Association Sportive de Monaco Football Club

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Association Sportive de Monaco Football Club
Calcio Football pictogram.svg
Les Rouge et Blanc
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Crown on red and white.png Bianco-Rosso
Dati societari
Città Monaco
Paese Monaco Monaco
Confederazione UEFA
Federazione Flag of France.svg FFF
Campionato Ligue 1
Fondazione 1919
Presidente Russia Dmitrij Rybolovlev
Allenatore Italia Claudio Ranieri
Stadio Stade Louis II
(18 523 posti)
Sito web www.asm-fc.com
Palmarès
Ligue1 trophy.svgLigue1 trophy.svgLigue1 trophy.svgLigue1 trophy.svgLigue1 trophy.svgLigue1 trophy.svgLigue1 trophy.svg
Titoli di Francia 7
Trofei nazionali 5 Coppe di Francia
1 Coppa di Lega francese
4 Supercoppa di Francia
1 Ligue 2
Trofei internazionali 3 Coppa delle Alpi
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Association Sportive de Monaco Football Club (abbreviato in AS Monaco FC, o ASM), è una società calcistica monegasca nata il 1 agosto 1919, iscritta alla federazione calcistica francese. È tra le squadre più titolate del calcio francese, avendo vinto sette campionati, cinque Coppe di Francia, una Coppa di Lega francese e quattro Supercoppe francesi; è nota a livello internazionale per aver raggiunto la finale di Champions League nel 2003-04, persa contro il Porto, dopo aver disputato per due volte negli anni novanta la semifinale.

Le rivalità più accese sono quelle con Nizza e Olympique Marsiglia, principalmente per motivi geografici.

Indice

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nascita e inizio (1924-33)[modifica | modifica sorgente]

L'Association sportive de Monaco viene creata il 23 agosto 1924. Il club nacque dalla fusione di più società sportive del Principato: lo Swimming Club, Monaco Sport (inizialmente Herculis, club di calcio emblematico del Principato nato nel 1903, ribattezzato nel 1923 Monaco Sport), l' AS Beausoleil, l' Étoile de Monaco e l' AC Riviera[1]. Il 1º agosto 1919 le società si fondono, dando quindi vita all'AS Monaco. Dopo la fusione, la squadra fa il suo debutto calcistico nella stagione 1924-1925.

Martin Robin fu il primo presidente del club, in carica dal 1925, e rimase in carica per 5 anni[2]. I primi colori sociali del club sono nero e bianco[3]. Il primo stadio del club fu il "Fontvieille". Dopo dei buoni risultati in Promotion, il club accede al gruppo B della Division d'Honneur du Sud-Est ma, quando si trovava solo in testa del girone, il Monaco venne relegata all'ultimo posto a seguito di una denuncia.

Localizzazione dell'AS Monaco (Sotto a destra)

Il ritorno in Division 1 e il 2º posto (1933-59)[modifica | modifica sorgente]

Campione della Ligue du Sud-Est nel 1933, l'AS Monaco diventa un club professionista. Nello stesso anno arrivarono Pierre Cazal, Hongrois Szanilo e Szentimiklosy. All'inizio della sua prima stagione, l'AS Monaco sale in Division 1; il Monaco deve rinunciare alla professionalità : infatti, a causa della non conformità dello Stadium Moneghetti e di una penalizzazione, è destinato a partecipare al Campionato Amatoriale. L'AS Monaco utilizzerà da allora un nuovo stadio (Stadio Louis II, inaugurato 23 aprile 1939) e ha una squadra competitiva che vinceil titolo di campione della Southern League East nel 1948 dopo molti anni di carestia (il campionato è stato momentaneamente interrotto dalla Seconda guerra mondiale). Il Monaco guadagnò definitivamente lo status di squadra professionale nello stesso anno. Dal ritorno in Division 2, i monegaschi vogliono terminare su un onorabile ottavo posto. Quando il Prince Rainier III, succeduto a suo nonno Prince Louis II, alla fine della stagione, il club beneficerà di un fedele sostenitore della famiglia reale[4]. La stagione successiva ha visto il traguardo in squadra un poco brillante 16º posto. Dopo due stagioni dove la squadra termina in un bello ma inutile 5º posto, la squadra compie l'impresa di arrivare al secondo posto nella stagione 1952-1953. Questa è la prima volta che una squadra del principato si qualificasse in Division 1, o l'attuale Ligue 1.

Lucien Leduc: i primi titoli e il double per il club (1960-62)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1958 arriva nella panchina del Monaco l'ex calciatore francese e della Nazionale Lucien Leduc[1]. Nel 1960, l'AS Monaco vince il suo primo titolo, la Coupe de France del 1959-60, battendo l'AS Saint-Étienne con il risultato di 4-2[5]. Dopo ciò Michel Hidalgo diventa il capitano del club. L'anno seguente, l'AS Monaco ha una nuova maglia, che presto diventerà emblematica. I nuovi colori sociali sono il bianco con strisce rosse per celebrare la nuova maglietta. Questa maglia, destinata per la Principessa Grace Kelly, porta il Monaco alla vittoria del primo campionato di Francia di quell'anno. Nel 1961, il Monaco fa il suo primo passo nella Coppa d'Europa, ma non riesce a passare il primo turno, eliminata dal Glasgow Rangers. La stagione 1961-1962 è un po' più laboriosa, ma quest'anno non sarà dei più belli. Henri Biancheri e i suoi compagni realizzano il primo double, fatta della coppia Coppa-Campionato, della storia del club: il Monaco batte l'Olympique Lyonnais per 2-0 in finale della Coupe de France.

La crisi: tra Division 1 e Division 2 (1963-75)[modifica | modifica sorgente]

Gli anni che seguono non sono del tutto brillanti, anche se la squadra riesce ad andare al secondo turno di Champions League nel 1964, in quel tempo chiamata Coppa dei Campioni, la squadra è tornata nei ranghi sulla scena nazionale. Nel 1969, l'ASM è ritornata in seconda divisione. Dopo essere tornata in prima divisione nel 1970, il Monaco oscilla tra Division 1 et Division 2. Questo periodo tuttavia, è segnato dall'arrivo di uno dei più grandi giocatori nella storia del club monegasco, Delio Onnis: l'attaccante argentino, un giocatore abile e preciso, diventa il goleagol del club nel 1973, e in seguito capocannoniere del campionato di Francia di calcio del 1975.

Delio Onnis, il miglior goleador della storia dell'AS Monaco (223 gol) ed elemento fondamentale per il recupero del club nel 1975-80

Jean-Louis Campora, Lucien Lulec e il recupero (1975-80)[modifica | modifica sorgente]

In collasso, il club vota l'arrivo del Presidente Jean-Louis Campora che in quest'anno contribuisce alla strutturazione del club. Gérard Banide è il nuovo responsabile del centro di formazione del club, e Lucien Leduc fa il suo ritorno in panchina dopo la retrocessione del club nel 1976[1].

Con Onnis, che ha accettato di stare nel club in D2, l'AS Monaco realizza l'impresa di vincere il campionato D2 ed essere incoronato campione di Francia nel 1978, grazie ai suoi giocatori Christian Dalger, Rolland Courbis, Jean-Luc Ettori e Jean Petit. Questo titolo fa qualificare il club nella Coppa UEFA per la prima volta nella storia. L'AS Monaco vince la sua terza Coupe de France nel 1980 con la direzione di Gérard Banide[6].

