Passacaglia e tema fugato in do minore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Passacaglia e tema fugato
First page of BWV582.png
La prima pagina di una copia della BWV 582
Compositore Johann Sebastian Bach
Tonalità do minore
Numero d'opera BWV 582
Epoca di composizione 1706-1713
Organico

organo solo

La passacaglia e tema fugato in do minore BWV 582 è una composizione per organo di Johann Sebastian Bach.

Con ogni probabilità scritta durante i primi anni della carriera di Bach, la composizione è una delle più importanti e maggiormente conosciute, e ha influenzato lo stile delle passacaglie composte nei due secoli successivi.[1] Robert Schumann descrisse le variazioni della passacaglia come «intrecciate così ingegnosamente da non finire mai di stupire».[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il manoscritto autografo della BWV 582 è attualmente perduto: la composizione, infatti, è giunta fino al XXI secolo solo grazie a copie. Alcuni musicologi sostengono che lo spartito originale fosse scritto in intavolatura.[3] La data di composizione è sconosciuta, ma gli studiosi la posizionano fra il 1706 e il 1713. Le evidenti somiglianze fra il lavoro bachiano e la passacaglia in re minore BuxWV 161 di Dietrich Buxtehude fanno supporre che Bach possa averla composta ad Arnstadt nel 1706, appena tornato dal suo viaggio compiuto a Lubecca.[3]

La prima metà dell'ostinato, utilizzato anche come soggetto principale del tema fugato, deriva da una breve composizione di André Raison, il Christe: Trio en passacaille, tratto della Messe du deuziesme ton del Premier livre d'orgue, pubblicato nel 1688.[4] È possibile che anche la seconda metà dell'ostinato derivi da una composizione di Raison, il Christe: Trio en chaconne, tratto dalla Messe du sixieme ton, le cui note sono molto simili alla composizione di Bach.[4]

Alcuni musicologi, tuttavia, contestano la paternità di Raison circa l'ostinato. Il lavoro di Bach, infatti, presenta alcuni tratti tipici delle composizioni in ostinato della Germania dell'epoca, come le due ciaccone di Buxtehude (BuxWV 159 e 160) e la passacaglia BuxWV 161, e ci sono chiare influenze delle ciaccone di Johann Pachelbel all'interno delle variazioni bachiane.[5]

In alto, il Christe: Trio en passacaille di André Raison. Al centro, l'ostinato della BWV 582 di Bach. Sotto, il Christe: Trio en chaconne, sempre di Raison.

Analisi[modifica | modifica sorgente]

Passacaglia[modifica | modifica sorgente]

La passacaglia è in 3/4. L'ostinato, particolarmente lungo, comprende otto battute, e, all'inizio della composizione, viene presentato dalla sola pedaliera.[6] La passacaglia comprende ventuno variazioni. Benché molti musicologi abbiano cercato un simbolismo, la sua interpretazione non è ancora univocamente chiara.[7]

Marie-Claire Alain sostiene che le variazioni siano suddivise in sette gruppi da tre variazioni, ciascuno con una citazione da melodie di corali luterani:[8]

  • Battute 8-12, il soprano richiama il tema di Nun komm' der Heiden Heiland.
  • Battute 24-48, la musica evoca Von Gott will ich nicht lassen.
  • Battute 49-72, le scale sono simili a Vom Himmel kam der Engel Schar.
  • Battute 72-96, viene richiamato il tema di Herr Christ, der Ein'ge Gottes-Sohn.
  • Battute 96-120, figure che richiamano Christ lag in Todesbanden accompagnano il tema nel soprano, per poi spostarsi nel basso.
  • Battute 144-168, intervalli ascendenti nel basso ricordano il corale Erstanden ist der heil'ge Christ.

Tema fugato[modifica | modifica sorgente]

La passacaglia è seguita, senza interruzione, da una doppia fuga. La prima metà dell'ostinato della passacaglia è utilizzata come primo tema della fuga, mentre una versione leggermente modificata della seconda metà viene usata come secondo tema.[9] Un controsoggetto entra immediatamente dopo. Quando i tre soggetti appaiono simultaneamente, Bach li utilizza secondo il principio della permutazione.[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alexander Silbiger, Passacaglia, in Grove Dictionary of Music and Musicians, ed. L. Macy.
  2. ^ Hans Theodore David, Arthur Mendel e Christoph Wolff, The New Bach Reader: A Life of Johann Sebastian Bach in Letters and Documents, 503, W.W. Norton, 1998. ISBN 0-393-31956-3
  3. ^ a b Williams, op. cit., p. 182.
  4. ^ a b Williams, op. cit., p. 183.
  5. ^ Williams, op. cit., pp. 184-185.
  6. ^ Williams, op. cit., pp. 184.
  7. ^ Kobayashi, op. cit., p. 62.
  8. ^ Marie-Claire Alain, libretto del CD Bach: Complete Organ Works vol. 14, Erato, 1993.
  9. ^ Wolff, op. cit., p. 97.
  10. ^ Wolff, op. cit., pp. 97-98.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Peter Williams, The Organ Music of J. S. Bach, Cambridge, Cambridge University Press, 2003. ISBN 0-521-81416-2.
  • Yoshitake Kobayashi, The variation principle in J. S. Bach's Passacaglia in C minor BWV 582, Cambridge, Cambridge University Press, 1995. ISBN 0-521-47067-6.
  • Christoph Wolff, Johann Sebastian Bach: The Learned Musician, Oxford, Oxford University Press, 2000. ISBN 0-19-924884-2.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica