Frank Lloyd Wright

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Frank Lloyd Wright

Frank Lloyd Wright (Richland Center, 8 giugno 1867Phoenix, 9 aprile 1959) è stato un architetto statunitense, tra i più influenti del XX secolo.

Wright nel suo studio in Giappone

Assieme a Le Corbusier, Walter Gropius, Ludwig Mies van der Rohe e Alvar Aalto è considerato uno dei maestri del Movimento Moderno in Architettura. Nel 2011, Il Presidente Barack Obama dichiara l'intenzione degli Stati Uniti di presentare all'UNESCO la candidatura delle opere di Frank Lloyd Wright a Patrimonio Mondiale dell'Umanità[1].

Romanticamente legato all'ideologia individualistica del "pionierismo" statunitense, si volse all'approfondimento del rapporto fra l'individuo e lo spazio architettonico e fra questo e la natura, assunta come fondamentale riferimento esterno. Questi suoi interessi lo portarono a prediligere come tema le case d'abitazione unifamiliari ("prairie houses"), che costituirono l'aspetto determinante del suo primo periodo di attività. È considerato uno dei maggiori esponenti della corrente organica dell'architettura contemporanea.

Nel suo volume Architettura organica del 1939 Frank Lloyd Wright esprime compiutamente la sua idea di architettura, che ha come idea trainante il rifiuto della mera ricerca estetica o il semplice gusto superficiale, così come una società organica dovrebbe essere indipendente da ogni imposizione esterna contrastante con la natura dell'uomo. La progettazione architettonica deve creare un'armonia tra l'uomo e la natura, costruire un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale attraverso l'integrazione dei vari elementi artificiali propri dell'uomo (costruzioni, arredi, ecc.) e naturali dell'intorno ambientale del sito. Tutti divengono parte di un unico interconnesso organismo, spazio architettonico. La casa sulla cascata del 1936 è l'esempio più pragmatico ed eccezionale di questo modo Wrightiano di fare ed intendere l'architettura. Wright così si esprime a proposito dell'architettura organica:

« Per Architettura Organica io intendo un'architettura che si sviluppi dall'interno all'esterno, in armonia con le condizioni del suo essere, distinta da un'architettura che venga applicata dall'esterno. »

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fallingwater o Casa sulla cascata (1935)

Frank Lloyd Wright nacque nel 1867 a Richland Center nel Wisconsin da William Russell Cary Wright, originario del Massachusetts, e da Anne Lloyd Jones appartenente ad una famiglia gallese emigrata negli Stati Uniti. La famiglia era di religione unitariana, molto diffusa ed influente nella cultura e società del Midwest. Il padre che era laureato in legge, sebbene afflitto da continui problemi finanziari, fece molti lavori, tra i quali anche il pastore. Questo comportò, per la famiglia Wright, il trasferimento per ben tre volte ancor prima che Frank compisse gli undici anni. Il rapporto che Frank Lloyd Wright nutrì per il padre fu di amore-odio; amore per la passione che gli tramandò per la musica e odio per i suoi modi autoritari ed una certa indifferenza che mostrò nei suoi confronti.

Nel 1876 accompagnato dalla madre vide, all'esposizione internazionale indetta per il centenario di Philadelphia, i giochi fröbeliani. Ideati dal pedagogo tedesco Friedrich Fröbel, erano cartoni e cubi di legno dalle forme geometriche, dipinti di colori primari, che guidavano i bambini alla conoscenza della composizione, della scomposizione di volumi principali in secondari e delle relazioni tra diverse forme. Questi giochi potevano infatti essere combinati in infiniti modi, bi- o tridimensionalmente, e, come sosteneva Fröbel, erano molto utili se usati per rappresentare con forme geometriche oggetti naturali. Molti anni dopo, famoso in tutto il mondo, Wright ebbe modo di dire:

« I lisci triangoli di cartone e i levigati blocchetti di acero restarono impressi nella mia memoria infantile e costituirono una esperienza indimenticabile. »
Wright a Venezia con Bruno Zevi nel 1951

La formazione scolastica fu scarsa. Ammesso all'Università come “studente esterno”, lasciò dopo due semestri improduttivi. In questo periodo lesse due libri che lo colpirono molto: The Stones of Venice di John Ruskin e il Dizionario di architettura di Eugène Viollet-le-Duc.