La lotta senza successo per l'Europa (1980-87)[modifica | modifica sorgente]

Al debutto degli anni ottanta, il club acquista tredici giocatori della Nazionale che fanno arrivare alla squadra tre volte al 4º posto e a far arrivare il club alla vittoria della Division 1 1981-1982, acquistando e attirando nuovi giocatori della Nazionale della Francia (Manuel Amoros e Daniel Bravo con altri), ma che resta assente sulla scena europea. La stagione 1983-1984 volta all'arrivo di Lucien Muller al comando della squadra (come allenatore) del Principato, di cui la stagione sarà pessima. In effetti, l'AS Monaco FC, che non disputa le Coppe europee, omette di differenza reti contro il Bordeaux per il campionato e dà in ore di lavoro straordinario solo una persa per 2-0 contro il Metz nella finale della Coupe de France[7].

Malgrado questo insucesso, la stagione rimarrà difficile (10º posto nella prima parte del campionato). Il Monaco non esiste ancora sul palcoscenico continentale a causa di una sconfitta contro il CSKA Sofia nel 1º round. Con il ritorno di Jean-Luc Ettori, l'AS Monaco effettuerà una notevole seconda parte di stagione senza perdere neanche una partita arrivando così al 3º posto in campionato e vince la Coupe de France contro il Paris Saint-Germain per 1-0[8].

Ancora una volta, questa seconda metà della stagione non si tradurrà in una povera stagione 1985-1986: il nono posto in classifica con un primo turno di eliminazione dalle Coppa delle Coppe contro l'Universita di Cracovia e l'eliminazione nel 32º turno della Coupe de France contro il le Havre 1-2[9]. Lucien Muller quindi ha rassegnato le dimissioni da allenatore.

La panchina venne, nella stagione seguente, affidata al romeno Stefan Kovacs, con l'idea di rilanciare la squadra per questa nuova stagione senza la Coppa Europea. La stagione finisce con un 5º posto che non permette la qualificazione nella Coppa UEFA. Dopo ciò Stefan Kovacs lascia la panchina al francese Arsène Wenger.

Gli anni in Europa con Arsène Wenger (1987-95)[modifica | modifica sorgente]

Inizi (1987-88)[modifica | modifica sorgente]
Arsène Wenger, allenatore del Monaco dal 1987 al 1994

Nel 1987, Arsène Wenger diventa l'allenatore dell'ASM, dopo aver lasciato l'AS Nancy-Lorraine. Dei suoi primi anni, lui vince il titolo di campione di Francia con la sua squadra. Glenn Hoddle, Luc Sonor, Patrick Battiston, Manuel Amoros e Marcel Dib si trasferirono in altri club. L'unica nota stonata è l'eliminazione al 16º turno eliminatorio della Coupe de France contro i vicini di casa, l'OGC Nice. Quest'anno, il Monaco non giocherà la Coppa dei Campioni.

Semifinale della Coppa delle Coppe (1988-91)[modifica | modifica sorgente]

Durante la stagione 1988-1989, la squadra è decimata da infortuni e squalifiche, ma arriva al terzo posto in classifica e gioca la finale della Coupe de France, dove perde contro l'Olympique de Marseille. Questa stagione permetterà l'arrivo di giocatori come Emmanuel Petit e George Weah. Al di là del risultato stesso, il Monaco rompe le sue cattivi abitudini europee e passa i due primi turni della Coppa delle Coppe, dove arriva alle semifinali, grazie a una convincente vittoria 6-1 contro il FC Bruges agli ottavi di finale nella gara di ritorno. Il Monaco può dunque scrivere l'inizio della sua storia europea e internazionale.

La stagione che segue sarà una continuazione dei primi due con un terzo posto e un secondo posto di qualificazione per la Coppa UEFA e la vittoria della Coupe de France nel 1991. Ma è soprattutto sulla scena europea come l'AS Monaco FC si distingue ottenendo i suoi prime semifinali nella Coppa delle Coppe nel 1990, dopo un corso stretto (sei pareggi in otto partite) per essere mostrata la forza di questa squadra. Questo esperimento non permette di attraversare l'ostacolo successivo, FK Torpedo Mosca negli ottavi di finale di Coppa UEFA dell'anno successivo.

Finalista della Coppa delle Coppe UEFA (1991-1992)[modifica | modifica sorgente]

La stagione 1991-1992, sarà una delle più complete del club. In effetti, si è impegnata su tutti i tavoli possibili, ma ciò si trasforma in fallimento a maggio. Prima la sconfitta allo Stade Louis II contro il Marsiglia (0-3), con risultato che il Monaco si trova al secondo posto dietro i vincitori della serata, e poi il crollo di una piattaforma di Bastia nella semifinale della Coupe de France, dove termina la finale per il quale l'ASM è stato qualificato ai calci di rigore contro l'AS Cannes, dove perde. Infine, una sconfitta allo Stadio de Luz, a Lisbona contro il Werder Brêma (0-2) nella finale della Coppa delle Coppe.

George Weah lascia allora il Monaco per il Paris Saint-Germain, ed è rimpiazzato dal campione del mondo tedesco, Jürgen Klinsmann. La stagione 1992-1993 segna l'inizio della fine del ciclo nonostante un terzo posto. Perfortuna, essendo squalificati sia l'Olympique de Marseille e il PSG, ASM è qualificato per la Coppa delle Coppe UEFA.

Semifinali di Champions League e l'ultimo anno in maglia rosso-blu per Jean-Luc Ettori (1993-94)[modifica | modifica sorgente]

La stagione 1993-1994 sarà contrassegnata per il Monaco che ha chiuso nono in campionato e in secondo luogo che si qualifica brillantemente per le semifinali di Champions League, che cade 0-3 contro il Milan a San Siro, dopo aver sconfitto l'AEK Atene, lo Steaua Bucarest, lo Spartak Mosca e il Galatasaray a Istanbul, nonostante due sconfitte contro l'FC Barcelona. Jean-Luc Ettori metterà fine alla sua carriera dopo aver battuto il record di gare disputate in Division 1 in questa stagione[10].

L'addio a Wenger (1994-95)[modifica | modifica sorgente]

Fabien Piveteau venuto dal Le Havre AC viene acquistato dal club con Sonny Anderson in attacco. A seguito di una brutta partenza nella stagione 1994-1995 e una sconfitta 0-2 contro l'OGC Nice allo Stade Louis II (1ª partita per Thierry Henry in Division 1), Arsène Wenger si ringrazia e si dimette, lasciando il posto a Jean-Luc Ettori e a Jean Petit. AS Monaco poi riesce malapena a qualificarsi per la Coppa UEFA, arrivando al 6º posto in campionato, a favore della doppia vittoria del PSG nelle coppe nazionali.

Questo anno di transizione segna la fine di un Wenger un'epoca la cui regolarità si segnala al più alto livello nazionale e accesso ad alta livello europeo, anche se, in ultima analisi, un solo campionato e una Coppa di Francia sono stati guadagnati.

Gli anni con Jean Tigara (1995-99)[modifica | modifica sorgente]

Thierry Henry, famoso giocatore francese, inizia a giocare nell'AS Monaco, dove gioca dal 1994 al 1999, scendendo in campo 105 volte con 20 goal

Durante la transizione nel 1995, Jean Tigana ha preso il controllo del club di Monaco.

Dopo un avvio lento nella gara di andata e prematura eliminazione di Coppa UEFA contro il Leeds, l'ASM, quasi invincibile nel girone di ritorno, finisce la stagione con un terzo posto in classifica. Sonny Anderson diventa capocannoniere del campionato[11].

