Feste romane (Respighi)

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Feste romane
Compositore Ottorino Respighi
Tipo di composizione poema sinfonico
Epoca di composizione 1926
Prima esecuzione New York, Carnegie Hall, 1929
Durata media 25 min circa
Organico

grande orchestra sinfonica (vedi sotto)

Movimenti

quattro (vedi sotto)

Feste Romane è un poema sinfonico, del 1926, di Ottorino Respighi e descrive momenti dell'antica Roma ambientati fin dal tempo imperiale. Viene considerato una parte della trilogia romana, assieme a I pini di Roma e Le fontane di Roma, poemi sinfonici incentrati sulla città di Roma. Questo lavoro è il più lungo ed esigente, ed è per questo anche il meno conosciuto, della trilogia, quindi è meno spesso programmato dalle orchestre rispetto agli altri due.

L'opera[modifica | modifica sorgente]

Il poema sinfonico, come già i primi due della trilogia, si struttura in quattro movimenti:

  1. Circenses - c. 4:30 min
  2. Giubileo - c. 7:15 min
  3. l’Ottobrata - c. 7:40 min
  4. la Befana - c. 5:30 min.

Il primo movimento presenta il tema di uno spettacolo in un'arena in cui un gladiatore combatte fino alla morte, allo squillo di una fanfara di buccine. Archi e fiati suggeriscono il canto piano dei martiri cristiani, che si odono contro i ringhi delle belve feroci contro le quali vengono mandati a morire nell'arena del Circo Massimo. Il movimento si conclude con violenti accordi orchestrali, completo di pedale d'organo, a rappresentare il soccombere dei martiri. Il seguente movimento rappresenta il Giubileo, la festa del cattolicesimo che raduna pellegrini da tutto il mondo ogni venticinque anni. L'avvicinamento dei pellegrini a Roma è catturato dalla visione mozzafiato del panorama da Monte Mario e con il sottofondo delle campane. Il terzo movimento rappresenta il raccolto e la caccia nelle campagne presso Roma. L'assolo di corno francese celebra il raccolto mentre in sottofondo un suono di campane delinea serenate d'amore. Il movimento finale si svolge a Piazza Navona. Un suono nuovo e diverso di trombe crea un clamore di canzoni romane e danze, tra cui si muove un festaiolo ubriaco raffigurato da un trombone tenore solista.

Le esecuzioni di Toscanini[modifica | modifica sorgente]

Arturo Toscanini e la New York Philharmonic Symphony Orchestra eseguirono la prima alla Carnegie Hall nel 1929. Toscanini registrò poi l'opera con la Philadelphia Orchestra nell'Accademia di Musica del 1942 per la RCA Victor. Egli registrò di nuovo con la NBC Symphony Orchestra alla Carnegie Hall nel 1949, sempre per la RCA. Entrambe le registrazioni sono state distribuite su LP e CD. L'esecuzione del 1949 superò ogni limite delle apparecchiature di registrazione del tempo: Toscanini aveva infatti lungamente insistito con gli ingegneri del suono, al fine di catturare tutte le dinamiche della musica, soprattutto nei circhi e nell'Epifania.

Strumentazione[modifica | modifica sorgente]

Feste Romane è scritto per una grande orchestra sinfonica composta da:

  1. ^ Le parti delle buccine sono normalmente eseguite dalle più moderne trombe o dai flicorni soprani

Utilizzo nei media[modifica | modifica sorgente]