Galatasaray Spor Kulübü

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Galatasaray SK
Calcio Football pictogram.svg
Stemmagalatasaray.png
Aslanlar (Leoni); Cimbom
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Rosso e Giallo.png Giallo-rosso
Inno Galatasaray Marşı
Dati societari
Città Istanbul
Paese Turchia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Turkey.svg TFF
Campionato Süper Lig
Fondazione 1905
Presidente Turchia Aysal Ünal
Allenatore Italia Cesare Prandelli
Stadio Türk Telekom Arena
(55.554 posti)
Sito web www.galatasaray.org
Palmarès
Coppauefa.png Supercoppaeuropea.png
Titoli nazionali 19 Campionati turchi
Trofei nazionali 15 Coppe di Turchia

13 Supercoppe di Turchia

Trofei internazionali 1 Coppe UEFA/Europa League
1 Supercoppe UEFA
Si invita a seguire il modello di voce

Il Galatasaray Spor Kulübü (in italiano Club Sportivo Galatasaray), spesso abbreviato in Galatasaray SK e noto anche solo come Galatasaray, è una società polisportiva turca con sede nell'omonimo quartiere Galata di Istanbul. Fondata nel 1905 dalla borghesia laica della città turca, è nota soprattutto per la sua sezione calcistica, militante nella massima serie turca, ma comprende numerosi altri sport. Il ramo più conosciuto e titolato della polisportiva, insieme a quello calcistico, è quello cestistico.

La sezione calcistica disputa le partite interne nello Türk Telekom Arena di Istanbul (55.000 posti), inaugurato nel 2011. In precedenza l'impianto casalingo era lo storico Stadio Ali Sami Yen, demolito sempre nel 2011.

Nel 2006 la società ha fondato un'emittente Tv dedicata completamente alla polisportiva Galatasaray: Galatasaray TV.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli albori[modifica | modifica wikitesto]

Il Galatasaray nel 1905

Nel 1905 un gruppo di studenti del quinto anno del "Liceo Galatasaray" di Istanbul decidono di fondare una società polisportiva: rispondono ai nomi di Asım Tevfik Sonumut, Emin Bülent Serdaroğlu, Celal Ibrahim, Bekir Sıtkı Bircan, Reşat Şirvanizade, Refik Cevdet Kalpakçıoğlu, Abidin Daver oltre a Ali Sami Yen (figlio dello scrittore e filosofo albanese Sami Frashëri), che divenne il primo presidente del nuovo club. Vengono inizialmente scelti come colori sociali il bianco e il rosso (dalla bandiera turca) e la prima sede è il negozio di un lattaio bulgaro del quartiere di Galata Sarayı, che in turco significa "Palazzo imperiale di Galata".

A Istanbul lo sport, specie il calcio, è già entrato nella vita sociale della città. Nel 1901 una prima squadra calcistica, il Kadikoy Football Club, era stata fondata da inglesi residenti e a essa avevano aderito anche parecchi greci. I primi tornei erano stati così disputati da squadre non turche, provocando tra i giovani del luogo un vivo risentimento, a cui reagirono per primi proprio gli studenti del Liceo Galatasaray.

L'impegno dei soci del Galatasaray (che ben presto si apre anche ad altre etnie, visto che vi aderiscono anche molti studenti bulgari e serbi del Liceo) viene riassunto in quello che tutt'oggi è il motto della squadra: «Per giocare insieme come inglesi, per avere un colore e un nome, per battere squadre non turche» (in turco «İngilizler gibi toplu halde oynamak, bir renge ve isme sahip olmak, türk olmayan takımları yenmek»).

Malgrado gli scarsi mezzi iniziali (per risparmiare il presidente Sami Yen deve ingrassare di persona l'unico pallone, mentre il vice Asım lava le magliette), l'entusiasmo non manca. L'unico dubbio riguarda la scelta del nome della squadra: alcuni soci la vogliono ribattezzare "Gloria" o "Audace", ma è in pratica il pubblico a scegliere il nome definitivo. I giovani studenti giocano una prima storica gara contro una squadra greca, la Kadikoy Faure School e le rifilano un 2-0; gli spettatori, che ovviamente parteggiano per i ragazzi loro concittadini, ne restano estasiati e li ribattezzano "Galata Sarayı efendileri", cioè i "maestri di Galata Sarayı": senza indugio gli studenti chiamano la squadra Galatasaray.