Nel 1885, con il divorzio dei genitori, fu investito da nuove responsabilità. Per aiutare la famiglia trovò quindi impiego nel suo primo studio, quello di Allen D. Conover. La separazione dei genitori, quando era appena diciottenne, e la successiva convivenza con il clan dei Lloyd Jones (molto compatti), lo portarono a considerare in ogni sua casa il tema della “unità della famiglia”, dello “stare insieme”.

Sul divorzio egli accettò la verità della madre, pensando che ogni colpa fosse del padre. Frank Lloyd Wright per molto tempo sperò che il padre tornasse, ma questi non diede più notizie di sé. In ogni caso, Wright, fu sempre riconoscente a questi per l'amore per la musica che gli aveva tramandato ed imparò ad accostare i parallelismi con le rapsodie di Beethoven, la simmetria geometrica con quella musicale di Bach (V. Le Duc). In comune con il padre, Wright, ebbe l'irrequietezza, il difficile rapporto con il denaro, il non essere mai soddisfatti del proprio lavoro e il dare più importanza a realizzazioni personali piuttosto che agli obblighi familiari. Inoltre entrambi considerarono i loro figli come intrusi, d'impaccio.

Nel 1887, dopo due anni di ingegneria all'Università del Wisconsin, entra nello studio di I.L. Silsbee, poi in quello di L. Sullivan, con il quale collaborò per sei anni.

Nel 1893 visita l'Esposizione Colombiana di Chicago. Rimane impressionato dall'Ho-o-den, un piccolo tempio giapponese ricostruito su un'isola artificiale. L'architettura giapponese da quel momento rimarrà uno dei riferimenti di Wright, che compie diversi viaggi in Giappone e diventa uno dei più autorevoli tra i collezionisti americani di stampe giapponesi. Nel 1912 pubblica il libro The Japanese Print: An Interpretation.

Nel 1889 sposa Catherine Lee Tobin, da cui ha 6 figli.

L'Imperial Hotel a Tokyo (1926), in una foto degli anni '40. Sostituito da un nuovo edificio nel 1968, alcune sue parti sono state riassemblate presso il museo Meiji-Mura, a due ore da Tokyo.

Ma nell'ottobre del 1909, in crisi esistenziale, abbandona la famiglia e parte per l'Europa con la nuova compagna, Mamah Borthwich Cheney, moglie di un cliente di Oak Park. Soggiornerà prima a Firenze (assieme al maggiore dei figli, Lloyd, e al collaboratore Taylor Woolley) e poi a Fiesole dove continuerà a preparare, assieme a Woolley, i disegni per il volume “Ausgeführte Bauten und Entwürfe von Frank Lloyd Wright” edito da Ernst Wasmuth che uscirà a Berlino nel 1911[2]. Rientrato dall'Europa ad ottobre 1910, nel 1911 si trasferisce nella località di Spring Green nel Wisconsin, realizzando per sé e per la Mamah il complesso noto come Taliesin. Risalgono a questo periodo anche i Midway Gardens a Chicago (1914), personale rielaborazione dell'architettura orientale.

Nell'agosto del 1914 accade un episodio che segna profondamente la vita di Wright: la compagna Mamah Borthwich e i due figli di questa vengono uccisi, assieme ad altre quattro persone, da un servitore che dà fuoco all'ala residenziale di Taliesin mentre Wright è assente per lavoro.

Nel 1916, Wright, decide di lasciare gli Stati Uniti. Torna in Giappone, apre uno studio a Tokyo e vi rimarrà per sei anni. Viene ricevuto dall'Imperatore del Giappone Taisho, cosa che ne aumenta enormemente la fama. Costruisce in quel periodo, con criteri antisismici, l'Imperial Hotel, che resisterà al terremoto del 1923 che rase al suolo la città.

Negli anni venti si cimenta con lo stile Revival Maya e l'uso dei textile blocks, realizzando diverse residenze in California, come ad esempio la Ennis House[3]. Nel 1927 realizza a Phoenix in Arizona il Biltmore Hotel, che gli porterà altri incarichi, così che nel 1937 realizzerà a Scottsdale la Taliesin West, la sua residenza-studio invernale con scuola di architettura privata.

Nel 1923 divorzia dalla prima moglie Catherine e sposa Miriam Noel. Nel 1928 sposa la terza moglie, Olga Hinzenberg, da cui ha una figlia.

Negli anni trenta pubblica un saggio di urbanistica: The Desappearing City seguirà il periodo usoniano di Wright, caratterizzato da una particolare attenzione nei confronti dell'edilizia economicamente sostenibile per la società americana in difficoltà nel periodo della grande depressione. Nel 1935 realizzò invece il progetto della casa sulla cascata, che diventerà presto la sua architettura più nota.

Il Museo d'Arte Moderna di New York organizza nel 1940 la mostra retrospettiva: The Work of Frank Lloyd Wright. Nel 1958 l'architetto pubblica il suo ultimo scritto: The Living City. Muore il 9 aprile 1959, a Phoenix (Arizona).

Progetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Opere di Frank Lloyd Wright.

Nella sua lunghissima carriera, durata più di 70 anni, Frank Lloyd Wright progettò circa un migliaio di progetti (400 furono realizzati) tra case, uffici, scuole, biblioteche e molto altro.

Tra quelli rimasti solo sulla carta, si può citare il famoso grattacielo Illinois che doveva diventare il più alto grattacielo del mondo grazie ad un'altezza pari a 1 miglio.

Le Prairie Houses[modifica | modifica wikitesto]

A Home in a Prairie Town, disegno del 1901

Verso la fine dell'Ottocento l'architettura domestica si riferiva ad un eclettismo neoclassico; la casa era uno status symbol, un luogo di sfoggio. Alle porte del Novecento nacque dalla scontentezza dello status quo sociale ed economico la Prairie House (casa nella prateria); una vera rivoluzione.

Wright radunò nel suo studio sulla Chicago Road un certo numero di architetti, molti dei quali venivano dallo studio di Adler e Sullivan. Da questo gruppo di collaboratori, che lo aiutarono nelle sue tantissime commesse, nacque la cosiddetta Prairie School, attiva dal 1890 al 1910. Tra questi si ricordano Marion Mahoney (disegnò per conto dell'architetto sedie, tavoli e ornamenti scultorei) e Byrne e Drummond, che furono figure di spicco della Prairie School per anni. I 18 architetti del gruppo che, pur tenendo conto della tradizione, rinnovarono la casa urbana prevedevano:

  1. Disposizione orizzontale delle linee e delle masse, sono presenti però elementi verticali come i pilastri e i comignoli.
  2. Attenzione per la natura, sviluppo organico, secondo le forme degli organismi naturali.
  3. Relazioni dell'edificio con il paesaggio, della pianta con i prospetti, degli interni con gli esterni.
  4. Funzionalità.
  5. Uso di materiali naturali, valorizzandoli, eliminando la decorazione eclettica.
  6. Apertura interna tra i locali della casa. Al piano terreno i locali si compenetrano, “la scatola è rotta”.
  7. Recupero di modelli Vernacolari (Four square house).
  8. Uso delle nuove tecnologie. Il ritorno all'artigianato sarebbe dovuto servire per risollevare la qualità dell'architettura. La macchina dava una nuova estetica ai materiali.
  9. Integrazione dei servizi tecnici come il riscaldamento e l'illuminazione.

La concezione della Prairie House[modifica | modifica wikitesto]

La casa-studio di Wright a Oak Park (1889) che è anche una delle sue prime opere.

La Prairie House è insieme moderna, per l'estetica e l'uso della tecnologia, e tradizionale, per la fede nella sicurezza, nella privacy e nella famiglia. Le sue caratteristiche sono queste:

  • La semplificazione della pianta corrisponde a una nuova concezione della famiglia, più semplice e con meno servitù. La famiglia è minacciata e la casa la protegge; la Prairie House è un luogo di rifugio dalle incertezze del mondo: così l'ingresso è spesso nascosto, labirintico, la facciata è arretrata, i giardini sono schermati da alberi e piantumazioni.
  • Il camino è il fulcro attorno al quale si avvolgono gli ambienti del piano principale; privato della sua funzione di riscaldamento, riveste per lo più un significato simbolico: attacca la casa al terreno, è il simbolo dello “stare insieme”.
  • Al piano terreno non ci sono più partizioni (che però restano al piano superiore, con le camere da letto) ma un grande spazio unico; solo la cucina e la zona per la servitù sono separate (di solito sono messe dietro il camino).
  • La parete non è più il lato di una scatola ma la delimitazione di uno spazio contro le avversità climatiche; è anche un mezzo per “aprire lo spazio”, stimolando un collegamento esterno-interno.
  • Le gronde in forte aggetto, le decorazioni e spesso anche la disposizione dei mattoni danno alla casa una forte orizzontalità.
  • Per suggerire una maggiore intimità, spesso nelle stanze i soffitti sono otticamente “abbassati” mediante fasce colorate di decorazione nel punto di incontro con le pareti.
  • I mobili, disegnati dall'architetto, sono per la maggior parte incassati. Le finestre spesso sono a piombo, decorate con motivi geometrici e vetri colorati.
  • L'architetto deve curare anche il giardino, dando così un'idea di continuità, di non interruzione.
  • Il grande e poco spiovente tetto della casa serve sia per il controllo climatico che per dare intimità.
  • È importante il nuovo rapporto che si vuole stabilire con la natura; per suggerire una continuità interno-esterno le finestre sono in numero maggiore che nelle case normali.
  • Le piante tipiche sono a X,T,L, in linea, rettangolari e a padiglioni.

