Francesco Salviati

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Francesco Salviati L'incredulità di San Tommaso, 1543-1547.
Francesco Salviati Ritratto di uomo, 1540-1550.
Betsabea si reca da David, 1552-1554, Francesco Salviati.

Francesco Salviati, pseudonimo di Francesco de' Rossi (Firenze, 1510Roma, 1563), è stato un pittore italiano del periodo del manierismo.

Vita e opere[modifica | modifica wikitesto]

La sua prima educazione pittorica ebbe come modelli Michelangelo e Andrea del Sarto, poi, in seguito a un viaggio a Roma nel 1531, si avvicino alle novità di Raffaello, con alcune opere come gli affreschi con le Storie di san Giovanni Battista a Palazzo Salviati, la Visitazione dell'oratorio di San Giovanni Decollato e l'Annunciazione di San Francesco a Ripa caratterizzate da un ampio modo architettonico di suddividere le scene tipico della maturità del maestro di Urbino, ma anche da torsioni delle figure e panneggi svolazzanti tipica dei classicisti come Giulio Romano e il Penni, e da un'attenzione al disegno sempre incisivo tipico della tradizione fiorentina.

A partire da queste caratteristiche stilistiche nel periodo successivo della sua opera il suo stile si fa più decorativo e calligrafico, con linee sinuose e piene di forza che creano un effetto irreale e fiabesco, come nelle eleganti Storie di Furio Camillo nella Sala delle Udienze a Palazzo Vecchio (1544) o nei disegni per alcuni arazzi per lo stesso palazzo, oggi agli Uffizi. Si ritiene che questa evoluzione sia maturata dalla studio di opere del Parmigianino che ebbe occasione di studiare durante un suo soggiorno in Emilia nel 1539.

Successivamente propese per una pittura sì elegante, ma anche robusta, come nei coevi lavori di Bronzino, come nella Carità degli Uffizi o nella Deposizione per il refettorio di Santa Croce, o in alcuni famosi ritratti (Ritratto di Poggio Bracciolini alla Galleria Colonna di Roma, Ritratto di ignoto agli Uffizi). Si vedono in queste opere anche le inquietudini del più tipico stile manierista, in linea con i risultati analoghi di Pontormo e di Rosso Fiorentino.Le Tre Parche nella Galleria Palatina rivelano l'adesione ai modi di Michelangelo, a cui fu a lungo attribuita la tavola.

Viaggiò spesso a Roma, risiedendovi quasi continuativamente tra il 1548 e il 1563, e lavorando a numerosi affreschi, come quelli delle Nozze di Cana nell'Oratorio dei Piceni o la Natività del Battista nell'Oratorio di San Giovanni Decollato, nel Palazzo della Cancelleria (Cappella del Pallio), nel Palazzo Sacchetti (Storie di David) e nel Palazzo Farnese (Fasti farnesiani). Tra gli sviluppi stilistici si riscontra in questo periodo un maggior accentramento delle figure nelle composizioni, con un maggiore volume e plasticismo dei corpi, che acquistano uno straordinario decoro aristocratico, influenzandosi reciprocamente con il suo collega e amico Giorgio Vasari.

Fu proprio Francesco Salviati, con Giorgio Vasari a recuperare i tre pezzi del braccio del David di Michelangelo che era stato danneggiato durante i tumulti del 1527 per scacciare i Medici dalla città di Firenze. Solo nel 1543, con un restauro finanziato da Cosimo I Medici, il braccio fu ricomposto. (R. Della Torre, Vita di Michelangelo, Arnaud, Firenze, 1990)

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