Modo musicale

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In musica, un modo è un insieme ordinato di intervalli musicali che definisce i rapporti gerarchici tra i vari gradi della scala corrispondente. È invalso da tempo l'uso di utilizzare il termine modalità per designare le modalità medievali e rinascimentali, in opposizione al termine tonalità per i modi attuali (in particolare il maggiore e il minore).

Indice

[modifica] Storia

Nella musica della Grecia antica i modi prendevano il nome di armonìai, armonie; si trattava di 8 scale discendenti alle quali veniva attribuita una denominazione etnica: armonia dorica, frigia, ecc. La teoria musicale greca prevedeva che esse fossero costituite da due tetracordi discendenti formati da 4 note per grado congiunto. I tetracordi in questione dovevano essere omologhi, cioè dovevano presentare la stessa serie di toni e semitoni. Ad esempio, l'armonia dorica era formata dalle note Mi Re Do Si - La Sol Fa Mi, dove entrambi i tetracordi erano formati dagli intervalli discendenti T T T ST.

Anche se molti pensano che i modi ecclesiastici, vale a dire i modi della musica europea medievale, discendano direttamente da questa nozione di modalità, la loro nascita è diversa perché direttamente connessa con il repertorio liturgico della chiesa cristiana. Le terminologie teoriche furono però ricavate dalla teoria musicale greca, compresi i termini etnici connessi ai modi, con la differenza che furono applicati quelli utilizzati per definire le trasposizioni tonali dei modi (detti tropi) ai diversi modi musicali, ottenendo uno sfasamento ravvisabile ancora oggi (il modo di Mi, infatti, che in grecia era il modo dorico, per i teorici latini divenne il modo frigio; analogo sfasamento per tutti gli altri modi).

Nel sedicesimo secolo, il teorico svizzero Glareano pubblicò il Dodekachordon, nel quale solidifica il concetto dei modi ecclesiastici, aggiungendone altri quattro: l'eolio, l'ipoeolio, lo ionico e l'ipoionico; questi ultimi modi non sono altro che la prima apparizione teorica dei modi maggiore e minore.

La musica antica ha fatto grande uso dei modi ecclesiastici, che non si limitavano alle diverse scale musicali utilizzate. Come spiega la musicologa Liane Curtis (1988), nella musica medievale e rinascimentale "non bisogna pensare i modi equivalenti alle scale; i principi dell'organizzazione melodica, il posizionamento delle cadenze, e l'emotività indotta sono parti essenziali del contenuto modale".

In seguito, però, i modi sono stati organizzati basandosi sulla loro relazione rispetto alle successioni di intervalli relativi alla scala maggiore. La concezione moderna delle scale modali descrive un sistema dove ogni modo ha la scala diatonica usuale, ma inizia da una nota diversa. I modi sono tornati di moda all'inizio del secolo scorso, nello sviluppo del jazz (jazz modale) e nella musica contemporanea. Anche molta musica folk è composta, o si può analizzare, pensando ai modi. Ad esempio, nella musica tradizionale irlandese compaiono i modi ionico, dorico, eolio e misolidio, in ordine più o meno decrescente di frequenza; con l'evoluzione del modo eolio, in cui si alza la settima di un semitono, formando la scala minore armonica, costituisce la base di tutti i brani del genere flamenco.

[modifica] I modi moderni

Il numero di modi moderni è pari al numero di note, cioè è pari a sette.

  • Ionico = struttura: I - II - III - IV - V - VI - VII.

Esempio: Do ionico = Do Re Mi Fa Sol La Si Do - ascolta: MIDI, OGG

  • Dorico = struttura: I - II - bIII -IV - V - VI - bVII.

Esempio: Do dorico = Do Re Mib Fa Sol La Sib Do - ascolta: MIDI, OGG

  • Frigio = struttura: I - bII - bIII -IV - V - bVI - bVII.

Esempio: Do frigio = Do Reb Mib Fa Sol Lab Sib Do - ascolta: MIDI, OGG

  • Lidio = struttura: I - II - III -IV# - V - VI - VII.

Esempio: Do lidio = Do Re Mi Fa# Sol La Si Do - ascolta: MIDI, OGG

  • Misolidio = struttura: I - II - III -IV - V - VI - bVII.

Esempio: Do misolidio = Do Re Mi Fa Sol La Sib Do - ascolta: MIDI, OGG

  • Eolio = struttura: I - II - bIII -IV - V - bVI - bVII.

Esempio: Do eolio = Do Re Mib Fa Sol Lab Sib Do - ascolta: MIDI, OGG

  • Locrio (o ipofrigio) = struttura: I - bII - bIII -IV - bV - bVI - bVII.