Verso le Prairie Houses[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo compreso tra il 1895 e il 1900, che fu di preparazione per la Prairie House, l'influenza dei maestri Silsbee e Sullivan fu evidente. A questi anni risalgono la pompa a vento Romeo e Giulietta e il circolo del golf di River Forest (in shingle style). Nel 1894 fece la Bagley house, che ha evidenti elementi coloniali come la biblioteca ottagonale separata. Nel 1895 fu costruita a River Forest la Nathan Moore house, anch'essa in shingle style. In questo periodo Wright prese molto da altri stili, evitando comunque di copiare quello che era già stato fatto. È evidente come, casa dopo casa, si stia accentuando sempre di più la orizzontalità e la semplicità: ci si sta avvicinando alla Prairie house, la casa semplice e accogliente, che non vuole essere uno status symbol.

Le Prairie Houses[modifica | modifica wikitesto]

1900[modifica | modifica wikitesto]

Fu la prima Prairie house; asimmetrica, con pianta ad X, ha uno “slancio verticale e una fluidità spaziale che supera i muri e coinvolge anche il giardino” (Zevi). Le linee dei prospetti danno alla casa una forte orizzontalità.

1902[modifica | modifica wikitesto]

Grande e lussuosa casa, è sacrificata su un piccolo lotto senza alcuna vista particolare o apertura verso la prateria. I prospetti sono famosi per i loro colori caldi: mattoni ‘romani’ grigi dorati (importati dall'Inghilterra), legno di quercia e vetrate a piombo (su disegno dell'architetto, splendide). Susan Lawrence Dana, personaggio in vista politicamente, chiese a Wright un edificio che non fosse soltanto una casa familiare, ma che avesse dimensioni tali da diventare un importante centro sociale dell'Illinois. La tensione degli spazi è insolitamente verticale (ambienti pubblici al primo piano, salone a doppia altezza, luce dall'alto). Il grande atrio sembra più una anticamera, una zona per socializzare prima di passare nella adiacente sala da pranzo (non divisa da esso, indicata solo dalla presenza del tavolo). Dalla zona di ricevimento, con un lungo e stretto corridoio illuminato da vetrate su entrambi i lati si passa a una sala, detta “galleria”, con soffitto a volta, destinata a feste e balli, per cui la signora Dana era famosa. La casa fu costruita sopra quella della signora Lawrence, madre di Susan Lawrence Dana, che fu quasi completamente demolita. Wright decise infatti di lasciare per la anziana madre la biblioteca della vecchia casa, in stile Vittoriano (è dietro il salone). Tutti pensavano che la signora Lawrence, circondata da tanta modernità si sarebbe rifugiata sempre nel suo accogliente studio, ma invece si trovò tanto bene nella accogliente casa di Wright che non vi andò quasi mai.

Taliesin West, la casa-scuola invernale di Wright in Arizona
  • W. WILLITS HOUSE (1902, Highland Park, IL)

Con questa casa, che sorge in un sobborgo a nord di Chicago, si realizzò completamente l'idea della Prairie house. Come in molte altre case di questo periodo la pianta è a croce, impianto che Wright preferiva in quanto ogni braccio poteva estendersi verso la prateria e avere finestre su entrambi i lati. La orizzontalità della Willits house, accentuata dai tetti poco spioventi e dal basamento che si prolunga oltre il corpo dell'edificio (questo anche con la funzione di radicare in modo maggiore la casa con il terreno), è contrapposta alla verticalità degli alberi che sono davanti. I volumi della facciata sono massimi al centro, e degradano progressivamente verso i lati. Dall'intonaco bianco si staccano le linee nere dei cornicioni, creando così un piacevole contrasto. Gli interni vedono come al solito il grande camino al centro, attorno al quale si avvolge la zona giorno. Questa non è divisa nei suoi più ambienti da mura, ma solo da diversi pavimenti e piccoli divisori; non sono definiti così spazi chiusi. Nelle sue prime opere Wright tentò più volte di introdurre mobili da lui stesso progettati, ma, con grande delusione scoprì che i clienti, quando la casa era terminata, vi installavano il loro vecchio mobilio. Costruendo librerie, sedili, credenze e armadi incassati, era sicuro che almeno gli arredi di base sarebbero stati in armonia con la concezione generale. Cercava quindi di limitare la libertà di azione dei proprietari. Così fece nella W. Willits house.

  • FRICKE HOUSE (1902, Oak Park, IL)

I prospetti sono anche qui di color panna e nero, come nella Willits; la Fricke house però, pur avendo già una certa articolazione volumetrica, a differenza di questa resta ancora una casa di transizione. A causa della strettezza del lotto ci fu il bisogno di andare verso l'alto: ha infatti ben tre piani. La disposizione della casa sul terreno è innovativa: non è al centro del lotto ma in un angolo: Wright rinunciò alla simmetria per lasciare più spazio al giardino. La pianta è a L.

  • THOMAS HOUSE (THE HAREM) (1902, Oak Park, IL)

Soprannominata l' “harem” per la sua forma orientaleggiante, ha la pianta ad L e un alto basamento che sembra proteggerla. Al piano terreno non ci sono separazioni nette tra le varie zone. Un arco d'ingresso (Richardsoniano) porta in uno stretto corridoio di accesso (ingresso protetto) che arriva nel soggiorno, affacciato su terrazze.

  • HEURTLEY HOUSE (1902, Oak Park, IL)

La maggior parte delle case nella prateria hanno un impianto decisamente orizzontale; non è così per questa casa che sembra una fortezza su un prato. La facciata, molto imponente, è resa dinamica dal grosso arco d'ingresso che non è messo in posizione centrale. A pianta rettangolare, ha molte delle caratteristiche delle Prairie houses: camino centrale (un arco in mattoni) e tetto in dolce pendenza. La muratura alterna il mattone piatto con bande a rilievo, con tinte che vanno dal rosso al rosa pallido (è l'unica casa di Wright fatta così). In un continuum spaziale, al secondo piano c'è la zona abitativa: soggiorno, pranzo, veranda. Molto belli i vetri colorati, con un disegno piuttosto semplice creato da quadrati, bacchette di piombo e inserimenti di vetri trasparenti.

1904[modifica | modifica wikitesto]
La Darwin Martin House, esempio di Prairie house.
  • CHENEY HOUSE (1904, Oak Park, IL)

A un solo piano, con pianta quadrata, è poggiata su un basamento come la Willits house. Attorno al camino, posto al centro, si snoda la zona giorno, aperta e con forma a C. Dietro il camino la zona di servizio e le camere. In mattoni, è contenuta da una sorta di recinto (Mies vi si ispirò).

  • DARWIN MARTIN HOUSE (1904, Buffalo, NY)

La grande casa, progettata per un importante dirigente della Larkin Company, è articolata in più padiglioni (Residenza, garage, serra e dépendance); la larghezza del sito infatti, consentì per la prima volta a Wright l'impiego di questa pianta, con la quale la ‘distensione sul paesaggio’ poteva esser portata a livelli estremi. La rottura della scatola è massima: nei volumi interni ma anche nella articolazione degli esterni (l'asse di collegamento casa-garage/serra divide il giardino i due parti, una per ciascuna abitazione). Grande la cura dei materiali; dai mattoni, alle finiture in legno, agli splendidi vetri (fatti da specialisti su disegno di Wright). La casa principale ha pianta cruciforme, come peraltro la dépendance, che era stata fatta per la figlia di Martin.

1907-1909[modifica | modifica wikitesto]
La Hills House a Oak Park (1906)

ISABEL ROBERTS HOUSE (1908, River Forest, IL)
È completamente integrata nella natura. Isabel era la contabile di Wright nello studio di Oak Park. La pianta è a croce. In questa casa Wright fece un uso ambiguo dei livelli: da fuori la casa sembra essere di un solo piano, in realtà ne ha due (la zona giorno e servizio è di mezzo livello interrata, il piano delle camere è invece rialzato di un mezzo piano). Alla orizzontalità delle linee si contrappone la verticalità degli spazi nel salone a doppia altezza.

TOMEK HOUSE (1907, Riverside,IL)
Richiama la Roberts house per la ambiguità dei livelli, ma soprattutto la Robie house per l'impressione di allungamento in una direzione e l'alto basamento che le dà orizzontalità.