Durante il suo secondo anno (1996-1997), Jean Tigana conquista il titolo con il club e con giocatori, come Franck Dumas, Sylvain Legwinski, Fabien Barthez, Thierry Henry, Victor Ikpeba, Emmanuel Petit, e Vincenzo Scifo, e trova la ASM in semifinale di Coppa UEFA, perdendola contro l'Inter, e la Coppa di Lega, perdendola contro l'RC Strasbourg[12].

Nel 1998, il Monaco raggiunge le semifinali di Champions League, ma viene battuto dal club torinese della Juventus FC. AS Monaco ha molti giovani giocatori di talento in quest'anno, come Willy Sagnol e il duo Thierry Henry - David Trezeguet, che giocano in attacco.

David Trezeguet, giocatore dell'AS Monaco dal 1995 al 2000, dove gioca 120 partite, segnando 61 gol

La prima metà della stagione seguente è ancora deludente. Pur battendo il Widzew Łódźcon e il Grazer AK, viene eliminata agli ottavi della Coppa Uefa contro l'Olympique Marsiglia. Thierry Henry lascia poi la squadra e va alla Juventus. Lottando con il gruppo, invece, Jean Tigana si dimise all'inizio del 1999. Esso viene poi sostituito da Claude Puel[13].

L'approdo di Claudie Puel (1998-2001)[modifica | modifica sorgente]

Claude Puel contribuisce alla sua formazione di fare buoni risultati durante la seconda metà della stagione e l'accesso al 4º posto a qualificarsi per la Coppa UEFA, avendo battuto l'O.Lione, in corsa per la Coppa dei Campioni. Fabien Barthez, Willy Sagnol, David Trezeguet, Dado Prso, Rafael Marquez, John Arne Riise, Pablo Contreras, Marco Simone, Philippe Christanval, Marcelo Gallardo, Sabri Lamouchi e Ludovic Giuly sono i giocatori fondamentali di quest'anno per il Monaco. Il club ha vinto il suo settimo titolo di campione di Francia nel 2000, dopo aver volato il campionato. Nella Coupe de France, ASM è eliminato in semifinale in casa contro l'FC Nantes, manca solo la finale contro il Calais per un altro double. L'unico punto negativo di questa stagione è stata l'eliminazione agli ottavi di finale di Coppa UEFA contro il Maiorca,

Dopo la partenza di molti giocatori chiave e delusioni causate da alcuni dei giocatori, la stagione seguente l'ASM si deve accontentare di un 11º posto e il club viene eliminato al primo turno di Champions League in un gruppo ancora a portata di mano.

L'arrivo di Didier Deschamps (2001-2005)[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi e la squadra basata su giovani (2001-2003)[modifica | modifica sorgente]
Didier Deschamps, allenatore del club dal 2001 al 2005

Didier Deschamps è il nuovo allenatore della ASM, che lo allenerà dal 2001 al 2005. Nel 2001, Claude Puel, che avrà avuto il tempo per una stagione e mezzo per convincere, ma senza successo, essendo che l'ASM ha perso la finale di Coppa di Lega contro l'Olympique Lyonnais. Il reclutamento estivo fu rivelato disastroso, nonostante l'avvento di giocatori di classe mondiale come Oliver Bierhoff, Florin Răducioiu e Vladimir Jugovic, poiché il Monaco va di poco a lato di retrocessione con un 15º posto disastroso in campionato a 18 squadre.

Nel 2002, i gioielli lasciano il club e sono sostituiti da giovani talenti che ottengono quest'anno il 2º posto, dopo una feroce battaglia con il Lione, e una vittoria nella Coupe de la Ligue 2002-2003. AS Monaco spigola passando il titolo onorifico di miglior attacco[14].

L'arrivo in finale nella Champions League (2003-04)[modifica | modifica sorgente]

La stagione 2003-2004 è una stagione memorabile per il club. Questo è l'anno della squadra Rosso e Bianca. Qualificato per la Champions League, l'AS Monaco FC è messo nel primo turno sconfiggendo il Deportivo La Coruna, vincendo 8-3, facendo un nuovo record per numero di gol segnati in una partita. Questo grazie ai giocatori come il portiere Flavio Roma e Jerome Rothen, Patrice Evra, Hugo Ibarra, ma soprattutto la sua coppia di magia offensiva, ala destra Ludovic Giuly e l'attaccante spagnolo in prestito dal Real Madrid, Fernando Morientes. Nel secondo turno, il Monaco elimina il Lokomotiv Mosca ed giocherà così contro il Real Madrid nei quarti di finale. Il club spagnolo è battuto dopo due partite spettacolari dal Monaco, grazie soprattutto a Ludovic Giuly e Fernando Morientes. In semifinale, l'AS Monaco FC elimina ancora una volta una grande squadra, il Chelsea Football Club. Tuttavia, i giocatori non riescono a battere il Porto in finale, perdendo 3-0. Fernando Morientes, ancora capocannoniere in Champions League, e Dado Prso uguale il record di gol Champions League in una partita. Dopo aver monopolizzato il 1º posto e contando dodici punti di vantaggio sui loro avversari, dopo una vittoria per 3-0 contro l'Olympique Lyonnais, i giocatori del Monaco arrivano terzi in campionato pur conquistando 75 punti e pagando loro sforzi europei[15].

Ludovic Giuly, capitano dell'AS Monaco nella finale di Champions League 2003-2004

Il corso europeo dell'anno precedente non consentirà al club di rimbalzo, ma affondando lentamente nell'anonimato.

L'ultimo anno di Didier Deschamps (2004-05)[modifica | modifica sorgente]

In effetti, approfittando del loro successo, i gioielli dell'ASM lasciano il club: Giuly è andato al Barcellona, Fernando Morientes torna al Real Madrid, e Jerome Rothen si è trasferito al PSG. Allora venne a sostituirli l'argentino Javier Saviola, l'uruguayano Ernesto Chevantón, il brasiliano Maicon e il sierra-leonnese Mohamed Kallon. Sulla base di una solida difesa (solo 5 sconfitte), il Monaco finisce l'anno ancora al terzo posto in campionato e vincitore di due coppe nazionali. Dopo un solido primo turno e convincente (1º posto prima della eventuale vincitori Liverpool), ASM non supera la fase finale ad eliminazione diretta della Champions League, perdendo contro il PSV Eindhoven[16].

Formazioni della finale di Champions League 2003-2004 Monaco-Porto

La discesa agli inferi (2005-2011)[modifica | modifica sorgente]

L'esonero di Deschamps all'inizio della stagione 2005-06, per 4 sconfitte in sette partite, dette inizio ad un periodo di impasse per la squadra, che non riuscì più ad ottenere risultati di vertice nonostante l'avvicendamento di vari allenatori.

Il mese con Jean Petit (2005)[modifica | modifica sorgente]

L'anno 2005-2006 sarà dei più decisivi. Il Monaco, che non ha sicuramente i mezzi o la volontà di ricostruire una grande squadra, vende alcuni giocatori promettenti. Il nuovo allenatore del club si chiama Jean Petit, starà sulla panchina della squadra solo per quattro incontri.

L'era di Francesco Guidolin: il 10º posto e addio (2005-06)[modifica | modifica sorgente]

Sotto il comando di Francesco Guidolin, la squadra gioca bene e recupera, tanto che mancano solo due lunghezze per il secondo posto. Il calciomercato invernale vede Evra e Adebayor lasciare il club per unirsi rispettivamente con Manchester United e Arsenal FC. Nonostante l'acquisto degli italiani Marco Di Vaio e Christian Vieri, il Monaco termina solo al 10º posto e viene eliminato ai sedicesimi di Coppa UEFA contro il FC Basel. Il tecnico italiano non rinnova.

