North American Soccer League

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North American Soccer League
Logo della competizione
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione USSF • CSA
Paese Canada Canada
Stati Uniti Stati Uniti
Cadenza annuale
Apertura aprile
Partecipanti da 5 a 24
Formula Vari formati
Storia
Fondazione 1968
Soppressione 1985
Ultimo vincitore Chicago Sting Chicago Sting

La North American Soccer League (NASL) fu la lega professionistica che, dal 1968 al 1984, organizzò il campionato di vertice nordamericano di calcio. Il campionato si svolgeva da aprile a settembre / ottobre; dal 1979 prese vita anche il torneo indoor che si disputò nel periodo invernale, a cavallo delle stagioni regolari. L'ultimo torneo estivo si disputò nel 1984, quello indoor a cavallo tra 1983 e 1984 (e una stagione, la 1982/83, non fu disputata per problemi economici).

Pur fallita finanziariamente, sotto il profilo sportivo e dal punto di vista dell'approccio alla disciplina calcistica, l'esperienza della NASL fu il primo tentativo - in parte riuscito - di impostare una visione professionistica del calcio negli Stati Uniti e in Canada. Tale tentativo trovò più tardi concreta realizzazione nella formazione dell'attuale Major League Soccer. Attualmente esiste una lega che porta lo stesso nome fondata nel 2009 ma attiva dal 2011 e rappresenta gerarchicamente il secondo livello dopo la MLS.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'origine della Lega e la prima crisi (1967-1969)[modifica | modifica sorgente]

Si ritiene che l'improvviso interesse per il calcio professionistico in Nord America e, più in generale, in tutto il mondo anglosassone, fosse nato sulla scorta del successo dell'Inghilterra nel campionato del mondo 1966[1] e del film-documentario che a esso seguì, Goal.

Nel 1966 nacque, quindi, una Lega a opera di un gruppo di impresari dello sport e dello spettacolo. Essa era nota come North American Soccer League e ottenne, quasi subito, il patrocinio sia della U.S. Soccer Federation che della FIFA, la quale le riconobbe lo status di campionato di Prima Divisione.[2] Era, tuttavia, nato un gruppo rivale, la National Professional Soccer League (noto come NPSL I), che si propose quale alternativa alla NASL;[3] il presidente di quest'ultima, l'impresario sportivo canadese Jack Kent Cooke, onde evitare confusioni sugli acronimi, ribattezzò quindi il suo gruppo United States Soccer Association (USSA).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce National Professional Soccer League I.

Si giunse così alla paradossale situazione nella quale la USSA deteneva la prerogativa di campionato ufficiale, ma era la NPSL I ad avere un contratto televisivo (con la CBS).[4] Questo provocò la migrazione in massa di tutti i giocatori delle franchise della USSA verso quelle della NPSL. Inizialmente intenzionata a partire nella primavera del 1968, la USSA si trovò così spiazzata e decise di giocare d'anticipo, "importando" intere squadre europee in Nord America e facendo loro disputare il torneo del 1967 per conto delle franchise ufficialmente censite, al fine di dar loro il tempo di ricostruire le squadre per la stagione successiva. Vennero invitate squadre dall'Inghilterra, dalla Scozia, dal Brasile, dall'Argentina e anche dall'Italia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi United Soccer Association.

La scarsa audience - inaccettabile perfino per gli standard televisivi del fine settimana - rese insostenibile per il network televisivo proseguire la collaborazione con la NPSL[4] oltre il suo primo anno di attività e, quindi, nel 1968 avvenne la fusione tra USSA e NPSL (più precisamente la NPSL fu incorporata dalla USA) e la North American Soccer League riprese il nome con il quale aveva inizialmente intenzione di iniziare la sua attività.[1] La NASL operò nella giurisdizione delle federazioni calcistiche canadese e statunitense, e la FIFA le mantenne lo status di campionato di vertice del sistema di Lega nordamericano.

La prima edizione del torneo vide ai nastri di partenza 17 squadre — in gran parte provenienti dalle due Leghe precedenti — le quali vennero divise in quattro gironi. Le quattro squadre vincitrici dei propri raggruppamenti disputarono i playoff, al termine dei quali si laurearono campioni gli Atlanta Chiefs. Gli scarsi introiti economici misero però in crisi numerose franchise e il campionato del 1969 registrò, prima dell'avvio, la defezione di dodici squadre che avevano disputato il torneo precedente.[1] Furono, quindi, solo cinque squadre, tutte statunitensi, a prendere parte al torneo, al termine del quale si laurearono campioni i Kansas City Spurs.

La ripresa (1970-1974)[modifica | modifica sorgente]

I L.A. Aztecs, primi campioni NASL della West Coast

Quella del 1970 fu la prima edizione a registrare nuove iscrizioni: per la precisione, due club della costa orientale (Rochester Lancers e Washington Darts) che avevano abbandonato l'American Soccer League II.

