Ismail Kadare

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« La letteratura autentica e le dittature sono incompatibili... lo scrittore è nemico naturale delle dittature. »
(Kadare[1])
Ismail Kadare

Ismail Kadare (IPA: [ismaˈil kadaˈɾe]) (Argirocastro, 28 gennaio 1936) è uno scrittore, saggista, poeta e sceneggiatore albanese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Kadare è nato ad Argirocastro, città dell'Albania meridionale, dove trascorse l'infanzia e terminò la scuola superiore. In seguito si laureò nella Facoltà della Storia e Filologia presso l'Università di Tirana.[2][3] Studiò per due anni letteratura mondiale all'Istituto Gorki a Mosca, ma fu costretto ad abbandonarli a causa del rapporto diplomatico complicato con l'Unione Sovietica.[2][3] Tornato in patria, iniziò la sua carriera come giornalista in una rivista nota nel paese come Drita (luce, in albanese); in breve tempo divenne noto e passò alla direzione della rivista Les letres albanaises.[4]

Inizialmente si dedicò alla poesia, passione che aveva avuto da liceale, pubblicando varie raccolte aventi successo. Nel 1963 scrisse il primo romanzo, Il generale dell'armata morta, il quale non solo risultò la sua opera principale, ma gli diede una spinta per occuparsi soprattutto di questo genere.
Negli anni settanta formava un trio con altri poeti albanesi, che elevarono in alto la poesia nel paese, ma limitandosi solo nella madre patria. Nel 1990 per esprimere pubblicamente a livello internazionale la propria disapprovazione nei confronti dell'immobilità della dirigenza comunista albanese, ha chiesto e ottenuto asilo politico in Francia, dove è noto anche come Ismail Kadaré.
Trascorre la sua vita divisa tra Tirana e Parigi.

La sua opera letteraria è molto varia, ma i contributi maggiori sono nel campo della poesia e del romanzo.

Nel 1993 vince il Premio Mediterraneo per stranieri con La Pyramide.[5]
Dal 1996 è membro associato a vita dell'Académie des sciences morales et politiques, dove ha preso il posto che era stato di Karl Popper.[6]
Nel 2005 gli fu riconosciuta la prima edizione del Internationalen Booker Prize,[7] mentre nel 2009 vince il premio Principe delle Asturie per la letteratura.[8] Nello stesso anno gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Scienze della Comunicazione Sociale e Istituzionale dall'Università di Palermo,[9] voluto fortemente dagli arbëreshë di Piana degli Albanesi.

È stato più volte candidato alla selezione finale per il Premio Nobel,[3][10][11] ed è membro d'onore all'Accademia Francese.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte di poesie[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

  • 1981 - Una cartella per Omero
  • 1991 - Il peso della croce
  • 1995 - Albania
  • 1996 - Dialogo con Alain Bosquet
  • 1997 - Il cugino degli angeli
  • 1998 - La nazione albanese nell'entrar del terzo millennio
  • 2000 - Tempi barbari
  • 2006 - L'identità europea degli Albanesi
  • 2006 - Amleto, il principe difficile
  • 2007 - Dante, l'inevitabile
  • 2008 - Eschilo il gran perdente

Cinema (scrittore)[modifica | modifica wikitesto]

  • 2009 - Cendres et sang
  • 2008 - Time of the comet
  • 2001 - Abril despedaçado
  • 1987 - Avril brisé

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Premio Principe delle Asturie per la letteratura (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la letteratura (Spagna)
— 2009

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Man Booker International Prize 2005
  2. ^ a b (EN) Robert Elsie, Centre for Albanian Studies (London, England), Albanian literature: a short history, Londra, I.B.Tauris & Co., 2005, p. 167, ISBN 1-84511-031-5.
    Anteprima limitata (Google Libri): (EN) Albanian literature: a short history. URL consultato il 14 maggio 2011.
  3. ^ a b c (EN) Ismail Kadaré, Books and Writers. URL consultato il 14 maggio 2011.
  4. ^ (EN) Barry Baldwin, Call Me Ismail: Kadare's Capers, ReadySteadyBook, 29 settembre 2008. URL consultato il 14 maggio 2011.
  5. ^ (FR) Les lauréats du Prix Mediterranée, Centre Méditerranéen deLittérature. URL consultato il 15 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2011).
  6. ^ (FR) ISMAÏL KADARÉ, Académie des Sciences Morales et Politiques, 2003. URL consultato il 15 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il ).
  7. ^ (EN) Man Booker International Prize, The Booker Prize Foundation. URL consultato il 14 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2011).
  8. ^ (EN) Ismaíl Kadare, Prince of Asturias Award Laureate for Letters, Fundación Príncipe de Asturias, 24 giugno 2009. URL consultato il 14 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2011).
  9. ^ Lauree Ad Honorem conferite dal 1942, Università degli Studi di Palermo. URL consultato il 14 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 4 maggio 2011).
  10. ^ Naipaul o Kadare', Corriere della Sera, 8 ottobre 1992. URL consultato il 14 maggio 2011.
  11. ^ Una figlia segreta. Ultima sfida di Kadaré, Corriere della Sera, 31 gennaio 2004. URL consultato il 14 maggio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Miracco, Elio, Storia del testo del romanzo "Piramida" di Ismail Kadare, Edizioni Oxiana, Pomigliano d'Arco, 1999.
  • Miracco, Elio, Analisi di temi del romanzo "Kështjella" (La fortezza) di Ismail Kadare, Centro di Studi albanesi, Roma, 2007.
  • Scarsella, Alessandro e Giuseppina Turano (a cura di), La scrittura obliqua di Ismail Kadare.Venezia, Granviale Editori, prima ed. nov. 2012, seconda ristampa giugno 2013. (Scritti di Gianpiero Ariola, Giovanni Belluscio, Katiuscia Darici, Ariane Eissen, Delphine Gachet, Maria Teresa Giaveri, Peter Morgan, Albert Morales Moreno, Paolo Muner, Alessandro Scarsella, Stefano Trovato, Giuseppina Turano, Gloria Julieta Zarco. Introduzione di Paolo Ruffilli).
  • Scarsella, Alessandro, (a cura di) Leggere Kadare, MILANO, Biblion, Convegno: Leggere Kadare, Università di Venezia, 13 giugno 2006 (ISBN 9788890144479).
  • Turano, Giuseppina (a cura di), Kadare europeo e la cultura albanese oggi, Roma, Bulzoni,2011 (ISBN 9788878705722).

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