Galleria dell'Accademia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Coordinate: 43°46′36″N 11°15′33″E / 43.77671°N 11.259103°E / 43.77671; 11.259103

bussola Disambiguazione – Se stai cercando il museo di Venezia, vedi Gallerie dell'Accademia.
Galleria dell'Accademia
Ingresso
Ingresso
Tipo Arte
Data fondazione
Data chiusura
Fondatori
Indirizzo Via Ricasoli 58-60 a Firenze, Italia
Direttore
Visitatori ([[]])
Sito pagina web
Sito web
Questa voce riguarda la zona di:
Accademia
Voci principali
Visita il Portale di Firenze

La Galleria dell'Accademia è un museo di Firenze, situato in via Ricasoli. Il museo deve la sua popolarità alla presenza del celeberrimo David di Michelangelo e di altre sue opere.

All'interno della Galleria è ospitato anche il Museo degli strumenti musicali, dove sono esposti alcuni strumenti musicali appartenenti al Conservatorio Luigi Cherubini.

Nel 2008 è stata visitata da 1.234.321 persone.[1]

Indice

[modifica] Storia

[modifica] La fondazione

Nel 1784, nei locali dell'ospedale di San Matteo e del convento di San Niccolò di Cafaggio, il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena fondò l'Accademia di Belle Arti, riunendo varie istituzioni tra le quali l'antica Accademia delle Arti del Disegno, fondata nel 1563 da Cosimo I de' Medici. Al nuovo ente deputato all'insegnamento dell'arte venne affiancata una galleria in cui gli studenti avrebbero potuto trovare opere d'arte (originali e in riproduzioni) su cui basare la conoscenza, lo studio e l'imitazione per la propria carriera artistica. In quella che era la galleria maschile dell'ex-ospedale, oggi parte dell'Accademia lungo via Cesare Battisti, vennero collocati i gessi, i disegni e i modelli vari, mentre in quella che era stata la corsia delle donne (attuale Gipsoteca Bartolini/Salone dell'Ottocento) vennero sistemati i dipinti[2].

Il nucleo originario della galleria comprendeva quindi due grandiosi modelli in gesso del Giambologna (il Ratto delle Sabine, ancora in loco, e la Virtù che opprime il Vizio, oggi in Palazzo Vecchio), una serie di calchi in gesso di opere classiche e una quadreria che nasceva dalle raccolte dell'Accademia del Disegno, con molte opere di ex-affiliati, tra cui i grandi maestri fiorentini del Manierismo[3]. Alla quadreria in particolare vennero destinati i dipinti provenienti da conventi, monasteri e altre istituzioni religiose soppressi da Pietro Leopoldo nel 1786 e da Napoleone nel 1810, arricchendosi di opere straordinarie, come le Maestà di Cimabue e di Giotto, la Sant'Anna Metterza di Masaccio e Masolino, l'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, il Battesimo di Cristo di Verrocchio e Leonardo, la Cena in Emmaus di Pontormo, ecc. Pervennero così anche numerosi dipinti del Beato Angelico, oggi nel Museo di San Marco, mentre tra le opere ancora nel museo ci sono le formelle dell'Armadio delle Reliquie di Santa Croce di Taddeo Gaddi, l'Annunciazione di Lorenzo Monaco e il Cristo in pietà di Giovanni da Milano. Vi erano inoltre dipinti di provenienza non strettamente medicea, come la Primavera di Botticelli[3].

L'importanza delle nuove acquisizioni è registrata in un inventario del 1817. Quello stesso anno Pietro Leopoldo decise che vi venissero anche esposte le opere premiate nei concorsi accademici triennali di pittura e scultura; dal 1921 la sezione moderna venne ampliata con le opere vincitrici dei concorsi annuali di Emulazione e i saggi di Pensionato a Roma. Le collezioni spaziavano così nella documentazione della scuola toscana dal XIV al XIX secolo, con capolavori di assoluto prestigio[3]. La disposizione museografica era però ben lontana dagli standard attuali, con i dipinti che coprivano le pareti in un insieme di grande confusione, che solo nel 1841, grazie al presidente dell'Accademia Antonio Ramirez de Montalvo, vennero riordinate in maniera cronologica. Nell'attuale Galleria dei Prigioni vennero collocati tutte le tavole del Due e Trecento di autore ignoto o in cattivo stato di conservazione, che per il gran numero raggiungevano anche il soffitto[4].

[modifica] La Galleria Antica e Moderna

Con Firenze capitale d'Italia (1865-1871), avvenne uno sconvolgimento in tutti i musei cittadini, che investì anche l'Accademia, in cui venne ampliato il settore moderno con centoquarantasei opere già della Galleria Moderna del palazzo della Crocetta, che vennero sistemate in sei piccole stanze al piano primo, già sede della scuola di declamazione[4].

Da allora la Galleria venne conosciuta come Galleria Antica e Moderna e formò il primo museo d'arte contemporanea del nuovo Stato nazionale. Grande interesse rivestivano allora soprattutto le opere moderne, per cui molti studenti facevano pervenire richieste di copia in modo da aggiornarsi alle ultime tendenze[4].

[modifica] Il Museo michelangiolesco

Il 1872 segna la svolta definitiva nella storia del museo, quando venne deciso di trasferirvi il David di Michelangelo, sottraendolo ai pericoli della collocazione originaria all'aperto in piazza della Signoria. Per la grande statua venne incaricato l'architetto Emilio De Fabris di costruire una nuova Tribuna scenograficamente posta al termine della Galleria dei Quadri antichi, con l'illuminazione propria garantita in alto da un lucernario. Nell'agosto del 1873 la statua venne imbracata in un complesso carro ligneo e scorse su rotaie per le vie del centro fino all'Accademia, dove restò però chiuso nella sua cassa per ben nove anni, in attesa del termine dei lavori alla Tribuna[4].

Nel 1875, con le celebrazioni del IV centenario della nascita di Michelangelo si decise di creare una mostra con le riproduzioni in gesso dei suoi capolavori scultorei, che venne naturale ambientare all'Accademia, con il fulcro del David. A tale scopo venne modificato il progetto della Tribuna che venne dotata di due bracci laterali, che collegassero le due gallerie, fino ad allora separate, dell'Angelico (cioè quella già chiamata dei Quadri antichi) e del Perugino (già detta dei Quadri grandi). Per l'occasione il David venne spacchettato provvisoriamente, entro la tribuna allestita con tendaggi che coprissero la zona al di sopra della trabeazione ancora in fase di edificazione[4].

