Antiprotone

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Antiprotone
Quark structure antiproton.png
La struttura a quark di un antiprotone
Classificazione Fermione
Composizione 2 antiquark up, 1 antiquark down
Famiglia Adrone
Gruppo Antibarione
Interazione Forte, Debole, Elettromagnetica, Gravità
Particella Protone
Simbolo \bar{\mathrm{p}}
Massa 938 MeV/c2
Carica elettrica −1 e
Spin ½

L'antiprotone (simbolo \bar{\mathrm{p}}, pronunciato p-bar) è l'antiparticella del protone, con massa e spin uguali e carica elettrica opposta.
Gli antiprotoni sono intrinsecamente stabili, ma in natura hanno vita breve, perché ogni collisione con un protone causa l'annichilazione di entrambe le particelle con un rilascio di energia (l'annichilazione protone-antiprotone produce pioni).

Storia e scoperta[modifica | modifica wikitesto]

L'esistenza dell'antiprotone fu proposta da Paul Dirac durante il suo discorso alla consegna del Premio Nobel per la fisica nel 1933,[1] ricevuto per i suoi precedenti studi che avevano dimostrato la validità di soluzioni con segni + e - dell'equazione di Einstein E = mc^2, prevedendo quindi l'esistenza dell'antimateria.

La predizione di Dirac fu confermata sperimentalmente nel 1955 da Emilio Segrè e Owen Chamberlain ai Lawrence Berkeley National Laboratory di Berkeley, in California. La scoperta dell'antiprotone, effettuata al sincrotrone Bevatron con collisioni protone-nucleone, valse a entrambi il Premio Nobel per la fisica nel 1959.[2][3]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Un antiprotone è costituito da due antiquark up e da un antiquark down.

Tutte le proprietà finora misurate corrispondono a quelle del protone, tranne ovviamente la carica e il momento magnetico che hanno segno opposto.
Nel giugno 2006, nel corso dell'esperimento ASACUSA del CERN, è stato possibile misurare con precisione la massa dell'antiprotone che è risultata essere 1836,153674 volte quella dell'elettrone, cioè lo stesso valore di quella del protone. La misura è stata effettuata tramite spettroscopia laser su elio antiprotonico.[4]

Esistenza in natura[modifica | modifica wikitesto]

Gli antiprotoni vengono rilevati nei raggi cosmici da oltre 25 anni, dapprima da esperimenti con palloni sonda e più recentemente da rilevatori su satelliti. Si ritiene che la loro presenza nei raggi cosmici derivi da collisioni tra protoni e nuclei del mezzo interstellare, attraverso la reazione

Protone + A → Protone + Antiprotone + Protone + A

dove A rappresenta un nucleo interstellare.

L'antiprotone secondario si propaga poi attraverso la galassia confinato dal campo magnetico galattico.

Lo spettro energetico degli antiprotoni dei raggi cosmici è oggi misurabile con accuratezza ed è in accordo con i calcoli teorici basati sulla produzione da parte dei raggi cosmici.[5] Questo pone anche un limite superiore sul numero di antiprotoni che possono formarsi per vie esotiche, come l'annichilazione di particelle galattiche di materia oscura supersimmetrica o per l'evaporazione di un buco nero primordiale.
Questo pone anche un limite inferiore al periodo di semivita dell'antiprotone compreso tra 1-10 milioni di anni. Poiché il tempo di permanenza dell'antiprotone nell'ambiente galattico è di circa 10 milioni di anni, un tempo intrinseco di decadimento modificherebbe il periodo di residenza e distorcerebbe lo spettro degli antiprotoni nei raggi cosmici. Questo aspetto è significativamente più importante delle migliori misurazioni di laboratorio del tempo di semivita:

La simmetria CPT prevede che le proprietà dell'antiprotone siano esattamente correlate a quelle del protone. In particolare la massa e il tempo di decadimento devono essere gli stessi di quelli del protone, mentre la carica elettrica e il momento magnetico devono risultare uguali in valore assoluto e opposti in segno. La simmetria CPT è una conseguenza fondamentale della teoria quantistica dei campi, finora non sono mai state scoperte sue violazioni.

Un antiprotone e un antineutrone formano insieme un antideutone.

Esistenza in laboratorio[modifica | modifica wikitesto]

Gli antiprotoni venivano prodotti frequentemente al Fermilab, all'acceleratore Tevatron per esperimenti di collisione tra nuclidi e fatti poi annichilare con i protoni, perché l'impiego di antiprotoni permette di ottenere urti ad energie più elevate tra quark e antiquark, rispetto a quanto avverrebbe in collisioni protone-protone.

La produzione di una coppia protone-antiprotone necessita di un'energia equivalente a una temperatura di 10 milioni di K. Al CERN e in altri laboratori, i protoni vengono accelerati all'interno di sincrotroni, e successivamente sono sparati su targhette fisse metalliche. Dall'energia dell'urto si formano così una serie particelle e antiparticelle: in particolare gli antiprotoni vengono separati applicando un forte campo magnetico sotto vuoto all'uscita dei prodotti dell'urto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Discorso di Dirac alla cerimonia di consegna del Nobel 1933
  2. ^ Nobel Lecture, Emilio Segrè: Properties of antinucleons
  3. ^ Nobel Lecture, Owen Chamberlain:The early antiproton work
  4. ^ Hori M et al., Determination of the antiproton-to-electron mass ratio by precision laser spectroscopy of pHe+ in Phys Rev Lett, vol. 96, nº 24, 2006, p. 243401, DOI:10.1103/PhysRevLett.96.243401, PMID 16907239.
  5. ^ Dallas C. Kennedy, Cosmic Ray Antiprotons in Proc. SPIE, vol. 2806, 2000, p. 113, DOI:10.1117/12.253971.
  6. ^ C. Caso, et al., Particle Data Group in European Physical Journal C, vol. 3, 1998, p. 613, DOI:10.1007/s10052-998-0104-x.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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