Aldo Garosci

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Aldo Garosci (Meana di Susa, 13 ottobre 1907Roma, 3 gennaio 2000) è stato uno storico, politico e antifascista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Formatosi a Torino negli ambienti antifascisti nel periodo in cui Torino era una fucina del pensiero antifascista con la presenza di personalità come Antonio Gramsci e Piero Gobetti, Garosci, dopo la laurea in Giurisprudenza con Gioele Solari nel 1929, iniziò la sua militanza politica dando vita con Mario Andreis al foglio clandestino Voci d'officina, d'ispirazione "operaistica" e gobettiana e collaborando alla rivista Il Baretti.

Essendo tra gli organizzatori a Torino del movimento clandestino antifascista Giustizia e Libertà, venne arrestato nel gennaio del 1932; rilasciato, fuggì quindi a Parigi, dove con gli amici Franco Venturi e Carlo Levi, collaborò alla redazione del settimanale Giustizia e Libertà di Carlo Rosselli.

Nel 1936 partecipò alla guerra civile spagnola contro i franchisti quale miliziano della Colonna Italiana formata da 150 uomini, sia operai che intellettuali, aderenti in particolare a gruppi anarchici, GL, repubblicani, comunisti e socialisti. Rimasto ferito a Huesca durante la battaglia di Monte Pelato, riparò in Francia; da qui, in seguito all'invasione tedesca della Francia nel 1940, fuggì negli Stati Uniti, dove fu tra gli animatori della Mazzini Society con Gaetano Salvemini e collaborò ai Quaderni italiani di Bruno Zevi.

Nel 1943 tornò in Italia e partecipò alla Resistenza romana nelle file del Partito d'Azione. Nel dopoguerra, dopo lo scioglimento del Partito d'Azione, aderì all'Unione dei socialisti e, in seguito alla scissione del PSI nel 1947, al PSDI di Giuseppe Saragat. Nel 1953 si associò al movimento Unità Popolare, accanto a Tristano Codignola, Piero Calamandrei e Paolo Vittorelli, non avendo condiviso le posizioni del PSDI sulla legge elettorale maggioritaria.

Tra il 1948 e il 1949 diresse il quotidiano L'Italia Socialista; collaborò per diversi anni a Il Mondo di Mario Pannunzio. Contemporaneamente coltivò gli studi storici: prima libero docente di storia moderna e di storia delle dottrine politiche all'Università di Roma, insegnò poi stabilmente all'Università di Torino dal 1960 storia del Risorgimento e storia moderna. Tra il 1968 e al 1970 diresse il quotidiano L'Umanità.

Alla fine degli anni sessanta rientrò in politica come dirigente prima del Partito Socialista Unificato, poi nuovamente nel PSDI.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • La vita di Carlo Rosselli, Firenze, 1945
  • Storia dei fuorusciti, Bari, 1953
  • Pensiero politico e storiografia moderna, Pisa, 1954
  • Il pensiero politico degli autori del "Federalist", Milano, 1954
  • Gli intellettuali e la guerra di Spagna, Torino, 1959
  • San Marino. Mito e storiografia tra i libertini e il Carducci, Milano, 1967
  • Problemi dell'anarchismo spagnolo in Anarchia ed anarchici nel mondo contemporaneo, Torino, 1971

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]