Nel 1912 la squadra viene ufficialmente registrata come associazione, secondo le disposizioni della legge ottomana.

Nel frattempo vengono anche mutati lo stemma (in quello attuale) e i colori sociali: prima si sceglie il giallo e il nero, poi gli attuali giallo e rosso.

I primi successi[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico fondatore Ali Sami Yen muore nel 1951. Il Galatasaray gli dedica lo stadio, fino al 2011 teatro delle gare dei giallorossi.

I primi titoli per il Galatasaray giungono negli anni sessanta, dopo che nasce il moderno campionato di calcio turco (1959), la Süper Lig: i "Cimbom" (espressione che non è letteralmente traducibile, e che secondo alcuni deriverebbe da una canzonetta imparata da alcuni studenti del Liceo Galatasaray in gita in Svizzera, il cui ritornello sarebbe stato «Jim Bom Bom») schierano tra le proprie file il superbo portiere Turgay Şeren e la punta Metin Oktay (che giocherà anche nel Palermo), e vincono il primo campionato nel 1962, seguito l'anno dopo dalla Coppa di Turchia, che proprio in quell'anno si affaccia tra le competizioni calcistiche turche. Il Galatasaray vince le prime 4 edizioni consecutive di tale trofeo e proprio allora nasce la rivalità con le altre due grandi squadre di Istanbul, il Beşiktaş e il Fenerbahçe.

I primi passi in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado i numerosi titoli giunti in patria, nelle Coppe europee il Galatasaray non riscuote il medesimo successo.

Quasi sempre eliminati nei primi turni, i Cimbom hanno un primo sussulto nella Coppa dei Campioni 1988-89. Nei sedicesimi di finale estromettono gli austriaci del Rapid Vienna, per poi compiere un'impresa negli ottavi contro gli svizzeri del Neuchâtel Xamax: in terra elvetica i giallorossi subiscono un pesante passivo (0-3), ma al ritorno a Istanbul la rimonta dei turchi si concretizza con una doppietta di Tütüneker e una tripletta di Çolak, che fissano il punteggio su un roboante 5-0. L'ostacolo dei quarti, il Monaco di George Weah, pare assai arduo, ma nel Principato di Monaco il Galatasaray riesce addirittura a vincere (1-0 con goal di Çolak), amministrando poi il vantaggio con un pareggio (1-1) casalingo. L'avventura dei turchi finisce poi in semifinale, dove la Steaua Bucarest di Gheorghe Hagi si dimostra di un altro pianeta (4-0 e 1-1). Ma la stagione dei giallorossi pare un punto di partenza per i successi futuri.

L'apoteosi europea[modifica | modifica wikitesto]

Sostenitori del Galatasaray

Negli anni novanta nasce una generazione che farà epoca: la squadra allenata dalla vecchia gloria Fatih Terim si arricchisce di veterani quali i rumeni Gheorghe Hagi e Gheorghe Popescu, i brasiliani Claudio Taffarel e Capone e giovani talenti turchi del calibro di Ümit, Hakan Ünsal e dei futuri interisti Okan, Emre e soprattutto Hakan Şükür.

Dopo il quarto scudetto dell'era Terim nel 1999, il Galatasaray prende parte alla UEFA Champions League nella stagione 1999-2000 da cui partirà la migliore parentesi europea della storia del club. Ammessi direttamente al primo turno, i Cimbom finiscono nel gruppo H con Milan, Hertha Berlino e Chelsea. Gli uomini di Terim partono in sordina, ed è a tutti chiaro che il Galatasaray non potrà fare strada in Champions League. Resta però un barlume di speranza per l'obiettivo del terzo posto, che può valere il passaggio in Coppa UEFA. Il Galatasaray ha appena 1 punto in classifica quando a Berlino sfida l'Hertha in lotta per il secondo posto con il Milan: un'eccezionale prova di forza conduce i turchi a una sonante vittoria per 4-1, rimettendosi così in gioco per l'ultima partita, all’Ali Sami Yen contro il Milan. I rossoneri devono vincere per passare il turno e a sei minuti dalla fine sono in vantaggio per 2-1 (goal di Weah e Giunti per il Milan, e di Capone per il Galatasaray), quando un incredibile finale ribalta la situazione: prima Hakan Şükür pareggia, poi al 90' Ümit segna su rigore il goal della sorprendente vittoria.