Il 22 luglio 1882 il Museo michelangiolesco venne finalmente inaugurato. Attorno al David vennero collocati i calchi dei sepolcri medicei (vestibolo), del Mosè (braccio corto), altre opere di medio formato nel braccio destro e sotto l'arco, attorno all'unico originale e fulcro accentratore dell'intero percorso espositivo, si trovavano i calchi della Pietà vaticana, della Pietà Rondanini, del Cristo della Minerva e dei Prigioni[5].

Lo stesso anno la gestione della Galleria passò dall'Istituto delle Belle Arti alle Regie Gallerie e Musei, facendo ben capire come la nuova tendenza fosse quella di conservazione e di documentazione storica delle opere antiche rispetto alla promozione dell'arte contemporanea. In quegli anni infatti il metodo di insegnamento tramite l'esercizio della copia divenne obsoleto e non più in liena con le istanze dell'arte contemporanea, e fu quasi naturale l'emancipazione della galleria dalla scuola artistica. In quell'occasione venne aperto il nuovo ingresso su via Ricasoli[5].

Nel frattempo la disposizione delle opere nella Tribuna rimase invariata fino ai primi del nuovo secolo, mentre la collezione dei quadri antichi fu radicalmente riposizionata, all'insegna di un nuovo sentire che iniziava a vedere le opere d'arte non solo come oggetti esclusivamente da conservare, ma anche come opere innanzitutto di cui poter usufruire per la contemplazione estetica. Ciò comportò, durante la direzione di Cosimo Ridolfi (1890-1903), un ciclo di restauri e sfoltimenti nella Galleria dei Quadri grandi, nella quale vennero predisposte nuove pareti lignee in modo da separare in tre comparti l'arte del Tre-Quattrocento da quella del Seicento. inoltre vennero create tre nuove sale (oggi sale del Duecento e primo trecento, degli Orcagna e seguaci, e dei Giotteschi) a fianco del braccio sinistro della tribuna, dove trovarono una migliore luce le opere di Botticelli (due sale) e di Perugino e scuola (una sala). Ciò coincise con la rivalutazione della scuola fiorentina del Quattrocento che proprio in quegli anni aveva luogo grazie alla comunità anglosassone residente in città. Botticelli in particolare, dopo gli studi di Pacher e di Horne, divenne ai primi anni del Novecento oggetto di un vero e proprio culto, generatore di grande entusiasmo nel pubblico. I dipinti del maestro, nella loro nuova, dignitosa collocazione, divennero un polo di attrazione capace di offuscare persino il David e il Museo michelangiolesco[5].

Poco dopo Ridolfi mise mano anche alla Galleria dei Quadri antichi, dove stavano ancora ammassati i polittici tre/quattrocenteschi. I dipinti vennero completamente rimossi decorando le pareti con una serie di arazzi con Storie di Adamo ed Eva, davanti ai quali vennero allineati alcuni calchi di opere minori del Buonarroti. Le opere rimosse vennero destinate nelle tre sale adiacenti al Salone (oggi Sale fiorentine), decorate e illuminate opportunamente, con la prima dedicata interamente al Beato Angelico[6].

[modifica] Spoliazione e riarricchimento

La Galleria degli Arazzi negli anni cinquanta-sessanta

La nuova disposizione durò solo pochi anni, poiché già nel 1914, con una nuova convenzione tra Stato e Comune, vennero riunificate tutte le raccolte di arte contemporanea e destinate, dal 1920, a un'unica istituzione a Palazzo Pitti, la Galleria d'arte moderna; le opere non selezionate per il nuovo museo vennero disperse in vari depositi di enti, uffici statali e comunali. Nel 1919 poi, con il riordino di tutte le collezioni fiorentine, un nucleo di opere capitali di scuola fiorentina venne destinato agli Uffizi, e infine nel 1922 le opere di Beato Angelico vennero destinate al nascente Museo nazionale di San Marco[6].

Con il trasferimento delle opere contemporanee la Galleria non poté più chiamarsi "Antica e Moderna", ma divenne da allora la Galleria dell'Accademia e, ancora per pochi anni, Museo michelangiolesco[6].

Già nel primo decennio del Novecento si era nel frattempo aperta una polemica sulle copie delle sculture, innescata dalla collocazione della replica del David in piazza della Signoria, che fece presto comprendere come la presenza dei calchi, dettata da valenze didattiche ed aspirazioni positiviste, fosse ormai del tutto superata e ingiustificata. Corrado Ricci allora, da direttore delle Gallerie fiorentine, decise di far prevalere il concetto di autenticità nei criteri espositivi, allontanando la maggiore parte dei gessi, esposti fin dal Centenario, e riunendo piuttosto un nucleo di opere originali del Buonarroti. Fu l'occasione per trasferire i Prigioni, dei quali era già stato sollevato il problema del degrado nella Grotta del Buontalenti a Boboli, e il San Matteo che da anni "sonnecchiava sotto l'atrio dell'Accademia". Essi giunsero in Galleria nel 1909, aggiungendosi al Torso di fiume che l'Accademia di Belle Arti aveva già ceduto nel 1906. Dal Bargello era arrivato inoltre nel 1905 il Genio della Vittoria. Queste opere sostituirono i gessi nella galleria degli arazzi, con l'eccezione dei calchi dei due Prigioni del Louvre ritenuti utili per completare idealmente la serie. Restavano anche i calchi delle opere maggiori attorno alla Tribuna, ma presto anche questi sembrarono inopportuni, venendo però allontanati solo nel 1938, trovando collocazione da allora nella Gipsoteca dell'Istituto d'Arte presso Porta Romana. I gessi dei Prigioni lasciarono la loro sede solo nel 1946, finendo prima a Casa Buonarroti e infine nel Museo michelangiolesco di Caprese Michelangelo, dove si trovavano già alcuni dei gessi del centenario, tuttora in loco[6].