I primi veri segnali di ripresa arrivarono nel 1971 con la nascita dei New York Cosmos, squadra-copertina nata per iniziativa di due fratelli a capo di un'etichetta discografica del gruppo Warner Communications,[5] e costruita per vincere e creare entusiasmo intorno alla disciplina che in America era ancora a livello poco più che amatoriale. Dopo il primo anno di ambientamento (in cui, comunque, raggiunse la finale), il Cosmos si laureò campione nel 1972, mentre la Lega cresceva lentamente sia come numero di spettatori che di franchise partecipanti (6 nel 1971; 8 nel 1972; 9 nel 1973).

Il 1974 vide un deciso incremento rispetto alla stagione precedente, il più significativo della storia della ancor giovane Lega: nonostante le defezioni di Montréal e Atlanta, le squadre passarono da 9 a 15. Particolarmente importante fu il gran numero di nuove franchise della costa occidentale: Vancouver, Seattle, San Jose e Los Angeles. Per la prima volta il titolo andò a una squadra del Pacifico: furono i Los Angeles Aztecs a laurearsi campioni battendo Miami per 4-3 nella prima edizione del Soccer Bowl: una finale in gara unica e in sede itinerante, nella quale veniva assegnato il titolo di campione, nata sulla falsariga del Super Bowl organizzato dalla lega di football americano.[6]

Gli anni d'oro (1975-1981)[modifica | modifica sorgente]

La lega stava per entrare nella sua fase di massimo successo e l'ottava stagione della NASL che si disputò nel 1975 allineò ai nastri di partenza 20 squadre, ovvero le 15 già presenti nel 1974 più Hartford, Portland, Tampa, Chicago e San Antonio. Il vero avvenimento della stagione 1975 fu però l'acquisto di Pelé da parte dei Cosmos, che, tuttavia, ancora non bastò ai newyorkesi per laurearsi campioni.[7] Il titolo andò agli esordienti Tampa Bay Rowdies, dalla Florida.

Il Giants Stadium di New York nella stagione 1977 toccò punte di oltre 77.000 spettatori[8]

Il campionato 1976 vide una grossa novità: l'ufficializzazione del partizionamento interzone del campionato, con finali geografiche e creazioni di conference, veri e propri sottocampionati. La consistenza numerica del torneo fu uguale a quella dell'anno precedente, stante lo spostamento di due franchise (i Denver Dynamos si erano trasferiti ed erano divenuti i Minnesota Kicks mentre i Baltimore Comets dopo trasferimento erano divenuti San Diego Jaws) che portarono la California a vantare tre club e la costa del Pacifico in totale ben sei, rendendo finalmente la NASL un campionato rappresentativo dell'intero continente nordamericano. La vittoria, tuttavia, andò di nuovo a una compagine dell'Est, ma la novità fu che i vincitori furono canadesi, i Toronto Metros-Croatia.[9]

Gli anni successivi videro aumentare il numero di spettatori sino a un massimo di 14.000 di media. Nel 1977, per aumentare lo spettacolo, furono introdotte alcune novità regolamentari come l'eliminazione del pareggio e la possibilità di assegnare la vittoria tramite gli shootout, una variante dei calci di rigore che consisteva nel partire con la palla al piede da una certa distanza dal portiere (35 yard) e tentare di realizzare il goal entro un intervallo di tempo stabilito.[10] Dal punto di vista sportivo, invece, furono caratterizzati dal dominio dei New York Cosmos, ormai diventati un team di livello mondiale grazie agli acquisti di calciatori di primissimo piano come Carlos Alberto, Giorgio Chinaglia, Giuseppe Wilson, Vladislav Bogićević e Franz Beckenbauer.[11] Il team della Grande Mela vinse tre titoli nei successivi cinque anni, perdendo solo una semifinale nel 1979 da parte dei Vancouver Whitecaps (seconda e ultima formazione canadese a vincere la NASL) e un Soccer Bowl nel 1981 (contro il Chicago Sting). Nel 1979 la TV ABC comprò i diritti di trasmissione delle partite della NASL.[12]

Le stagioni indoor[modifica | modifica sorgente]

I Tampa Bay Rowdies vinsero sia il titolo estivo che quello indoor

Nel 1978 prese il via anche la prima edizione del campionato indoor della NASL,[11] con lo scopo di impiegare anche la stagione invernale (in Nord America essendo la stagione di gara regolare quella estiva da aprile a ottobre). Parteciparono sei squadre della NASL e il titolo fu appannaggio del New York. L'anno successivo si iscrissero 10 squadre della NASL e il titolo andò ai Tampa Bay Rowdies.[13] L'anno seguente le squadre partecipanti quasi raddoppiarono (19 contro le 10 della stagione precedente) e si rese necessario suddividere il torneo in cinque divisioni.[14] Il trofeo andò agli Edmonton Drillers, che così furono gli unici canadesi a portare a casa il titolo NASL al coperto.

