Casertana Football Club
| Casertana Football Club Calcio |
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| Falchetti | |||
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| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Dati societari | |||
| Città | |||
| Paese | |||
| Confederazione | UEFA | ||
| Federazione | |||
| Campionato | Serie D | ||
| Fondazione | 1908 | ||
| Rifondazione | 1945 | ||
| Rifondazione | 1993 | ||
| Rifondazione | 2005 | ||
| Presidente | Francesco Verazzo | ||
| Allenatore | Giovanni Ferraro | ||
| Stadio | Alberto Pinto (12.000 posti) |
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| Sito web | www.casertanafc.it | ||
| Palmarès | |||
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | |||
La Casertana Football Club, nota semplicemente come Casertana, è la principale società di calcio di Caserta.
Vanta numerose partecipazioni ai campionati di Serie C, e due stagioni nel torneo di Serie B nel 1970-1971 e nel 1991-1992.
I colori sociali sono il rosso e il blu che fanno parte dello stemma della città, mentre il simbolo della società è il falchetto.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] La fondazione
La Casertana fu fondata nel 1908 per iniziativa di un cameriere del Caffè Margherita, Mimì Bluette; il primo campo di gioco fu la Reggia di Caserta e il primo nome scelto fu Foot Ball Robur Caserta. Due anni dopo venne fondata anche l'Unione Sportiva Volturno, che aveva come colori sociali il nero e il verde e sul petto un vistosissimo scudetto rossoblù, i colori della città.
Il 7 agosto 1924 nacque ufficialmente l'Unione Sportiva Casertana e il primo presidente fu l'avvocato Marco Biggiero; s'iniziarono a disputare gare amichevoli per saggiare il valore della squadra e, dopo una mortificante sconfitta per 10-0 subita contro l'Internaples, si decise di rivoluzionare la rosa, facendo arrivare a Caserta diversi giocatori ungheresi tra cui Sangiorgi e Ruprich; fu così che la Casertana nelle 36 amichevoli disputate nel 1925 ottenne ben 34 vittorie, 2 pareggi e nessuna sconfitta. Nel 1926 la Casertana fu però esclusa dalla seconda serie nazionale per "indegnità", in seguito agli scontri avvenuti nella partita interna contro la formazione capitolina della Roma quando l'arbitro concesse alla formazione ospite ben 3 calci di rigore nel corso della partita.
Nel 1937 fu costruito lo Stadio Alberto Pinto, dove la squadra gioca tuttora.
[modifica] Gli anni 1940 e il dopoguerra
Nel 1940 la Casertana giocò il campionato di Quarta Divisione giungendo terza alle spalle dell'Associazione Polisportiva Scafatese e del Gladiator di Santa Maria Capua Vetere. Il Gladiator, tuttavia, non riuscì a iscriversi al successivo campionato di Terza Divisione, lasciando così il posto alla Casertana.
La Casertana fu inserita nel Campionato campano 1945 insieme a Napoli e Salernitana, e proprio contro la Salernitana accadde un incidente durante il derby giocato nel campo di Via Roma a Caserta: quando la società ospite era in vantaggio per 3 reti a 1, venne annullato un gol al rossoblù Mario Fusco, il quale schiaffeggiò l'arbitro e diede un chiaro "segnale" ai tifosi di casa di invadere il campo. Fusco fu squalificato a vita e solo in seguito a un dettagliato reclamo della società rossoblù la squalifica fu ridotta a un anno.
Nel 1950 la Casertana chiuse il campionato di Quarta Serie al primo posto, insieme con l'Avellino: si rese così necessario uno spareggio che si giocò nel campo neutro dello Stadio Collana di Napoli. La Casertana vinse 2-1 ed ebbe accesso così alla fase finale per la promozione in Serie C. Gli spareggi per la promozione con Toma Maglie e Nissena andarono avanti fino a metà agosto, quando per determinare le promosse in Serie C si rese necessario un sorteggio dal quale il nome della società rossoblù uscì per ultimo: l'iniquo esito fu comunque sanato dalla FIGC con un ripescaggio.
[modifica] La prima stagione in Serie B
Nel 1969 la Casertana vinse il Campionato di Serie C con 22 vittorie in 38 incontri disputati ma, a seguito di un tentativo di combine denunciato dal Taranto, alla squadra rossoblù fu tolta la gioia della prima Serie B della sua storia; fu così che la Giunta comunale invitò "la cittadinanza a manifestare con tutti i mezzi consentiti lo sdegno e la protesta più viva avverso il grave e farsesco provvedimento di cui si chiede l'annullamento": a Caserta iniziò la "rivolta del pallone", con incidenti che misero Caserta praticamente in stato d'assedio. Il 19 settembre 1969 anche la CAF diede torto ai rossoblù, condannandoli a un altro anno di Serie C.
