Il postino

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Il postino
Il postino.png
Massimo Troisi e Philippe Noiret in una scena del film
Titolo originale Il postino
Paese di produzione Spagna, Italia, Regno Unito
Anno 1994
Durata 108 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere drammatico
Regia Michael Radford
Soggetto Antonio Skármeta, Furio Scarpelli, Giacomo Scarpelli,
Sceneggiatura Anna Pavignano, Michael Radford, Furio Scarpelli, Giacomo Scarpelli, Massimo Troisi
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori, Gaetano Daniele
Casa di produzione Esterno Mediterraneo Film, Cecchi Gori Group, Penta Film, Tiger Cinematografica
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Roberto Perpignani
Musiche Francisco Canaro, Luis Enríquez Bacalov, Sergio Endrigo, Riccardo Del Turco, Paolo Margheri
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Quando la spieghi la poesia diventa banale, meglio di ogni spiegazione è l'esperienza diretta delle emozioni che può svelare la poesia ad un animo predisposto a comprenderla. »
(Pablo Neruda)
« La poesia non è di chi la scrive, è di chi... gli serve! »
(Mario Ruoppolo a Pablo Neruda)

Il postino è un film del 1994 diretto da Michael Radford.

Ultima interpretazione di Massimo Troisi, scomparso solo 12 ore dopo la fine delle riprese, il film è ispirato a Il postino di Neruda (Ardiente paciencia), romanzo scritto dal cileno Antonio Skármeta.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate del 1952 Mario Ruoppolo, un disoccupato figlio di pescatori, vive su di un'isola che da poco ha dato asilo politico al grande poeta cileno Pablo Neruda. E proprio in occasione di ciò, Mario viene assunto in qualità di postino, proprio per consegnare la posta al poeta. Il resto della popolazione è analfabeta, quindi fino ad allora non c'era stato bisogno di postini.

Così Mario inizia il suo lavoro, consegnando la posta al poeta tutti i giorni, e meravigliandosi del gran numero di donne che gli scrivono e di quanta ammirazione hanno per lui. Giorno dopo giorno, Mario rimane sempre più affascinato dal poeta, tanto da comprare un suo libro di poesie. Poi timidamente se lo fa autografare.

Con lui impara a discorrere di poesia, di metafore, con la semplicità propria di un uomo della sua condizione sociale. I due non perdono occasione di fare lunghe passeggiate sulla spiaggia che rafforzano il loro legame.

Un giorno Mario entra in osteria e si innamora di Beatrice, nipote della proprietaria. Mario si avvicina, e comincia a giocare a calcio balilla con lei fissandola, senza dire niente. La mattina seguente, all'alba, corre da Don Pablo chiedendogli di aiutarlo nella conquista della ragazza. Così, il giorno dopo, Mario porta la posta a Neruda, e lui gli regala un libro per scrivere le sue poesie e lo accompagna all'osteria, perché il poeta vuole vedere Beatrice da vicino; lì scrive una frase sul libro di Mario, dimostrando così ai presenti e a Beatrice la loro amicizia.

I giorni seguenti Mario inizia a corteggiare Beatrice, con le parole, o meglio, con le poesie di Neruda, e inizia a fare breccia nel suo cuore. La zia di lei, vedendola strana le chiede spiegazioni, preoccupandosi della nipote. Poi Mario esagera, dando a Beatrice una poesia un po' osé che il cileno aveva scritto per la moglie. La zia gliela prende e la porta subito dal prete per farsela leggere; quando ne sente il contenuto ("Nuda" è il titolo) si dirige fuori di sé da Neruda per lamentarsi di tutto ciò, e per far dire a Mario che stesse lontano dalla nipote. La sera stessa Beatrice scappa per andare da Mario, e sboccia la passione. Decidono così di sposarsi, e Neruda fa loro da testimone. Durante la cerimonia, il poeta riceve una lettera dal Cile, che gli annuncia che il mandato d'arresto nei suoi confronti è stato revocato, e che quindi tornerà a casa.

Il giorno dopo Mario gli consegna l'ultima posta, Neruda vorrebbe dargli dei soldi ma Mario rifiuta, si abbracciano e si salutano. Da quel giorno Mario inizia a scrivere poesie, contribuendo naturalmente al lavoro in osteria. La vita scorre, Neruda viaggia da un capo all'altro del mondo per premi e Mario ne segue tutte le gesta, sperando che passando dall'Italia, possa tornare a trovarlo. Beatrice annuncia che sta aspettando un bambino, e Mario vorrebbe chiamarlo Pablito in onore del poeta, anche se lei non è molto d'accordo.

Ruoppolo sente la mancanza del vate, e si rammarica dell'esito delle elezioni locali, favorevoli alla Democrazia Cristiana, convinto che se Neruda fosse stato ancora lì le cose sarebbero andate diversamente.

Un giorno riceve posta, che in realtà si rivela essere stata scritta da qualcun altro, per conto del poeta che chiede di spedire degli oggetti personali rimasti nella sua vecchia dimora: Mario ci rimane male. Così, gli spedisce la roba, ma decide di registrare tutti i suoni dell'isola, per far rivivere al poeta tutti i momenti vissuti con lui.

Passano cinque anni: Neruda e sua moglie tornano nell'isola, entrano nell'osteria e vengono accolti da un bambino che gioca. Compare quindi sua madre, Beatrice, che lo chiama: "Pablito". Mario purtroppo non c'è più, è morto prima che suo figlio nascesse, in una manifestazione comunista.

Neruda, che ora ascolta quella registrazione che non ha mai ricevuto, passeggia sulla spiaggia, ricordando l'amico al quale, pur inconsapevolmente, aveva cambiato la vita, e forse, almeno in parte, la cosa era stata reciproca.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

I protagonisti principali sono:

  • Mario Ruoppolo: è un umile pescatore che diventa il postino del famoso poeta Pablo Neruda. È un uomo povero e semplice, di sentimenti genuini, ma desideroso di elevarsi dalla mediocrità della vita. Dopo qualche tempo stringe amicizia con il poeta e si innamora di Beatrice, che conquisterà declamandole poesie del suo amico Neruda.
  • Pablo Neruda: esistito realmente, è un famoso poeta comunista cileno che sceglie l'Italia per trascorrere l'esilio; qui conosce Mario Ruoppolo, instaurando con lui un rapporto commovente che mette in luce, al di là dei diversissimi livelli di cultura, la loro sostanziale affinità di Weltanschauung.
  • Beatrice: è la ragazza di cui è innamorato Mario, è una donna bellissima, semplice e servizievole, che lavora nella locanda del paese con la zia. Si sposerà con Mario e da lui avrà un figlio che chiamerà Pablito in onore di Neruda.
  • La zia di Beatrice: è la proprietaria dell’osteria e non vede di buon occhio Mario, perciò è contraria al fidanzamento dei due innamorati. Come can che abbaia, non morde, e acconsentirà ben presto al matrimonio della nipote rivelando una sostanziale bontà di cuore.
  • Giorgio Serafini: è l'unico impiegato dell'ufficio postale di Salina. Grande ammiratore di Neruda, di cui condivide la fede politica, pur essendo una persona molto semplice, essendo un po' più istruito degli altri isolani, cerca di darsi un tono. Nel complesso è un uomo di cuore e diventa presto amico e confidente di Mario.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Tratto dal romanzo Ardiente paciencia (1986) del cileno Antonio Skármeta che lo ridusse anche per il teatro (messo in scena al Festival di Asti 1989 con la regia di Luigi Pistilli). Michael Radford, dopo la direzione del film Orwell 1984, con Richard Burton, e di Misfatto Bianco nel 1987, fu richiamato da Massimo Troisi che gli affidò la direzione de Il Postino, dopo qualche anno di inattività dal mondo del cinema.

Pur diretto dallo scozzese Michael Radford, la regia viene anche attribuita a Massimo Troisi che, gravemente malato di cuore, morì alla fine delle riprese.

Il film è ambientato nell'isola di Procida e poi in quella di Salina, con un cast di eccezione, Massimo Troisi, Philippe Noiret e Maria Grazia Cucinotta, lanciata nel mondo del cinema appunto con questo film. Ricordato per essere stato il film-testamento di Troisi, il film venne presentato al Festival di Venezia il 1º settembre 1994 e distribuito nelle sale italiane il 22 settembre 1994. Nelle sale americane venne distribuito il 14 giugno 1995 ottenendo il primo posto agli incassi italiani e un'ottima percentuale di critiche.

Storia del film[modifica | modifica sorgente]

L'abitazione del poeta Neruda nel film si trova a Salina

Il film, ambientato nel 1952 tratta il periodo dall'esilio di Neruda alla sua partenza, e si svolge interamente in un piccolo isolotto dell'Italia, abitato da comuni pescatori analfabeti intenti nel loro mestiere. La storia adatta il romanzo di Skármeta, con alcune modifiche nella trama.

In questo contesto, lo scrittore mette in risalto la figura immaginaria di Mario Ruoppolo, il postino di Neruda, che con quest'ultimo riesce ad ottenere un legame di amicizia molto forte e unito.

Procida, dove è stato girato in parte il film

Dopo aver letto il romanzo di Antonio Skàrmeta, Troisi decide di trasportare nel mondo della celluloide questa originale e poetica favola moderna, aggiungendoci un tocco della sua tipica malinconia. Non per nulla Troisi è chiamato il comico dei sentimenti; e qui, in questo film mantiene fede al suo soprannome.

Inoltre, Troisi riesce a dare voce e anima al postino Mario, timido e impacciato, ma che poco a poco diventa capace di creare metafore, parola di cui prima ignorava il significato e anzi lo spaventava al solo suono, e in grado di dare consigli a Neruda come quando definisce "tristi" le reti dei pescatori.

L'isola di Salina, dove è ambientato in parte il film

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Gli incassi dell'ultimo film dell'attore napoletano hanno toccato in poche settimane una somma di circa $ 22.000.000, superando di 10 in più quelli guadagnati a suo tempo da Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Comprendendo gli incassi raccolti in tutto il mondo ha raggiunto la cifra di $ 80.000.000, fissando il nuovo record del maggiore incasso di sempre, in tutto il mondo, per un film italiano.

Successo[modifica | modifica sorgente]

Il film ha ottenuto 5 candidature agli Oscar 1996, quella come miglior film, miglior attore protagonista (Massimo Troisi), miglior regia (Michael Radford), miglior sceneggiatura non originale e miglior colonna sonora drammatica. Tuttavia solo quest'ultima candidatura si è tradotta nella conquista di una statuetta.

Ottiene, invece, un BAFTA al miglior regista e un BAFTA alla migliore colonna sonora e altri ambiti premi, tra cui un Critics' Choice Movie Award al miglior film straniero, il David di Donatello per il miglior montatore e un Nastro d'Argento per la miglior musica.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Come per la maggior parte dei film di Troisi, il film fu un successo di critica. Persino attori del calibro di Sean Connery e Roberto Benigni hanno giudicato il film come uno dei migliori del genere, sia italiani che europei.

« Fu amore a prima vista. Stavamo sempre insieme. Vedendolo nel Postino ho pianto. Era come un volo senza ali, il suo corpo smagrito fluttuava sopra lo schermo, magicamente »
(Roberto Benigni)
« Massimo aveva l'anima sul volto. Il film Capitan Fracassa mi fece conoscere Massimo, lo vidi e subito mi piacque. Poi arrivò Il Postino, dandomi la possibilità di lavorare insieme a lui, in un'esperienza unica. Penso che in tutta la storia del cinema, non ci sia nessun film simile. I ricordi che ho di Massimo sul set sono ricordi felici, l'aria che si respirava, considerando la difficoltà che Massimo aveva nel girare, data la sua malattia, era comunque un'atmosfera rilassata e mai triste. Una cosa che mi faceva sorridere era la sua maniera di parlare, io recitavo in francese, lui né in italiano né in napoletano; recitava come solo lui sapeva fare. La nostra giornata sul set era organizzata in maniera tale da rendere meno faticoso il lavoro a Massimo, la mattina giravamo per poche ore per non farlo stancare »
(Philippe Noiret al Premio Massimo Troisi)
« Il Postino rappresenta quel trionfo internazionale che Troisi sperava di avere e che non ha fatto in tempo a godersi »
(The Washington Times)
« Troisi dà al suo personaggio una verità e una semplicità che significa tutto »
(The New York Times)

Il New York Times ha anche inserito la pellicola nella sua lista dei 1000 migliori film di sempre[1].

