Bruno Zevi
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Bruno Zevi (Roma, 22 gennaio 1918 – Roma, 9 gennaio 2000) è stato un architetto, critico d'arte e storico dell'arte italiano.
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[modifica] Biografia
Nasce a Roma, figlio dell'ingegnere Guido. Consegue la maturità classica al liceo romano Tasso, dove ha per compagno di banco Mario Alicata. Nel 1938, a seguito delle leggi razziali, lascia l'Italia per Parigi prima e poi per gli Stati Uniti a New York.
Si laurea in architettura ad Harvard con Walter Gropius e studia l'opera di Frank Lloyd Wright, che contribuirà a divulgare in Italia con numerosi saggi e articoli lungo tutto il corso della sua vita.
Il 26 dicembre 1940 si sposa con Tullia Zevi. Dal matrimonio nascono Luca, architetto, e Adachiara, storica dell'arte. Al suo rientro in Europa, nel 1946, fonda l'Associazione per l'Architettura Organica (APAO) e l'anno successivo la rivista "Metron-architettura", ed diviene una delle più importanti menti teoriche del Razionalismo italiano del secondo dopoguerra.
Nel 1948 diviene professore ordinario di storia dell'architettura presso lo IUAV di Venezia e nel 1964 alla facoltà di Architettura dell'Università "La Sapienza" di Roma. Raggiunta l'anzianità contributiva nel 1979, pur potendo continuare a insegnare fino al 1988 preferirà lasciare gli incarichi accademici, dopo aver clamorosamente denunciato lo stato di degrado culturale e l'eccessiva burocratizzazione delle università e in particolare delle facoltà di architettura[citazione necessaria].
Dal 1954 al 2000 tiene una rubrica settimanale di architettura su Cronache e su L'Espresso, nel 1955 fonda la rivista mensile L'architettura. Cronache e storia, che dirigerà fino al 2000.
Nel 1971 fu tra i firmatari del documento pubblicato sul settimanale L'Espresso contro il commissario Luigi Calabresi, che a causa (seppur indirettamente) di quel documento venne assassinato.[citazione necessaria] Di particolare importanza per il superamento delle divisioni tra storia dell'arte e storia dell'architettura furono i suoi legami con i critici d'arte Giulio Carlo Argan, Cesare Brandi e Carlo Ludovico Ragghianti.
È insignito della Laurea honoris causa dalle università di Buenos Aires, del Michigan e del Technion di Haifa, è membro onorario del Royal Institute of British Architects e dell'American Institute of Architects, segretario generale dell'Istituto Nazionale di urbanistica (INU), accademico di San Luca, vicepresidente dell'Istituto Nazionale di Architettura (In/Arch). Nel 1979 viene eletto presidente emerito del Comitato Internazionale dei Critici di Architettura (CICA).
Dal 1988 al 1999 è Presidente d'onore del Partito Radicale. Deputato dal 1987 al 1992. Si dimette dal partito in segno di protesta per l'adesione dei deputati radicali al Parlamento Europeo al medesimo gruppo dove siedono gli eletti del Fronte Nazionale di Jean-Marie Le Pen.
Nel 1998 è tra i principali fondatori del Partito d'Azione Liberalsocialista.
Muore improvvisamente il 9 gennaio 2000 nella sua casa romana in via Nomentana, dove negli anni '70 aveva ospitato Teleroma 56, una piccola emittente televisiva romana; avrebbe compiuto 82 anni lo stesso mese.
[modifica] Opere
- "Saper vedere l'architettura" (1948), tradotto in quindici lingue;
- "Storia dell'architettura moderna" (1950 e 1996):
- "Architettura in nuce" (1979);
- "Saper vedere l' urbanistica" (1997);
- "Leggere, scrivere, parlare architettura" (1997);
- "Storia e controstoria dell'architettura italiana" (1999).
[modifica] Bibliografia
Ruggero Lenci, Voce: "Bruno Zevi", sulla quinta appendice dell'Enciclopedia Italiana Treccani.