Esempio: Do locrio = Do Reb Mib Fa Solb Lab Sib Do - ascolta: MIDI, OGG

[modifica] Caratteristiche dei modi

Ogni modo ha una sua scala caratteristica, e una serie di strutture armoniche che gli danno un suono ben specifico.

  • Il modo ionico è quello comunemente conosciuto come scala maggiore, fatto salvo l'impossibilità di usare note alterate, e quindi moltissime canzoni, come ad esempio "Happy birthday", sono virtualmente in tale modo. Lo Ionico è il modo più "stabile", proprio grazie alla struttura dei suoi gradi; in ambito Jazz/Fusion, tuttavia, è sostituito, sull'accordo Δ, con il modo Lidio, perché la quarta eccedente di quest'ultimo è certamente più gradevole della quarta giusta dello ionico. È l'unico modo dove si trova l'accordo di settima sul quinto grado (V7).
  • Il modo dorico è un minore con una sesta maggiore, che produce un accordo maggiore IV, e un accordo minore ii. Il dorico è un modo molto utilizzato, a causa proprio della sua sesta, molto più musicale della sesta di modi come l'eolico; ovviamente su accordi min7. Esempi di brano in modo dorico sono il noto brano tradizionale folk "Greensleeves", "Impressioni di settembre" della PFM e "Oye Como Va" di Santana; in questi i brani, la nota che "sta meglio" è proprio la sesta.
  • Il modo frigio ha come caratteristica principale la seconda minore, che porta agli accordi bII e v (diminuito). Viene utilizzato molto poco nella classica, e molto nel blues e nel metal , a causa della sua sonorità piuttosto scura; spesso si applica il suo corrispondente, il frigio dominante, che è molto comune nel flamenco, tanto che lo si definisce a volte modo "spagnolo". Il secondo movimento della Quarta sinfonia di Brahms inizia in modo frigio.
  • Il modo lidio ha il quarto grado aumentato. Questo significa che l'accordo sul quarto grado (iv) è semidiminuito invece che maggiore, quello sul settimo (vii) minore invece che diminuito, e infine quello sul secondo grado (II) maggiore invece che minore. Un esempio di brano scritto in modo lidio è la sigla dei I Simpson; nella disografia di Joe Satriani si trovano molti brani lidi, e hanno tutti un titolo che riguarda il volo, il cielo... basti pensare a "Flying in a blue dream"!
  • Il modo misolidio ha la settima di dominante, il che porta agli accordi I7, v (minore anziché maggiore) e bVII. In teoria ci sarebbe anche l'accordo diminuito sul terzo grado iii, ma, in pratica, non viene usato. La particolarità del misolidio è il possesso del suo accordo fondamentale, M7, dell'intervallo di tritono, ossia di quinta diminuita, precisamente formato dalla terza e dalla settima dell'accordo; la presenza del tritono fa sì che l'accordo possa reggere un'infinità di tensioni, basti pensare al blues: si utilizzano normalmente la pentatonica maggiore e la pentatonica minore della tonalità del giro, la scala blues, volendo anche l'esatonale! Un esempio molto noto di brano in modo misolidio è "Norwegian Wood" dei Beatles, che è in sol maggiore ma usa il fa naturale e l'accordo di fa maggiore, oppure "The Mule" dei Deep Purple, o Jeff Beck in "Freeway Jam".
  • Il modo eolio è meglio conosciuto come scala minore naturale; ovviamente, gli accordi maggiori di questo modo nascono sul terzo, sul sesto e sul settimo grado. Come già detto, su accordo min7 gli si preferisce il modo dorico, per quel discorso della sesta. Esempio di brano composto con il modo Eolio è Summertime di Gershwin. Facilmente, però, si trovano brani con la scala minore armonica, in cui la settima è eccedente: una quinta sopra troveremo la corrispondente scala Frigia Dominante
  • Il modo locrio, infine, ha sia la seconda minore che la quinta diminuita; questo significa che l'accordo sul primo grado i è semidiminuito (m7b5), il che a sua volta implica che stabilire la tonalità è praticamente impossibile; i pochi pezzi scritti classici in questo modo usano l'accordo minore - quindi alterato - sul primo grado per stabilire la tonalità, e poi lavorano su iii e bV. L'instabilità del modo è tale che non si può nemmeno usare l'accordo sul secondo grado bII, perché diverrebbe immediatamente percepito come la nuova tonica di un brano in tonalità maggiore. Spesso l'accordo di questo modo è sostituito con quello del corrispondente modo Misolidio. Il locrio viene utilizzato con altri toni di passaggio da chitarristi come Steve Vai e Joe Satriani, e nel death metal negli assoli, insieme a scale cromatiche.

[modifica] Imparare i modi

Come memorizzare i modi?

Se suoni uno strumento musicale, puoi usare questa serie di artifici mnemonici.