Il periodo di successo durò, però, poco e già l'edizione successiva vide un drastico ridimensionamento, in quanto molte squadre risentirono del clima di crisi economica incombente sulla Lega nordamericana. Rispetto alle 19 del 1980/81, infatti, parteciparono 13 squadre, un terzo in meno.[15] Il trofeo andò ai San Diego Sockers, mai vincitori durante la stagione all'aperto. Dopo un anno di pausa dovuto alla crisi economica della Lega (per mancanza di fondi non si riuscì a organizzare la stagione indoor 1982/83),[16] le squadre che si iscrissero al campionato indoor 1983/84, l'ultima al coperto, furono solo sette. Non vi fu neppure bisogno di suddividerle in gironi o divisioni: fu disputato un girone unico al termine del quale le prime quattro classificate giocarono le semifinali secondo il criterio della scelta riservata alla miglior piazzata in regular season.[17] Vinsero il titolo, per il secondo anno consecutivo, i San Diego Sockers, che in futuro si rivelarono veri specialisti del calcio al coperto in quanto, una volta trasmigrati alla MISL I (Major Indoor Soccer League), riportarono una serie di 7 vittorie in 9 stagioni.

Il declino e la chiusura (1982-1984)[modifica | modifica sorgente]

Il 1982, anno del 15º campionato NASL, segnò l'inizio del declino della Lega nordamericana che, di lì a due stagioni avrebbe chiuso i battenti. Le prime avvisaglie si ebbero con la brusca riduzione di squadre partecipanti, molte delle quali trovarono più redditizio partecipare al già citato campionato indoor, che si svolgeva a cavallo delle stagioni NASL. Rispetto alla stagione 1981 il campionato presentò 7 squadre in meno,[12] 6 per abbandono e una per fusione. A peggiorare la situazione ci fu il mancato rinnovo dei diritti di trasmissione da parte dell'ABC, insoddisfatta per l'audience troppo bassa.[12] I campioni furono, per la quinta e ultima volta della loro storia, i New York Cosmos.

I Chicago Sting, ultimi campioni della storia della NASL

La stagione estiva del 1983 fu disputata in tono ancor più dimesso di quella precedente: all'emorragia già consistente avvenuta tra il 1981 e il 1982 si aggiunse l'abbandono per la stagione 1983, per motivi economici, di Portland, Edmonton e Jacksonville (la quale chiese la retrocessione in American Soccer League II). A tamponare parzialmente la fuga ormai irreversibile di molte squadre, la breve rinascita — lo spazio di una stagione — di una squadra di calcio a Washington D.C., il Team America,[16] che portò così a 12 — il minimo dal 1970 — il conto totale delle compagini. Vinsero il titolo i Tulsa Roughnecks, in quella che fu l'ultima edizione della Soccer Bowl, abbandonata per carenza di audience televisiva e sostituita, per la successiva e ultima annata, con la vecchia formula della finale di andata e ritorno.[17]

La 17ª e ultima stagione della NASL fu disputata nel 1984 e fu caratterizzata dalla grave crisi economica di numerose squadre della Lega, prima tra tutte i prestigiosi New York Cosmos, venduti dalla capofila WEA e costretti ad affrontare in emergenza un campionato con mezzi limitati (i Cosmos mancarono per la prima volta dopo otto stagioni i play-off). Delle 12 squadre superstiti del 1983, altre tre chiusero i battenti, quelle di Montréal, di Seattle e l'estemporaneo Team America di Washington D.C.,[17] mentre gli Strikers di Ft. Lauderdale si trasferirono a Minneapolis divenendo i Minnesota Strikers. In totale, furono 9 le squadre a disputarsi l'ultimo titolo NASL della storia che fu vinto per la seconda volta dai Chicago Sting. Nel 1985 la Lega dichiarò fallimento.[17]

I motivi del fallimento[modifica | modifica sorgente]