Il Galatasaray giunge quindi terzo e riesce a guadagnare l'accesso ai sedicesimi di finale di Coppa UEFA, dove c'è ad attenderlo il Bologna di Giuseppe Signori. I turchi riescono a strappare un prezioso 1-1 in Italia, per poi vincere 2-1 nel ritorno all’Ali Sami Yen. Negli ottavi il Borussia Dortmund viene eliminato con un'altra prestazione da manuale del Galatasaray in terra di Germania, andando a vincere 2-0 al Westfalenstadion per poi amministrare (0-0) il vantaggio nel ritorno.

I quarti sono una formalità con il Maiorca (4-1 e 2-1), e il Galatasaray si proietta in semifinale contro gli inglesi del Leeds United. All'andata in Turchia ancora Hakan Şükür e Capone regalano un prezioso 2-0 ai Cimbom, che poi pareggiano (2-2) in Inghilterra, guadagnandosi così l'accesso ad una storica finale. La doppia sfida passa in secondo piano di fronte ai tragici episodi avvenuti ad Istanbul, dove due tifosi inglesi vengono accoltellati e uccisi da parte degli ultras turchi, mentre altri 5 tifosi (4 inglesi e 1 turco) restano feriti.

Formazione iniziale del Galatasaray contro l'Arsenal nella finale della Coppa UEFA 1999-2000.

Il 17 maggio 2000 al Parken di Copenaghen, in Danimarca, il Galatasaray ritrova un'altra inglese, l'Arsenal di Arsène Wenger: i gunners sono nettamente favoriti e possono schierare dalla loro parte campioni del calibro di Patrick Vieira, il capocannoniere degli ultimi mondiali Davor Šuker e la punta Thierry Henry. La gara segue il copione previsto, con l'Arsenal che pressa il Galatasaray, difeso però magistralmente dalle parate di Taffarel. Gli uomini di Terim costringono l'Arsenal ad uno 0-0, punteggio che non si sblocca neppure ai supplementari. Nella lotteria dei penalties i turchi si dimostrano più precisi con Ergün, Hakan Şükür e Ümit che non sbagliano un colpo. Per l'Arsenal, che va a segno solo con Ray Parlour, pesano il palo colpito da Šuker e la traversa di Vieira. Si giunge così al rigore decisivo calciato da Popescu: il rumeno si dimostra freddissimo, David Seaman intuisce la traiettoria ma il tiro è troppo potente e angolato. Per il Galatasaray è un'impresa storica, essendo tra l'altro la prima squadra turca a vincere una coppa europea, e i giocatori al ritorno a Istanbul sono accolti da festeggiamenti che durano per giorni.

Di lì a poco il Galatasaray vince anche scudetto e Coppa di Turchia: per gli uomini di Terim è stata una stagione d'oro, che però può essere incorniciata con un'ultima impresa. In seguito all'abolizione della Coppa delle Coppe, il Galatasaray è la prima squadra vincitrice della Coppa UEFA a sfidare la vincitrice della Coppa dei Campioni nella Supercoppa europea. La sfida si gioca il 25 agosto allo "Stadio Louis II" di Montecarlo, e di fronte c'è il Real Madrid. Il Galatasaray, che nel frattempo ha ceduto all'Inter la bandiera Hakan Şükür ma ha acquistato il funambolico brasiliano Mario Jardel, passa in vantaggio proprio con il neoacquisto al 41' su rigore. Sembra fatta, ma al 79', ancora su rigore, le merengues pareggiano con il capitano Raúl. Si va così ai supplementari dove al 102' ancora Jardel realizza il golden goal che affonda il Real e regala ai Cimbom il quarto trionfo di una stagione da incorniciare.