I due mesi di László Bölöni: 7 perse in 10 giocate (2006)[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2006-2007 senza le Coppe europee, l'AS Monaco dà il compito di riportare la squadra in zona Europa a László Bölöni, che ha fatto bene allo Stade Rennais, vengono ceduti Sebastien Squillaci all'Olympique Lyonnais, Andreas Zikos all'AEK Atene, Olivier Kapo al Levante; e vengono acquistati Yaya Toure, Sylvain Monsoreau, Jeremy Menez, Jan Koller, Jerko Leko, Gonzalo Vargas e Fabian Bolivar. Il Monaco si ritrova al 19º posto in campionato con sette sconfitte in dieci partite giocate. Il 24 ottobre 2006 l'allenatore è sollevato dall'incarico e sostituito dal suo vice, Laurent Banide dopo aver perso in occasione dell'ottavo round della Coppa di Lega ai rigori.

L'anno di Laurent Banide (2006-07)[modifica | modifica sorgente]

Laurent Banide, dopo una partenza difficile, è riuscito a infilare buoni risultati. La squadra termina il campionato al nono posto, ma non riuscendo ad arrivare nelle coppe europee, l'allenatore non viene riconfermato.

L'era di Raymundo Ricardo: il 12º posto e l'addio (2007-09)[modifica | modifica sorgente]

Per la stagione 2007-2008, Laurent Banide viene sostituito dal brasiliano Raymundo Ricardo, che proviene dal Bordeaux, venuto al Monaco per risollevare la squadra, la scelta è quella di costruire una squadra contando al massimo sulle forze dei giovani talenti del centro di formazione. Il club arriverà al 9º posto prima della pausa invernale e finisce la stagione al 12º posto. Questa stagione è caratterizzata da una pesante sconfitta 0-6 contro il Bordeaux, il risultato più pesante della storia del club al Louis II.

L'era di Guy Lacombe: la finale di coppa persa e la retrocessione (2009-11)[modifica | modifica sorgente]
Stéphane Ruffier (qui con la maglia dell'ASSE), finalista della Coupe de France 2009-2010

La stagione 2008-2009 ha visto la nomina di Guy Lacombe come allenatore al posto di Ricardo. Ha ereditato una squadra giovane, con molti giocatori con un buon potenziale come Stéphane Ruffier, Nicolas N'Koulou, Park Chu -Young, Vincent Muratori e Yohan Mollo. Lacombe porta il club del principato alla finale della Coupe de France (sconfitta contro il PSG ) e ad un 8º posto in campionato, il miglior risultato degli ultimi quattro anni. Purtroppo il tecnico non ha ripetuto la sua performance nella seconda stagione del club sotto il suo comando e di fatto è stato esonerato nel gennaio 2011, lasciando il Monaco in un allarmante 17º posto.

Il ritorno di Laurent Banide (2011)[modifica | modifica sorgente]

Allora Laurent Banide fa il suo ritorno e il Monaco recluta parecchi giocatori come Mahamadou Diarra, Pascal Feindouno e Dieumerci Mbokani, che non confermano però le aspettative. Il 29 maggio 2011 l'AS Monaco retrocede in Ligue 2 dopo una sconfitta 0-2 contro l'Olympique Lyonnais, la notte della sua partita numero 2000 in Ligue 1, e dopo 34 anni consecutivi di presenza in Ligue 1.

L'arrivo del miliardario russo Dmitry Rybolovlev (2011-oggi)[modifica | modifica sorgente]

Dmitry Rybolovlev, il primo presidente miliardario ed estero dell'AS Monaco, in carica dal 2011
L'acquisto del club di Dmitry Rybolovlev e il nuovo organico sociale (2011-12)[modifica | modifica sorgente]

Dopo diversi anni di declino e di un pozzo di denaro che non vogliono più affrontare i soci, il Principato decide di accettare l'apertura del club a un azionista estero, dopo svariati rifiuti. Così il 23 dicembre 2011, l'arrivo di Dmitrij Rybolovlev è formalizzato dopo diverse settimane di trattative. Il miliardario russo è diventato il nuovo azionista di maggioranza dell'AS Monaco comprando il 66,67% delle azioni della club[17]. Per la prima volta nella sua storia, il club non è più sotto il controllo del Principato, che rimane solo con il 33,33% delle quote. Nelle settimane che seguirono, l'organizzazione sta gradualmente prendendo la nomina del russo Evgeny Smolentsev come direttore esecutivo il 6 gennaio 2012 e il belga Filips Dhondt come amministratore delegato il 13 gennaio. Durante la finestra di mercato invernale, non meno di nove giocatori sono arrivati al Principato per provare a correggere la pendenza. Dopo poco più di due mesi, Evgeny Smolentsev si dimise da direttore esecutivo alla fine della sua missione. Il norvegese Karlsen Kristian Tor subentro a Smolentsev come direttore sportivo[18]. Tra febbraio e la fine di aprile, il team fa un saldo positivo di 10 partite senza sconfitta, con otto vittorie e due pareggi regala una speranza di poter lottare per il ritorno in Ligue 1. Il club a fine anno ha chiuso all'8º posto in classifica. Dopo il 38º giorno, il club ha annunciato la partenza di Marco Simone[19] sostituito dieci giorni più tardi da Claudio Ranieri che si è impegnato per altre due stagioni più una in opzione[20][21].

La promozione in Ligue 1 (2012-13)[modifica | modifica sorgente]

Durante il mercato estivo 2012, l'AS Monaco mette le sue ambizioni di tornare al più presto in Ligue 1. Per fare questo, il club del Principato rafforza tutti i settori della formazione. Fu allora che il club acquistò il difensore Andrea Raggi a parametro zero dal Bologna, il centrocampista difensivo Delvin Ndinga acqistato per circa 6 milioni compresi i bonus. Il Monaco ha anche portato due giocatori che hanno partecipato all'Euro 2012: il danese Jakob Poulsen pagato 2 milioni e lo svedese Emir Bajrami, preso in prestito dal FC Twente. Sebastian Ribas ha inoltre aderito alla formazione monegasca mentre Flavio Roma, tre stagioni dopo la sua partenza, e Giorgos Tzavelas non sono rimasti e sono tornati al proprio club. Dopo un eccellente record nel preparare il club inizia con una vittoria per 4-0 contro il FC Tours. Il 10 agosto, dopo diversi giorni di trattative, il club ha annunciato la firma del giovane argentino Lucas Ocampos[22], che venne acquistato per la somma di € 11.000.000, è il trasferimento più costoso nella storia della seconda divisione francese[23]. Sempre tra i primi tre in campionato, AS Monaco a fine stagione vince il titolo, e poi trova la Ligue 1, dopo due anni sofferti in seconda divisione.

Radamel Falcao, acquistato dall'AS Monaco per circa 60 milioni di euro nella stagione 2013-2014
Gli arrivi dei campioni (2013-14)[modifica | modifica sorgente]

Per il suo ritorno in Ligue 1, l'AS Monaco ha deciso di colpire duro e afferma la sua determinazione a diventare una squadra importante in Francia e in Europa. Il 24 maggio, João Moutinho e James Rodriguez firmano col Monaco per un importo complessivo di 70 milioni di euro; i due gioielli del FC Porto, dal costo di 25 milioni di euro il primo e 45 milioni di euro il secondo, sono la conferma del nuovo potere finanziario del club. Dopo qualche giorno si uniscono al club il difensore del Real Madrid Ricardo Carvalho e poi dalla star internazionale colombiano Radamel Falcao per circa 60 milioni d'euro[24]. Questo diventa il più grande trasferimento della storia del campionato francese. Il club acquista contemporaneamente un altro attaccante, il giovane Anthony Martial (allora 17enne) per 5 milioni di euro[25], il che è estremamente raro per un giocatore di quell'età, e dal Valenciennes difensore Nicolas Isimat-Mirin per 4 milioni di euro[26]. Altri giocatori come Gaetano Monachello, Jérémy Toulalan, Eric Abidal, ex giocatore di Monaco e Geoffrey Kondogbia vengono anche reclutati. Il 4 gennaio 2014 alla rosa si aggiunge anche l'ivoriano Lacina Traoré e il bulgaro Dimităr Berbatov, in prestito dal Fulham per sostituire l'infortunato Radamel Falcao.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'Association Sportive de Monaco Football Club
  • 1924-1933 - Ligues régionales
  • 1933-1934 - 3ª in Division 2. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Ligues régionales.
  • 1934-1948 - Ligues régionales.
  • 1948-1949 - 8ª in Division 2.
  • 1949-1950 - 16ª in Division 2.