Per paradosso, il declino economico — e, di conseguenza, sportivo — della NASL fu dovuto alla sua rapida crescita: sulla scia del successo delle squadre più note, infatti, la Lega raddoppiò in pochissimo tempo le sue squadre (arrivando fino a un massimo di 24), ma i costi di gestione salirono rapidamente e, al riguardo, vi è chi ritiene che i presidenti dei club, già presenti in Lega al momento della sua espansione, non si vollero far carico dei nuovi oneri, cercando di scaricarli sulle spalle dei nuovi arrivati, gravandoli di spese aggiuntive. Ma un'inchiesta di Forbes stabilì che tali costi — invero assai limitati — ammontavano al massimo a 100.000 $ dell'epoca. Più rilevante è il fatto che tali nuovi soggetti entrati sulla scena non erano pratici di calcio e, quindi, quando i profitti tardarono ad arrivare, essi si ritirarono con la stessa rapidità con la quale erano comparsi. Un'ulteriore causa di fallimento fu dovuta al fatto che i proprietari dei nuovi club, ansiosi di mettersi subito al passo con le squadre maggiori, spesero cifre fuori mercato per assicurarsi le prestazioni di campioni europei e sudamericani di talento, ma al termine della loro carriera, invece di investire su un parco-giocatori fatto in casa; questo si tradusse in un'emorragia di denaro cui non fu mai possibile porre rimedio.[2]

A spingere definitivamente verso la chiusura della NASL fu la decisione della FIFA che, dopo la rinuncia della Colombia e l'impossibilità del Venezuela a ospitare il massimo torneo mondiale, assegnò al Messico l'organizzazione del campionato del mondo 1986, nel quale, altresì, gli Stati Uniti speravano per poter definitivamente lanciare il calcio nel Paese.

Squadre[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Squadre della North American Soccer League.

Il sistema adottato nella NASL e, successivamente, in tutto il calcio professionistico nordamericano — e, quindi, anche nelle attuali Major League e United Soccer Leagues — ricalca quello più generale dello sport di quel continente, e cioè il sistema delle franchise, che può essere tradotto come franchigia oppure marchio, diversissimo dalla visione europea. Laddove in Europa, infatti, le società calcistiche sono radicate nel territorio di nascita, in Nord America esse esistono solo come marchi di fabbrica che possono essere spostate con tutto il loro titolo sportivo. Questa è la ragione per cui numerose squadre, nel corso delle 17 stagioni regolari della NASL, cambiarono spesso nome e città, la logica essendo quella di trasferire il club là dove vi fosse un possibile bacino d'utenza (tra l'altro non si diede mai il caso di due squadre nella stessa città, mentre al contrario frequenti furono i casi in cui un club venne trasferito da una città a un'altra rimasta senza squadra, qualora vi fosse convenienza economica). Questi continui trasferimenti furono, tra l'altro, alla base del mancato radicamento dei club nel territorio (varrà la pena sottolineare che le squadre tuttora attive sono quelle che nel corso degli anni non hanno mai cambiato sede, come i Seattle Sounders e i Vancouver Whitecaps).

Tra i vari club che si avvicendarono nella NASL, il più famoso — e ricco — fu sicuramente quello dei New York Cosmos, l'unico capace di portare più di 40.000 spettatori allo stadio nei suoi momenti migliori, che coincisero con la permanenza in squadra di Pelé: il Giants Stadium, nella vittoriosa stagione 1978, registrò più volte il tutto esaurito (più di 73.000 spettatori). A dispetto dei dati di tutto rispetto dei Cosmos, il resto della NASL non aveva tale seguito (tranne alcune parziali eccezioni quali ad esempio i Minnesota Kicks nel Midwest e, sulla costa Pacifica, i Los Angeles Aztecs e i Vancouver Whitecaps), e l'affluenza media del campionato non raggiunse mai i 15.000 spettatori.

La tabella sottostante riporta tutti i club che parteciparono alla NASL dal 1968 al 1984: la prima colonna riporta il nome con cui essi esordirono, e la seconda i nomi che essi eventualmente assunsero a seguito di trasferimenti o denominazioni societarie.

Da notare che gli Atlanta Chiefs del periodo 1979/81 e i Washington Diplomats del periodo 1980/81, se pure di fatto — come colori sociali e denominazione — simili agli omonimi club dei periodi rispettivamente 1968/72 e 1974/80, formalmente erano due marchi distinti, in quanto facenti capo a franchise differenti (rispettivamente le ex Colorado Caribous e il Detroit Express). Infine, il Team America, costituito nel 1983, fu una franchise estemporanea, istituita al solo scopo di non far mancare a Washington D.C. una squadra dopo la definitiva chiusura dell'esperienza-Diplomats.

