rimase invalido e le tre sorelle furono costrette a cercare un ingaggio come ballerine in una compagnia. Accompagnate dalla madre, le sorelle cominciarono a girare tra l'Europa e il Mediterraneo. Nel 1935 arrivarono a Torino, dove vennero notate dal maestro Carlo Prato, direttore artistico della sede torinese dell'EIAR, che cercava una risposta italiana al trio statunitense delle Andrews Sisters.

Le tre sorelle furono messe sotto contratto dalla Parlophone, etichetta discografica allora distribuita dalla Cetra, con il nome di Trio Lescano e cominciarono accompagnando cantanti celebri come Ernesto Bonino, Enzo Aita (Ma le gambe, di Bracchi e D'Anzi), Maria Jottini (Maramao perché sei morto di Consiglio e Panzeri), Oscar Carboni (Firenze sogna, di Cesare Cesarini, Ti pi tin e Lungo il margine del fiume) e Silvana Fioresi (Pippo non lo sa di Kramer e Il pinguino innamorato di Casiroli, Consiglio e Rastelli) per poi esibirsi in canzoni tutte loro, soprattutto di genere swing, tra le quali ricordiamo Tulipan (canzone tradotta dall'olandese con musica di Grevers e versione italiana di Riccardo Morbelli).

Lo stile del trio era basato su raffinati virtuosismi vocali, una tecnica che prese il nome di vocalese, su armonizzazioni swing e jazz. Grazie alla radio, divennero in breve tempo così famose da essere invitate a corte dal Principe Umberto di Savoia; in uno dei ricevimenti persino Benito Mussolini, che ancora ignorava le origini delle sorelle, manifestò loro la sua ammirazione.

Il 1939 e il 1941 furono due anni fondamentali nella storia del trio: nel 1939, anno della canzone Mille lire al mese di Gilberto Mazzi, il Trio Lescano giunse a guadagnare tale cifra in un solo giorno. La popolarità era cresciuta tanto che vennero chiamati a inaugurare le trasmissioni sperimentali della "radiovisione", la futura televisione. Nel 1941 le tre sorelle Lescano ottennero la cittadinanza italiana e la notizia - nonostante le angustie dovute al periodo bellico - ebbe grande risonanza sui quotidiani che per loro - come è stato ricordato nello spettacolo Non ce ne importa niente delle Sorelle Marinetti - avevano coniato definizioni come Le tre grazie del microfono, Il fenomeno del secolo, Le sorelle che realizzano il mistero della trinità celeste.

[modifica] La persecuzione e il declino

Appena due anni dopo, tuttavia, il periodo d'oro del Trio Lescano finì drammaticamente: a causa dell'origine ebrea della madre, furono cancellate da qualsiasi programma radiofonico e liquidate dalla Cetra, che dovette rescindere il contratto nonostante le vendite di dischi eccezionali per l'epoca (la canzone Tulipan su 78 giri aveva venduto ben 350 mila copie).

Le vendite continuarono per un breve periodo ma il loro nome dovette essere cancellato dalle etichette e sostituito con l'anonimo nome di Trio Cetra.

Nel novembre 1943, con l'accusa di spionaggio, le tre sorelle vennero arrestate e condotte a Genova nel carcere di Marassi. L'assurda tesi sosteneva che attraverso le loro canzoni mandassero messaggi in codice al nemico. Per esempio si disse che "Maramao perché sei morto" fosse una parodia dolce-amara della vicenda di Galeazzo Ciano.

In realtà se un'attività antifascista e di critica al regime dovesse essere mai esistita, una canzone ben più sospetta sarebbe stata Camminando sotto la pioggia [3] del 1942. In carcere, per la loro conoscenza della lingua tedesca, furono costrette a fare da interpreti negli interrogatori ai detenuti partigiani.

Finita la guerra, dopo due anni di silenzio, il Trio Lescano volle congedarsi dal pubblico italiano con una ultima interpretazione alla radio, il 1° settembre 1945. Dopo il 1945, Caterinetta, la più giovane delle tre sorelle Lescano, lasciò il trio (ufficialmente per sposarsi) e fu sostituita da una giovane cantante di Chivasso di nome Maria Bria, che partì con Sandra e Giuditta per il Sudamerica dove le sorelle avevano trovato un ingaggio, e continuò a cantare con loro fino agli anni cinquanta. Della sostituzione non si accorse nessuno poiché all'epoca non c'era ancora la televisione e la voce ascoltata alla radio era molto simile.

Maria Bria negli anni novanta ha partecipato ad una trasmissione televisiva condotta da Paolo Limiti durante la quale ha raccontato la sua storia personale e la sua esperienza con il Trio Lescano.