Vince la Coppa di Francia (1º titolo).

  • 1960-1961 - Ligue1 trophy.svg Campione di Francia (1º titolo).
Vince la Supercoppa di Francia (1º titolo).
Vince la Coppa di Francia (2º titolo).

  • 1970-1971 - 1° nel girone C di Division 2. Green Arrow Up.svg Promosso in Division 1.
  • 1971-1972 - 19ª in Division 1. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Division 2.
  • 1972-1973 - 2° nel girone B di Division 2. Green Arrow Up.svg Promosso in Division 1 dopo spareggi con il Boulogne.
  • 1973-1974 - 16ª in Division 1.
  • 1974-1975 - 10ª in Division 1.
  • 1975-1976 - 18ª in Division 1. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Division 2.
  • 1976-1977 - 1° nel girone A di Division 2. Green Arrow Up.svg Promosso in Division 1.
  • 1977-1978 - Ligue1 trophy.svg Campione di Francia (3º titolo).
  • 1978-1979 - 4ª in Division 1.
Vince la Coppa delle Alpi (1º titolo).
Vince la Coppa di Francia (3º titolo).

Vince la Coppa delle Alpi (2º titolo).
Vince la Coppa delle Alpi (3º titolo).
Vince la Coppa di Francia (4º titolo).
Vince la Supercoppa di Francia (2º titolo).

Vince la Coppa di Francia (5º titolo).
Finalista di Coppa delle Coppe.
Vince la Supercoppa di Francia (3º titolo).
Vince la Supercoppa di Francia (4º titolo).

Copa de la Liga de Francia.png Vince la Coppa di Lega (1º titolo).
Finalista di Champions League.

Ottavi di finale di Coupe de la Ligue.
Ottavi di finale di Coupe de France.
Terzo turno in Coupe de la Ligue.

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stade Louis II.
L'esterno dello stadio Louis II

Il club inizia a giocare allo Stadio di Moneghetti (che prende il nome da uno dei dieci quartieri del Principato), vale a dire dal 1924 al 1939, la data di inaugurazione del nuovo stadio, l'ex Stade Louis II. In effetti, lo stato attuale del club è di per sé aperto nel 1985, ma anche un omaggio al principe Louis II, che ha contribuito a costruire il vecchio Stade Louis II.

Dal 1985 il Monaco gioca le partite interne nello Stadio Louis II, situato all'interno del principato[27]. L'impianto (che dal 1998 al 2012 ha ospitato le sfide di Supercoppa Europea), aperto nel 1939 e ristrutturato nel 1985, ha una capienza di 18 523 posti. Le partite più importanti che il Monaco ha giocato in questo impianto sono le semifinali di UEFA Champions League, 1997-98 e 2003-04, di Coppa delle Coppe 1989-90, 1991-92 e di Coppa UEFA 1996-97. L'impianto ospita anche le partite della Nazionale di calcio del Principato di Monaco.

Centro di formazione di La Turbie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La Turbie.

Il centro di formazione di La Turbie è stato inaugurato nel 1981 da giocatori provenienti dall'AS Monaco. Si trova a La Turbie, nella vecchia cava di Ortelli. In primo rudimentale, il complesso sportivo è stato ampiamente migliorato da allora. Alla fine del 1980, viene messo in atto tra cui una palestra. Nel 2003, lo stadio è una dimensione ultra-moderno, acquisendo ampie camere, una sala per trattamenti, una zona relax, oltre a piscine e jacuzzi. Il complesso sportivo comprende anche una fase in cui cambia la squadra di AS Monaco FC di riserva.

Aspetto giuridico ed economico[modifica | modifica sorgente]

Statuto giuridico e legale[modifica | modifica sorgente]

L'AS Monaco è costituito da una associazione, il titolare del numero di iscrizione della FFF, e la società. ASM gestisce il centro di formazione, la sezione amatoriale.

Onogramma Societario[modifica | modifica sorgente]

La SASP è diretta da Dmitrij Rybolovlev, uomo d'affari russo e azionista di maggioranza del club. Se il Vice Presidente è vacante, il norvegese Tor-Kristian Karlsen e il belga Filips Dhondt rispettivamente occupano la posizione di Amministratore delegato e Direttore Generale Esecutivo operativa mentre l'italiano Riccardo Peccini è direttore tecnico. Emmanuel Bianchi è il responsabile finanziario, mentre il Direttore dell'Area Medica è Peter Uboldi. Olga Dementyeva è il direttore esecutivo, Bruno Skropeta è il direttore della comunicazione e delle relazioni pubbliche, Bruce Bundrant, dal Liverpool, è il direttore commerciale e Bernard Veronico lavora come team manager[28].

Mentre la squadra annuncia la partenza di Tor-Kristian Karlsen, che si ritira di sua volonta dall'incarico il 1º gennaio 2013, il club ha annunciato tramite un comunicato ufficiale che torna come Vice-Presidente l'ex presidente della Club Jean-Louis Campora. Lui si occuperà, in particolare, per le relazioni esterne del club, dice il comunicato[29]. Rileva inoltre l'arrivo di Konstantin Zyryanov ai dirigenti (CEO) e Vadim Vasilyev come direttore sportivo.

L'allenatore è Claudio Ranieri, assistito da Paolo Benetti. Diversi ex giocatori fanno parte dell'organizzazione del club, Jean Petit è l'assistente dell'allenatore e come preparatore dei portieri André Amitrano con Giorgio Pellizzaro. Bruno Irles si occuperà della riserva con Sylvain Legwinski e Manuel dos Santos è il dirigente della Nazionale U17. Direttore del Centro di formazione è Federico Barilaro, che gestisce anche la nazionale U19. Il medico del club è Philippe Kuentz e il medico professionale del team è affidato a Bernardino Petrucci. I preparatori atletici sono Andrea Azzalin, Filippo Sassi e Carlo Spignoli. Infine, il dirigente dell'acquisto è Jean-Luc Buisine, ex LOSC.