Nel 1969-70, la squadra vinse ancora il campionato: l'anno successivo, la squadra per la prima volta nella sua storia giocò il campionato di serie B: ma l'esperienza durò un solo anno e la Casertana al termine della stagione finì di nuovo in Serie C.
[modifica] Il ritorno tra i cadetti e il fallimento
Per vedere di nuovo la Serie B a Caserta si dovette aspettare fino al 1991, quando fu la Casertana del presidente Cuccaro a raggiungere la tanto agognata categoria cadetta per la seconda volta, nella stessa stagione in cui nella pallacanestro la JuveCaserta divenne la prima società dell'Italia meridionale a vincere lo scudetto.
La Casertana inizia il campionato di Serie B 1991-1992 agli ordini di Mister Adriano Lombardi che aveva ottenuto la promozione dalla serie C1. La rosa era formata prevalentemente dal telaio dei giocatori che avevano conquistato la promozione ed era composto da esperti calciatori delle categorie minori come capitan Serra, Suppa e Monaco a cui si accompagnavano vecchie glorie come l'ex milanista Andrea Manzo e l'ex napoletano Giuseppe Volpecina e giovani promesse prestate dai grandi club come il portiere Luca Bucci, il difensore Fabio Petruzzi e il talentuoso fantasista Benny Carbone, futuri protagonisti in Serie A. Tuttavia il vero punto di forza era il bomber Salvatore Campilongo detto Sasà, che dopo una lunga carriera in C grazie a questa vetrina riuscirà a guadagnarsi a suon di goal un futuro ruolo da protagonista per anni in B. Alla gara di esordio riesce ad espugnare lo stadio Arena Garibaldi, imponendosi per 3-2 sul Pisa; tuttavia già alla seconda giornata la festa dei tifosi per la prima gara al Pinto fu salutata con una sconfitta per 1-0 ad opera della Reggiana. Dopo un inizio incerto Lombardi fu esonerato poco prima della fine del girone di andata e venne ingaggiato mister Giuseppe Materazzi che sfiorò la salvezza.
La Serie B per la Casertana durò quindi nuovamente un solo anno: al termine della stagione affrontò lo spareggio-retrocessione contro il Taranto allo Stadio Del Duca di Ascoli Piceno. Per l'occasione, 8.000 tifosi si mossero da Caserta con ogni mezzo per vedere la squadra, ma al termine della sfida con i pugliesi la Casertana retrocesse in Serie C1 (sconfitta per 2-1 dopo i tempi supplementari). Al termine dell'anno successivo l'Unione Sportiva Casertana fallì e al suo posto nacque la Casertana Football Club.
Dal 1993 al 1996, la Casertana affrontò la Serie D, riuscendo a tornare tra i professionisti solo per la stagione 1996-97 in Serie C2.
Il 17 gennaio 2005 si dimise il presidente Arturo Di Mascio, a cui successe Gianfranco Raimondi. In seguito, a causa di problemi interni relativi alla nuova amministrazione, la squadra conobbe nuovamente il fallimento in quanto i giocatori, non pagati, si rifiutarono di scendere in campo per quattro partite, venendo esclusi dalla competizione.
[modifica] La nuova società e il ritorno in D
Nel 2005 fu trasferito il titolo sportivo di Eccellenza del Real Aversa e fondata la nuova società con il nome di Rinascita Falchi Rossoblù con sede ad Aversa. La società, nonostante il passaggio di proprietà, non navigò in buone acque e fu quindi acquistata dall'ex portiere Giovanni Pascarella, che al termine della stagione cambiò il nome in Caserta Calcio e spostò la sede da Aversa a Caserta.
Il 28 febbraio 2007 la Casertana vinse la Coppa Italia regionale di Eccellenza battendo in finale il Gragnano per 3-0 allo Stadio San Francesco di Nocera Inferiore (Salerno). Il 22 aprile 2007, battendo in casa la Puteolana con il punteggio di 1-0, la Casertana ottenne la matematica promozione in serie D con una giornata di anticipo.
[modifica] La Serie D e il centenario
Il 2 settembre 2007 iniziò il nuovo campionato di serie D e la Casertana si trovò inserita nel girone I insieme con le squadre calabresi e siciliane, oltre ad altre campane.
Il 14 settembre il presidente Pascarella lasciò il suo posto in organico a Carlo Sparaco.
La stagione non iniziò nel migliore dei modi, tanto che la rosa venne continuamente corretta con una disastrosa campagna acquisti e cessioni che si prolungò fino ad autunno inoltrato, portando la squadra fino all'ultimo posto in classifica. Nel girone di ritorno qualche piccolo risultato sembrò arrivare, tanto che a qualche giornata dalla fine sembrò si potessero evitare anche i play-out; un ultimo mese di risultati negativi si tradusse in un play-out contro il Castrovillari: dopo aver sfiorato la vittoria in trasferta, la Casertana crollò nel ritorno e fu nuovamente retrocessa in Eccellenza. Il tutto avvenne nell'anno del centenario, mentre il Real Marcianise conquistava la Serie C1 per la prima volta e l'Aversa Normanna accedeva al professionismo con la promozione in C2.
Ad ogni modo al termine della stagione la società riacquistò la denominazione originaria Unione Sportiva Casertana 1908, abbandonato con il fallimento del 1993, e compì i 100 anni di vita.
[modifica] La nuova promozione
La Casertana nella stagione 2008-2009 disputò l'Eccellenza regionale nel girone A.
Conquistò la vittoria del girone e la conseguente promozione in Serie D il 22 marzo 2009, grazie alla vittoria per 2 a 0 in trasferta contro il Casapesenna avendo a 3 giornate dal termine ben 11 punti di vantaggio sull'Alba Sannio, diretta inseguitrice. Riescì anche a vincere il titolo regionale di Eccellenza (quell'anno denominato Trofeo Ciro Scognamiglio), in seguito alla doppia sfida contro la formazione sannita Forza e Coraggio Benevento, vincitrice del girone B di Eccellenza campana: la Casertana perse prima allo Stadio Ocone di Ponte per 4 a 2, ma vincendo poi tra le mura amiche dello Stadio Pinto per 3 reti a 1. Si tratta del terzo titolo per la formazione rossoblù dopo le vittorie del 1954 contro la Torrese di Torre Annunziata (la vecchia denominazione del Savoia) e dopo quella più recente del 2007 contro la formazione salernitana del Gelbison Cilento di Vallo della Lucania.
[modifica] La serie D 2009-2010 e 2010-2011
La Casertana ha disputato nella stagione 2009-2010 il campionato nazionale di Serie D, partecipando al girone H insieme alle squadre lucane e pugliesi e a tutte quelle campane ad eccezione di Avellino, Sapri e Viribus Unitis. Il girone era formato da 18 squadre, che ad appena due giorni dall'inizio del campionato sono diventate 19 dopo l'inserimento del Grottaglie. La Casertana ha terminato la stagione al 6º posto, con 58 punti.
Nella stagione 2010-2011 viene inserita nel girone I della Serie D, finendo al 3º posto in classifica.
[modifica] La serie D 2011-2012
Nella stagione 2011-2012 cambia la propria denominazione in Casertana Football Club e viene inserita nel girone H della Serie D. Il 7 Agosto 2011 la Casertana viene eliminata dall'Alessandria dalla Tim Cup. Il 13 Ottobre 2011 viene eliminata dalla Coppa Italia dai corallini della Turris. Il 22 Novembre 2011 viene annunciato l'esonero del tecnico Vincenzo Feola e l'ingaggio di Giovanni Ferraro.
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria della Casertana | |
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[modifica] Organico
| Per approfondire, vedi la voce Casertana F.C. 2011-2012. |
[modifica] RosaRosa, numerazione e ruoli sono aggiornati al 19 gennaio 2012 [modifica] GiovaniliLa Casertana è la prima squadra a vincere il torneo Dante Berretti nella stagione 1966-67, torneo che prevedeva l'utilizzo di giocatori nati dal 1945 in poi ma che abbiano compiuto almeno il sedicesimo anno di età, parteciparono 53 società di Serie C e 59 di Serie D per un totale di 112 squadre. La Casertana il 6 giugno 1967 batté in finale il Cesena diventando così Campione d'Italia. Molti giovani saranno impegnati nel girone h in serie D del nostro calcio italiano in particolare modo Nicolò Giuseppe classe '95 e Fabio Ruzzi classe '94. [modifica] Campionati nazionali
In 64 stagioni sportive disputate a livello nazionale a partire dall'esordio nel Direttorio Divisioni Superiori, compresi 1 campionato di Prima Divisione Meridionale (B) e 4 campionati di Serie C2. Oltre a numerose annate antecedenti il secondo conflitto mondiale, sono escluse le stagioni 1946/47, 1953/54, 2005/06, 2006/07 e 2008/09, nelle quali la Casertana partecipò ai massimi tornei del Comitato Regionale Campano. [modifica] Giocatori
[modifica] Allenatori
[modifica] Bibliografia
[modifica] Collegamenti esterni
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