COONLEY HOUSE (1908, Riverside, IL)
Wright la considerò una delle più riuscite Prairie house di questo periodo. Egli fu molto onorato per il fatto che la signora Coonley disse che voleva lui come architetto perché “il suo lavoro era l’espressione di un principio”. Fece quindi del suo meglio. I materiali usati sono il mattone e il legno. Gli spazi della zona giorno sono completamente aperti; tali ambienti, enormi, sono al livello superiore, come sempre incentrati attorno al camino. Al piano inferiore vi sono i servizi. Tutto è curatissimo: i mobili, le vetrate a piombo (disegnate da Wright), la grande scala in legno, il grande giardino con lo specchio d'acqua, la bella casetta dei giochi per i bambini.

GALE HOUSE (1909, Oak Park, IL)
Per la sua rivoluzionaria forma colpì molto le avanguardie europee del movimento De Stijl. Wright non fu per nulla contento di ciò; era infatti convinto che il tipico “dottrinarismo europeo” avrebbe preso come modello solo la forma, privata però di tutta l'esperienza organica che le stava dietro. La casa è diversa da quelle viste finora: ha infatti grandi terrazze che aggettano in tre direzioni; il camino è sì al centro, ma è spostato in una sola stanza. Piccola rispetto al lotto, è caratterizzata dalle semplici superfici, di intonaco bianco. Al piano terreno la integrazione degli ambienti è massima; non ci sono pareti, solo schermi. Per Wright la Gale house fu la madre (soprattutto per le terrazze) di Fallingwater.

Robie House (1909, Chicago, IL)

la Robie House (1909)
Scorcio della Robie House oggi.

È il capolavoro delle Prairie houses. Essa non è nella prateria, come le altre, ma a Chicago, la città per cui Wright nutrì un rapporto di amore-odio (è comunque in periferia, non è quindi introversa come il Larkin building). Frederick C. Robie era un ricco industriale propenso alla ricerca. Estremamente intraprendente, di lui si ricorda che da studente universitario fece una bicicletta a sei posti per pubblicizzare la azienda del padre. Nel 1906 costruì un prototipo di auto e impiantò una industria di ricambi. Sposatosi nel 1902, comprò cinque anni dopo il lotto dove verrà poi costruita la casa.
Nel 1909 contattò Wright e lo mise davanti a specifiche richieste:

« Volevo che entrasse il sole in soggiorno la mattina, prima di andare al lavoro, e che fosse possibile guardare in lungo e in largo la strada senza che i vicini violassero la mia intimità »

Inoltre voleva una casa che fosse “funzionale come una automobile”, che fosse fatta con materiali ignifughi, che ci fosse una relazione continua tra le stanze (questo era però già tipico di Wright), che non ci fossero armadi a muro chiusi e che i mobili e le decorazioni non avessero nulla in comune con quelle diffuse in quell'epoca. Inoltre avrebbe dovuto esserci una zona separata per i figli e un box (all'epoca era pionieristico). Robie prima di andare da Wright si era rivolto, con le sue interminabili richieste a molti altri architetti della zona di Chicago e invariabilmente ottenne la solita risposta “So che cosa vuole, una di quelle dannate case di Wright”.

Il salone della Robie House in una foto del 1911.

Il lotto, d'angolo, è in Woodlawn avenue, poco lontano dalla università. Wright sfruttò la leggera pendenza di questo per incassare ulteriormente la casa. Il fronte sud ha molte finestre, comunica con l'esterno, quello nord è invece chiuso perché si pensò che molto probabilmente avrebbero costruito case molto a ridosso.

Vista da fuori sembra che al perno verticale del camino si aggancino i tetti sospesi (sostenuti da travi di ferro). Terrazze, muretti e davanzali contribuiscono a svincolarsi dalla “scatola”. L'ampia finestratura dà la possibilità di partecipare alla vita esterna, i tetti e un alto recinto però sembrano proteggere la casa dalla strada e le danno discrezione. Secondo la teoria tedesca del “gesent kunstwert” Wright dedicò grande cura nella realizzazione non solo dell'edificio ma anche di tutti i particolari tecnici e d'arredamento. Le gronde sono studiate per il controllo della luce, Le luci artificiali sono in parte a vista (dei globi) e in parte nascoste, che seguono le travi. Il legno è di quercia rossa, lavorato “a macchina”, con decorazioni molto lineari. I soffitti sono bassi, quasi a voler proteggere la famiglia e dare intimità. I camini servono per aiutare il riscaldamento centrale. La forma lunga e stretta del lotto spinse l'architetto ad abbandonare l'impianto a croce in favore di quello allungato. La pianta è infatti costituita da due rettangoli intersecati e slittati tra loro. Il corpo anteriore ha nel suo centro il camino. nel corpo arretrato c'è la zona di servizio. La orizzontalità della casa è accentuata dal suo arretramento rispetto ai tetti, dalla disposizione particolare dei mattoni (è più alto lo strato di cemento orizzontale rispetto a quello verticale, che peraltro è reso invisibile da una verniciatura in rosso) e dal basamento, che si prolunga oltre la casa.

