Vip - Mio fratello superuomo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vip - Mio fratello superuomo
Supervip.jpg
Minivip e Supervip
Paese di produzione Italia
Anno 1968
Durata 80 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione, azione
Regia Bruno Bozzetto
Soggetto Bruno Bozzetto
Sceneggiatura Bruno Bozzetto, Attilio Giovannini, Guido Manuli
Produttore Bruno Bozzetto
Art director Giovanni Mulazzani
Animatori Guido Manuli, Franco Martelli, Giuseppe Laganà, Roberto Vitali
Effetti speciali Luciano Marzetti
Musiche Franco Godi e i 4 + 4 di Nora Orlandi
Scenografia Giovanni Mulazzani
Doppiatori originali

Vip - Mio fratello superuomo è un film di animazione prodotto e diretto nel 1968 da Bruno Bozzetto e coprodotto da case statunitensi. Parodiando il mondo dei supereroi, questa pellicola mette in risalto i rischi per la popolazione che rincorre stili di vita basati sul consumismo e stili di vita che appiattiscono il raziocinio dell'essere umano.

Il racconto apparve, sotto forma di tavole a fumetti, anche sulle pagine de Il Giorno dei Ragazzi, storica rivista a fumetti nota ai più per aver ospitato la nascita di Cocco Bill di Jacovitti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

I Vip sono una stirpe di superuomini che, dall'alba dell'uomo, difendono il mondo dalle ingiustizie.

Ad ogni generazione, il Vip di turno si innamora e sposa una superdonna in pericolo, ma l'ultimo Vip, Baffovip, fraintendendo il concetto di super con un supermarket convola a nozze con la cassiera del supermercato.

Quello che ne risulta sono due figli Vip: ma mentre il primo, chiamato Supervip, ha tutti i poteri del supereroe ereditati dal padre (quali la supervelocità, l'ultra forza, il volare ad alta velocità), suo fratello minore Minivip può al massimo svolazzare a mezzo metro da terra con due alette striminzite e brillare di luce propria di notte.

Per curare il complesso di inferiorità che questo fatto provoca a Minivip, un'équipe di psicologi gli consiglia una crociera per mare.

Qualcosa però non va per il verso giusto, e Minivip finisce, assieme ad un leone che poi si rivela essere Lisa (una studentessa di antropologia intenta a scrivere una tesi proprio sulla stirpe dei Vip), sull'isola di Happy Betty la regina dei supermercati HB. Questa donna arrogante, a capo di un'organizzazione segreta, ha progettato un folle piano per rendere l'umanità intera una massa di docili consumatori.

Dopo molte divertenti peripezie sarà proprio Minivip a salvare il mondo e far innamorare di sé una delle vittime di Happy Betty, dimostrando che sia lui che suo fratello sono super Vip che si equivalgono a vicenda.

Seguito[modifica | modifica wikitesto]

Al film ha fatto seguito PsicoVip, una serie televisiva di 26 episodi in animazione 3D prodotta da RaiFiction e Maga animation studio.[1]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente era previsto il piccolo Minivip quale unico protagonista ma per volontà dei produttori americani[2] fu aggiunto e messo in risalto il fratello supereroe, non propriamente determinante per l'esito della vicenda[3].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film uscì nelle sale il 31 ottobre 1968.[4]

Il lungometraggio fu trasmesso per la prima volta in televisione nel 1971[senza fonte] nella rubrica serale di Rai2 Mille e una sera, dedicata al cinema d'animazione d'autore.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« [...] ricco di divertenti trovate e di efficaci spunti di riflessione critica sul neocapitalismo, sul consumismo, sulla manipolazione del consenso da parte dei mass-media e - nel ritratto del complessato MiniVip - sulla emarginazione dei più deboli e psicologicamente più vulnerabili. Il "messaggio" è naturalmente alleggerito e filtrato dai toni ironici e caricaturali di una favola per grandi e piccoli, ma riflette [...] il clima politicamente impegnato degli anni della contestazione»
(Fantafilm[5])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Bozzetto. URL consultato il 6 ottobre 2008. - PSICOVIP.
  2. ^ contenuti speciali DVD
  3. ^ contenuti speciali DVD
  4. ^ (EN) Vip - Mio fratello superuomo in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  5. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Vip - Mio fratello superuomo in Fantafilm. URL consultato l'8 aprile 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]