Nicola Trussardi

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Nicola Trussardi (Bergamo, 17 giugno 1942Milano, 14 aprile 1999) è stato uno stilista e imprenditore italiano. Ha assunto la direzione dell’azienda di famiglia nel 1970, trasformandola da piccolo laboratorio artigianale per la produzione di guanti in un brand internazionale. In suo nome è stata istituita la Fondazione Nicola Trussardi. Trussardi muore in un incidente stradale il 13 aprile 1999, dopo aver perso il controllo della sua Mercedes-Benz mentre percorreva la Tangenziale Est di Milano, andando a colpire la cuspide dell'uscita di Cascina Gobba.[1] Anche suo figlio Francesco morirà quattro anni dopo in un incidente stradale con la sua Ferrari 360, all'età di 29 anni.[2]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Trussardi nasce a Bergamo, Lombardia. Nel 1968 si laurea in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.[3][4]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 Nicola Trussardi entra nell’azienda di famiglia che il nonno Dante Trussardi aveva fondato nel 1910 come laboratorio artigianale di guanti. Verso la fine degli anni ’70, dopo la morte del padre, Nicola assume il comando dell’azienda,[5][6] trasformandola in una delle più importanti maison italiane, che ha contribuito a diffondere il made-in-Italy nel mondo. Nicola decide di ampliare la produzione ad altri accessori di lusso, oltre ai guanti, e nel 1973 crea il famoso logo del levriero. Qualche anno dopo lancia la prima collezione di giacche in pelle, che verrà ben presto allargata fino a diventare una linea di prêt-à-porter, rivolta, sin dagli anni ’80, a diverse tipologie di clientela: donna, uomo, bambino. Nel 1985 quella che in origine era una piccola azienda di famiglia vale già 182 milioni di dollari, con circa 120 tra boutique e negozi in franchise presenti in tutto il mondo. Inoltre, lavora in prima persona ad alcuni progetti speciali dell’azienda Trussardi, come per esempio il design d’interni per velivoli ed elicotteri.[7]

Nel 1988 Nicola disegna le divise per gli atleti italiani in occasione delle Olimpiadi Giochi Olimpici del 1988 a Seoul, Sud Corea.[8] Successivamente, in occasione della presentazione della collezione Trussardi del 1989, diffonde un messaggio di protesta contro la deforestazione delle foreste pluviali nel mondo e l’impiego di vera pelliccia animale: Nicola utilizza infatti solo ecopelle per i capi della sua collezione e inserisce una lettera di protesta contro la deforestazione all’interno delle borse omaggio consegnate agli ospiti all’ingresso della sfilata.[9] Durante tutta la sua carriera, si dedica attivamente a promuovere nel mondo il marchio del "Made in Italy" e la moda italiana in generale.[5] All’epoca della sua morte avvenuta nel 1999, l’azienda Trussardi vale circa 480 milioni di dollari.[10] Nicola Trussardi è stato anche costumista per importanti rappresentazioni teatrali sia in Europa che negli Stati Uniti.[11]

Ha infatti realizzato i costumi di scena per la pièce “Bestia da Stile” di Pier Paolo Pasolini al Teatro Valle di Roma nel novembre del 1985; per il “Macbeth” di Giuseppe Verdi all’Arena di Verona nel settembre del 1986; e per lo spettacolo di danza “Le Divine” messo in scena a piazza dei Miracoli, Pisa, nel settembre del 1987.[12]

Marino alla Scala[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 Trussardi apre i propri spazi all’interno di Palazzo Marino alla Scala, in Piazza della Scala, proprio di fronte al famoso teatro milanese: oltre alla boutique Trussardi, la struttura ospita uno showroom, un bar e un ristorante. L’acquisto degli spazi risale al 1989 e Nicola spende circa 67 milioni di dollari in sette anni per la ristrutturazione dell’edificio, i cui lavori si sono trascinati per diverso tempo a causa di un contenzioso con l’amministrazione comunale. Il palazzo risale al 1876 ed è stato ristrutturato in stile neo-manierista ad opera dei due artisti olandesi Ben Van Os e Rainer Van Brummelen. Nel 1996 nel palazzo sono stati esibiti per la prima volta i 150 disegni inediti di Pablo Picasso.[13]

