Dino Baggio
| Dino Baggio | ||
|---|---|---|
| Dino Baggio nel 1991 con la maglia dell'Inter | ||
| Dati biografici | ||
| Nome | Dino Baggio | |
| Paese | ||
| Altezza | 188 cm | |
| Peso | 80 kg | |
| Calcio |
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| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Centrocampista | |
| Ritirato | 2009 | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 1976-1984 1984-1990 |
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| Squadre di club1 | ||
| 1990-1991 | 25 (2) | |
| 1991-1992 | → |
27 (1) |
| 1992-1994 | 49 (1) | |
| 1994-2000 | 172 (20) | |
| 2000-2003 | 44 (1) | |
| 2003-2004 | → |
9 (1) |
| 2004 | → |
13 (0) |
| 2004-2005 | 0 (0) | |
| 2005-2006 | 3 (0) | |
| 2008-2009 | 1 (0) | |
| Nazionale | ||
| 1990-1992 1992 1991-1999 |
18 (1) 5 (0) 60 (7) |
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| Palmarès | ||
| Europei di calcio Under-21 | ||
| Oro | Spagna 1992 | |
| Argento | Stati Uniti 1994 | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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| Statistiche aggiornate al 15 giugno 2009 | ||
Dino Baggio (Camposampiero, 24 luglio 1971) è un ex calciatore italiano, che giocava nel ruolo di centrocampista.
Nel 1994 è stato vicecampione del mondo ai Mondiali statunitensi. Ad oggi ricopre il ruolo di maestro della tecnica nelle giovanili del Padova.[1]
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] Club
Comincia a muovere i primi passi a cinque anni nel campo di Tombolo in Provincia di Padova. A tredici anni viene notato dai dirigenti del Torino.[2] Cresciuto calcisticamente nella squadra granata, esordisce in Serie A in Torino-Lazio 0-0 del 9 settembre 1990. Divenuto presto titolare, alla fine della stagione in maglia granata colleziona 25 presenze ed un gol. Nel 1991 viene ceduto alla Juventus, che lo gira in prestito all'Inter per una stagione. L'annata coi nerazzurri è stata molto travagliata e Baggio colleziona comunque 27 presenze ed un gol.
Tornato alla Juventus, diviene un pilastro del centrocampo bianconero vincendo la Coppa UEFA in finale contro il Borussia Dortmund: è stato il protagonista della doppia finale segnando il gol del pareggio all'andata (3-1) e una doppietta nel ritorno (3-0).
Rimane ancora una stagione coi bianconeri prima di passare definitivamente al Parma di Nevio Scala. Nel 1994-95 il Parma lotta su tre fronti contro la Juventus. Se i bianconeri prevalgono in campionato e in Coppa Italia, i parmensi vincono la loro prima Coppa UEFA con Dino Baggio ancora una volta protagonista: all'andata finisce 1-0 con gol del centrocampista mentre del ritorno Baggio pareggiò di testa l'iniziale vantaggio di Vialli (1-1). Ciò fu sufficiente per alzare al cielo il suo secondo titolo europeo, terzo per il Parma. Rimane sempre titolare sia con Carlo Ancelotti che con Alberto Malesani. Con quest'ultimo vince per la terza volta, la Coppa UEFA in finale contro i francesi dell'Olympique Marsiglia. Nell'andata dei sedicesimi di finale contro i polacchi del Wisła Cracovia, Baggio viene ferito alla testa da un coltello lanciato da un tifoso che gli causa cinque punti di sutura[3]. A causa di ciò il Wisła fu sospeso dalle coppe europee per un anno. Nello stesso anno conquistò la Coppa Italia in finale contro la Fiorentina e ad agosto la Supercoppa Italiana sul Milan campione d'Italia.
Negli ultimi anni di carriera, tra il 2000 e il 2005, ha giocato solo sprazzi di 66 incontri.
Nella Lazio, squadra che lo acquistò nell'ottobre del 2000, dopo un inizio positivo non riesce più a trovare spazio nella formazione romana fino a che, nel 2003, viene ceduto in prestito agli inglesi del Blackburn Rovers. A gennaio è di nuovo in Italia, all'Ancona, dove si trasferisce sempre con la formula del prestito. Torna poi nel 2004 alla Lazio dove viene messo ai margini della rosa di prima squadra tanto che, insieme al compagno Paolo Negro, avvia una causa per mobbing contro la società del presidente Lotito.
Nel 2005 passa alla Triestina, per ripartire con una nuova esperienza dalla Serie B, ma dopo appena tre presenze decide, nell'ottobre dello stesso anno, di rescindere il contratto con gli alabardati e di appendere le scarpette al chiodo.