Dal 2000 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la stagione 1999-2000 il Galatasaray non ha più vinto in Europa, mentre in patria si è aggiudicato il suo quindicesimo titolo nel 2002, accompagnato anche da due coppe nazionali (2001 e 2005).

Tra l'altro con il titolo nazionale del 2002, il Galatasaray ha potuto fregiarsi (prima squadra turca a farlo) della terza stella: in Turchia infatti le stelle vengono assunte ogni 5 titoli nazionali vinti, e non ogni 10 come accade nel Campionato italiano.

Attraversato un periodo di crisi profonda, dovuta a debiti abissali, il glorioso presidente Faruk Süren si è dimesso nel 2001 e, dopo una breve parentesi di Mehmet Cansun, è giunto sulla sedia già di Sami Yen l'ex giocatore di basket Özhan Canaydın.

Nel 2003 Hakan Şükür, dopo la parentesi italiana (durante la quale ha giocato con Inter e Parma) e una stagione al Blackburn Rovers, è tornato al Galatasaray.

Nella stagione 2005-06 i Cimbom, allenati dal belga Eric Gerets, sono tornati a vincere il titolo nazionale, per la sedicesima volta nella loro storia. Dopo un avvicente testa a testa con i "cugini" del Fenerbahçe (le due squadre erano appaiate a 80 punti alla penultima di campionato), il Galatasaray ha sconfitto 3-0 il Kayserispor, superando di 2 punti il Fenerbahçe che ha pareggiato in casa del Denizlispor.

Nell'estate del 2008, dopo essersi nuovamente laureato campione turco dopo un'altra avvincente lotta col Fenerbahçe, il club porta a termine delle ottime operazioni di mercato portando a Istanbul quattro giocatori di spessore internazionale: il portoghese Fernando Meira, prelevato dallo Stoccarda, il portiere Morgan De Sanctis, proveniente dal Siviglia, il fantasista Harry Kewell, acquistato dal Liverpool, e l'attaccante ceco Milan Baroš, proveniente dall'Lione.
Dopo aver perso il preliminare di UEFA Champions League contro la Steaua Bucarest, la squadra ha superato la fase a gironi di Coppa UEFA e ha eliminato il Bordeaux ai sedicesimi, prima di essere eliminata dall'Amburgo. In Süper Lig la squadra invece conclude una stagione al 5º posto.

La sessione di calciomercato del 2009 vede la squadra ancora una volta impegnata in un'ambiziosissima campagna acquisti per tornare ai vertici del calcio turco ed europeo; il primo "acquisto" è l'allenatore: viene scelto Frank Rijkaard, appena esonerato dal Barcellona, squadra con la quale aveva vinto Champions League e Liga. Vengono inoltre acquistati il trequartista Elano, stella del Manchester City nella passata stagione, l'ala Abdul Kader Keïta, titolare del Lione nelle ultime stagioni e l'esperto portiere Leo Franco (da segnalare inoltre gli addii di Meira e De Sanctis). In questa stagione la squadra viene eliminata ai sedicesimi di finale in Europa League mentre in campionato inizia una fuga con Fenerbahçe e Bursaspor, grandissima rivelazione stagionale, ma, nonostante dli acquisti dei giovani talenti e Giovani Dos Santos e del terzino Lucas Neill nel mercato invernale, la squadra si classifica terza dietro alla grande sorpresa Bursaspor e al Fenerbahçe.