Taliesin Est, casa-scuola estiva di Wright in Wisconsin

Molto pubblicata sulle riviste, la Robie house esercitò una notevole influenza in tutto il mondo. Non era solo una accogliente casa nella prateria come le altre, ma con la sua struttura in cemento, mattoni e acciaio (i nuovi materiali) e la sua forma aerodinamica ed elegante, si propose come la casa dell'era delle macchine. In Germania la casa divenne nota come esempio di architettura “dampfer” (piroscafo).

Il piano terreno è leggermente interrato. L'ingresso, protetto come al solito, è posto su un lato ed è sormontato da tre finestre. Si accede quindi a una zona aperta comprendente la hall, la sala del biliardo e la sala giochi. In mezzo, a dividere i tre ambienti, ci sono due camini, separati dalle scale che portano ai piani superiori. Le due canne fumarie, salendo, si uniscono a formare la canna fumaria principale del camino della Living room al primo piano. Nel corpo arretrato ci sono la lavanderia, la caldaia e il garage, collegato con la soprastante cucina per mezzo di una scala interna. Il primo piano (ammezzato) è caratterizzato dai grandi bow-window nei lati stretti. Nel corpo verso la strada, a cui si accede dal piano di sotto, vi sono la sala da pranzo e la living room, che in un unico spazio sono divise dalle sole scale e dal camino. La living room è la zona più scura della casa; molto bello il suo soffitto con un elaborato disegno a fascioni, in cui si incastonano i bulbi delle lampade. Famosissima la sala da pranzo, con le seggiole dagli alti schienali e il tavolo rettangolare, che ha in ogni angolo una lampada a piantana sormontata da fioriere (Wright era contrario agli alti candelieri che si mettevano come centrotavola per illuminare; erano per lui barriere alla intimità della cena). Il soffitto, in questa parte della casa si piega, continuando sulle pareti: Wright ottenne così un piacevole effetto di abbassamento. Nella parte arretrata della casa vi sono la cucina e la zona di servizio. Le camere da letto sono al secondo piano.

Abitazioni plurifamiliari[modifica | modifica wikitesto]

ROLOSON HOUSE (1894, Chicago, IL)
Furono progettate nel periodo di studio delle Prairie houses parallelamente ad altri esperimenti stilistici legati alla rielaborazione della casa gotica (Moore house). Il complesso residenziale progettato per Robert Roloson sorge su un lotto stretto e lungo; la pianta è formata da due elementi affiancati, con un cavedio centrale che serve per la illuminazione e l'accesso agli appartamenti. La facciata è in mattoni e presenta motivi neogotici rielaborati con originale personalità. Essa è divisa in tre fasce: superiore con timpani, centrale con finestre triple e una decorazione in mattoni (con un motivo a quadrati), e inferiore, sempre in mattoni con aperture e balaustre. Il paramento in mattoni è simile a quello della Charnley house.

FRANCIS APARTMENTS (1895, Chicago, IL - demoliti)
Emerge la chiarezza funzionale. Con paramento in mattoni, la decorazione era limitata al cornicione, al basamento e alla cancellata. Il blocco aveva sei appartamenti per piano, era a C, con una piccola corte dalla quale si accedeva alle due scale d'ingresso. I piani, che risultavano simmetrici rispetto all'asse d'entrata, avevano lunghi corridoi che portavano agli appartamenti. Erano presenti più scale antincendio.

FRANCISCO TERRACE (1895, Chicago, IL - demolite)
Furono commissionate da Edaward C. Waller, per il cui figlio Wright progettò un capolavoro della sua architettura: i Midway garden. Le Francisco Terrace sorgevano nel Near West Side, un quartiere povero di Chicago, ed erano appartamenti per operai. La casa aveva all'interno una grande corte alla quale si accedeva attraversando un arco di certa influenza Richardsoniana, ma che richiamava anche quello del Transportation building di Sullivan. Gli appartamenti erano di diversi tagli, avevano però un impianto simile: la zona dei servizi era interna, mentre sulla strada vi erano la zona giorno e quella notte. Tutti gli ingressi, nella corte, erano protetti da pensiline in legno. Per garantire una certa riservatezza, ogni coppia di appartamenti aveva un accesso diretto. Con la sua corte interna e un piano di appartamenti in più sugli angoli (quasi a fare delle torrette) la casa aveva un aspetto da fortino dell'“epopea del west”. Gotiche le bifore sulle “torri”.

LEXINGTON TERRACE (1901-1909, progetto)
Anche questo complesso edilizio, iniziato quando uscì sul Ladies Home Journal l'articolo di Wright “A home in a prairie town”, fu commissionato da E.C. Waller. Nonostante la aridità formale dovuta allo stadio precoce in cui si fermò il progetto, le Lexington Terrace sono estremamente importanti, per il tentativo che rappresentano di applicare l'approccio organico alla tematica urbana. La pianta era formata da due edifici a corte, affiancati, che come le Francisco terrace avevano ballatoi continui e torrette sui quattro angoli. Gli appartamenti avevano tutti una terrazza affacciata sulla corte. Alla orizzontalità data dalla continuità delle balaustre e dal basamento si contrapponeva la verticalità dei bow-windows. Tutti gli ingressi erano protetti dalla pioggia da pensiline.

LARKIN COMPANY WORKMEN ROW HOUSE (1904, Buffalo, NY - progetto)
La Larkin chiese a Wright di progettare le case per i lavoratori della compagnia, ma il progetto non venne costruito. I prospetti mostrano un senso orizzontale molto evidenziato, grazie alla continuità delle finestre e dei parapetti. Gli appartamenti, di 95 m2 ciascuno, avrebbero dovuto essere su due piani: 1°P: zona giorno (living, cucina), 2°P: camere da letto, con armadi a muro. Lo standard mq/ab era molto basso in quanto tali appartamenti erano progettati per 5 persone ciascuno.

COMO ORCHARD CLUBHOUSE (1909, Darby, MO - parzialmente demolita)
Sarebbe dovuta diventare la colonia estiva nel Montana per i docenti della Chicago university. Alla base della idea era un utopico tentativo di investimento: una cooperativa di docenti, che si sarebbe autofinanziata affittando parte degli edifici costruiti. Furono persi però molti soldi, anche da Wright che ne aveva una quota. Il progetto consisteva in una serie di Prairie houses disposte simmetricamente lungo i due lati dell'asse di insediamento che portava fino alla grossa Clubhouse. L'unica parte realizzata fu proprio questo edificio centrale, in cui vi erano gli spazi sociali e il ristorante (gli appartamenti non avevano infatti cucina per incentivare l'uso degli spazi comuni). Vi è qualche punto in comune con le quadruple block houses che Wright progettò nel 1901 (esse erano 4 case unite su 4 lotti vicini. era anch'esso un progetto utopistico: I lotti erano troppo grandi per incentivare la speculazione edilizia, le case troppo vicine per interessare la classe medio-alta.

Omaggi a Frank Lloyd Wright[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frank Lloyd Wright - la Repubblica.it
  2. ^ http://architettura.it/wright/ Frank Lloyd Wright, Fiesole 1910
  3. ^ ARCH'IT movies / A Star is Built. La Ennis-Brown House nel cinema hollywoodiano

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Frank Lloyd Wright, Architettura e Democrazia, Maggioni, Milano 1945
  • Frank Lloyd Wright, Io e l'architettura, Vol. I, Mondadori Editore, Milano 1955
  • Frank Lloyd Wright, Testamento", Einaudi, Torino 1963
  • Frank Lloyd Wright, La città vivente", Einaudi, Torino 1966
  • Frank Lloyd Wright, Una Autobiografia, Jaca Book, Milano 2003
  • Grant C. Manson, Frank Lloyd Wright: la prima età dell'oro, Officina Edizioni, Roma 1969
  • Frank Lloyd Wright, a cura di Bruno Zevi, Zanichelli, Bologna 1979
  • Frank Lloyd Wright, Fiesole 1910, di Giampaolo Fici e Filippo Fici, Minello Sani Editore, Fiesole 1992
  • (EN) Edgar Kaufmann, An American Architecture. Frank Lloyd Wright, Bramhall House, New York 1955
  • (EN) David A. Hanks. The Decorative Designs of Frank Lloyd Wright, E.P. Dutton, New York 1979

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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