Giorgio Armani

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Giorgio Armani

Giorgio Armani (Piacenza, 11 luglio 1934) è uno stilista e imprenditore italiano, fra i più celebri del mondo. Secondo Forbes è il 4° uomo più ricco d'Italia (8,5 mld di dollari) e il 131° al mondo[1].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Di origini piacentine, è uno dei più importanti esponenti della moda internazionale. Lavora per La Rinascente fino al 1965[2], anno in cui viene assunto da Nino Cerruti per ridisegnare la moda del marchio Hitman[2], confezione dei prodotti del Lanificio fratelli Cerruti. Il suo nome compare direttamente nell'universo della moda per la prima volta attraverso il marchio di abbigliamento in pelle Sicons. Nel 1974 nasce infatti la linea Armani by Sicons, che lo convince definitivamente alla creazione di un marchio personale. La sua prima collezione risale al 1975, anno in cui fonda l'azienda omonima.

Nel luglio 2000 Armani ed il Gruppo Zegna siglano un accordo per produrre e distribuire le linee Armani Collezioni in joint venture[2]. Analogamente nel 2002 Armani firma un accordo con la ditta Safilo per la produzione di una esclusiva linea di occhiali, chiamata Emporio Armani occhiali[2].

Nel 2000 il Guggenheim Museum di New York gli tributa una retrospettiva.

Oltre alla linea profumi (tra i quali, ad esempio, Acqua di Gio o Black Code) di enorme successo commerciale, fra i suoi marchi più famosi vi sono Emporio Armani e Armani Jeans. Nella seconda metà del 2006 Emporio Armani lancia Remix il nuovo profumo uomo/donna ispirato all'ultimo album di Madonna e al mondo delle discoteche.

Nel 2006 è uscita la prima biografia dedicata allo stilista, Essere Armani, scritta da Renata Molho e pubblicata in Italia da Baldini Castoldi Dalai, e nelle traduzioni in inglese (Baldini Castoldi Dalai Corp.), giapponese (Nikkei Publishing Inc.), coreano (Book@Books), russo (Azbooka), ebraico (Kinneret Zmora) portoghese (Arte Plural Edições) ed estone (Esti Ekspress). Attualmente si contano 57 boutique Giorgio Armani, 12 Armani Collezioni, 115 Emporio Armani, 66 A/X Armani Exchange, 10 Armani Jeans, 5 Armani Junior, 1 Giorgio Armani Accessori e 12 Armani Casa in 35 nazioni[2].

La sua ricchezza al 2013 è valutata dalla rivista Forbes in circa 8,5 miliardi di dollari, cosa che lo rende il quarto uomo più ricco di Italia[3] e il 131° uomo più ricco del mondo. Nel 2005 ha dichiarato come reddito imponibile, 45 milioni di euro[4].

Nel 2009 è diventato "ambassador" del movimento Internet for Peace fondato dalla rivista mensile Wired Italia con lo scopo di candidare Internet al Premio Nobel per la pace nel 2010.

Nell'intervista rilasciata a Playboy Italia n. 16 (giugno 2010), Giorgio Armani ha dichiarato, a proposito del dilemma tra "essere" e "apparire" che caratterizza la società attuale:

« (Nella società dell'apparire occorre apparire, ma l'essere oggi rappresenta ancora un valore?) Fondamentalmente ritengo che l'apparire abbia breve durata, ma l’essere sia per la vita.[5] »

Detiene anche una quota del 4,955 % di Luxottica.[6]

Stile[modifica | modifica sorgente]

Il suo stile è inconfondibile. La produzione di Armani spazia fra abiti di ogni genere, cominciando dalle giacche, di cui rivoluziona il design: vengono eliminati i supporti interni (imbottiture e controfodere), vengono spostati i bottoni e modificate le proporzioni tradizionali: nascono così le giacche destrutturate, emblema assoluto del suo stile. La giacca diventa la protagonista del tailleur di taglio maschile che Armani disegna per le donne.

Ispirato al cinema in bianco e nero, ed alle atmosfere dell'America degli anni venti e trenta, il suo stile sceglie tagli nitidi e puliti e toni di colori freddi: il beige, il grigio e il greige, una nuova tonalità in bilico tra il grigio e il sabbia terroso, anche se è soprattutto il blu-Armani a contraddistinguere la sua produzione.

Un'altra fonte di grande ispirazione per Armani è la cultura orientale e araba. Vengono infatti introdotti in alcuni suoi capi colletti alla coreana, e cappotti simili a djellaba, messi in commercio nel 1990, in contemporanea all'uscita nei cinema di Il tè nel deserto. La sua collezione Armani Casa è realizzata con fantasie ispirate all'architettura islamica ed alle porcellane Ming e Qing.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Negli anni ha pubblicato diversi dischi di musica ambient, elettronica e sperimentale intitolati "Emporio Armani Cafè", suddivisi in diversi volumi e realizzati dal sound designer Matteo Ceccarini.

Armani nel cinema[modifica | modifica sorgente]

Nel 1980 Armani ha disegnato i costumi di scena di Richard Gere per il film American Gigolo[7]. Nel 2008 invece ha realizzato gli abiti indossati dall'attore Christian Bale (nel ruolo di Bruce Wayne) per il film Il cavaliere oscuro, e poi nel 2012 ne Il cavaliere oscuro - Il ritorno[8]. Fra gli altri film per i quali ha lavorato si possono ricordare quelli per "Phenomena" (1985) ,Gli intoccabili (1987)[7], Cadillac Man (1990)[7] e Ransom - Il riscatto (1996)[7] . Nel 1999 ha prodotto il famoso documentario di Martin Scorsese sul cinema italiano: Il mio viaggio in Italia. Nel 2013 veste Michael Fassbender e Penelope Cruz nel film The Counselor - Il procuratore[9][10] e Leonardo Di Caprio in The Wolf of Wall Street[11].

Armani nello sport[modifica | modifica sorgente]

Ha disegnato la divisa formale della squadra di calcio Inter, della squadra inglese Chelsea F.C.[12] e nel 2006 della nazionale di calcio inglese[13] Inoltre ha realizzato la collezione EA7, ispirata dal calciatore Andriy Shevchenko, all'epoca numero 7 del Milan. Recentemente Giorgio Armani è diventato sponsor principale nonché proprietario della squadra di basket di Milano, ora nota come Pallacanestro Olimpia EA7 – Emporio Armani Milano. La nazionale Italiana alle Olimpiadi di Londra 2012 ha vestito EA7.

Moda donna Armani[modifica | modifica sorgente]

  • Anni ’70: la donna Armani veste sportivo, classico e confortevole, con riferimenti retrò (cappello cloche) e al rustico-folk
  • Anni ’80: la vera donna Armani, in carriera, professionale con look tipicamente yuppie, caratterizzato da un mood femminista e androgino. L’inizio è senza dubbio ispirato dalla divisa della donna in carriera: spalle larghe, e camicie “baby” con tessuti soft e cascanti. Nei primi anni ’80 questo stile viene esasperato, subendo verso la fine del decennio un’evoluzione più romantica.
  • Anni ’90: look andro-chic, ispirato a Greta Garbo e Marlene Dietrich (su quest’ultima, nel 1995, Giorgio organizza perfino una mostra). Lo stile è ispirato agli anni ’20 e ’30, che lo caratterizzano molto, in quanto Armani li reputa anni fondamentali per la moda femminile.
  • Anni 2000: continua l’ispirazione e il mood retrò anni ’20 e ’30. “Lo stile non ha tempo” è lo slogan di Giorgio Armani, che punta ad una sensazione di atemporalità. Egli guarda a Chanel, soprattutto per la silhouette longilinea, e si ispira a Tamara de Lempicka.

Moda uomo Armani[modifica | modifica sorgente]

Secondo lo stilista Giorgio Armani, la moda uomo è così articolata:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nel 2013 lo stilista sostiene i designer emergenti e presta il suo teatro Armani come location per le loro sfilate. Il primo a sfilare in via Bergognone è Andrea Pompilio a giugno, con la collezione Uomo Primavera/Estate 2014[15]. La seconda è Stella Jean con la collezione donna Primavera/Estate 2014 presentata a settembre[16].

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Se vuoi comprare una camicia, indossa una camicia
  • Eleganza non significa essere notati, ma essere ricordati

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The World's Billionaires. URL consultato il 4 marzo 2013.
  2. ^ a b c d e Dizionario della moda
  3. ^ I dieci uomini più ricchi d'Italia. URL consultato il 26-03-2013.
  4. ^ The World's Billionaires in Forbes, 5 marzo 2008. URL consultato il 1º giugno 2011.
  5. ^ Playboy Italia intervista Giorgio Armani - su Il Giornale dell'8 luglio 2010
  6. ^ Adriano Bonafede, Luxottica, alla ricerca del colpo del secolo in La Repubblica, 6 maggio 2013, p. 15.
  7. ^ a b c d IMDB profile
  8. ^ Il Cavaliere Oscuro Il Ritorno: Bruce Wayne indossa abiti Giorgio Armani "Made to Measure"
  9. ^ ARMANI VESTE FASSBENDER E CRUZ PER «THE COUNSELOR»
  10. ^ Dal gigolò Gere all’avvocato Fassbender. Armani e il cinema
  11. ^ The Wolf of Wall Street: Giorgio Armani collabora con Martin Scorsese e veste Leonardo DiCaprio, 5 dicembre 2013. URL consultato il 7 dicembre 2013.
  12. ^ Vogue Daily News (Vogue.com UK)
  13. ^ Giorgio Armani vestirà i calciatori inglese
  14. ^ Roma Capitale News
  15. ^ Giorgio Armani sostiene i designer emergenti.
  16. ^ Giorgio Armani sostiene i giovani designer. stella Jean sfila nel teatro Armani.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 42101520 LCCN: n84092255 SBN: IT\ICCU\RAVV\025317