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora è di Luis Bacalov che vinse l'Oscar alla migliore colonna sonora.

È composta dalle seguenti tracce:

  1. Il postino (titoli)
  2. In bicicletta
  3. Postino bambino
  4. Beatrice
  5. Metafore
  6. Loved by Women
  7. Il postino (trio version)
  8. I suoni dell'isola
  9. I sogni del postino
  10. Pablito
  11. Milonga del poeta
  12. Madreselva
  13. Il postino poeta
  14. Il postino (harpsichord)
  15. Il postino (guitar)
  16. Despierata ya
  17. Il postino

Nel 2013 Luis Bacalov ha riconosciuto a Sergio Endrigo, Riccardo Del Turco e Paolo Margheri la co-paternità delle musiche[2] dopo una lunga querelle giudiziaria che aveva visto prevalere in Tribunale gli eredi di Endrigo, morto nel 2005.

Differenze tra romanzo e film[modifica | modifica sorgente]

  • Nel film, Mario muore dopo la partenza di Neruda, precisamente qualche anno dopo. Nel libro, invece, il postino assiste l'amico Neruda, in punto di morte, il 23 settembre 1973.
  • Il cognome di Mario, nel film, è stato adattato a Ruoppolo, mentre nell'originale è il cognome spagnolo Jimenez.
  • Il film è ambientato nel 1952, mentre il libro nel 1969.
  • Nel film Pablito nasce dopo la morte del padre.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il film è stato girato principalmente nell'isola di Procida (Pozzo Vecchio e Marina Corricella) e nell'isola di Salina (Pollara). Alcune delle prime scene, in particolare quelle di Troisi in bicicletta, sono state girate sull'isola di Pantelleria.
  • In Italia a Massimo Troisi è stata attribuita anche la collaborazione alla regia, forse per scopi commerciali, mentre negli altri paesi il film risulta diretto dal solo Michael Radford. Infatti solo lui è stato candidato all'Oscar.
  • Il provino per il ruolo di Beatrice venne vinto da Mietta. Tra le provinate anche Monica Bellucci e Manuela Arcuri , ma alla fine la scelta cadde su Maria Grazia Cucinotta.
  • Il Postino è il film che ha dato notorietà e successo a Maria Grazia Cucinotta. La Cucinotta è rimasta, infatti, molto legata a Procida, definendola in più interviste "il set del mio cuore".
  • Sean Connery ha dichiarato in un'intervista: "Il Postino è il più bel film che abbia mai visto. Mi avrebbe fatto piacere girare un film con Troisi".[senza fonte]
  • Nel 2009, per onorare la memoria di Troisi, sull'isola di Procida una piazza della Marina Corricella (nella quale furono girate alcune scene del film) è stata intitolata all'attore napoletano.
  • Nel film, Troisi, in alcune scene in cui era di profilo, si fece sostituire da una controfigura (Gerardo Ferrara), per i suoi problemi di cuore.
  • Nella versione americana Massimo Troisi è doppiato da Robert De Niro.
  • Le riprese durarono 11 settimane con una sola interruzione a Pasqua.

Home Video[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005 è uscita in Italia un'autorevole edizione in DVD, con un'intervista, il making of in Inglese con sottotitoli, il dietro le quinte (con scene di prova inedite), il trailer originale statunitense, una galleria fotografica, e il cast completo con biografia e filmografia dettagliata.

Negli Stati Uniti d'America è uscito il DVD del film nella versione sottotitolata e in quella doppiata in inglese.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) The Best 1,000 Movies Ever Made, New York Times. URL consultato il 18 febbraio 2012.
  2. ^ Dopo 18 anni Sergio Endrigo vince l'Oscar per 'Il postino'.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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