Esordio Nome originario Nomi successivi Abbandono
1968 Atlanta Chiefs Atlanta Chiefs Atlanta Apollos Atlanta Apollos (1973) 1973
1968 Baltimore Bays Baltimore Bays 1969
1968 Boston Beacons Boston Beacons 1968
1968 Chicago Mustangs Chicago Mustangs 1968
1968 Cleveland Stokers Cleveland Stokers 1968
1968 Dallas Tornado Dallas Tornado 1981
1968 Detroit Cougars Detroit Cougars 1968
1968 Houston Stars Houston Stars 1968
1968 Los Angeles Wolves Los Angeles Wolves 1968
1968 Kansas City Spurs Kansas City Spurs 1970
1968 N.Y. Generals N.Y. Generals 1968
1968 Oakland Clippers Oakland Clippers 1968
1968 San Diego Toros San Diego Toros 1968
1968 St. Louis Stars St. Louis Stars California Surf California Surf (1977/81) 1981
1968 Toronto Falcons Toronto Falcons 1973
1968 Vancouver Royals Vancouver Royals 1968
1968 Washington Whips Wash. Whips 1968
1970 Rochester Lancers Rochester Lancers 1980
1970 Washington Darts Wash. Darts Miami Gatos Miami Gatos (1972)
Miami Toros Miami Toros (1973/76)
Ft. Lauderdale Ft. Lauderdale (1977/83)
Minnesota Strikers Minnesota Strikers (1983/84)
1984
1971 Montreal Olympique Montréal Olympique 1974
1971 N.Y. Cosmos N.Y. Cosmos Cosmos (1977/78)
N.Y. Cosmos N.Y. Cosmos (1979/84)
1984
1971 Toronto Metros Toronto Metros Toronto M.-Croatia Toronto M.-Croatia (1975/78)
Toronto Blizzard Toronto Blizzard (1978/84)
1984
Esordio Nome originario Nomi successivi Abbandono
1973 Philadelphia Atoms Philadelphia Atoms 1976
1974 Baltimore Comets Baltimore Comets San Diego Jaws San Diego Jaws (1976)
L.V. Quicksilver L.V. Quicksilver (1977)
San Diego Sockers San Diego Sockers (1978/84)
1984
1974 Boston Minutemen Boston Minutemen 1976
1974 Denver Dynamos Denver Dynamos Minnesota Kicks Minnesota Kicks (1976/81) 1981
1974 L.A. Aztecs L.A. Aztecs 1981
1974 S.J. Earthquakes S.J. Earthquakes G.B. Earthquakes G.B. Earthquakes (1983/84) 1984
1974 Seattle Sounders Seattle Sounders 1983
1974 Whitecaps Whitecaps 1984
1974 Diplomats Diplomats 1980
1975 Chicago Sting Chicago Sting 1984
1975 Hartford Bicentennials Hartford Bicentennials Connecticut Bicentennials Connecticut Bicentennials (1977)
Oakland Stompers Oakland Stompers (1978)
Edmonton Drillers Edmonton Drillers (1979/82)
1982
1975 Portland Timbers Portland Timbers 1982
1975 San Antonio Thunder San Antonio Thunder Team Hawaii Team Hawaii (1977)
Tulsa Roughnecks Tulsa Roughnecks (1978/84)
1984
1975 TB Rowdies TB Rowdies 1984
1978 Colorado Caribous Colorado Caribous Atlanta Chiefs Atlanta Chiefs (1979/81) 1981
1978 Detroit Express Detroit Express Diplomats Diplomats (1980/81) 1981
1978 Houston Hurricane Houston Hurricane 1980
1978 N.E. Tea Men N.E. Tea Men Jacksonville T. Men Jacksonville T. Men (1981/82) 1982
1978 Memphis Rogues Memphis Rogues Calgary Boomers Calgary Boomers (1980/81) 1981
1978 Philadelphia Fury Philadelphia Fury Montreal Manic Montréal Manic (1981/83) 1983
1983 Team America Team America 1983


Lascito culturale[modifica | modifica sorgente]

Roberto Bettega (qui alla Juventus) militò nel Toronto Blizzard nel 1983

Il periodo d'oro della NASL coincise con la seconda metà degli anni settanta: i Cosmos dominavano la scena e l'audience, almeno per le partite di cartello, era molto alta. Tuttavia, questo non poteva nascondere il fatto che il calcio, in Nord America, pagava un grave ritardo nei confronti degli altri sport con più seguito,[18] segnatamente il basket, il baseball e l'hockey su ghiaccio, per non parlare del football americano, vero sport nazionale degli Stati Uniti. A frenare l'ulteriore diffusione del calcio, inoltre, era il fatto che spesso i calciatori locali erano lasciati in panchina per far spazio ai talenti esteri ingaggiati con gran dispendio di risorse economiche, risorse sottratte ai fondi per favorire la crescita di talenti formatisi in casa.[19]

Tuttavia, fu proprio la concorrenza con altri sport che spinse — per esigenze televisive — gli organizzatori della NASL a introdurre alcune novità che poi furono, in parte, riprese a livello internazionale. Tra le meno efficaci si segnala sicuramente il conteggio inverso dei minuti e dei secondi, tipico del basket, ma inapplicabile di fatto nel calcio dove il tempo non è effettivo; decisamente contraria alle regole IFAB, invece, la linea del fuorigioco avanzata a 35 iarde (32 metri) dalla porta avversaria in luogo della regolare linea di metà campo. Di scarso o nullo successo altrove, invece, l'abolizione del pareggio e la risoluzione degli incontri finiti in parità tramite gli shoot-out, un'alternativa ai calci di rigore che prevedevano che, a turno, un giocatore partisse dalla propria metà campo verso la porta difesa dal portiere avversario e battesse a rete entro un tempo prestabilito (di norma 5 secondi).[10]