Nel 1921, su suggerimento di Ugo Ojetti, il Genio della Vittoria venne riportato nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, mentre nel 1939 la Galleria si arricchì della Pietà di Palestrina, acquistata dallo Stato italiano da una cappella Barberini a Palestrina, oggi in genere ritenuta opera della scuola di Michelangelo. Nel 1965 infine il anche il Torso di fiume cambiò sede, venendo richiesto da Charles de Tolnay per Casa Buonarroti in modo da completare la serie di modelli michelangioleschi[6].

Agli anni Trenta risale l'aggiunta delle sale del Colosso e dell'Anticolosso (attuale biglietteria), destinate ad ospitare le pale di grandi dimensioni del Cinquecento fiorentino. Dopo la seconda guerra mondiale, col riordinamento degli Uffizi, vennero ad avanzare alcune tavole di grande formato del Perugino (Assunzione della Vergine e Deposizione con Filippino Lippi), che furono accolte all'Accademia. Agli anni cinquanta, sotto la direzione di Luisa Becherucci, risale la riorganizzazione delle sale del Colosso e dell'Anticolosso, destinate a riassumere le vicende artistiche a Firenze tra Quattro e Cinquecento, che venne ridefinita solo nei primi anni Ottanta, quando fu smantellata la seconda sala per fare spazio alla nuova biglietteria e al bookshop, con le opere di Pontormo, Bronzino e Alessandro Allori che vennero da allora collocate alle spalle delle opere di Michelangelo al posto degli arazzi, intensificando il confronto diretto tra queste opere e l'influenza michelangiolesca[7].

[modifica] La Galleria oggi

Le direzioni degli ultimi anni, da Luciano Bellosi a Giorgio Bonsanti fino all'attuale Franca Falletti, hanno cercato di ridare un filo conduttore, tramite indirizzi specifici e progetti a lungo termine, all'intera collezione del museo, arrivata ad essere con le numerose sottrazioni ed addizioni, piuttosto disomogenea e frammentata[7].

Questi progetti so sono andati concretizzando con l'allestimento della Sala dell'Ottocento (1983-1985), a cura di Sandra Pinto) e le sale della pittura del tardo trecento al primo piano (1998), a cura di Angelo Tartuferi. Ciò ha saldato il discorso cronologico dell'esposizione coprendo un percorso continuo nell'arte fiorentina dal XIII al XIX secolo, come doveva essere nelle intenzioni originarie di Pietro Leopoldo. A ciò sono stati aggiunti l'esposizione delle icone russe settecentesche provenienti dalle collezioni dei Lorena, ospitate nel vano scale, e quella degli strumenti musicali antichi di proprietà dell'attiguo Conservatorio Luigi Cherubini, dal 1996. Un progetto futuro non esclude anche un accesso coordinato anche con l'altra grande istituzione culturale dell'isolato, l'Opificio delle Pietre Dure e il suo museo[7].

Nonostante ciò il problema che persiste nella galleria, e che vedrà magari soluzione in studi e progetti futuri, è quello della mancanza di un filo cronologico che leghi le diverse opere del museo, che appaiono oggi frammentate in sale non contigue. Inoltre la domanda del pubblico resta sempre inevitabilmente legata alla presenza del David, che da solo polarizza gran parte delle attenzioni dei numerosissimi visitatori; ciò rende chiaro anche come siano lontane dalla fattibilità le proposte di spostamento del capolavoro di Michelangelo in altre sedi come la Stazione Leopolda per decongestionare, secondo l'idea dei proponenti, il flusso turistico del centro storico[8][9].

[modifica] Sale

[modifica] Sala del Colosso

La sala del Colosso deve il suo nome al gigantesco gesso di uno dei Dioscuri di Montecavallo che un tempo si trovava qui e che oggi è alla Gipsoteca dell'Istituto d'Arte di Porta Romana. Oggi al centro si trova il bozzetto originale in gesso del Ratto delle Sabine di Giambologna, mentre alle pareti si trovano numerosi esempi di pittura fiorentina del Quattro e Cinquecento fiorentino, con opere di grandi maestri (Paolo Uccello, Botticelli, Perugino, Filippino Lippi, Ghirlandaio) ed altre che documentano l'attività delle botteghe cittadine.

Opere presenti nella sala

[modifica] Galleria dei Prigioni

La galleria dei Prigioni deve il suo nome alle quattro sculture raffiguranti nudi maschili, dette Prigioni, realizzate da Michelangelo per la tomba di Giulio II, ma usate dal Granduca Cosimo I de' Medici, come ornamentazioni angolari della grotta del Buontalenti nel Giardino di Boboli e pervenute in galleria nel 1909. Vi si trovano inoltre Pietà di Palestrina, acquisita nel 1939, e il San Matteo, mentre alle parete sono esposte opere cinquecentesche.

Un tempo ha ospitato i "Quadri antichi", accostati l'uno all'altro fino al soffitto, poi i calchi michelangioleschi, con alle paretei una serie di arazzi, mentre oggi le opere originali di Michelangelo o della sua scuola sono pausate in maniera studiata, per introdurre il visitatore, in un crescendo emotivo, ai piedi del David[10].

Opere esposte nella sala

[modifica] Tribuna del David

David di Michelangelo.

La sala ospita dal 1873 il David di Michelangelo, realizzato fra il 1501-04 e proveniente da piazza della Signoria. La sala prosegue nei due bracci laterali, dove si trovano opere di scuola manierista.

Opere presenti nella sala
  • Michelangelo Buonarroti, David, 1501-1504
  • Santi di Tito, Cristo deposto dalla Croce con la Vergine e santi, 1576–1600
  • Santi di Tito, Entrata di Cristo in Gerusalemme, 1569-1579
  • Stefano Pieri, Deposizione, 1587
  • Alessandro Allori, Annunciazione, 1603
  • Cosimo Gamberucci, San Pietro guarisce lo storpio, 1599
  • Alessandro Allori, Battesimo di Cristo, 1591
  • Alessandro Allori, Incoronazione della Vergine, 1593
  • Alessandro Allori, Annunciazione, 1579
  • Alessandro Allori, Madonna col Bambino e santi, 1575
  • Bronzino, Deposizione, 1561
  • Francesco Salviati, Madonna col Bambino, san Giovannino e un angelo, 1540-1550 circa
  • Maso da San Friano, Trinità e santi, 1560-1570
  • Il Poppi, Figura allegorica, 1572-1573 circa
  • Pittore vasariano, Santa Barbara, 1570 circa
  • Carlo Portelli, Disputa sull'Immacolata Concezione, 1566
  • Maso da San Friano, Allegoria della forza, 1550-1599 circa
  • Pier Francesco di Jacopo Foschi, Madonna col Bambino e san Giovannino, 1525-1535 circa
  • Stefano Pieri, Il Sacrificio di Abramo, 1585
  • Giuliano Bugiardini, Madonna col Bambino e san Giovannino, 1520

[modifica] Gipsoteca Bartolini (Salone dell'Ottocento)

Conosciamo l'aspetto antico del salone, ricavato dalla corsia delle donne dell'antico Ospedale di San Matteo, da un affresco a monocromo realizzato dal Pontormo e ivi conservato.

