Pace di Rastatt

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La Pace di Rastatt - o Trattato di pace di Rastatt - fu un accordo del 1714 sottoscritto dalla Francia di Luigi XIV e dall'arciduca d'Austria e re d'Ungheria Carlo VI d'Asburgo nella cittadina tedesca omonima per porre fine al conflitto fra i due stati rivali nella Guerra di Successione Spagnola. Esso fu di fatto un'appendice al trattato di Utrecht (1713) che né l'Austria né il Sacro Romano Impero avevano sottoscritto, pur avendo partecipato con loro rappresentanti alle trattative. Anche il Sacro Romano Impero chiuderà la vertenza pochi mesi dopo con il trattato di Baden (vedi oltre).

L'Europa nel 1713 come disegnata dal trattato di Utrecht

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Il trattato di Utrecht della primavera del 1713 non fu sottoscritto dall'imperatore Carlo VI, che pure aveva partecipato, tramite suoi legati, alle trattative. Le altre potenze firmatarie tuttavia concordarono di assegnare all'Austria i territori italiani del milanese, del napoletano e della Sardegna, concessioni che lasciarono insoddisfatto l'imperatore. Tra il regno di Francia ed il Sacro Romano Impero rimase così lo stato di belligeranza. L'incursione dell'armata del maresciallo di Francia Villars in Alsazia, con la conquista successiva di Landau il 20 agosto 1713 e quella di Friburgo il 1º novembre, convinsero Carlo VI che le sue forze armate (e le finanze dell'impero) non gli avrebbero consentito di proseguire la guerra senza il forte rischio di perdere anche ciò che ad Utrecht gli era stato riconosciuto. Così accettò di riprendere le trattative con la Francia e designò come suo rappresentante il principe Eugenio di Savoia mentre Luigi XIV designò il maresciallo Villars.[1]

Le trattative e la pace[modifica | modifica sorgente]

I rispettivi rappresentanti si incontrarono a Rastatt nel Baden il 26 novembre di quell'anno.[2] Dopo un'estenuante trattativa i due giunsero nel gennaio 1714 ad una bozza di accordo, ma, mentre l'imperatore si compiacque con il principe Eugenio per il risultato che si stava prospettando, Luigi XIV rimproverò aspramente il Villars, accusandolo di aver fatto concessioni eccessive all'avversario, e respinse in toto la bozza. Solo dopo l'ultimatum posto all'inizio di febbraio dal principe Eugenio, l'ormai anziano re francese acconsentì, chiedendo solo minime modifiche ed i due rappresentanti poterono sottoscrivere il 6 marzo 1714 la pace di Rastatt. Essa confermò quanto stabilito ad Utrecht (l'ascesa al trono imperiale del candidato austriaco alla successione e la rinuncia di Filippo d'Angiò e di Luigi XIV, per sé e per i propri successori, ad unificare le corone di Spagna e di Francia, toglieva molte delle remore ad accettare il Borbone come successore di Carlo II di Spagna, principale motivo della contesa: la successione spagnola), la Francia dovette restituire Friburgo, Breisach e Kehl ma poté conservare Landau in der Pfalz e si tenne sia l'Alsazia che Strasburgo. La Francia inoltre ottenne che i principi elettori di Baviera e di Colonia, i Wittelsbach, fossero reinsediati nei rispettive territori con i poteri di prima.

Il trattato di Baden[modifica | modifica sorgente]

Le trattative erano state condotte da Eugenio di Savoia in quanto mandatario dell'arciduca d'Austria e re d'Ungheria Carlo, ma non del Sacro Romano Impero. Per questo era necessario si riunisse la Dieta dell'impero, il che avvenne a Baden nel corso del mese di maggio. I rappresentanti nominarono anch'essi il principe Eugenio, quale loro delegato, a negoziare con i francesi e il trattato fra Sacro Romano Impero e regno di Francia (anche qui rappresentato dal Villars) fu siglato a Baden il 7 settembre. Nei contenuti nulla si aggiungeva a ciò che era già stato deliberato a Rastatt nel mese di marzo fra Austria e Francia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Villars era già stato, dopo la pace di Ryswick (settembre / ottobre 1697) ministro plenipotenziario alla corte di Vienna.
  2. ^ Eugenio di Savoia e il Villars si conoscevano da lunga data, avendo combattuto insieme i turchi nel 1687 ed essendosi poi incontrati spesso a Vienna nel periodo in cui il Villars era colà ambasciatore francese. Essi avevano una notevole stima l'uno dell'altro

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) R.R. Palmer, Joel Colton, Lloyd Kramer, A History of the Modern World, London, 2002 ISBN 0-07-250280-0