Piazza della Santissima Annunziata

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Coordinate: 43°46′35.21″N 11°15′38.64″E / 43.776447°N 11.260733°E43.776447; 11.260733

« Prototipo della misura urbana rinascimentale »
(Bruno Zevi, Architettura in nuce, Venezia 1960, p. 68.)
Piazza della Santissima Annunziata
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Santissima Annunziata
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Piazza della Santissima Annunziata a Firenze è una piazza di grande armonia stilistica, alla quale misero mano alcuni fra i più grandi architetti rinascimentali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La basilica da cui prende il nome, la Santissima Annunziata, appunto, si trova dietro al porticato centrale. Questa zona venne scelta dai Sette Santi Fondatori nel 1250 per creare la loro piccola chiesa: all'epoca era in aperta campagna e fuori dalle mura, in una zona chiamata Cafaggio, cioè zona boscosa di caccia che arrivava fino alle pendici della collina di Fiesole. La chiesa, che custodisce anche un'Annunciazione miracolosa dipinta secondo la leggenda da un angelo, divenne meta di pellegrinaggi e processioni e fu presto necessario ampliare la chiesa e la piazza, oltre a creare una comoda via di collegamento verso il centro, Via de' Servi.

Il portico fu solo l'ultima delle decorazioni, aggiunta nei primi anni del Seicento per raccordarsi agli altri due portici laterali che scandiscono tuttora l'elegante motivo della loggia con archi a tutto sesto: a destra (guardando verso la chiesa) lo Spedale degli Innocenti, capolavoro del Brunelleschi, che per primo dettò questo stilema; a sinistra una copia del medesimo, la cinquecentesca Loggia dei Servi di Maria.

Gli edifici[modifica | modifica sorgente]

Scorcio della Piazza da via Battisti
Lo Spedale degli Innocenti
Il Loggiato dei Servi di Maria

La basilica sorse su un oratorio tradizionalmente fondato nel 1233 da sette giovani fiorentini che avevano fondato la compagnia dei Servi di Maria in onore della Vergine. L'attuale basilica fu ricostruita da Michelozzo nel 1444, mentre il disegno dell'originale cupola cilindrica è di Leon Battista Alberti. Il luogo divenne il centro del culto mariano in città e presto ed i portici laterali servirono per il ricovero dei numerosi pellegrini.

Lo Spedale degli Innocenti invece risale ai primi del Quattrocento. Fu il primo orfanotrofio europeo, e rappresenta il primo edificio in stile rinascimentale: Brunelleschi si ispirò infatti ai modelli classici che aveva avuto modo di vedere e studiare a Roma, mentre uno spunto più vicino fu probabilmente dato dalle logge gotiche ma a con archi a tutto sesto della Signoria e del Bigallo.

Sotto le logge dello spedale è ancora visibile la celebre ruota dove era possibile abbandonare anonimamente i neonati facendoli entrare in una cavità che si apriva girando appunto la ruota di legno. Ai trovatelli veniva assegnato il cognome "Innocenti", ancora oggi diffuso a Firenze. Oggi ospita un museo, ma anche alcuni uffici dell'Unicef, continuando ancora in parte la sua tradizionale funzione. L'Ospedale venne modificato nel Cinquecento quando venne aperto l'arco che da su via della Colonna, sulla volta del quale fu affrescato il Padre eterno con i santi martiri innocenti da Giovanni di Francesco del Cervelliera (1549).

Il terzo edificio, la Loggia dei Servi di Maria, fu progettato a completamento stilistico della piazza agli inizi del Cinquecento da Baccio d'Agnolo e Antonio da Sangallo il Vecchio. Le "S" attorcigliate nei medaglioni sono proprio il simbolo dei Servi di Maria. Oggi ospita un albergo e l'oratorio di San Francesco Poverino.

Chiudono il lato sud a destra il Palazzo Budini Gattai, già Palazzo Grifoni, edificato nel 1563-1574 da Bartolomeo Ammannati per il segretario di Cosimo I Ugolino di Jacopo Grifoni, e a sinistra una palazzina settecentesca anche questa sede alberghiera; tra i due edifici si apre l'imbocco di via dei Servi, che offre una spettacolare vista di taglio della cupola del Brunelleschi.

Dal novembre 2006 è stata riaperta in Piazza Santissima Annunziata l'antica entrata del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, in uso fino all'Alluvione di Firenze. Grazie a un lunghissimo restauro sono state riaperte le sale al pian terreno del palazzo, che sono state destinate all'accoglienza di mostre temporanee.

Le statue[modifica | modifica sorgente]

Al centro si leva il monumento equestre al granduca Ferdinando I opera tarda del Giambologna terminata dal suo allievo Pietro Tacca nel 1608 dopo la sua morte. Essa era il coronamento del sogno del Granduca di venire ricordato per le sue imprese al pari del padre Cosimo I, al quale aveva fatto dedicare alcuni decenni prima un'analoga statua, sempre del Giambologna in Piazza della Signoria. L'opera venne fusa con il bronzo proveniente dai cannoni delle galee turche, vinte dai Cavalieri dell'Ordine Militare di Santo Stefano, sorto per combattere i pirati che infestavano il Mediterraneo su iniziativa di casa Medici.

Al Tacca si devono anche le due fontane con mostri marini in bronzo, realizzate nel 1629 con la collaborazione degli allievi Bernardino Radi e Francesco Maria Bandini, capolavori della scultura manierista di rara bellezza e equilibrio formale. Le fontane inizialmente avrebbero dovuto ornare il monumento a Ferdinando I di Livorno, ma suscitarono l'ammirazione del granduca Ferdinando II de' Medici che pertanto ne ordinò la collocazione al centro della piazza fiorentina.

Le feste[modifica | modifica sorgente]

Lato sud

Il 25 marzo, festa della Santissima Annunziata, coincideva a Firenze con il capodanno. La tradizione aveva forti radici a Firenze, tanto che rimase in vigore anche dopo la riforma gregoriana del calendario, promulgata nel 1528, che stabiliva che l'anno dovesse cominciare il primo gennaio. Fino al 1750 quando, per volontà del Granduca Francesco III di Lorena, Firenze si adeguò alla riforma, la festa dell'Annunciazione era dunque una grande festa civile e religiosa insieme. In questa occasione nella piazza si svolgeva un vero e proprio mercato e grandi folle affluivano in pellegrinaggio presso l'immagine miracolosa della Santissima Annunziata, portando doni votivi come cere e oggetti preziosi.

Al pellegrinaggio religioso si lega probabilmente anche la Festa della Rificolona che cade il 7 settembre, alla vigilia del giorno dedicato alla Natività della Vergine. È probabile infatti che le particolari lanterne di carta di varie forme, dette rificolone, abbiano origine dalle fiaccole e lanterne di cui si servivano i pellegrini provenienti dal contado per illuminare il loro cammino. La parola rificolona invece deriverebbe da una corruzione della parola "fierucolone", con cui venivano soprannominate le contadine che giungevano in città per la fiera.

Oggi vi si svolge ancora l'antico mercato dell'Epifania.

Altre immagini[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Cesati, La grande guida delle strade di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2003.

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