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]
  • Presidente: Dmitry Rybolovlev.
  • Vicepresidente: Jean-Louis Campora.
  • Allenatore: Claudio Ranieri.
  • Assistenti Allenatore: Paolo Benetti, Jean Petit.
  • Preparatori Portieri: André Amitrano, Giorgio Pellizzaro.
  • Direttore Generale: Filips Dhondt.
  • Dirigente dell'Acquisto: Jean-Luc Buisine.
  • Direttore Esegutivo: Olga Dementyeva.
  • Direttore Area Tecnica: Riccardo Peccini.
  • Direttore Sportivo: Vadim Vasilyev.
  • Team Manager: Bernard Veronico.
  • Direttore Settore Giovanile: Bruno Irles, Sylvain Legwinski
  • Responsabile Area Ricerca e Selezione Sett. Giovanile: Pierluigi Casiraghi
  • Direttore Area Medica: Peter Uboldi, Philippe Kuentz.
  • Medico Professionale: Bernardino Petrucci.
  • Direttore Commerciale: Bruce Bundrant.
  • Responsabile Finanziario: Emmanuel Bianchi.
  • Responsabile Comunicazione Istituzionale: Bruno Skropeta.
  • Responsabile Comunicazione Sportiva: Bruno Skropeta.
  • Responsabile Rapporti con la Stampa: Bruno Skropeta.
  • Direttore Centro Formazione: Federico Barilaro.
  • Preparatori Atletici: Andrea Azzalin, Filippo Sassi e Carlo Spignoli.
  • Responsabile Rapporti Internazionali: Bruno Skropeta, Jean-Louis Campora.


Presidenti[modifica | modifica sorgente]

Dmitry Rybolovlev, il presidente e miliardario dell'AS Monaco dal 2011

Charles Campora, Antoine Romagnan et Jean-Louis Campora sono dei presidenti emblematici del club.

A dei livelli differenti, Henri Biancheri, ex giocatore e direttore sportivo, Pierre Tournier, ex direttore del centro di formazione, Jean Petit, ex giocatore e allenatore e Gerard Banide, ex allenatore e direttore del centro di formazione del club, hanno segnato il loro marchio.

Infine, Jean-Luc Ettori, detentore del record di partite giocate con l'AS Monaco, diventa allenatore e direttore sportivo dopo il suo ritiro. È rimosso dal suo incarico nel 2008.

In tutto 16 presidenti hanno guidato l'AS Monaco e due di loro hanno guidato il club due volte, Roger-Félix Médecin e Charles Campora, invece quello che è rimasto più a lungo nell'ASM è senza dubbio Jean-Louis Campora e quelli che sono rimasti meno tempo sono Giuseppe Fissore, Edmond Aubert ed Henri Corvetto. Il presidente che ha vinto più trofei è Jean-Louis Campora con cinque Ligue 1, tre Coupe de France, una Coppa di Lega e il corridore Coppa delle Coppe.

Lista dei presidenti[modifica | modifica sorgente]
I presidenti dell'AS Monaco

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Lucien Leduc, Gerard Banide, Arsene Wenger, Jean Tigana, Claude Puel e Didier Deschamps sono gli allenatori, che si sono particolarmente distinti per i risultati raggiunti e il gioco che hanno offerto. Trentadue gli allenatori nella panchina dell'AS Monaco e quattro di loro hanno guidato l'ASM due volte: Louis Pirroni, Gerard Banide, Jean Petit e Laurent Banide. Tra di loro è Lucien Leduc che ha avuto più successo con l'AS Monaco, vincendo il campionato francese due volte, due volte la Coupe de France, Coupe Charles Drago e il Trophée des Champions. Sono Armand Forcherio e László Bölöni gli allenatori chesono rimasti meno tempo. Invece Arsene Wenger rimase per sette anni al club, detendendo il record di più panchine con la squadra principatina.

Gli allenatori che hanno portato il club ai vertici[modifica | modifica sorgente]

Lucien Leduc, l'allenatore più vincente dell'AS Monaco
Lucien Leduc, l'allenatore dell'AS Monaco con più successi[modifica | modifica sorgente]

Lucien Leduc ha allenato l'AS Monaco tra il 1958-1963. Egli condusse i suoi giocatori alla vittoria di due Ligue 1, 2 Coupe de France, una Coupe Charles Drago, così come il Trofeo Teresa-Herrera e il Trophée des Champions. Quando il club va giù tre volte in Ligue 2 sotto gli ordini di Louis Pirroni, Jean Luciano e Armand Forchério. Viene sostituito nel 1976 da Lucien Leduc, che rimane per tre anni, dove riesce a far conquistare all'AS Monaco una Ligue 1.

Arsène Wenger, l'allenatore con più presenze nel club
Arsene Wenger, l'allenatore con più panchine nel Monaco[modifica | modifica sorgente]

Sotto gli ordini di Arsene Wenger l'AS Monaco vince una Ligue 1, una Coupe de France e raggiunge la finale della Coppa delle Coppe. Il suo primo incarico ufficiale è nel AS Nancy-Lorraine, dove sostituisce Hervé Collot, che si è dimesso nel 1984 come allenatore Nel 1987 è stato reclutato dall'AS Monaco, dove vince i titoli sopra elencati, ma Wenger venne respinto nel 1994 per scarso rendimento.

Jean Tigana (qui da giocatore), allenatore della squadra principatina dal 1995 al 1999
Jean Tigana: il ritorno del club nelle competizioni europee[modifica | modifica sorgente]

Fino al 1995, quando tre allenatori falliscono, l'AS Monaco chiamare alla panchina Jean Tigana, ex centrocampista della Francia negli anni ottanta e allenatore giovane che ha appena finito il runner-up nel 1995 con l'Olympique Lyonnais e il FC Nantes. Con lui il club diventa campione di Francia nel 1997 e ha raggiunto le semifinali della Coppa UEFA nel 1997 contro l'Inter e in Champions League nel 1998 contro la Juventus. Jean utilizza principalmente il diamante 4-4-2, dove insiste su un notevole lavoro tecnico durante la sua formazione e istituisce un sistema universale riconosciuto nel gioco offensivo. Rimane al club per quattro anni, prima di dimettersi dalla carica nel gennaio del 1999[30].

Claude Puel, ex. giocatore, che giocava con l'AS Monaco in tutta la sua carriera calcistica, e allenatore della squadra dal 1999 al 2001
Claude Puel, ex. giocatore a vita del Monaco e il suo allenatore dal 1999 al 2001[modifica | modifica sorgente]

Il successore di Tigara è Claude Puel, ex calciatore che ha trascorso tutta la sua carriera professionale presso l'AS Monaco, con un totale di 601 partite ufficiali tra il 1979-1996, prima di diventare un istruttore di fitness e allenatore della squadra riserve del clu. A guidare la squadra di ASM, ha vinto il campionato francese con giocatori come Ludovic Giuly, David Trezeguet, Marco Simone e Marcelo Gallardo. La stagione seguente fu meno glorioso e il suo contratto non viene rinnovato.

Didier Deschamps, l'allenatore che permise all'AS Monaco di arrivare in finale della Champions League 2003-2004.
Didier Deschamps, la finale di Champions League 2003-04[modifica | modifica sorgente]

Didier Deschamps, un altro giovane allenatore, ha preso la carica di allenatore del club principatino. Il primo anno è catastrofico, ma avendo trovato i suoi piedi e con una squadra di talento, ha condotto alla vittoria nella Coupe de la Ligue nel 2003 contro il Sochaux. Il club poi, sotto il suo comando, è arrivato in finale nella Champions League del 2003-2004, vincendo 8-3 contro La Coruna negli ottavi di finale, eliminando nei quarti di finale il Real Madrid ed infine il Chelsea in semifinale. Solo il FC Porto, con giocatori come Ricardo Carvalho, Maniche e Deco guidato da Josè Mourinho, ha potuto battere questa squadra in finale (0-3). Il 19 settembre 2005, si è spinto a prendere la decisione di lasciare il suo posto come allenatore.

Claudio Ranieri, il ritorno in Ligue 1[modifica | modifica sorgente]
Claudio Ranieri, allenatore dell'AS Monaco, che nella stagione 2012-2013 permise alla sua squadra la promozione in Ligue 1 dopo 2 stagioni di sofferenza.