La maglia n° 6 dei Cosmos con il nome di Beckenbauer

Di grande successo fu, altresì, l'accorgimento di stampare il nome del calciatore sulla maglia — consuetudine all'epoca sconosciuta in Europa — e di replicarne il numero anche sul petto. Vent'anni più tardi, anche la FIFA avrebbe accolto tale innovazione, durante il campionato del mondo 1994 svoltosi proprio negli Stati Uniti.

Singolare fu, anche, il premio al miglior marcatore del torneo: esso non venne calcolato in base al numero di goal segnati, ma anche a quello degli assist forniti: di conseguenza, accadde talora che colui che aveva segnato più gol non risultasse il vincitore di una speciale classifica che prevedeva due punti per ogni goal segnato e uno per ogni assist fornito. Ai fini statistici, nella tabella sottostante è fornito solo il numero di goal segnati ufficialmente.

Come detto in apertura, la NASL fu un fallimento economico ma ebbe il merito di proporre il calcio a livello professionistico negli Stati Uniti e, in una certa misura, anche in Canada. Sebbene oggi quasi nessuna delle squadre che componevano quella serie esista più (gli unici superstiti di rilievo sono i Vancouver Whitecaps, campioni NASL del 1979 e vincitori del torneo di Seconda Divisione USL-1 2006), la NASL vantò in poche stagioni un'alta concentrazione di talenti capaci di mettere in mostra uno spettacolo di livello tecnico complessivamente superiore a quello mostrato in qualsiasi altro evento calcistico continentale prima d'allora, e questo fece sì che intorno al calcio si sviluppasse un intero movimento a livello giovanile — e soprattutto femminile — che trovò poi riconoscimento dieci anni dopo la fine della NASL con l'assegnazione dell'organizzazione del campionato del mondo. Sulla scorta di quel mancato successo economico, la Major League Soccer che attualmente è il campionato di Prima Divisione in Nord America, ha evitato gli errori della NASL;[20] lo stesso dicasi per la United Soccer Leagues, che organizza i campionati di Seconda e Terza Divisione maschile e quello di Prima Divisione femminile: oggi in Nord America viene dato largo spazio ai calciatori nazionali, in gran parte provenienti dai college e dalle scuole calcio specializzate, la nazionale maschile statunitense ha raggiunto i quarti di finale nel campionato del mondo 2002 in Corea del Sud e Giappone, mentre quella femminile ha vinto due campionati del mondo, nel 1991 e nel 1999; infine, la nazionale femminile canadese ha guadagnato un quarto posto al campionato del mondo del 2003 e fu campione continentale della CONCACAF nel 1998.

Albo d'oro[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Vittorie per stagione[21]
Stagione Torneo Squadra campione Affluenza media
1968 NASL Atlanta Chiefs 4.747
1969 NASL Kansas City Spurs 4.699
1970 NASL Rochester Lancers 2.930
1971 NASL Dallas Tornado 3.163
1972 NASL New York Cosmos 4.159
1973 NASL Philadelphia Atoms 4.780
1974 NASL Los Angeles Aztecs 5.954
1975 NASL Tampa Bay Rowdies 7.770
1976 NASL Toronto Metros-Croatia 7.642
1977 NASL New York Cosmos 10.295
1978 NASL New York Cosmos 13.558
1979 NASL Vancouver Whitecaps 13.084
1979/80 NASL Indoor Tampa Bay Rowdies -
1980 NASL New York Cosmos 14.201
1980/81 NASL Indoor Edmonton Drillers -
1981 NASL Chicago Sting 14.084
1981/82 NASL Indoor San Diego Sockers -
1982 NASL New York Cosmos 13.155
1983 NASL Tulsa Roughnecks 13.258
1983/84 NASL Indoor San Diego Sockers -
1984 NASL Chicago Sting 10.759

Vittorie per club
Squadra Titoli NASL Titoli NASL Indoor*
New York Cosmos 5 -
Chicago Sting 2 -
Tampa Bay Rowdies 1 1
Atlanta Chiefs 1 -
Kansas City Spurs 1 -
Rochester Lancers 1 -
Dallas Tornado 1 -
Philadelphia Atoms 1 -
Los Angeles Aztecs 1 -
Toronto Metros-Croatia 1 -
Vancouver Whitecaps 1 -
Tulsa Roughnecks 1 -
San Diego Sockers - 2
Edmonton Drillers - 1