Oggi l'allestimento ospita una raccolta di dipinti e sculture di artisti del XIX secolo in rapporto con l'Accademia di Belle Arti, tra cui i gessi di Lorenzo Bartolini, con le opere disposte com'erano state messe dall'artista nel suo studio di borgo San Frediano a Firenze e quelli di Luigi Pampaloni.

I dipinti sono alcune delle opere esposte in occasione dei concorsi di pittura, svolti fra il 1794 e il 1868, dell'Accademia dei Belle Arti.

Opere presenti nella sala
  • Lorenzo Bartolini, Medaglione con profilo maschile, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, La Carità educatrice, bozzetto, 1820-1830
  • Lorenzo Bartolini, Lady Mary Tighe, 1820 circa
  • Lorenzo Bartolini, Medaglione con profilo maschile, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Medaglione con profilo maschile, post 1815
  • Odoardo Borrani, Alla Galleria dell'Accademia, 1860-1870
  • Irene Duclos Parenti, Copia della Madonna del Sacco di Andrea del Sarto, 1775
  • Lorenzo Bartolini, Rilievo con figura maschile, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Rilievo con figura maschile, post 1815
  • Cesare Mussini, La Musica Sacra, 1830
  • Lorenzo Bartolini, Ritratto di bambina, 1820-1825 circa
  • Lorenzo Bartolini, Emma e Giulia Campbell, 1819-1820 circa
  • Francesco Sabatelli, Copia dell'Assunta di Tiziano, 1827
  • Pontormo, Tre storie della Beata Umiltà da Faenza, 1514 circa
  • Lorenzo Bartolini, Teti che accarezza Giove, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Jean Auguste Dominique Ingres, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Rilievo con figure, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Rilievo frammentario: la Giustizia che protegge l'Innocenza, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Rilievo con figure, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Ritratto di Frances Anne Vane-Tempest, marchesa di Londonderry, con il figlio George, 1823
  • Lorenzo Bartolini, La Carità educatrice, 1817-1824
  • Lorenzo Bartolini, Ritratto di Anne Lullin de Châteauvieux sposata Eynard, 1820-1822
  • Francesco Nenci, Edipo sciolto dai lacci da un pastore, 1817
  • Lorenzo Bartolini, George Gordon Byron, 1822
  • Lorenzo Bartolini, Ortensia Beauharnais, 1815-1830 circa
  • Lorenzo Bartolini, L'Orante per il monumento a Pietro Recchi, 1838
  • Lorenzo Bartolini, Il Voto dell'Innocenza, 1848
  • Lorenzo Bartolini, Ortensia Beauharnais, 1815-1830 circa
  • Lorenzo Bartolini, Luciano Bonaparte, 1815-1830 circa
  • Cesare Mussini, La morte di Atala, 1830
  • Lorenzo Bartolini, Beatrice Donati, 1846
  • Lorenzo Bartolini, Thomas Moore, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Guelfo Trotti Estense Mosti, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Niccolò Machiavelli, 1845-1846
  • Luigi Pampaloni, Rilievi per il monumento a Luciano Bonaparte principe di Canino, 1840-1847
  • Lorenzo Bartolini, Emilia Della Gherardesca?, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Lady Harriet Pellew, ante 1850
  • Luigi Pampaloni, Filippo Brunelleschi, 1827-1830
  • Luigi Pampaloni, Arnolfo di Cambio, 1827-1830
  • Lorenzo Bartolini, Lady Gowen?, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Luisa Sauli Pallavicini, ante 1850
  • Luigi Pampaloni, Bassorilievo per il monumento funebre di Annamaria Frescobaldi, 1842-1844
  • Luigi Pampaloni, Monumento a Virginia de Blasis, 1839 circa
  • Lorenzo Bartolini, Giuseppe Bonaparte principe di Canino e Musignano, 1829
  • Lorenzo Bartolini, Franz Liszt, 1838-1839
  • Luigi Pampaloni, Rilievo per il monumento Tellinson, 1840 circa
  • Luigi Pampaloni, Fanciullo orante (Orfano sulla rupe), 1826-1827
  • Lorenzo Bartolini, Carolina Ungher, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Casimir Delavigne, 1830-1840
  • Luigi Pampaloni, Fanciulla orante (Orfana sulla rupe), 1838-1842
  • Luigi Pampaloni, Medaglione di Luigi Magalotti
  • Lorenzo Bartolini, Eveline Hanska de Balzac, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Salvatore Vigano, 1815-1820
  • Antonio Puccinelli, Gli Ebrei in Babilonia, 1851
  • Antonio Puccinelli, La strage degli Innocenti, 1852
  • Lorenzo Bartolini, Madame Germaine de Stael, 1815-1820
  • Lorenzo Bartolini, Giovanni Battista Niccolini, ante 1850
  • Luigi Pampaloni, Maddalena penitente, 1870 circa
  • Giuseppe Fattori, Il Battista rimprovera Erode, 1856
  • Lorenzo Bartolini, Luigi Vestri, 1830-1840
  • Lorenzo Bartolini, Francesco Benedetti, 1815-1820
  • Francesco Pozzi, Ciparisso, 1818
  • Francesco Pozzi, Baccante con Fauno e Pantera, 1851
  • Eugenio Prati, Il Barocci presentato a Michelangelo, 1868
  • Raffaello Sorbi, Morte di Corso Donati, 1861
  • Luigi Pampaloni, Monumento a Lazzaro Papi, 1835 circa
  • Lorenzo Bartolini, Maria Carolina di Sassonia, granduchessa di Toscana, ante 1832
  • Lorenzo Bartolini, Marchese di Londonderry, ante 1850
  • Luigi Pampaloni, Monumento a Maria Radzwill Kranzinski con il figlio Zìgmunt, 1839-1841
  • Luigi Pampaloni, Monumento a Wanda Wancowicz Tyskiewicz, 1842-1845
  • Lorenzo Bartolini, Marie D'Agoult, 1838-1839
  • Lorenzo Bartolini, Marchesa di Bristol, ante 1850
  • Luigi Pampaloni, Bambina giacente, 1826 circa
  • Lorenzo Bartolini, Medaglione per il monumento a Girolamo Segato, 1838-1844
  • Lorenzo Bartolini, Caterina di Westfalia, 1815-1830
  • Lorenzo Bartolini, Lady Burglesh, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Monumento a Sofia Zamoiska, 1837-1844
  • Lorenzo Bartolini, Rilievo per il monumento a Carolina Hungher, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Jonathan Hatfield, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Conte Gourief, ante 1850
  • Benedetto Servolini, Morte di Filippo Strozzi, 1835
  • Lorenzo Bartolini, Monumento ad Ortensia Beauharnais, 1838-1845
  • Lorenzo Bartolini, Anatol Demidoff, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Nicola Demidoff, ante 1850
  • Luigi Pampaloni, Monumento a Giulia Clary Bonaparte: la Beneficenza, 1846 circa
  • Demostene Macciò, Fra Benedetto da Foiano in carcere
  • Lorenzo Bartolini, Matilde Demidoff, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Matilde Demidoff, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Monumento funebre al conte Giovan Francesco Mastiani Brunacci, 1846 circa
  • Lorenzo Bartolini, Bassorilievo per il monumento a Maria Temple Bowdoin, 1822 circa
  • Lorenzo Bartolini, Marco Paolini, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Paolina Borghese?, antre 1850
  • Benedetto Servolini, Orlando si impadronisce del cavallo, 1834
  • Lorenzo Bartolini, Monumento a Vittorio Fossombroni, 1846
  • Lorenzo Bartolini, Maria Luisa di Borbone, 1823
  • Lorenzo Bartolini, Mr Morrison, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Angelo, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Bassorilievi per il monumento a Luigi Guglielmo Cambray Digny, 1844
  • Lorenzo Bartolini, Carlo Lodovico di Borbone, 1823
  • Lorenzo Bartolini, Luisa Carlotta di Borbone, 1825 circa
  • Lorenzo Bartolini, Monumento al conte Alberto Adamo di Neipperg, 1829-1841
  • Giuseppe Colignon, La decollazione del Battista, 1860 circa
  • Lorenzo Bartolini, Klemens Wengel Lothar Metternich-Winneburg, 1821 circa
  • Lorenzo Bartolini, Alberto Adamo Neipperg, 1829-1830
  • Baldassarre Calamai, Dante, Virgilio e Farinata degli Uberti, 1825
  • Ulisse Cambi, Dafne e Cloe, 1834
  • Lorenzo Bartolini, Alberto Adamo Neipperg, 1825-1830
  • Lorenzo Bartolini, Sofia Scerbatova Apraxina, ante 1850
  • Silvestro Lega, David calma i furori di Saul con l'arpa, 1852
  • Luigi Mussini, L'elemosina secondo la carità angelica e secondo la mondana ostentazione, 1844
  • Lorenzo Bartolini, Carlotta Bonaparte, ante 1850
  • Lorenzo Bartolini, Mrs Morrison, ante 1850
  • Ulisse Cambi, Aconzio, 1835
  • Leopoldo Neofreschi, Alessandro Magno si accinge a bere alla coppa avvelenata, 1794
  • Lorenzo Bartolini, Francesco I d'Asburgo, ante 1850
  • Cesare Mussini, Francesco I presso Leonardo morente, 1828
  • Lorenzo Bartolini, Rilievo con figura alata, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Rilievo con figura maschile, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Rilievo con cinque figure, post 1815
  • Lorenzo Bartolini, Rilievi per il monumento a Enrichetta Stratford Canning, 1818 circa
  • Lorenzo Bartolini, Monumento a Elisa Baciocchi, 1808-1813
  • Lorenzo Bartolini, La Venere di Tiziano, 1821 circa
  • Lorenzo Bartolini, L'Ammostatore, 1816-1820 circa
  • Lorenzo Bartolini, Venere, 1817 circa
  • Lorenzo Bartolini, Giunone, 1823-1830 circa
  • Lorenzo Bartolini, Monumento a Niccolò Demidov, 1830-1870
  • Lorenzo Bartolini, Baccante, 1823 circa
  • Lorenzo Bartolini, La Ninfa dello Scorpione, Ante 1840
  • Lorenzo Bartolini, La Ninfa del Serpe, Ante 1840
  • Lorenzo Bartolini, La Tavola degli Amori, Ante 1845
  • Luigi Pampaloni, La Fanciulla delle Tortore, 1831
  • Luigi Pampaloni, Fanciullo che scherza con un cane, 1827
  • Lorenzo Bartolini, La gara fraterna, Ante 1847
  • Lorenzo Bartolini, Monumento a Leon Battista Alberti, Post 1838
  • Luigi Pampaloni, Amore, 1833
  • Luigi Pampaloni, Amore con Cigno, Post 1834
  • Luigi Pampaloni, Cloe, 1834
  • Atelier di Lorenzo Bartolini, Ninfa, XIX secolo
  • Lorenzo Bartolini, Amore, Post 1841
  • Lorenzo Bartolini, Narciso, 1825-1850

[modifica] Sala del Duecento e del primo Trecento

Da questa sala inizia un percorso sulla pittura gotica fiorentina che attinge al cospicuo deposito di tavole a fondo oro della galleria. La sala centrale, del Duecento e del primo Trecento, espone dipinti precedenti a Giotto o suoi contemporanei, con un raro frammento attribuito a Giotto stesso proveniente dalla Badia fiorentina.

Opere presenti nella sala

[modifica] Sala dei giotteschi

La sala è allestita con opere di artisti fiorentini del XIV secolo seguaci di Giotto.

