Orwell 1984
| Orwell 1984 | |
|---|---|
Una scena del film |
|
| Titolo originale | Nineteen Eighty-Four |
| Lingua originale | inglese |
| Paese di produzione | Gran Bretagna |
| Anno | 1984 |
| Durata | 113 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Rapporto | 1,66 : 1 |
| Genere | distopico |
| Regia | Michael Radford |
| Soggetto | George Orwell |
| Casa di produzione | Virgin Group |
| Fotografia | Roger Deakins |
| Montaggio | Tom Priestley |
| Musiche | Dominic Muldowney Eurythmics |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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| Premi | |
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Orwell 1984 (Nineteen Eighty-Four) è un film britannico del 1984 diretto da Michael Radford, basato sul romanzo 1984 di George Orwell. Il film è stato interpretato da John Hurt, Suzanna Hamilton e, alla sua ultima apparizione cinematografica, Richard Burton.
Indice |
Trama [modifica]
| « Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato. » |
| (prologo) |
Winston Smith conduce una squallida esistenza nel superstato di Oceania. L'ambientazione è nella Londra del 1984, la città è stata stravolta dalla rivoluzione e dalle guerre atomiche che Orwell immaginò nel 1948, all'epoca della stesura del suo romanzo.
Winston lavora in un cubicolo presso il Ministero della Verità: il suo compito è quello di riscrivere la storia in conformità con l'ordine del giorno che i suoi superiori, senza alcun contatto umano, gli comunicano tramite un impianto di posta pneumatica. Il capo indiscusso del regime è il Grande Fratello, il cui volto invade i teleschermi (muniti di telecamere nascoste, in modo da controllare capillarmente la popolazione) e i manifesti della propaganda.
Winston è un uomo ossessionato da ricordi dolorosi e deluso da un mondo illiberale che è accecato dall'ortodossia nei confronti dell'ideologia dominante (Ingsoc, la cui dottrina è basata sul Bispensiero). Il protagonista inizia a testimoniare il suo malcontento in un diario segreto, commette cioè lo psicoreato, il delitto di eterodossia che il regime combatte con la sorveglianza e con gli stravolgimenti culturali (in primis, la nascita di una nuova forma di linguaggio: la neolingua, che prevede l'eliminazione di tutto il lessico che ha finalità intellettuali).
La vita di Winston subisce una svolta quando incontra Julia, una ragazza che gli dichiara il suo amore, e che inizia nascostamente a frequentare. Inoltre Winston viene contattato da O'Brien. Questi è un gerarca del Partito Interno che, con uno stratagemma, consegna a Winston il saggio Teoria e prassi del collettivismo oligarchico, il testo con cui gli uomini che resistono al Sistema di Potere trovano risposte sulle origini e sui presupposti del Sistema stesso.
Perennemente in cerca di sotterfugi per non essere scoperti, Winston e Julia riescono a trovare un rifugio per i loro incontri in una piccola stanza nei quartieri riservati ai proletari, ovvero in quella zona della città meno sorvegliata perché abitata dalla massa operaia semianalfabeta.
Traditi dal signor Charrington, proprietario della stanza, i due amanti vengono arrestati e condotti separatamente nel Ministero dell'Amore, ove Winston scopre che O'Brien, incaricato della sua condanna, lo aveva ingannato, solo per accertare la sua eterodossia.
Attraverso una serie di sofisticate torture, anche psicologiche, O'Brien conduce Winston verso la totale redenzione. Winston è comunque destinato alla condanna definitiva, ma deve giungere al totale e sincero pentimento, perché il regime non tollera che il condannato sia punito ma l'eresia perduri.
L'ultima tortura è quella che raggiunge lo scopo, O'Brien accompagna Winston lungo un corridoio fino alla porta della stanza 101 (l'immagine viene proposta più volte all'interno del film quasi in forma profetica); dietro quella porta i condannati sono torturati attraverso la loro maggiore fobia. Per Winston è stata preparata una gabbia di grossi topi da fogna, animali che lo ripugnano e spaventano anche nei suoi incubi notturni.
Di fronte alla minaccia dei topi, Winston rinnega tutto il suo pensiero e anche l'amore per Julia.
Il film si chiude con Winston che incontra brevemente Julia; entrambi sono ora riabilitati, i loro discorsi e atteggiamenti rendono evidente come ora credano nel Partito e che i sentimenti tra loro siano ormai deteriorati.
Infine, Winston rivolge le parole "Ti amo", dette tante volte a Julia, all'immagine del Grande Fratello.
Produzione e casting [modifica]
Sonia Brownell, vedova di Orwell e titolare dei diritti d'autore, acconsentì, poco prima di morire nel 1980, alla realizzazione cinematografica[1]. Richiese espressamente che il film non utilizzasse i moderni e spesso abusati effetti speciali fantascientifici[1].
La location prevalente del film furono alcuni docks della zona portuale di Londra poco prima della loro prevista demolizione.
Il volto del Grande Fratello è di Bob Flag, un attore non professionista che fu inserito nel cast dopo una selezione con questionario. Per il ruolo di O'Brien furono prima considerati Paul Scofield, Anthony Hopkins e Sean Connery[1]. L'interpretazione di Richard Burton fu invece ricordata con una commovente dedica finale[1], in quanto il film uscì nelle sale cinematografiche dopo la morte dell'attore gallese.
Michael Radford e Roger Deakins volevano realizzare il film in bianco e nero, ma la produzione rifiutò la scelta. Deakins adottò allora un raro procedimento di elaborazione visiva detto Bleach bypass per creare lo sfondo dei filmati che compaiono nel film sugli schermi della propaganda.
La Virgin impose ai cineasti anche la collaborazione degli Eurythmics per la realizzazione dell'accompagnamento musicale; il regista tuttavia si oppose perché riteneva la sonorità degli Eurythmics inadatta ad un contesto culturale e ambientale in cui la musica pop non avrebbe potuto nascere ed attecchire. Di conseguenza la sigla di chiusura Julia è scritta dagli Eurythmics, mentre la base orchestrale della colonna sonora è scritta da Dominic Muldowney.
Differenze con il romanzo [modifica]
- Il film si caratterizza per un saluto o gesto di devozione, che non appare nel romanzo. È il gesto di incrociare i polsi sopra la testa, in modo da formare il segno V.
- Nel romanzo, il bigliettino che Julia dà a Winston, durante il gesto d'aiuto di quest'ultimo nell'aiutarla a tirarsi in piedi, contiene solamente il "ti amo" della ragazza; invece nel film dietro c'è anche scritto il luogo di incontro dei due, a Piazza Vittoria (cosa che non avviene nel romanzo, perché Winston prima di sapere il luogo di incontro, ne discute con lei a tavola).
- Nel romanzo si cita il Ministero dell'Abbondanza, Minabbon[2] in neolingua. Nel film si parla invece di Ministero della Produzione, o Miniprod in neolingua. Nei documenti che Winston deve rettificare compare l'intestazione in neolingua Minirec (Ministry of Records in inglese), mentre il Ministero ove lavora Winston nel libro è indicato come Ministero della Verità (Miniver in neolingua, Ministry of Truth in inglese e Minitrue nella neolingua della versione originale).
- Nel film, i membri del Partito Esterno e Interno si chiamano tra loro "fratello" o "sorella", invece di "compagno" (comrade nell'originale) come nel romanzo. Per non creare ambiguità, la parola "Fratellanza"[3] usata nel libro non viene mai citata nel film, in sua vece si usa la parola "Resistenza".
- Nel romanzo, sia Winston che Julia visitano O'Brien nella sua residenza privata, per informarlo che vogliono aderire alla Fratellanza. Nel film, Winston incontra da solo O'Brien, e lo scopo del loro incontro rimane ambiguo; O'Brien non rivela esplicitamente la sua affiliazione alla Resistenza come nel romanzo.
- Nel film non sono mai menzionate le ideologie del "Neo-Bolscevismo" e del "Culto della Morte" che dominano gli altri Superstati (Eurasia ed Estasia).
- Nel film il libro segreto della Resistenza Teoria e prassi del collettivismo oligarchico, scritto da Goldstein, viene consegnato direttamente da O'Brien a Winston, astutamente mascherato da Dizionario della neolingua. Nel romanzo viene consegnato qualche giorno dopo, in una cartella, nel pieno del brusio di un comizio.
- Nel film un cameriere di O'Brien serve del vino a Winston e poi si ritira; nel romanzo il vino viene servito a Winston e Julia da un cameriere che poi si dichiara membro della Fratellanza.
- Quasi alla fine O'Brien solleva la questione del "2 + 2 = 4" e mostra le sue 4 dita, la seconda domanda che fa a Winston è «E se il Partito dice che le dita non sono 4 ma 5, quante sono?»; nel libro risponde "4" e O'Brien gli dà la scossa (perché ancora non ha accettato il bispensiero), ma nel film dice subito "5", anche se O'Brien gli dà lo stesso la scossa (e prosegue la rieducazione).
Riconoscimenti [modifica]
Il film vinse il premio per il miglior film dell'anno 1984 nella rassegna British Film Awards organizzata dal quotidiano inglese Evening Standard.
Note [modifica]
- ^ a b c d (EN) Trivia for Nineteen Eighty-Four (1984). IMDb.com. URL consultato in data 9-12-2009.
- ^ George Orwell, 1984, 1ª edizione (in italiano), Milano, Arnoldo Mondadori, 1950. pag. 14, nella traduzione dei nomi in neolingua dei ministeri, testualmente: Miniver, Minipax, Minamor, Minabbon.
- ^ George Orwell, 1984, 1ª edizione (in italiano), Milano, Arnoldo Mondadori, 1950. pag. 165 per esempio.
Bibliografia [modifica]
- (EN) Linda Ruth Williams, Dream girls and mechanic panic, Dystopia and its others in Brazil and Nineteen Eighty-Four, I.Q. Hunter, in British Science Fiction, Londra e New York, 1999.
Voci correlate [modifica]
- 1984 (romanzo)
- George Orwell
- Michael Radford
- Nel duemila non sorge il sole
- 1984 (For the Love of Big Brother)
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su Orwell 1984 dell'Internet Movie Database