Il 29 maggio 2012, Claudio Ranieri subentra a Marco Simone in panchina dell'AS Monaco con la firma di un contratto di due anni, più un'opzione aggiuntiva di un anno, nonostante l'interesse del Beşiktaş JK, Aston Villa FC, West Bromwich, Fiorentina e Qatar. Subito, di due giornate dal termine del campionato, la squadra viene promossa in Ligue 1, dopo due anni sofferti del Monaco in Ligue 2.

Giocatori celebri[modifica | modifica sorgente]

I giocatori più importanti della squadra sono, negli anni sessanta, Henri Biancheri (con il club dal 1957 al 1964), Michel Hidalgo (dal 1957 al 1966) e Marcel Artelesa (dal 1961 al 1966). Alla fine del 1970, Jean Petit (dal 1969 al 1982), Delio Onnis (dal 1973 al 1980) e Jean-Luc Ettori (dal 1975 al 1994), con la quale ha partecipato alla sua rinascita con la vittoria del campionato di Francia, dopo la promozione in Division 1.

Invece i noti per le loro prestazioni con AS Monaco sono: Claude Puel (dal 1979 al 1996), Manuel Amoros (dal 1980 al 1989), Bruno Bellone (dal 1980 al 1987), Umberto Barberis (dal 1980 al 1982), Marcel Dib (dal 1985 al 1993), Luc Sonor (dal 1986 al 1995), Glenn Hoddle (dal 1987 al 1991), George Weah (dal 1988 al 1992), Emmanuel Petit (dal 1989 al 1997), Youri Djorkaeff (dal 1990 al 1995), Lilian Thuram (dal 1991 al 1996), Jürgen Klinsmann (dal 1992 al 1994), Victor Ikpeba (dal 1993 al 1999), Thierry Henry (dal 1994 al 1999), David Trezeguet (dal 1995 al 2000), Fabien Barthez (dal 1995 al 2000), Ludovic Giuly (dal 1998 al 2004 / ritornato nella stagione 2011-2012) e Sebastien Squillaci (dal 2002 al 2006).

Nelle leggende dell'AS Monaco, Delio Onnis occupa un posto di rilievo: egli, infatti, è il capocannoniere del club con 223 gol. Jean-Luc Ettori è noto per essere il giocatore con più presenze (755 partite). Claude Puel è il secondo giocatore con più presenze nell'AS Monaco. Thierry Henry, è rimasto dal 1993 al 1999, egli è meglio conosciuto per la vittoria del Monaco in Ligue 1 nel 1997 ed è stato anche premiato come miglior giovane della Ligue 1 dello stesso anno. Victor Ikpeba, campione della Ligue 1 nel 1997, è il quarto miglior realizzatore nella storia della AS Monaco.

Presenze e reti in partite ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Totali presenze
Totali reti

Giocatori in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Sono 48 i giocatori che sono stati selezionati nella squadra di Francia di calcio durante la loro transizione nell'AS Monaco. Il primo di essi è Lazare Gianessi, che riceve 14 convocazioni tra il 1952 a 1954[31], quando giocava nel Monaco[32].

In occasione della Coppa del Mondo 1982 4 giocatori dell'AS Monaco vengono convocati dalla Nazionale, il cui allenatore è l'ex giocatore Michel Hidalgo, che ha giocato nell'AS Monaco. Si tratta di Jean-Luc Ettori, Manuel Amoros, Bruno Bellone e Alain Couriol, ognuno di questi 4 giocatori hanno disputato una partita della Coppa del Mondo 1982. La Francia è arrivata al 4º posto nella competizione[33].

Giocatori monagaschi con più convocati nella Nazionale francese
numero Nome Ruolo Partite giocate
1 Manuel Amoros difensore 61
2 Fabien Barthez portiere 37
3 Bruno Bellone attaccante 31
4 David Trezeguet attaccante 21
5 Lilian Thuram difensore 16
6 Emmanuel Petit centrocampista 15
7 Marcel Artelesa difensore 14
7 Éric Di Meco difensore 14
7 Lazare Gianessi difensore 14
10 Louis Floch attaccante 13

Organico 2013-2014[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Association Sportive de Monaco Football Club 2013-2014.

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Rosa aggiornata al 18 agosto 2013.

N. Ruolo Giocatore
1 Croazia P Danijel Subašić
2 Brasile D Fabinho
3 Francia D Layvin Kurzawa
5 Tunisia D Aymen Abdennour
6 Portogallo D Ricardo Carvalho
7 Marocco C Nabil Dirar
8 Portogallo C João Moutinho
9 Colombia A Radamel Falcao
10 Colombia A James Rodríguez
11 Argentina C Lucas Ocampos
14 Italia A Gaetano Monachello
15 Bulgaria A Dimităr Berbatov
16 Argentina P Sergio Romero
17 Belgio A Yannick Ferreira Carrasco
18 Francia A Valère Germain
19 Marocco C Mounir Obbadi
N. Ruolo Giocatore
20 Francia D Nicolas Isimat-Mirin
21 Nigeria D Elderson
22 Francia D Éric Abidal
23 Francia A Anthony Martial
24 Italia D Andrea Raggi
25 Francia C Jessy Pi
27 Francia C Geoffrey Kondogbia
28 Francia C Jérémy Toulalan
29 Francia A Emmanuel Rivière
30 Italia P Flavio Roma
31 Germania D Andreas Wolf
39 Paesi Bassi C Nacer Barazite
40 Francia P Marc-Aurèle Caillard
41 Francia P Axel Maraval
Francia P Sébastien Chabbert
Francia C Aadil Assana

Rosa 2012-2013[modifica | modifica sorgente]

N. Ruolo Giocatore
1 Croazia P Danijel Subašić
2 Francia C Dennis Appiah
3 Francia D Layvin Kurzawa
4 Algeria D Carl Medjani
5 Francia C Gary Coulibaly (vice-capitano)
6 Francia C Stéphane Dumont
7 Marocco C Nabil Dirar
8 Rep. del Congo C Delvin N'Dinga
9 Uruguay A Sebastián Ribas
10 Francia A Emmanuel Rivière
11 Senegal A Ibrahima Touré
12 Brasile D Adriano
13 Francia D Jérémy Labor
14 Danimarca C Jakob Poulsen
15 Argentina A Lucas Ocampos
16 Francia P Martin Sourzac
17 Belgio A Yannick Ferreira Carrasco
N. Ruolo Giocatore 600px Crown on red and white.png
18 Francia A Valère Germain
19 Marocco C Mounir Obbadi
20 Svezia C Emir Bajrami
21 Uruguay D Gary Kagelmacher
22 Grecia D Georgios Tzavelas
23 Francia C Nampalys Mendy
24 Italia D Andrea Raggi
27 Francia D Jérôme Phojo
28 Camerun C Edgar Salli
29 Francia D Tristan Dingomé
30 Italia P Flavio Roma
31 Germania D Andreas Wolf (capitano)
40 Francia P Marc-Aurèle Caillard
41 Francia P Sébastien Chabbert
Italia A Gaetano Monachello
Portogallo D Ricardo Carvalho

Supporto e foto[modifica | modifica sorgente]

Media club[modifica | modifica sorgente]

Il sito web ufficiale: www.asm-fc.com[34]. In TV sul web YouTube[35] e Dailymotion. Come altri grandi club francesi ed europei, il Monaco ha il proprio canale TV sul suo sito web: AS Monaco TV, che trasmette ai suoi abbonati molti dei giochi della stagione e le partite di preparazione e relazioni, dirette, interviste.

