Ottorino Respighi

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« Fra i compositori italiani del Novecento storico, Ottorino Respighi (1879-1936) è sicuramente quello che ha avuto e ha meno bisogno di spinte esterne, festival promozionali, convegni e occasioni monografiche per trovare quella diffusione, la fortuna e la fama internazionale che all'autore dei tre poemi sinfonici romani arrise praticamente da subito, sulla scorta di bacchette quali Toscanini, De Sabata e Karajan ieri l'altro o ieri, Maazel, Muti, o Sinopoli oggi. »
(Alberto Cantù, Respighi compositore, Torino, Eda, 1985)
Ottorino Respighi

Ottorino Respighi, Accademico d'Italia (Bologna, 9 luglio 1879Roma, 18 aprile 1936), è stato un compositore, musicologo e direttore d'orchestra italiano, noto soprattutto per una serie di poemi sinfonici dedicati a Roma: la Trilogia romana. È appartenuto alla generazione dell'Ottanta, insieme ad Alfredo Casella, Franco Alfano, Gian Francesco Malipiero e Ildebrando Pizzetti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ottorino Respighi era il terzo ed ultimo figlio di Giuseppe, figlio a sua volta di un organista del duomo di Borgo San Donnino, e di Ersilia Putti, discendente da una famiglia di scultori di prestigio.

Iniziò gli studi musicali di pianoforte e violino sotto la guida del padre Giuseppe, per poi frequentare la classe di composizione di Giuseppe Martucci presso il Conservatorio di Bologna, suonare nell'orchestra del Comunale e recarsi in Russia in qualità di prima viola dell'orchestra del Teatro Imperiale a San Pietroburgo per la stagione d'opera italiana; fu in quel contesto che ebbe modo di studiare, per cinque mesi, con Nikolaj Rimskij-Korsakov, con il quale poté apprendere a fondo l'arte della sinfonia orchestrale e del poema sinfonico. Nel 1908 fu chiamato a Berlino dal famoso soprano ungherese Etelka Gerster come accompagnatore della sua scuola di canto, incarico che gli permise di conoscere Arthur Nikisch, Ferruccio Busoni, nonché di studiare composizione con Max Bruch. Fino al 1908 la sua attività principale fu quella di violista (fece parte anche del "Quintetto Mugellini" insieme ai violinisti Mario Corti e Romualdo Fantuzzi, al violoncellista Antonio Certani e al pianista Bruno Mugellini), in seguito si dedicò interamente alla composizione.

Respighi si trasferì a Roma nel 1913, dove visse per il resto della sua vita; fu docente di composizione al Conservatorio di Santa Cecilia, di cui fu anche direttore dal 1923 al 1926. Il 23 marzo 1932, Respighi fu eletto Membro dell'Accademia d'Italia fondata da Benito Mussolini.

Nel 1919 Respighi sposò Elsa Olivieri Sangiacomo, compositrice, cantante e pianista che era stata sua allieva al conservatorio, e che completò l'ultima opera lirica, Lucrezia, che il maestro lasciò incompiuta decedendo infatti per un'endocardite nel 1936, all'età di cinquantasei anni ed otto mesi, nella sua villa romana "I Pini" in via della Camilluccia (acquistata dai Principi Colonna e risistemata con i consigli dell'architetto Marcello Piacentini, che disegnò fra l'altro il caminetto nello studio). Ottorino Respighi è sepolto al campo "Carducci" del Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna. Il 19 giugno dopo la morte del maestro sinfonista, il tratto di via de' Castagnoli a fianco del Teatro Comunale dove egli visse da ragazzo con la sua famiglia venne intitolato largo Respighi.

La musica[modifica | modifica wikitesto]

Ottorino Respighi fu anche musicologo, particolarmente devoto alla musica italiana del periodo tra il XVI ed il XVIII secolo; pubblicò e revisionò musiche di Claudio Monteverdi, Antonio Vivaldi e Benedetto Marcello, e si interessò in modo particolare al canto gregoriano; tali interessi erano destinati a lasciare una traccia molto profonda sulla sua attività compositiva, al punto che molte delle sue opere hanno un'impostazione decisamente modale ("Concerto in modo misolidio", "Quartetto dorico", "Metamorphoseon XII Modi", solo per citare gli esempi più eclatanti, in cui il titolo stesso delle composizioni si riferisce ai modi gregoriani).

Maestro dell'orchestrazione, Respighi ha trascritto numerose delle melodie antiche su cui studiò e lavorò in versione orchestrale: vanno citati in merito i tre cicli intitolati Antiche arie e danze per liuto, orchestrazione di brani risalenti al XVI e XVII secolo, e Gli uccelli, trascrizione ed elaborazione di brani di Bernardo Pasquini, Jacques Gallot, Jean Philippe Rameau e altri. Egualmente degne di nota sono inoltre le trascrizioni orchestrali della Passacaglia per organo di Bach, degli Études-Tableaux di Rachmaninov, e dei pezzi pianistici di Rossini per il balletto La boutique fantasque, che testimoniano la sua straordinaria versatilità e restano tra i migliori esempi del genere.

Tra le sue opere orchestrali più famose vi è la cosiddetta Trilogia romana, composta dai poemi sinfonici Le fontane di Roma (1916), I pini di Roma (1924) e Feste romane (1928), lavori questi in cui si notano chiaramente le peculiarità del linguaggio maturo del compositore: su un impianto di fondo spesso modale, vengono fatte gravitare armonie cromatiche tipiche del primo Novecento, nelle quali si possono riconoscere influenze specifiche di Debussy, Richard Strauss e Stravinskij.

Compose inoltre numerosi lavori per il teatro, tra cui otto opere (da ricordare soprattutto Belfagor, La campana sommersa, Maria Egiziaca, La fiamma) e numerosi balletti; scrisse anche numerosi cicli di liriche per voce e pianoforte, spesso da lui interpretati in concerti assieme alla moglie Elsa, e molta musica da camera.

Le opere[modifica | modifica wikitesto]

Musica sinfonica

Musica da camera

  • Sonata in fa minore per pianoforte P 16 (1897)
  • Quintetto a fiati in sol minore, per flauto, oboe, clarinetto, corno e fagotto (incompiuto) P 21 (1898)
  • Preludio per pianoforte P 23 (1898)
  • Doppio quartetto in re minore, per due quartetti d'archi P 27 (1900)
  • Quintetto in fa minore per pianoforte e archi P 35 (1902)
  • Quartetto in re minore per archi P 91 (1909)
  • Sonata in si minore per violino e pianoforte P 110 (1916-1917)
  • Tre preludi sopra melodie gregoriane per pianoforte P 131 (1921)
  • Quartetto dorico per archi P 144 (1924)
  • Suite della tabacchiera per strumenti a fiato e pianoforte a quattro mani P 168 (1930)
  • Belkis, regina di Saba, suite dal balletto in cinque quadri P 171 (1931)
  • Concerto a cinque per oboe, tromba, violino, contrabbasso, pianoforte e archi P 174 (1933)

Musica vocale

  • Cinque canti all'antica per canto e pianoforte, testi di Boccaccio, Donini, Re Enzo P 71 (1906)
  • Il Lamento di Arianna per mezzosoprano e orchestra P 88 (1908), revisione critica di S. Di Vittorio[8]
  • Sei liriche, prima serie per canto e pianoforte, testi di D'Annunzio, Moréas, Aganoor Pompilj P 90 (1909)
  • Aretusa, poemetto per voce e orchestra, testo di P.B. Shelley P 95 (1911)
  • E se un giorno tornasse..., recitativo per mezzosoprano e pianoforte, testo di V. Aganoor Pompilj, da Maeterlinck P 96 (1911)
  • Sei liriche, seconda serie per canto e pianoforte, testi di Negri, Shelley, Samain, Rocchi P 97 (1912)
  • Tre Liriche per mezzosoprano e orchestra P 99a (1913), orchestrazione completata da Salvatore Di Vittorio[9]
  • Il tramonto, poemetto lirico per mezzosoprano e quartetto d'archi, testo di P.B. Shelley P 101 (1914)
  • La sensitiva, poema lirico per voce e orchestra, testo di P.B. Shelley P 104 (1914-1915)
  • Deità silvane, per soprano e pianoforte, testi di Antonio Rubino P 107 (1917)
  • Cinque liriche per soprano e pianoforte, testi di Shelley, de Fersen e Tagore P 108 (1917)
  • La donna sul sarcofago, lirica per canto e pianoforte, versi di Gabriele D'Annunzio P 121 (1919)
  • La statua, lirica per canto e pianoforte, versi di Gabriele D'Annunzio P 122 (1919)
  • Quattro liriche su testi di Gabriele D'Annunzio P 125 (1920)
  • Quattro liriche su parole di poeti armeni per canto e pianoforte P 132 (1921)
  • Deità silvane, per soprano e orchestra da camera (trascrizione di P 107), testi di Antonio Rubino P 147 (1925)
  • Lauda per la natività del Signore per soli, coro e strumenti, testo attribuito a Jacopone da Todi P 166 (1930)

Opere teatrali e balletti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ettore Desderi, «Il Pianoforte», Torino 15 maggio 1922
  • Sebastiano Arturo Luciani, Belfagor, guida, Milano, 1923
  • Composizioni di Ottorino Respighi, in «Musica d'Oggi», apr. 1932
  • Giorgio Nataletti, «Quadrivio», Roma, 26 novembre 1933
  • Raffaello De Rensis, Ottorino Respighi, Torino, Paravia, 1935
  • Elsa Respighi, Ottorino Respighi – Dati biografici ordinati da Elsa Respighi, Milano, Ricordi, 1954
  • Mario Labroca, Ottorino Respighi - Catalogo delle opere, Milano, Ricordi, 1965; Ibidem, Milano, Ricordi, 1972-79
  • Elsa Respighi, Cinquant'anni di vita nella musica, Padova, Rebellato, 1976
  • Leonardo Bragaglia, Elsa Respighi, Il teatro di Respighi, Roma, Bulzoni, 1978
  • Adriano, An International Respighi Discography, Zurigo, Adriano Records, 1980
  • John C. G. Waterhouse, voce Respighi, Ottorino, in The New Groves Dictionary of music and Musicians, London, Macmillan, vol. 15, 1980
  • Alberto Cantù, Respighi compositore, introduzione di Uto Ughi, Torino, Eda, 1985
  • Elenco dei manoscritti autografi di Ottorino Respighi, in Respighi compositore di Alberto Cantù, Torino, Eda, 1985
  • Potito Pedarra, Catalogo delle opere di Ottorino Respighi, in Ottorino Respighi, Torino, ERI, 1985
  • Atti del Convegno "Respighi Giovanile", a cura di Adriano Bassi e Potito Pedarra, Milano, Rosetum, 1993
  • Potito Pedarra, Il pianoforte nella produzione giovanile di Respighi, Milano, Rugginenti, 1995
  • Numero speciale dedicato a Ottorino Respighi, «Civiltà Musicale», XI, 2, 1996
  • Gli Anniversari musicali del 1997, a cura di Potito Pedarra e Piero Santi, Milano, Rosetum, 1997
  • Lee G. Barrow, Ottorino Respighi (1879-1936): An Annotated Bibliography, Scarecrow, 2004
  • Riccardo Viagrande, La generazione dell'Ottanta, Casa Musicale Eco, Monza, 2007
  • Silvio Paolini Merlo, Le Metamorphoseon e il formalismo modernista di Ottorino Respighi, in Id., Estetica esistenziale, Mimesis, Milano, 2010, ISBN 978-88-575-0222-9
  • Daniele Gambaro, Ottorino Respighi. Un'idea di modernità nel Novecento, pp. XII+246, illustrato con esempi musicali, novembre 2011, Zecchini Editore, ISBN 978-88-6540-017-3
  • Leonardo Bragaglia, Ottorino Respighi e i suoi interpreti, pp.200, illustrato Persiani Editore, ISBN 978-88-96013-33-5, Bologna, 2012

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ottorino Respighi, Aria per archi, edizione critica di Salvatore Di Vittorio, Edizioni Panastudio, Palermo, 2010
  2. ^ Ottorino Respighi, Leggenda per violino e orchestra, revisione critica di Roberto Diem Tigani, Nuova Edizione, Roma, 2010, ISMN 979-0-705044-08-9 (partitura), ISMN 979-0-705044-09-6 (parti)
  3. ^ Ottorino Respighi, Suite per archi, edizione critica di Salvatore Di Vittorio, Edizioni Panastudio, Palermo, 2010
  4. ^ Ottorino Respighi, Concerto per Violino (in La Maggiore), edizione critica di Salvatore Di Vittorio, Edizioni Panastudio, Palermo, 2009
  5. ^ Ottorino Respighi, Humoreske per violino e orchestra, revisione critica di Roberto Diem Tigani, Nuova Edizione, Roma, 2010, ISMN 979-0-705044-06-5 (partitura), ISMN 979-0-705044-07-2 (parti)
  6. ^ Ottorino Respighi, Serenata per piccola orchestra, edizione critica di Salvatore Di Vittorio, Edizioni Panastudio, Palermo, 2012
  7. ^ Ottorino Respighi, Suite in Sol Maggiore, edizione critica di Salvatore Di Vittorio, Edizioni Panastudio, Palermo, 2011
  8. ^ a b Claudio Monteverdi, orchestrazione di Ottorino Respighi, Il Lamento di Arianna, edizione critica di Salvatore Di Vittorio, Edizioni Panastudio, Palermo, 2012
  9. ^ a b Ottorino Respighi, Tre Liriche, edizione critica di Salvatore Di Vittorio, Edizioni Panastudio, Palermo, 2013

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

I maestosi 40 secondi finali di "Vetrate di Chiesa - S. Gregorio il Grande" sono utilizzati dal celebre gruppo rock "Emerson Lake & Palmer" come "sigla finale" dei loro concerti dal vivo.

Per il suo film d'esordio "Fireworks"(1947) il regista underground Kenneth Anger scelse per il commento musicale parti della Trilogia romana di Ottorino Respighi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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