Enzo di Sardegna

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Re Enzo imprigionato a Bologna, da un manoscritto medioevale.

Enzo di Hohenstaufen, anche conosciuto come re Enzo di Sardegna (Palermo, 1220Bologna, 14 marzo 1272), era il figlio naturale di Federico II di Svevia e di Adelaide di Urslinghen. Fu re del Regno di Torres dal 1241 al 1272.

La casata bolognese dei Bentivoglio, vantava discendenze da Enzo di Sardegna.

Indice

[modifica] Biografia

I suoi genitori si sarebbero conosciuti nel castello di Hagenau, una delle residenze preferite dall'imperatore del Sacro Romano Impero. Il suo vero nome, Heinrich, venne abbreviato in Heinz (lat. Encius, italianizzato in Enzio o, in maniera scorretta, in Enzo), per distinguerlo dal fratellastro Enrico, primogenito legittimo e figlio di Costanza d'Aragona.

Sigillo a effigie di cera della pergamena 30 gennaio 1240. Intorno al campo recita la legenda: SIGILLUM HENRICI REGIS TURRIUM ET GALLUR(IS). Cagli, Archivio Storico Comunale

Molto bello e intelligente, sposò nel 1238 per interessi dinastici Adelasia, vedova del giudice di Torres e Gallura, e fu nominato re di Sardegna dal padre. Il papa Gregorio IX, che aveva la giurisdizione dell'Isola, scomunicò per questa nomina Federico II e iniziò così una lunga serie di battaglie che Re Enzo fronteggiò da protagonista e per cui venne anch'egli scomunicato.

Soprannominato il Falconetto per la grazia e il valore, amava, come il padre, la falconeria e aveva numerosi interessi culturali.

Nominato vicario imperiale, combatté contro i comuni guelfi di Romagna e Marche. Nella battaglia dell'isola del Giglio (1241), riportò una vittoria contro le navi del papa, catturando i prelati francesi e inglesi si stavano recando a Roma per il Concilio ecumenico indetto da Gregorio IX.

Nel 1247 assediò assieme alle truppe di Ezzelino da Romano il castello di Quinzano, presso Verolanuova, per poi abbandonarlo per sostenere la città di Parma caduta nelle mani dei Guelfi.
Il 18 febbraio 1248 riuscì a fuggire dalla distruzione della cittadella fortificata di Vittoria, eretta in legno dall'imperatore alle porte di Parma.

Nel 1249 aveva intanto sposato in seconde nozze una nipote del cognato Ezzelino da Romano, dal nome ignoto.

Il palazzo di Re Enzo a Bologna.

Durante l'ultima battaglia, il 26 maggio 1249 a Fossalta, fu catturato e quindi imprigionato a vita a Bologna, nel palazzo adiacente a Piazza Maggiore, detto per questo Palazzo Re Enzo: i bolognesi infatti rifiutarono irritualmente qualsiasi proposta di riscatto da parte dell'imperatore. Malgrado fosse costretto alla prigionia, gli fu concessa una vita abbastanza agiata, allietata dalla poesia e dalla compagnia delle dame.

Dopo ventitré anni di prigionia morì a Bologna il 14 marzo 1272 e fu sepolto presso la basilica di San Domenico.

Dalle sue unioni ebbe un figlio, Enrico, e dall'unione con una certa Frascha ebbe Elena, che andò in sposa al conte Ugolino della Gherardesca. A Bologna ebbe altre due figlie naturali, Maddalena e Costanza.

[modifica] Scuola siciliana

Lapide nella Basilica di San Domenico, Bologna.

Si attribuiscono comunemente a Enzo quattro componimenti (due canzoni, un sonetto e un frammento probabilmente di canzone), riconducibili alla tradizione poetica della scuola siciliana, ascritti dai manoscritti che li tramandano a Rex Hentius, Rex Enso, lo re Enzo.