Rivalità[modifica | modifica sorgente]

AS Monaco vs Olympique de Marseille[modifica | modifica sorgente]

Fin dai primi anni del 1990, l'AS Monaco e l'Olympique de Marseille sono in rivalità per la supremazia del più grande club del Mediterraneo. Molti casi di tensione e accuse alimentato confronti dei due giganti della costa. Dal 1988 al 1992, OM di Bernard Tapie vince quattro scudetti in Francia, mentre il Monaco prende due volte il secondo posto fino a pochi punti. La rivelazione di fatti di frode e di corruzione comporterà la retrocessione del club nel 1994. Questa volta, una grande quantità di animosità nei confronti dell'OM e dell'ASM animano molti sostenitori del tempo. Dal 1995, AS Monaco diventa la roccaforte del calcio francese, che collega titoli nazionali e diventando gradualmente una squadra leader in Europa.

AS Monaco vs OGC Nice[modifica | modifica sorgente]

La crescità dell'OGC Nice in Division 1 nel 2000 con conseguente rivalità regionale tra i due club, anche se gli obiettivi di entrambe le entità molto diverse.

AS Monaco vs Paris-Saint Germain[modifica | modifica sorgente]

La prossima grande rivalità non poteva non essere tra ASM e PSG. Infatti, dopo due anni di gare in Ligue 2 il Monaco, tornato alla prima divisione con enormi risorse, diventando il secondo club più ricco in Francia, dopo proprio al PSG. La galassia di stelle monegasco sembra ormai l'unica squadra in grado di competere con l'armata di Parigi.

Gruppi di supporto[modifica | modifica sorgente]

Nel 2013, quattro gruppi di tifosi ufficiali rivendicati dal club sono: Club di supporto del Monaco (CSM), formati da 94 Ultras Monaco, Eracle e Bulls Monaco 2005 (che ha sezioni in Vaucluse, Var e Italia). Ci sono anche molte altre antenne riconosciuti dal club ovunque in Francia, in particolare a Roquebrune-Cap-Martin (Savoiardi) in Fréjus, Draguignan, ad Arles, in Savoia, nelle Indie Occidentali, in Alsazia, nel Nord-Pas-de-Calais, a sud-ovest, la Muneg'Oc nelle Ardenne, in Picardie, Normandia (il Minegu 14), Auvergne (Fanatics), Italia, Bourgogne (Borgogna Munegu), in Aisne, in Lorena, in Spagna e nei Paesi Bassi. Tre nuove antenne vengono creati in Guadalupa, Gran Bretagna, e Cannes[36]. Il Club di supporto del Monaco è il più antico dei cinque gruppi da quando è stato creato nel 1952. Ultra Monaco 94, è il primo gruppo di tifosi Ultras, come suggerisce il nome. Un fan club è anche a Parigi, lo Spirito monegasco di Parigi.

L'impegno per lo sport[modifica | modifica sorgente]

L'AS Monaco è Ambasciatore del Peace and Sport, un'organizzazione internazionale con sede a Monaco e lavora per costruire una pace sostenibile attraverso lo sport[37].

Giocatori celebri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'A.S. Monaco F.C..

Campioni del Mondo[modifica | modifica sorgente]

Campioni d'Europa[modifica | modifica sorgente]

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Lista completa degli allenatori[modifica | modifica sorgente]

AS Monaco.png
Allenatori dell'AS Monaco


Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'A.S. Monaco F.C..

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Competizioni minori nazionali[modifica | modifica sorgente]

Altri piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

  • Campionato francese
Vicecampione: 1963-64, 1983-84, 1990-91, 1991-92, 2002-03
  • Campionato francese di seconda divisione
Secondo posto: 1952-53, 1970-71, 1974-75, 1976-77
  • Coppa di Francia
Finalista: 1973-74, 1983-84, 1988-89, 1991-92, 2009-10
  • Coppa di Lega francese
Finalista: 2000-01
  • Supercoppa di Francia
Finalista: 1960
Finalista: 2003-04
Finalista: 1991-92

Competizioni non ufficiali[modifica | modifica sorgente]

1979, 1983, 1984
1998

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Monaco, sur un rocher en or, FIFA. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  2. ^ http://www.asm.asso.mc/html/historique.html
  3. ^ http://polar-bamserne.wifeo.com/documents/1924_5Club.pdf
  4. ^ http://www.asm-fc.com/fr/le-club/histoire-de-l-asm-fc/1940-1949/
  5. ^ Coupe de France 1960 in planete-asm.fr. URL consultato il 29 agosto 2012.
  6. ^ (FR) Coupe de France 1980 in sportloiretcentre.fr. URL consultato il 29 agosto 2012.
  7. ^ Coupe de france 1983-1984. URL consultato il 29 agosto 2012.
  8. ^ Coupe de France 1984-1985. URL consultato il 29 agosto 2012.
  9. ^ (FR) Stagione 1986. URL consultato il 29 agosto 2012.
  10. ^ Jean-Luc Ettori: il giocatore che ha fatto più presenze in Division 1, giocando tutta la sua vita nell'AS Monaco.
  11. ^ Saison 1996. URL consultato il 29 agosto 2012.
  12. ^ Saison 1997. URL consultato il 29 août 2012.
  13. ^ Saison 1999. URL consultato il 29 agosto 2012.
  14. ^ Saison 2003. URL consultato il 29 août 2012.
  15. ^ (FR) Saison 2004. URL consultato il 29 agosto 2012.
  16. ^ Saison 2005. URL consultato il 29 agosto 2012.
  17. ^ Communiqué officiel du 23 décembre 2011
  18. ^ Communiqué officiel du 12 mars 2012
  19. ^ AS Monaco, Communiqué officiel in asm-fc.com, 19 maggio 2012.
  20. ^ (FR) AS Monaco, Claudio Ranieri nouveau coach de l'ASM FC in asm-fc.com, 30 maggio 2012.
  21. ^ (FR) Claudio Ranieri nouveau coach de l'ASM FC, asm-fc.com. URL consultato il 30 maggio 2012.
  22. ^ Lucas Ocampos nouveau joueur de l'AS Monaco FC, Site officiel de l'AS Monaco
  23. ^ L'argentin Lucas Ocampos officiellement à l'AS Monaco, RTL
  24. ^ Monaco officialise Falcao in lequipe.fr. URL consultato il 31 maggio 2013.
  25. ^ http://www.lequipe.fr/Football/Actualites/Monaco-officialise-falcao/375158
  26. ^ http://www.lequipe.fr/Football/EQ_TRANSFERT_D1.html
  27. ^ (FR) Stades de l'AS Monaco in www.asmfoot.fr. URL consultato il 29 agosto 2012.
  28. ^ Organigramme du club Site officiel de l'AS Monaco
  29. ^ Communiqué du club du 18 janvier 2013 concernant le retour de Jean-Louis Campora
  30. ^ (FR) Tigana entraîneur, vous vous souvenez ? in http://www.francesoir.fr/. URL consultato il 27 maggio 2010.
  31. ^ Lazare Gianessi in http://www.afterfoot.fr. URL consultato il 29 agosto 2012.
  32. ^ Joueurs de l'AS Monaco en équipe de france in http://selectiona.free.fr. URL consultato il 29 agosto 2012.
  33. ^ Coppa del mondo 1982 in http://www2.lequipe.fr. URL consultato il 29 agosto 2012.
  34. ^ AS MONACO FOOTBALL CLUB - SITE OFFICIEL.
  35. ^ AS MONACO FC SA.
  36. ^ Gruppi di supporto. URL consultato il 1 aprile 2013.
  37. ^ « L’AS Monaco FC ambassadeur de Peace and Sport », in www.asm-fc.com, 4 dicembre 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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