Opere esposte nella sala
  • Jacopo del Casentino, San Bartolomeo e angeli, 1340 circa
  • Jacopo del Casentino, Sant'Egidio; San Giovanni Battista; San Giovanni Evangelista
  • Maestro delle effigi domenicane, Incoronazione della Vergine e santi; Madonna col Bambino e santi, 1340-1345
  • Puccio di Simone, Madonna dell'Umiltà e santi, polittico, 1350-1360
  • Bernardo Daddi, Crocifissione; San Cristoforo, 1340-1348 circa
  • Bernardo Daddi, San Bartolomeo; San Lorenzo, 1340 circa
  • Bernardo Daddi, Crocifissione, 1343
  • Bernardo Daddi, Incoronazione della Vergine con angeli e 42 santi, 1340-1348
  • Bernardo Daddi, Crocifisso con i dolenti e storie della Passione, 1338-1343
  • Bernardo Daddi e Puccio di Simone, Crocifissione con i dolenti e la Maddalena ai piedi della Croce; Santa Maria Maddalena, san Michele Arcangelo, san Giuliano, santa Marta
  • Bernardo Daddi, Madonna col Bambino e santi; Crocifissione; L'incontro dei tre vivi con i tre morti, 1340 circa
  • Taddeo Gaddi, Formelle dell'armadio della sacrestia di Santa Croce, 1330-1340
  • Taddeo Gaddi, Madonna col Bambino e angelo annunziante; San Giovanni Battista e san Pietro e Vergine annunciata, 1345-1350
  • Taddeo Gaddi, Madonna col Bambino, 1355 circa
  • Niccolò di Pietro Gerini, Cristo benedicente e due profeti; Cristo in pietà tra la Vergine e san Giovanni Evangelista e santi, 1390-1410 circa
  • Taddeo Gaddi, Madonna in trono tra due angeli e quattro santi, 1330-1335 circa
  • Bernardo Daddi, Madonna in trono con Bambino e Ssanti, 1333

[modifica] Sala degli Orcagna e dei loro seguaci

La sala deve il suo nome all'esposizione di opere realizzate dai tre fratelli pittori, attivi a Firenze nel XIV secolo, l'Orcagna, ovvero “arcangelo” (Andrea di Cione), Nardo di Cione e Jacopo.

Opere presenti nella sala

[modifica] Sala di Giovanni da Milano

Opere presenti nella sala
  • Attribuito a Giottino, Madonna col Bambino in trono con santi e angeli, 1360 circa
  • Maestro della Misericordia dell'Accademia (Giovanni Gaddi?), Madonna col Bambino fra i santi Pietro e Paolo, 1360 circa
  • Maestro della Misericordia dell'Accademia (Giovanni Gaddi?), Stigmate di san Francesco, Natività, Conversione di san Paolo, 1370-1375
  • Maestro della Misericordia dell'Accademia (Giovanni Gaddi?), Madonna della Misericordia, 1380 circa
  • Maestro della Misericordia dell'Accademia (Giovanni Gaddi?), Madonna col Bambino in trono e otto santi, 1380 circa
  • Giovanni da Milano, Compianto di Cristo, 1365
  • Andrea Buonaiuti, Sant'Agnese; Santa Domitilla, 1365 ca
  • Maestro della predella dell'Ashmolean Museum, Madonna col Bambino, 1370-1390 circa
  • Don Silvestro dei Gherarducci, Madonna dell'Umiltà e Angeli, 1370-1377 circa
  • Maestro dell'Annunciazione dei Linaioli e Mariotto di Nardo, Annunciazione; Natività, Epifania, Presentazione al tempio, profeti, 1350-1360; 1390-1400
  • Giovanni del Biondo-San Giovanni Evangelista in trono, 1380-1385
  • Cenni di Francesco, Madonna col Bambino fra otto santi e quattro angeli, 1380-1390
  • Ignoto fiorentino, Incoronazione della Vergine e santi, 1390-1399

[modifica] Sala del tardo Trecento

La sala è allestita con opere realizzate fra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV, di Giovanni del Biondo, Mariotto di Nardo, Rossello di Jacopo Franchi, Spinello Aretino. Nella sala il paliotto ricamato con fili d'oro, d'argento, e di seta policroma da Jacopo Cambi nel 1336.

  • Giovanni del Biondo, Polittico con l'Annunciazione e santi, 1380–1385 circa
  • Mestro "Francesco", Madonna col Bambino tra due angeli e due santi, 1391
  • Spinello Aretino, Trittico della Madonna in trono e santi, 1391
  • Lorenzo di Niccolò, Incoronazione della Vergine e quattro angeli musicanti; San Zanobi; San Bartolomeo, 1400-1410 circa
  • Mariotto di Nardo, Madonna col Bambino e santi; Angelo Annunciante; Crocifissione; Vergine Annunciata; Storie della Vergine
  • Cenni di Francesco, Natività, 1395-1400
  • Mariotto di Nardo, Crocifissione e quattro storie di san Nicola, 1415 circa
  • Niccolò di Pietro Gerini, Madonna col Bambino e santi, 1410 circa
  • Niccolò di Pietro Gerini, Cristo in Pietà con i simboli della Passione; Il Redentore e santi; Le eseque di un confratello, 1404 –1408 circa
  • Spinello Aretino, Santo Stefano, 1400-1405
  • Maestro di Borgo alla Collina, Crocifissione tra la Vergine, san Francesco e un donatore, prima metà del 1400
  • Giovanni Dal Ponte, San Giacomo; Sant'Elena, 1420-1430
  • Giovanni Dal Ponte, Polittico dell'incoronazione della Vergine e santi, primi decenni del 1400
  • Giovanni Dal Ponte, San Giuliano; San Giovanni Battista, 1430 circa
  • Rossello di Jacopo Franchi, San Giovanni Battista; San Francesco, 1400-1410 circa
  • Rossello di Jacopo Franchi, Incoronazione della Vergine con angeli e santi, 1422 (?)
  • Bicci di Lorenzo, Sant'Andrea e san Michele; San Girolamo e san Lorenzo, 1420-1430
  • Bicci di Lorenzo, Santi apostoli, 1420-1425
  • Pittore fiorentino, Madonna dell'Umiltà fra due angeli, 1390-1399 circa
  • Niccolò di Pietro Gerini, Madonna col Bambino in trono e due santi, 1400 circa
  • Jacopo Cambi, Incoronazione della Vergine fra otto angeli e quattordici santi, 1336
  • Bicci di Lorenzo, San Paolo; San Benedetto; San Giovanni Gualberto; San Pietro, 1430-1435
  • Lippo d'Andrea, Madonna in trono con Bambino e santi, 1430-1440
  • Niccolò di Pietro Gerini, Madonna col Bambino e santi, 1404
  • Mariotto di Nardo, Annunciazione, 1400-1410 circa
  • Mariotto di Nardo, Madonna col Bambino e santi, 1418
  • Spinello Aretino, Niccolò di Pietro Gerini, Lorenzo di Niccolò, Incoronazione della Vergine, angeli e santi, 1401
  • Niccolò di Pietro Gerini, Crocifissione con San Francesco adorante e santi, 1390-1400 circa
  • Agnolo di Domenico del Mazziere, Quattro Evangelisti, inizio XV secolo
  • Mariotto di Nardo, Madonna col Bambino e santi, 1380-1400 circa
  • Lorenzo di Bicci, San Giuliano e san Zanobi, 1380-1400 circa
  • Niccolò di Pietro Gerini, La Santissima Trinità con san Francesco e santa Maria Maddalena, 1385 circa
  • Lorenzo di Bicci, San Martino in trono; Elemosina di san Martino, 1385-1389 circa
  • Giovanni del Biondo, Presentazione al Tempio tra san Giovanni Battista e san Benedetto, 1364