Alegru cori, plenu
di tutta beninanza,
suvvegnavi s'eu penu
per vostra inamuranza;
ch'il nu vi sia in placiri
di lassarmi muriri talimenti,
ch'iu v'amo di buon cori e lialmenti.[1]

Alla Puglia, terra forse agognata dalla lontana prigionia, dedicò alcuni versi:

Và, canzonetta mia
...
Salutami Toscana
quella ched é sovrana
in cüi regna tutta cortesia:
e vanne in Puglia piana,
la magna Capitana,
là dov'è lo mio core nott’e dia[2]

[modifica] Re Enzo nel mito e nella letteratura

  • Nel 1905 Ottorino Respighi scrisse la sua prima opera teatrale, Re Enzo, un'opera comica in 3 atti e 4 quadri su libretto di Alberto Donini.
  • Giovanni Pascoli ha composto nel 1908 Le Canzoni di re Enzio.
  • Lo spettacolo Enzo Re - tempo viene chi sale e chi discende, promosso dall'Università di Bologna come evento inaugurale delle manifestazioni per Bologna 2000 Città Europea della Cultura, è stato presentato dal 23 al 26 giugno 1998 nella piazza Santo Stefano in Bologna: testi del poeta e scrittore Roberto Roversi, musiche di Lucio Dalla, regia di Arnaldo Picchi, un cast di più di 100 tra attori-studenti del Dams e attori professionisti.

[modifica] Note

  1. ^ I poeti della Scuola Siciliana, vol. II: Poeti della corte di Federico II, ed. diretta da C. Di Girolamo, Mondadori, Milano 2008, p. 745.
  2. ^ I poeti della Scuola Siciliana, vol. II: Poeti della corte di Federico II, ed. diretta da C. Di Girolamo, Mondadori, Milano 2008, p. 720.

[modifica] Bibliografia

  • L. Frati, La prigionia di Re Enzo a Bologna, Bologna 1902.
  • Ernst Kantorowicz, Federico II imperatore, Milano 1988 (ed. orig. Berlin 1927-31)
  • Gina Fasoli, Re Enzo tra storia e leggenda, in AA.VV., Studi in onore di Carmelina Naselli, II, Catania 1968.
  • Antonio Messeri, Enzo Re, Parma 1981.
  • Francesco Bruni, La cultura alla corte di Federico II e la lirica siciliana, in Storia della civiltà letteraria italiana, diretta da Giorgio Barberi Squarotti, I, 2: Dalle origini al Trecento, Torino 1990.
  • Arba Sicula, Volumi XVI, Numeri 1 & 2, Primavera & Autunno, 1995.
  • Pietro Corrao, Il regno di Sicilia e la dinastia sveva, in AA.VV., Storia medievale, Roma 1998, pp. 354-356.
  • Christian Sperle: König Enzo von Sardinien und Friedrich von Antiochia. Zwei illegitime Söhne Kaiser Friedrichs II. und ihre Rolle in der Verwaltung des Regnum Italiae, Peter Lang, 2001, ISBN 3-631-37457-7.
  • Anna Laura Trombetti Budriesi, Valeria Braidi, Raffaella Pini, Francesca Roversi Monaco, Bologna Re Enzo e il suo mito, (con testi di A.L. Trombetti Budriesi, V. Braidi, R. Pini, F. Roversi Monaco, C. Zanetti, M. Rossi) 2002, Edizioni CLUEB, Bologna.
  • Palazzo Re Enzo. Storia e restauri, a cura di Paola Foschi e Francisco Giordano (con testi di P. Foschi, F. Malaguti, A. Antonelli, G. Marcon, R. Scannavini, A. Ranaldi, F. Giordano, A. Santucci), 2003, ed. Costa, Bologna.
  • Matteo Marchesini, Wolfango, Storia di Re Enzo, (testo di Marchesini, immagini del pittore Wolfango) 2007, Ed. Bononia University Press, Bologna
  • I poeti della Scuola Siciliana, vol. II: Poeti della corte di Federico II, ed. diretta da C. Di Girolamo, Mondadori, Milano 2008

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