Corrado di Urslingen

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Corrado di Urslingen (lat. Cunradus Suevus dux Spoletinus; 1150 circa – 1202) è stato un uomo politico di parte ghibellina, fedele alla dinastia Hohenstaufen. Di origini tedesche, fu duca di Spoleto in due occasioni: dal 1177 al 1190 e dal 1195 al 1198.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma degli Urslingen (a destra), a fianco di quello degli Zimmern
Costanza d'Altavilla affida il figlio Federico alla duchessa di Spoleto

I domini più antichi della famiglia Urslingen si trovavano nella zona sita intorno al corso superiore del Neckar, dove si conservano ancora oggi i resti del castello di Urslingen (oggi Irslingen, a nord di Rottweil, nel Baden-Württemberg) che aveva dato il nome alla famiglia.

Corrado iniziò la sua carriera in Italia nel 1172 al seguito dell'arcicancelliere tedesco, l'arcivescovo Cristiano di Magonza. In seguito (1177) l'imperatore Federico Barbarossa assegnò a Corrado il Ducato di Spoleto, un ampio e importante feudo che comprendeva anche Assisi, dove gli fu concessa la Rocca come sede del suo potere. San Francesco nacque ad Assisi nel periodo in cui Corrado era comes Assisii.

Nel 1185 fece parte dell'ambasceria imperiale che accolse a Rieti il 28 agosto Costanza d'Altavilla, la sposa di Enrico VI, il figlio del Barbarossa. In quel periodo Corrado allacciò i legami di stima col giovane erede all'impero e sua moglie: Enrico rinnovò a Corrado e ai suoi eredi l'investitura del ducato di Spoleto e Corrado accompagnò regolarmente il re durante gli spostamenti in Italia almeno fino al 1188, quando Enrico si recò in Germania. In quegli anni il ducato di Spoleto visse un periodo di pace e di sicurezza durante il quale furono condotti a termine diversi cantieri di architetture sacre notevoli a Spoleto, Assisi, Foligno e nei dintorni.

Corrado fu presente all'incoronazione imperiale di Enrico nel 1191 a Roma[1] e certamente collaborò nella campagna bellica scatenata dai tedeschi contro Tancredi per il possesso del Regno di Sicilia: è emblematico il fatto che Costanza, liberata dalla temporanea prigionia di Salerno, si rifugiò a Spoleto presso Corrado (estate del 1192).

Non meraviglia quindi che Costanza ed Enrico decidessero di affidare a Corrado e a sua moglie il neonato erede al trono, il futuro Federico II, il quale visse probabilmente alcuni mesi dell'infanzia a Foligno. Nel 1195 l'imperatore Enrico sistemò le cose del regno di Sicilia, in vista della progettata crociata: affidò la reggenza all'imperatrice Costanza, mentre il vescovo Gualtieri di Troia fu nominato cancelliere e Corrado diventò Vicario del Regno di Sicilia (Regni Siciliae vicarius).

Dopo la morte di Enrico e la cacciata dei tedeschi dal Regnum Siciliae, nel 1198 Corrado fu costretto a rendere il ducato di Spoleto al Papa Innocenzo III e tornò in Germania. Nel 1199 era alla corte di Filippo di Svevia (fratello di Enrico VI), a fianco del quale, come molti altri nobili, si era schierato, appoggiando la politica ghibellina; Corrado fu incaricato da Filippo di assumere il ruolo che era stato di Marcovaldo di Annweiler, ma morì durante il viaggio verso la Sicilia: all'inizio del 1203 risulta comunque morto. Non si conosce il luogo di sepoltura.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Ebbe quattro figli:

Il primogenito Rainaldo fu duca di Spoleto dal 1223 al 1230, ma con poteri molto più limitati a causa della politica accentratrice di Federico II e per l'opposizione di Papa Gregorio IX.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Corrado figura infatti tra i testimoni di un diploma rilasciato immediatamente dopo la cerimonia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Sansi, Storia del Comune di Spoleto dal secolo XII al XVII, I, Foligno 1879, pp. 22 ss.;
  • K. Schubring, Die Herzoge von Urslingen. Studien zu ihrer Besitz- Sozial- und Familiengeschichte mit Regesten, in Veröffentlichungen der Kommission für geschichtlicheLandeskunde in Baden-Württemberg, Stuttgart 1974, pp. 19 ss.