  • Il modo dorico ha la terza e la settima abbassate di un semitono.
  • Il modo frigio ha la seconda, la terza, la sesta e la settima abbassate di un semitono; in pratica, tutti i gradi che possono formare un intervallo maggiore o minore
  • Il modo lidio ha solamente la quarta eccedente, cioè alzata di un semitono
  • Il modo misolidio ha la settima di dominante, ossia abbassata di un semitono rispetto al modo ionico
  • Il modo eolio è la scala minore naturale della musica tonale; quindi, rispetto allo ionico, sono stati abbassati di mezzo tono la terza, la sesta e la settima nota della scala.
  • Il modo locrio ha tutte le note abbassate di un semitono, tranne la fondamentale e la quarta

Se sei un tipo matematico, puoi contare la differenza di diesis e bemolle rispetto alla scala maggiore corrispondente. Per vedere quali sono gli accidenti relativi ad esempio al re frigio, parti dal re maggiore (+2, perché ha due diesis) e applichi la correzione indicata nella tabella qui sotto. A tale proposito si veda anche Circolo delle quinte.

modo differenza
Ionio 0
Dorico -2 1
Frigio -4
Lidio +1
Misolidio -1
Eolio -3
Locrio -5

"Sommando" +2 per il re e -4 per il modo frigio, otteniamo -2: quindi la scala di re frigio avrà due bemolli, si e mi.

Se sei abituato a usare gli strumenti a tastiera e non ti spaventano le scale, puoi pensare, ad esempio, alla tonalità di Do maggiore, che sfrutta solamente i tasti bianchi, ed iniziare con una nota diversa dal do. In pratica, ecco da quale nota partire per i vari modi:


modo grado iniziale nota iniziale
Lidio IV (fa)
Ionio I (do)
Misolidio V (sol)
Dorico II (re)
Eolio VI (la)
Frigio III (mi)
Locrio VII (si)


SEMPLIFICANDO: per eseguire il:

modo ionico di DO: si esegue la scala di DO maggiore (Tonica di Do) partendo dal DO

modo dorico di DO: si esegue la scala di SI bemolle maggiore (7°grado abbassato di do) partendo però dal DO(do re miB fa sol la siB do)

modo frigio di DO: si esegue la scala di LA bemolle maggiore (6° grado abbassato di do) partendo dal DO

modo lidio di DO: si esegue la scala di SOL maggiore (5° grado di do) partendo dal DO

modo misolidio di DO: si esegue la scala di FA maggiore (4° grado di do) partendo dal DO

modo eolico di DO: si esegue la scala di MI bemolle Maggiore (3° grado abbassato di do) partendo dal DO

modo locrio di DO: si esegue la scala di RE bemolle Maggiore (2° grado abbassatto di do) partendo dal DO


LE ALTERAZIONI - modo ionico della tonalità in questione: ha le alterazioni proprie della tonalità maggiore costruita sul 1° grado della tonalità in questione. (ionico di do -> alterazioni di do +)

- modo dorico della tonalità in questione: ha le alterazioni proprie della tonalità maggiore costruita sul 7° grado abbassato della tonalità in questione. (dorico di do -> alterazioni di sib+)

- modo frigio della tonalità in questione: ha le alterazioni proprie della tonalità maggiore costruita sul 6° grado abbassato della tonalità in questione. (frigio di do -> alterazioni di lab+)

- modo lidio della tonalità in questione: ha le alterazioni proprie della tonalità maggiore costruita sul 5° grado della tonalità in questione. (dorico di do -> alterazioni di sol+)

- modo misolidio della tonalità in questione: ha le alterazioni proprie della tonalità maggiore costruita sul 4° grado della tonalità in questione. (dorico di do -> alterazioni di fa+)

- modo eolico della tonalità in questione: ha le alterazioni proprie della tonalità maggiore costruita sul 3° grado abbassato della tonalità in questione. (dorico di do -> alterazioni di mib+)

- modo locrio della tonalità in questione: ha le alterazioni proprie della tonalità maggiore costruita sul 2° grado abbassato della tonalità in questione. (dorico di do -> alterazioni di reb+)



Se preferisci vedere come si alternano toni (T) e semitoni (s) nelle varie scale, guarda lo schemino seguente:

T - T - s - T - T - T - s Ionio (come l'attuale scala maggiore)
T - s - T - T - T - s - T Dorico
s - T - T - T - s - T - T Frigio
T - T - T - s - T - T - s Lidio
T - T - s - T - T - s - T Misolidio
T - s - T - T - s - T - T Eolio (come l'attuale scala minore)
s - T - T - s - T - T - T Locrio

Si noti come i semitoni si spostino man mano di un posto a sinistra da riga a riga.

[modifica] Voci correlate

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