[modifica] Canzoni

[modifica] Canzoni del Trio Lescano

  • Accanto al Pianoforte (1942)
  • Anna (1936)
  • Arriva Tazio (1939 ?)
  • Camminando sotto la pioggia (1942)
  • La Canzone delle mosche (1936)
  • C'è un'orchestra sincopata (1941)
  • Ciribiribin (1942)
  • Colei che debbo amare (1938)
  • Come l'ombra (1942)
  • Contemplazione (1936)
  • Dove e quando (1938)
  • È quel fox-trot (1938)
  • Forse tu (1941 ?)
  • La Gelosia non è più di moda (1939)
  • Io conosco un bar (1937)
  • Non me ne importa niente (1938)
  • Ohi mammà (1939)
  • Oi Marì, oi Marì (1942)
  • Piccolo naviglio (1938)
  • Senza parlar (1937)
  • Topolino al mercato (1936)
  • Tornerai (1937)
  • Le Tristezze di San Luigi (1942)
  • Tulilem blem blu (1937)
  • Tulipan (1939)
  • Ultimissime (1938)
  • Valzer della fisarmonica (1936)

[modifica] Canzoni con accompagnamento del Trio Lescano

  • Brilla una stella in cielo (Alberto Rabagliati) (1940)
  • Cantando sotto la luna (Ernesto Bonino) (1942)
  • Canzone del boscaiolo (Alberto Rabagliati) (1941)
  • Che cosa importa a te? (Ernesto Bonino) (1942 ?)
  • È arrivato l'ambasciatore (Nuccia Natali) (1938)
  • E tu? (Gino Del Signore) (1937)
  • La Famiglia canterina (Ernesto Bonino) (1941)
  • Fascino slow (Emilio Livi) (1937)
  • Firenze sogna (Oscar Carboni) (1939)
  • Lasciati andare (Aldo Masseglia) (1937)
  • Il Maestro improvvisa (Alberto Rabagliati) (1941)
  • Ma le gambe (Enzo Aita) (1938)
  • Manilla (Carlo Moreno) (1938)
  • Maramao perché sei morto? (Maria Jottini) (1939)
  • Non dimenticar le mie parole (Emilio Livi) (1937)
  • Papà e mammà (Quartetto Cetra) (1938)
  • Piccole stelle (Nuccia Natali) (1938)
  • Il Pinguino innamorato (Silvana Fioresi) (1940)
  • Pippo non lo sa (Silvana Fioresi) (1940)
  • Questa sera da me (Otello Boccaccini) (1940)
  • Restiamo vicini (Silvana Fioresi) (1941)
  • Segui il ritmo (Enzo Aita) (1938)
  • Senti l'eco (Laura Barbieri) (1939)
  • Signorina Grandi Firme (Carlo Moreno) (1938)
  • Tango di Ramona (Harvedo Felicioli) (1937)
  • Ti pi tin (Gianni Di Palma e Oscar Carboni) (1939)
  • Tu che mi fai piangere (Emilio Livi) (1937)
  • Ultime foglie (Gianni Di Palma) (1939)
  • Una notte a Madera (Luciana Dolliver) (1938)

[modifica] Canzoni di Caterinetta Lescano

  • La Barca dei sogni (1942)
  • Nebbia (1941)
  • Nel mio cuor c'è una casetta (1942)
  • Nella Gabbia d'or (1942)
  • Ritmando in sol (1942)

[modifica] Note

  1. ^ I dati anagrafici completi di almeno due delle sorelle non sono certificabili. In particolare, non si conoscono il luogo e la data esatta di morte di Judith-Giuditta, così come non si sa con esattezza dove sia morta Kitty-Caterinetta (secondo taluni, non Caracas 1965 come convenzionalmente indicato ma probabilmente Roma, fra il 1960 e il 1961)
  2. ^ Angelo Zaniol. Storia del Trio Lescano - Un nuovo approccio. URL consultato il 31-03-2009.
  3. ^ In questa canzone, leggendo tra le righe, è possibile eventualmente ravvisare delle allusioni di carattere politico, da un lato la rassegnazione per un regime fastidioso e ineluttabile, che opprime e non permette critiche, che impoverisce la gente mentre i suoi rappresentanti vivono negli agi ed hanno mezzi; dall'altro lato invece, esprime la speranza che esso non potrà durare in eterno e che un giorno verrà riacquistata l'agognata libertà e il sole tornerà a risplendere: "E piove e vaghi per la città / <...> / e l'acqua nelle scarpe ti entra già. / Cosa vorresti dir? / Cosa vorresti far? / se senti già le suole far cic-ciac. / Che ci vuoi fare se nel taschin / frugando ognor / non puoi trovare il becco di un quattrin, / libero te ne vai, / a piedi mai non hai / i guai di chi va in taxi ed in tramvai. / <...> / Le gocce cadono, ma che fa? / Se ci bagnamo un po', / domani il sole ci potrà asciugar; / non ti rovini il frac, / le scarpe fan cic-ciac, / seguiam la strada del destin!... <...>".

[modifica] Collegamenti esterni

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