* Il titolo indoor ha solo valore statistico, in quanto la FIFA riconosce come ufficiali solo i titoli NASL estivi

Individuale[modifica | modifica sorgente]

Eddie Firmani, miglior allenatore nel 1976
Franz Beckenbauer, miglior giocatore nel 1977
Stagione Miglior marcatore[22] Miglior giocatore[23] Miglior esordiente[24] Miglior allenatore[24]
1968 Janusz Kowalik (30) Janusz Kowalik Kaizer Motaung Phil Woosnam
1969 Kaizer Motaung (16) Cirilio Fernandez Siegfried Stritzl Janos Bedl
1970 Kyriakos Apostolidis (16) Carlos Metidieri Jim Leeker Sal DeRosa
1971 Carlos Metidieri (19) Carlos Metidieri Randy Horton Ron Newman
1972 Randy Horton (9) Randy Horton Mike Winter Casey Frankiewicz
1973 Kyle Rote Jr. (18) Warren Archibald Kyle Rote Jr. Al Miller
1974 Paul Child (20) Peter Silvester Douglas McMillan John Young
1975 Steve David (21) Steve David Chris Bahr John Sewell
1976 Giorgio Chinaglia (19) Pelé Steve Pecher Eddie Firmani
1977 Steve David (24) Franz Beckenbauer Jim McAlister Ron Newman
1978 Giorgio Chinaglia (30) Mike Flanagan Gary Etherington Tony Waiters
1979 Oscar Fabbiani (26) Johan Cruijff Larry Hulcer Timo Liekoski
1980 Giorgio Chinaglia (32) Roger Davies Jeff Durgan Alan Hinton
1981 Giorgio Chinaglia (32) Giorgio Chinaglia Joe Morrone Jr. Willy Roy
1982 Giorgio Chinaglia (32) Peter Ward Pedro DeBrito Johnny Giles
1983 Roberto Cabañas (28) Roberto Cabañas Gregg Thompson Don Popović
1984 Steve Zungul (24) Steve Zungul Roy Wegerle Ron Newman


Miglior selezione NASL di tutti i tempi[modifica | modifica sorgente]

Giorgio Chinaglia, 5 volte miglior marcatore NASL

Soccer.Field Transparant.png

Stojanović
Wilson
Best
Carlos Alberto
England
Bogićević
Mitić
Beckenbauer
Welch
Chinaglia
Granitzka
Miglior selezione NASL di tutti i tempi
Calciatore
P Jugoslavia Mirko Stojanović
D Inghilterra John Best
D Canada Bruce Wilson
D Brasile Carlos Alberto
D Galles Mike England
C Jugoslavia Vladislav Bogićević
C Germania Franz Beckenbauer
C Jugoslavia Ilija Mitić
A Italia Giorgio Chinaglia
A Germania Karl-Heinz Granitza
A Brasile Pelé


Statistiche generali marcatori e assistmen[modifica | modifica sorgente]

Calciatore Anni Squadre Goal Incontri
Giorgio Chinaglia 1976-1983 Cosmos 193 213
Alan Willey 1976-1984 Kicks
Manic
129 238
Karl-Heinz Granitza 1976-1984 Sting 128 199
Ron Futcher 1976-1984 Kicks
Timbers
Roughnecks
119 201
Paul Child 1972-1981 Chiefs
Earthquakes
Rogues
102 241
Ilija Mitić 1967-1976 Clippers
Tornado
Earthquakes
101 166
Steve David 1974-1981 Toros
Aztecs
Express
Surf
Earthquakes
100 175
Ace Ntsoelengoe 1973-1984 Toros
Dynamos/Kicks
Blizzard
87 244
Mike Stojanović 1976-1982 Lancers
Sockers
Earthquakes
83 179
Laurie Abrahams 1978-1984 Tea Men
Roughnecks
Surf
Sockers
76 162
Carlos Metidieri 1968
1970-1974
Aztecs
Lancers
Minutemen
61 130
Teofilo Cubillas 1979-1983 FL Strikers 59 120
Randy Horton 1971-1976 Cosmos
Diplomats
Bicentennials
51 89
Rodney Marsh 1976-1979 Rowdies 48 94
Kyle Rote Jr. 1973-1979 Tornado
Hurricane
43 142
Oscar Fabbiani 1979-1981 Rowdies 40 55
Steve Zungul 1983-1984 Earthquakes 36 46
Gyula Visnyei 1975-1982 Aztecs
Earthquakes
Sockers
34 166
Pelé 1975-1977 Cosmos 31 56
Johan Cruijff 1979-1981 Aztecs
Diplomats
25 53
Franz Beckenbauer 1977-1980
1983
Cosmos 19 105
Calciatore Anni Squadre Assist Incontri
Vladislav Bogićević 1978-1984 Cosmos 147 203
Karl-Heinz Granitza 1978-1984 Chicago Sting 101 199
Ray Hudson 1977-1984 Kicks 99 197
Steve Wegerle 1977-1984 Rowdies
Cosmos
88 196
Ace Ntsoelengoe 1973-1984 Toros
Dynamos/Kicks
Blizzard
82 244
Giorgio Chinaglia 1976-1983 Cosmos 81 213
David Bradford 1978-1984 Express
Diplomats
Roughnecks
Sounders
80 197
Gyula Visnyei 1975-1982 Aztecs
Earthquakes
Sockers
68 166
Laurie Abrahams 1978-1984 Tea Men
Roughnecks
Surf
Sockers
64 162
Teofilo Cubillas 1979-1983 FL Strikers 61 120
Ron Futcher 1976-1984 Kicks
Timbers
Roughnecks
58 201
Rodney Marsh 1976-1979 Rowdies 50 94
Alan Willey 1976-1984 Kicks
Manic
48 238
Franz Beckenbauer 1977-1980
1983
Cosmos 47 105
Paul Child 1972-1981 Chiefs
Earthquakes
Rogues
47 241
Mike Stojanović 1976-1982 Lancers
Sockers
Earthquakes
45 179
Kyle Rote Jr. 1973-1979 Tornado
Hurricane
38 142
Ilija Mitić 1967-1976 Clippers
Tornado
Earthquakes
37 166
Johan Cruijff 1979-1981 Aztecs
Diplomats
37 53
Carlos Metidieri 1968
1970-1974
Aztecs
Lancers
Minutemen
28 130
Steve David 1974-1981 Toros
Aztecs
Express
Surf
Earthquakes
28 175

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c NASL Homepage. URL consultato il 18 febbraio 2008.
  2. ^ a b RSSSF - Storia del campionato statunitense di calcio
  3. ^ RSSSF - NASL, classifiche
  4. ^ a b (EN) Steve Holroyd e David Litterer, The Year in American Soccer - 1967 in Sover.net, 17 febbraio 2008. URL consultato il 19 febbraio 2008.
  5. ^ (EN) Steve Holroyd e David Litterer, The Year in American Soccer - 1971 in Sover.net, 17 febbraio 2008. URL consultato il 17 febbraio 2010.
  6. ^ (EN) Steve Holroyd e David Litterer, The Year in American Soccer - 1974 in Sover.net, 17 febbraio 2008. URL consultato il 10 luglio 2010.
  7. ^ (EN) Steve Holroyd e David Litterer, The Year in American Soccer - 1975 in Sover.net, 10 luglio 2010. URL consultato il 10 luglio 2010.
  8. ^ La partita Cosmos-Lauderdale Strikers (14 agosto 1977) raggiunse la cifra record di 77.691 spettatori. Cfr. Markovitz e Hellerman, p. 167.
  9. ^ (EN) Steve Holroyd e David Litterer, The Year in American Soccer - 1976 in Sover.net, 10 luglio 2010. URL consultato il 10 luglio 2010.
  10. ^ a b Chandler, p. 150.
  11. ^ a b (EN) Steve Holroyd e David Litterer, The Year in American Soccer - 1979 in Sover.net, 10 luglio 2010. URL consultato il 10 luglio 2010.
  12. ^ a b c Marcovitz e Hellerman, p. 167.
  13. ^ (EN) Steve Holroyd e David Litterer, The Year in American Soccer - 1980 in Sover.net, 10 luglio 2010. URL consultato il 10 luglio 2010.
  14. ^ (EN) Steve Holroyd e David Litterer, The Year in American Soccer - 1981 in Sover.net, 10 luglio 2010. URL consultato il 10 luglio 2010.
  15. ^ (EN) Steve Holroyd e David Litterer, The Year in American Soccer - 1982 in Sover.net, 10 luglio 2010. URL consultato il 10 luglio 2010.
  16. ^ a b (EN) Steve Holroyd e David Litterer, The Year in American Soccer - 1983 in Sover.net, 10 luglio 2010. URL consultato il 10 luglio 2010.
  17. ^ a b c d (EN) Steve Holroyd e David Litterer, The Year in American Soccer - 1984 in Sover.net, 10 luglio 2010. URL consultato il 10 luglio 2010.
  18. ^ Marcovitz e Hellerman, p. 169.
  19. ^ Marcovitz e Hellerman, p. 168.
  20. ^ (EN) K. Pendleton, «An Interview With Clive Toye».
  21. ^ RSSSF - Albo d'Oro USA
  22. ^ RSSSF - Capocannonieri USA
  23. ^ RSSSF - Giocatori dell'anno NASL
  24. ^ a b NASL - Premi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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