Altre iniziative[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Trussardi ha realizzato tante altre iniziative, tra cui la costruzione del Palatrussardi di Milano, che ha ospitato importanti concerti pop e rock di artisti come Frank Sinatra, Liza Minnelli, e Sammy Davis, Jr. Ha inoltre collaborato alla creazione di una Innocenti Mini (1959). La Fondazione Nicola Trussardi è un’istituzione no-profit per la promozione della cultura e dell'arte contemporanea presieduta da Beatrice Trussardi. Dal 2003 la Fondazione ha orientato le proprie risorse nella realizzazione di eventi ed esposizioni temporanee d'arte contemporanea negli spazi pubblici della città di Milano. Nel 2009 la Fondazione ha partecipato alla Biennale di Venezia, all’interno della rassegna curata da Daniel Birnbaum, rendendo possibile, grazie alla propria sponsorizzazione, la realizzazione dell’imponente installazione sonora dell’artista Roberto Cuoghi.[14] Nel 2013 proprio alla Biennale di Venezia la Fondazione ha celebrato il suo decimo anniversario.[15]

Nicola è stato inoltre ideatore e sostenitore del progetto "Città della Moda", un’area all’interno di Milano, in cui stilisti e maison potessero avere le proprie boutique e che potesse ospitare tutte le sfilate e gli eventi legati alla città. Il progetto viene abbandonato dopo la morte di Nicola, ma è stato recentemente ripreso e realizzato nell’area milanese di Garibaldi-Repubblica.[16]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Trussardi è stato un grande sostenitore della cultura milanese e un collezionista di raffinate sculture. Era proprietario di una villa sull’isola d’Elba, nella quale spesso intratteneva i suoi ospiti. Ha avuto quattro figli, due maschi e due femmine, dalla moglie Marialuisa, che ha lavorato con lui durante tutta la sua carriera come direttore creativo della maison. Appassionato di motoscafi e di velivoli, era inoltre un pilota amatoriale e si divertiva a volare con il suo aereo privato Citation II.[5] Nicola Trussardi muore in un incidente stradale il 13 aprile 1999, dopo aver perso il controllo della sua Mercedes-Benz con una valigia piena di cocaina sul sedile mentre percorreva la Tangenziale Est di Milano.[17][18][19]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Costumista (parziale)
  • Demons: The Nightmare Is Back (1986)
Attore

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il pm: Trussardi è morto per velocità e sfortuna
  2. ^ Lo schianto di Trussardi jr
  3. ^ (EN) Enid Nemy, Nicola Trussardi, 56, Who Led Family Fashion House in Italy, New York Times, 16 aprile 1999. URL consultato il 28 maggio 2014.
  4. ^ (EN) Armando Testa and Mario Garbuglia, Profilo Italia: Un Certo Stile Made in Italy : Design, Arte, Creatività Italiana in Mostra a Torino: Catalogo Della Mostra, Torino, 10-25 Novembre 1990, Palazzo Vela, 1990, p. 168. URL consultato il 28 maggio 2014.
  5. ^ a b c d Samantha Conti, NICOLA TRUSSARDI DEAD AT 56, WWD, 15 aprile 1999. URL consultato il 28 maggio 2014.
  6. ^ (EN) Nicola Trussardi, The Herald, 27 aprile 1999. URL consultato il 28 maggio 2014.
  7. ^ (EN) Designs on US expansion inspire Nicola Trussardi, WWD, 26 settembre 1985. URL consultato il 28 maggio 2014.
  8. ^ (EN) Nicola Trussardi. URL consultato il 27 maggio 2014.
  9. ^ (EN) Jill Gerston, Top Designers Are Cozying Up To Fake Furs Anti-fur Sentiment In Milan May Lack The Fire Of The U.s. Movement. But In Fall Shows, The Fashion World Is Making A Statement For Animal Rights, Philadelphia Inquirer. URL consultato il 27 maggio 2014.
  10. ^ (EN) Suzy Menkes, Head To Foot: Essence Is Detail, International Herald Tribune, 20 aprile 1999. URL consultato il 28 maggio 2014.
  11. ^ http://articles.latimes.com/1999/apr/16/news/mn-28043
  12. ^ (EN) Giancarlo Grossini, Firme in passerella - Italian style, moda e spettacolo, edizioni Dedalo, 1986, p. 216.
  13. ^ (EN) Samantha Conti, Trussardi builds his dream palazzo, WWD, 25 settembre 1996. URL consultato il 28 maggio 2014.
  14. ^ (EN) LA BIENNALE DI VENEZIA – 53. Esposizione Internazionale d'Arte. URL consultato il 2 giugno 2014.
  15. ^ http://www.thenewyooxer.yoox.com/it/yooxdiary/trussardi-venice-biennale/
  16. ^ (EN) JJ MARTIN, New luxury area expected to fill city's retail gap, International Herald Tribune, 21 febbraio 2013. URL consultato il 27 maggio 2014.
  17. ^ Head of Italian fashion house dies
  18. ^ Designer injured, Birmingham Evening Mail, 13 aprile 1999. URL consultato il 28 maggio 2014.
  19. ^ (EN) Fashion designer dies, The Herald, 15 aprile 1999. URL consultato il 28 maggio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 42746094