Nel febbraio 2008, dopo due anni e mezzo dal suo apparente ritiro, torna al calcio giocato. All'età di quasi 37 anni milita in Terza Categoria, nella squadra del Tombolo, allenata dal suo primo allenatore, Cesare Crivellaro[4].
In Serie A ha disputato 333 partite realizzando 25 gol. Nelle coppe europee 73 partite con 13 gol.
[modifica] Nazionale
Ha fatto parte della Nazionale Under-21 con il tecnico Cesare Maldini. Con la Nazionale Olimpica ha preso parte alle Olimpiadi di Barcellona '92.
Sotto la direzione di Arrigo Sacchi ha debuttato con la Nazionale a 20 anni, il 21 dicembre 1991, nella partita Italia-Cipro (2-0) disputata a Foggia. Il 24 febbraio 1993 realizza il suo primo gol ad Oporto contro il Portogallo.
Divenuto presto titolare, con il coetaneo Albertini forma per molti anni il fulcro del centrocampo della Nazionale. Partecipa al Mondiale 1994, dove l'Italia perde la finale ai rigori, in cui segna due reti (contro la Norvegia nel primo turno e contro la Spagna nei quarti di finale). Disputa anche l'Europeo 1996 e il Mondiale 1998.
Il 13 novembre 1999 disputa la sua ultima partita in Nazionale, l'amichevole Italia-Belgio (1-3).
Conta 60 presenze in Nazionale con 7 gol. Fu vicecampione del mondo con l'Italia nel 1994.
[modifica] Controversie
Durante la partita Parma-Juventus del 9 gennaio 2000 commise un fallo volontario su Gianluca Zambrotta, sanzionato con il cartellino rosso dall'arbitro Stefano Farina. In seguito fece il gesto del pollice e indice sfregati a mo' di contasoldi, accompagnato da uno sputo a terra[5].
In seguito viene squalificato per due partite e multato dal Parma per 200 milioni di lire[6], oltre a saltare la partita amichevole della Nazionale contro la Svezia del 23 febbraio 2000 per decisione di Luciano Nizzola, allora presidente della FIGC[7].
[modifica] Fuori dal campo
Amante del teatro, debutta l'8 marzo 2008 al teatro Accademico di Castelfranco Veneto nei panni di un soldato romano ne La Passione di Cristo, con la compagnia Và Pensiero di Tombolo. Nella compagnia recita anche sua moglie, Maria Teresa Mattei, ex ragazza di Non è la Rai e nel cast di Buona domenica fino al matrimonio[8].
[modifica] Statistiche
[modifica] Cronologia presenze e reti in Nazionale
[modifica] Palmarès
[modifica] Club
[modifica] Competizioni nazionali
- Torino: 1989-1990
Coppa Italia: 1
- Parma: 1998-1999
- Parma: 1999
[modifica] Competizioni internazionali
- Torino: 1991
Coppa UEFA: 3
[modifica] Note
- ^ «E' uscita l'autobiografia di Dino Baggio», padovacalcio.it, 12-01-2012. URL consultato in data 19-01-2012.
- ^ «La biografia di Dino Baggio in uscita con CIESSE Edizioni», stefanovisona.it, 25-09-2011. URL consultato in data 15-10-2011.
- ^ «Un coltello vola in campo, paura per Baggio», corriere.it, 21-10-1998. URL consultato in data 11-02-2010.
- ^ Dino Baggio riparte dalla terza categoria. 15-02-2008. URL consultato il 15-02-2008.
- ^ Dino Baggio dà del venduto all'arbitro, Bergamo lo difende da Corriere della Sera, 10 gennaio 2000
- ^ Maxi-sconto a Dino Baggio: due giornate, Corriere della Sera, 22 gennaio 2000
- ^ La Figc: "Dino Baggio fuori dalla Nazionale", da La Repubblica, 10 gennaio 2000
- ^ Dino Baggio sullo spettacolo la Passione di Cristo. URL consultato il 10 marzo 2008.
[modifica] Collegamenti esterni
- Calciatori del Torino F.C.
- Calciatori del F.C. Internazionale Milano
- Calciatori della Juventus F.C.
- Calciatori del Parma F.C.
- Calciatori della S.S. Lazio
- Calciatori del Blackburn Rovers F.C.
- Calciatori dell'A.C. Ancona
- Calciatori dell'U.S. Triestina Calcio
- Calciatori italiani
- Nati nel 1971
- Nati il 24 luglio
- Calciatori della Nazionale italiana