Antinori

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Lo stemma della famiglia Antinori,
Palazzo Antinori

Gli Antinori sono una antica famiglia patrizia di Firenze. Col tempo ebbero anche il titolo di marchesi dai granduchi lorenesi nel Settecento, mentre un ramo napoletano ebbe nel XV secolo il ducato di Brindisi.

Storia familiare[modifica | modifica sorgente]

La famiglia è originaria della Val di Sieve, dove possedeva alcuni castelli nel Medioevo. Con le guerre tra guelfi e ghibellini, ebbero notevoli danni nelle campagne e decisero di trasferirsi a Firenze dove ormai confluivano da più di un secolo le famiglie più in vista di tutto il contado agricolo. Le prime case conosciute della famiglia sono in Via de' Serragli, una strada entrata a far parte da poco della città entro le mura.

Nel 1285 troviamo Filippo e Chiaro Antinori tra gli iscritti all'Arte della Seta: essi furono tra i protagonisti dell'incredibile successo della seta fiorentina nei mercati europei, e fondarono le filiari corporative di Bruges e Lione. Tra il 1336 e il 1340, gli anni economicamente più redditizi per la città, gli Antinori avevano avviato una compagnia di affari che era tra le più rilevanti di Firenze. I capifamiglia Lippo e Piero Antinori erano alla testa di quest'impresa che produceva forti guadagni e che riuscì anche a salvarsi dalla tragica catena di fallimenti che aveva portato alla chiusura dei banchi dei Bardi, dei Peruzzi e, a catena, di altre imprese. Contemporaneamente all'ascesa economica si manifesta anche quella politica: arrivano le cariche pubbliche come quelle di priore o di gonfaloniere per molti suoi componenti, i quali si distinsero sempre per la condotta prudente e per il buon senso politico. Col passaggio del potere dalla struttura repubblicana a quella granducale, la famiglia resta comunque in buoni rapporti con tutti i membri della classe dirigente, traendo vantaggi dalla buona amministrazione che vede negli Antinori alcuni tra i più attivi promotori. Nel 1385 Giovanni di Pietro Antinori si iscrisse all'Arte dei Vinattieri: da allora la produzione vinicola non ha avuto sosta ed oggi è la terza più antica del mondo.

Nel Quattrocento un ramo della famiglia, discendente da Antonio di Giovanni Antinori, si trasferì a Napoli, dove ebbe altrettanta fortuna che a Firenze, guadagnandosi la stima del Re e ricevendo il ducato di Brindisi.

Intanto a Firenze i due fratelli Antonio e Bernardo di Tommaso Antinori si distinguono per il loro successo politico. Il nipote di Bernardo, Niccolò Antinori acquista nel 1506 dalla famiglia Martelli il palazzo di famiglia, in quella che poi sarà chiamata Piazza Antinori in loro onore. La bella costruzione opera di Giuliano da Maiano e Baccio d'Agnolo fu il suggello della raggiunta prosperità familiare, ed è tutt'oggi abitata dagli Antinori.

L'unico sventurato episodio nella storia familiare si ha con Bernardo Antinori, che nella seconda metà del Cinquecento ebbe una storia amorosa sfortunata con Dianora di Toledo, parente giovane della granduchessa Eleonora di Toledo, che aveva sposato il figlio di lei e di Cosimo I Pietro de' Medici nel 1576. Questo Pietro fu uno dei personaggi più foschi di tutta la storia della casata medicea: nessun cronista ci risparmia la sua cattiva fama di persona violenta, corrotta e prepotente. Sua moglie, trascurata in favore di donne malfamate scelte da Pietro come amanti, ebbe modo di conoscere l'Antinori, con il quale iniziò una relazione. Quando il terribile Pietro lo venne a sapere, decise di liberarsi una volta per tutte di quella moglie per lui solo ostacolo alla sua vita dissoluta e motivo di infamia, scegliendo il modo più brutale, cioè soffocandola con le sue mani nella villa di Cafaggiolo. Bernardo Antinori invece venne arrestato con l'accusa di congiura e ucciso in carcere, mentre Pietro venne coperto dalla protezione del padre sovrano.

Durante il periodo del governo degli Asburgo-Lorena, nella seconda metà del Settecento, ottennero il titolo di Marchesi, entrando a far parte del ristretto numero di famiglie fiorentine gradite e accolte a Palazzo Pitti durante il dominio asburgico della città.

Oggi gli interessi familiari sono soprattutto focalizzati sulla produzione vinicola, che ha raggiunto livelli di eccellenza nelle numerose tenute agricole nella zona del Chianti, con vini rossi, bianchi e vinsanti. Nel palazzo di famiglia viene gestito un rinomato ristorante chiamato la Cantinetta Antinori.

Alcuni personaggi di spicco[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marcello Vannucci, Le grandi famiglie di Firenze, Newton Compton Editori, 2006 ISBN 88-8289-531-9

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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