[modifica] Sala di Lorenzo Monaco

La sala presente un'importante raccolta di opere realizzate da Lorenzo Monaco. In essa è entro una nicchia una raccolta di icone russe appartenute alla famiglia granducale dei Lorena.

Opere presenti nella sala
  • Lorenzo Monaco, Madonna col Bambino in trono fra i santi Giovanni Battista, Lucia, Antonio Abate, Pietro, Giuliano e Caterina, 1395-1400 circa
  • Lorenzo Monaco, San Moisè; san Giovanni Battista; san Pietro; san Paolo, 1395 circa
  • Agnolo Gaddi, Madonna del Latte e santi, 1380 circa
  • Lorenzo Monaco e Maestro della predella Sherman, Madonna del latte con santi e angeli; Annunciazione, Crocifissione con dolenti, santi, 1390 circa, 1425 –1430
  • Bartolomeo di Fruosino, Croce sagomata e dipinta, 1411 circa
  • Lorenzo Monaco, Croce dipinta, 1400 –1410 circa
  • Lorenzo Monaco, Trittico dell'Annunciazione, 1410 circa
  • Lorenzo Monaco, Redentore benedicente, 1410-1415
  • Lorenzo Monaco, Crocifissione; Vergine dolente; San Giovanni Evangelista, 1405-1410
  • Lorenzo Monaco, Polittico della Madonna in trono e santi, 1410
  • Lorenzo Monaco, Madonna col Bambino e santi, 1408 d.
  • Maestro della predella Sherman, Crocifissione, 1415-1430
  • Lorenzo Monaco, Cristo in Pietà con i simboli della Passione, 1404
  • Lorenzo Monaco, Orazione nell'orto, 1395-1400
  • Agnolo Gaddi, Madonna dell'Umiltà con sei angeli, 1395 circa
  • Lorenzo Monaco, Santa Caterina d'Alessandria, san Caio Papa, 1390-1400
  • Andrea Ritzos (o Rico), Madonna col Bambino e angeli con gli strumenti della Passione, 1450-1490
  • Mariotto di Cristofano, Episodi della vita di Cristo e della Vergine, post 1450

[modifica] Sala del Gotico internazionale

La sala è allestita con opere del gotico internazionale.

Opere presenti nella sala
  • Gherardo Starnina, Madonna col Bambino, santi e angeli, 1400, 1410 circa
  • Maestro di Borgo alla Collina, Madonna col Bambino e santi, 1420 circa
  • Maestro della Madonna Straus, Annunciazione, 1400-1410 circa
  • Maestro della Madonna Straus, Santa Caterina d'Alessandria; San Francesco, 1400-1410
  • Pittore fiorentino, San Nicola e san Pietro; (verso: il Profeta Isaia (?) e testa di angelo); San Pietro Martire e sant'Eustachio (verso: il Profeta Geremia e testa di angelo); Santa Reparata (o Dorotea) e san Giacomo (verso: angelo con turibolo); San Girolamo e una santa
  • Maestro di Sant'Ivo, Madonna col Bambino e santi, 1400-1415 circa
  • Maestro di Sant'Ivo, Madonna col Bambino e quattro santi, 1390-1410 circa
  • Giovanni Toscani, Incredulità di san Tommaso, 1419-1420
  • Giovanni Toscani, Crocifissione; Stigmate di san Francesco e un miracolo di san Nicola di Bari, 1423-1424 circa
  • Giovanni Toscani, Madonna col Bambino, due angeli musicanti e due santi, 1423-1424
  • Maestro di Borgo alla Collina, Madonna in trono con Bambino e santi, 1425 circa
  • Rossello di Jacopo Franchi, Madonna col Bambino e santi, prima metà del 1400
  • Bicci di Lorenzo, Matrimonio mistico di santa Caterina, 1423-1425
  • Bicci di Lorenzo, San Lorenzo, 1420-1430 circa
  • Maestro del 1416, Madonna col Bambino e santi, 1416
  • Maestro della Madonna Straus, Madonna col Bambino fra i santi Matteo e Michele Arcangelo, 1385 circa
  • Maestro della Madonna Straus, Cristo in pietà con i simboli della Passione, 1405 circa

[modifica] Collezione delle icone russe

  • Scuola russa del secondo quarto del XVIII secolo, Menologio annuale in due tavole:1) Mesi da settembre a febbraio, 1725-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del XVIII secolo, Menologio annuale in due tavole:2) Mesi da marzo a agosto, 1725-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del XVIII secolo, Dormitio Virginis, 1725-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del XVIII secolo, Natività di Cristo e altre scene della sua infanzia, 1725-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del XVIII secolo, Morte della Vergine, 1725-1750
  • Scuola russa della prima metà del secolo XVIII, San Nicola da Myra e sei scene della sua vita, 1700-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, Redentore in gloria e santi, 1700-1750
  • Scuola russa della fine del secolo XVI, inizio XVII, Decollazione di san Giovanni Battista, 1590-1610
  • Scuola russa dell'ultimo quarto del XVI secolo, In te si rallegra ogni creatura, 1575-1600
  • Scuola russa del XVIII secolo, Natività della Vergine, 1700-1750
  • Scuola russa della prima metà del secolo XVIII, Ascensione, 1700-1750
  • Scuola russa della prima metà del secolo XVIII, Elia nel deserto e scene della sua vita, 1700-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del secolo XVIII, La visione del sagrestano Juris, con scene delle feste, 1725-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Ascensione, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Dormitio Virginis, 1700-1750
  • Scuola russa (Vetka) della prima metà del XIX secolo, Protezione della Madre di Dio, 1800-1850
  • Scuola russa del XVIII secolo, Madonna della Misericordia, 1700-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, San Giorgio e la principessa, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Madonna del latte, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Pantocrator, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Vergine di Vladimir, 1700-1750
  • Scuola russa della seconda metà del secolo XVII, Resurrezione, Discesa agli inferi e sedici scene della vita di Cristo, 1650-1700
  • Scuola russa del secondo quarto del secolo XVIII, Albero di Jesse, 1725-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, San Giovanni guerriero e sei scene della sua vita, 1700-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del secolo XVIII, San Spiridione vescovo, 1725-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Ascensione, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Cristo in gloria tra sette gerarchie di angeli, 1700-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del secolo XVIII, San Giovanni Teologo in silenzio, 1725-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del secolo XVIII, Abramo visitato dagli angeli o Santa Trinità, 1725-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del secolo XVIII, Annunciazione, 1725-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, San Giovanni milite e quattro scene della sua vita, 1700-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, Trasfigurazione, 1700-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, San Giovanni Battista e due scene della sua vita, 1700-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, Natività della Vergine e scene della vita di Gioacchino e sAnna, 1700-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del secolo XVIII, Madre di Dio Gioia di tutti gli afflitti, 1725-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, San Demetrio, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, San Michele, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Sette Martiri di Efeso, 1700-1750
  • Scuola cretese-veneziana, attribuito a Nikolaos Ritzos, Santi Pietro e Paolo, 1450-1499
  • Scuola bizantina del secolo XV-XVI, Anima di san Giovanni Battista davanti a Dio, 1490-1510
  • Scuola russa della prima metà del secolo XVIII, Tavolette di una Deesis, 1700-1750
  • Scuola cretese-veneziana del secolo XVI, Madonna col Bambino, santi e profeti, 1500-1549
  • Scuola russa del XVIII secolo, Annunciazione, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Madonna della Misericordia, 1700-1750
  • Scuola russa della prima metà del secolo XVIII, I sette Martiri di Efeso, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Annunciazione, 1700-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, Pietà, 1700-1750
  • Scuola dalmata del XVII secolo, Pietà, 1600-1700
  • Scuola russa del XVIII secolo, Pentecoste, 1700-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, Arcangelo Michele sul cavallo di fuoco che abbatte l'Anticristo, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Redentore in trono, 1700-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del secolo XVIII, Crocifissione e i frutti della Passione di Cristo, 1725-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Madonna della Misericordia, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Trasfigurazione, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Trasfigurazione, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Natività della Vergine, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Adorazione dei pastori, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Natività della Vergine, 1700-1750
  • Scuola russa del secondo quarto del secolo XVIII, Resurrezione di Cristo con scene della Passione, 1725-1750
  • Scuola russa della prima metà del secolo XVIII, San Nicola, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Madonna della Misericordia, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Cavalcata dei Magi; Adorazione dei Magi; Fuga in Egitto, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Madonna in gloria tra arcangeli, profeti e santi, 1700-1750
  • Scuola russa della prima metà del secolo XVIII, Resurrezione con episodi e figure del Nuovo Testamento, 1700-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, Resurrezione con altre "Feste" russe, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Vergine assunta e incoronata, 1700-1750
  • Scuola russa (Mosca) del XVII secolo, Santa Caterina di Alessandria, 1693-1694
  • Scuola russa del XVIII secolo, Salvatore Acheropita, 1730 circa
  • Scuola russa del secolo XVIII, Natività della Vergine, 1700-1750
  • Maestro della Santa Verdiana (Tommaso del Mazza?), Madonna dell'Umiltà tra quattro angeli e santi, seconda metà del 1300
  • Scuola russa della prima metà del secolo XVIII, Vergine in gloria, il Padre Eterno e santi, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Madonna e Bambino incoronati e opere di misericordia (Madre di Dio Gioia di tutti gli afflitti), 1733
  • Scuola russa del secondo quarto del secolo XVIII, Vergine di Kazan, 1700-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, Resurrezione, 1700-1750
  • Vasilij Grjaznov, Madonna di Tichvin, 1728
  • Scuola russa della prima metà del secolo XVIII, Annunciazione, 1700-1750
  • Scuola adriatica del XVI secolo, Adorazione dei Magi, 1550-1599
  • Scuola russa del XVIII secolo, Gioacchino e Anna, 1700-1750
  • Scuola russa della prima metà del secolo XVIII, Adorazione dei Magi, 1700-1750
  • Scuola russa della prima metà del secolo XVIII, I sette Martiri di Efeso, 1700-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, San Demetrio di Tessalonica, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Resurrezione di Lazzaro, 1700-1750
  • Scuola russa del XVIII secolo, Resurrezione, 1700-1750
  • Scuola russa del secolo XVIII, Acheropita sostenuta dagli angeli, 1700-1750

[modifica] Deposito

[modifica] Note

  1. ^ Touring Club Italiano - Dossier Musei 2009
  2. ^ Galleria dell'Accademia, cit., pag. 10.
  3. ^ a b c Galleria dell'Accademia, cit., pag. 11.
  4. ^ a b c d e Galleria dell'Accademia, cit., pag. 12.
  5. ^ a b c Galleria dell'Accademia, cit., pag. 14.
  6. ^ a b c d e Galleria dell'Accademia, cit., pag. 16.
  7. ^ a b c Galleria dell'Accademia, cit., pag. 17.
  8. ^ Proposte di tracsolo per il David
  9. ^ Il David e i flussi turistici
  10. ^ Galleria dell'Accademia, cit., pag. 46.

[modifica] Bibliografia

  • G. Bonsanti, La galleria dell'Accademia, Firenze. Guida e catalogo completo, Firenze, 1990.
  • AA.VV., Galleria dell'Accademia, Giunti, Firenze 1999. ISBN 88-09-04880-6

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue