Bruno Ispiro
| Bruno Ispiro | ||
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| Dati biografici | ||
| Nazionalità | ||
| Altezza | 169 cm | |
| Peso | 58 kg | |
| Calcio |
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| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Attaccante | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1936-1940 | 7 (?) | |
| 1940-1943 | 59 (27) | |
| 1944 | 16 (11) | |
| 1945-1946 | 20 (5) | |
| 1946-1947 | 28 (5) | |
| 1947-1954 | 194 (51) | |
| 1954-1955 | 10 (3) | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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Bruno Ispiro (Rovigno d'Istria, 20 marzo 1920 – Trieste, 21 aprile 1992) è stato un calciatore italiano, di ruolo centravanti.
È scomparso a Trieste nel 1992, all'età di 72 anni[1].
Indice |
Carriera [modifica]
Prelevato dal Genoa dalle file dell'Ampelea di Isola d'Istria in Serie C nell'estate 1940, dopo un primo anno di appendistato nelle formazioni minori rossoblu riuscendo comunque a totalizzare 6 presenze, emerge nella stagione 1941-1942, quando mette a segno 17 reti in 26 partite, di cui 12 realizzate di testa, e trascinando la squadra al quarto posto finale, posizione da allora finora mai più migliorata dai liguri.
Nella stagione successiva segna 10 reti in 26 incontri e il Genoa arriva al quinto posto. Il rendimento in questa squadra gli apre le porte della Nazionale giovanile e della selezione della Regia Marina.
Rientrato in Istria dopo l'interruzione dell'attività calcistica per il conflitto, milita nuovamente nell'Ampelea in occasione del Campionato Alta Italia 1944, nel quale i giuliani superano la Triestina nel girone regionale e cedono solo al Venezia nelle Semifinali Interregionali. Ispiro ottiene 11 marcature in 16 partite.
Alla fine della guerra torna a Genova per disputare coi rossoblu il campionato 1945-1946; la squadra arriva dodicesima su 14 partecipanti al Girone Nord, e Ispiro realizza 5 reti in 20 incontri. A fine stagione passa alla Lazio, ottenendo 5 presenze in 28 incontri.
Viene quindi ceduto dalla Lazio alla Triestina, e, sotto la guida dell'allenatore Nereo Rocco, i rossoalabardati conquistano il secondo posto in classifica, dietro solo al Grande Torino e a pari con Milan e Juventus; Ispiro segna 9 reti.
Il rendimento di Ispiro migliora ulteriormente 1948-1949 con 15 reti, di cui cinque nel 9-1 interno al Padova (la Triestina chiude ottava), quindi la vena realizzativa si offusca negli anni successivi (mai più oltre la 7 reti a stagione), in coincidenza con l'involuzione dei giuliani, che si trovano a lottare per evitare la retrocessione. Nell'annata 1950-1951 il tecnico alabardato Béla Guttman lo arretra a mezzala, salvo poi ritornare alla sua posizione naturale di centravanti.[senza fonte]
Nella stagione 1951-1952 ottiene la salvezza con la Triestina, realizzando la rete decisiva nello spareggio di Valdagno conto il Brescia. Resta a Trieste fino alla stagione 1953-54, quindi conclude la carriera, frenato da problemi ad un ginocchio,[senza fonte] nella Reggiana in quarta serie.
In carriera ha complessivamente realizzato 83 reti in 281 partite, fatto che lo pone fra i primi 100 marcatori del campionato italiano.
Palmarès [modifica]
Individuale [modifica]
- Capocannoniere della Coppa Italia: 1
- Coppa Italia 1942-1943 (5 gol)
Note [modifica]
- ^ Morto Ispiro, ex Triestina e Genoa Archiviolastampa.it
Bibliografia [modifica]
- Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, De Ferrari, 2008.