L'estate del 2010, dopo l'ambiziosa campagna acquisti (tra gli altri Zvjezdan Misimović dal Verein für Leibesübungen Wolfsburg, Emiliano Insúa dal Liverpool e Lorik Cana dal Sunderland, ai quali si aggiunge nel mercato invernale Kâzım Kâzım dal Fenerbahçe), è segnata dai numerosi addii: e Dos Santos, scaduti i prestiti, tornano nei rispettivi club mentre vengono ceduti Keïta all'Al-Sadd e Leo Franco al Real Sargozza; durante la stagione abbandonano inoltre la squadra Elano, il tecnico Rijkaard e, dopo appena sei mesi dal suo arrivo nella squadra squadra turca, Misimović. Questa stagione si rivela disastrosa: la squadra si classifica infatti appena ottava in Süper Lig (poi settima per l'esclusione del Fenerbahçe), rimanendo così esclusa da tutte le coppe, e viene eliminata in Europa League ai playoff dal Karpaty, squadra nettamente più debole rispetto alla formazione turca.

A seguito dell'arrivo degli acquisti, tra gli altri, dell'attaccante Johan Elmander, dei centrocampisti Felipe Melo e Albert Riera, dei difensori Emmanuel Eboué e Tomáš Ujfaluši e del portiere Fernando Muslera (quest'ultimo dalla Lazio in cambio di Cana), lascia la squadra Arda Turan (oltre a Kewell, Neill e Insúa, quest'ultimo per fine prestito), ceduto per 12 milioni di euro più eventuali bonus all'Atlético Madrid. Il 12 maggio 2012 pareggiando 0-0 sul campo del Fenerbahçe ottiene il suo diciottesimo titolo nella Süper Lig. L'11 agosto 2012, imponendosi per 3-2 sul Fenerbahçe, la squadra del quartiere Galata di Istanbul ottiene per la dodicesima volta la Supercoppa di Turchia. Il 27 gennaio 2013 l'attaccante ivoriano Didier Drogba firma col club turco. Il 5 maggio 2013 il Galatasaray vince il suo diciannovesimo titolo nazionale; nella stessa stagione viene eliminato ai quarti di finale di Champions League per mano del Real Madrid. L'11 dicembre dello stesso anno, essendo stata riviata la partita per precarie condizioni meteorologiche e la conseguente impraticabilità del campo, conquista l'accesso agli ottavi di Champions League, sconfiggendo la Juventus con un goal all'85' di Sneijder.

Organico 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornati al 29 luglio 2014[1]

N. Ruolo Giocatore
1 Uruguay P Fernando Muslera
3 Brasile C Felipe Melo
4 Turchia C Hamit Altıntop
5 Turchia D Gökhan Zan
6 Svizzera C Blerim Džemaili
7 Turchia C Aydın Yılmaz
8 Turchia C Selçuk İnan (Capitano)
9 Turchia A Umut Bulut
10 Paesi Bassi C Wesley Sneijder
11 Portogallo A Bruma
13 Brasile D Alex Telles
17 Turchia A Burak Yılmaz
18 Turchia C Sinan Gümüş
19 Macedonia A Goran Pandev
20 Turchia C Furkan Özçal
21 Camerun D Aurélien Chedjou
22 Turchia D Hakan Balta
23 Turchia C Yasin Öztekin
26 Turchia D Semih Kaya
27 Costa d'Avorio D Emmanuel Eboue
N. Ruolo Giocatore
28 Germania D Koray Günter
29 Turchia C Olcan Adın
34 Turchia C Berk Yıldız
35 Turchia C Yekta Kurtuluş
38 Turchia P Sinan Bolat
39 Turchia C Yiğit Gökoğlan
40 Turchia D Emre Can Coşkun
41 Turchia A Berk İsmail Ünsal
42 Turchia A Hüseyin Altuğ Taş
43 Turchia C Birhan Vatansever
44 Turchia P İsmail Çipe
47 Turchia D Emre Tosun
48 Turchia D Can Özgür
50 Turchia C Engin Baytar
52 Turchia C Emre Çolak
55 Turchia D Sabri Sarıoğlu
67 Turchia P Eray İşcan
77 Turchia D Tarık Çamdal
88 Turchia D Veysel Sarı
90 Turchia C Umut Gündoğan

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff tecnico
allenatore Italia Roberto Mancini
collaboratore tecnico non conosciuta -
collaboratore tecnico Italia Attilio Lombardo
assistente tecnico Italia Fausto Salsano
preparatore prima squadra Italia Ivan Carminati
preparatore atletico Turchia Yasin Küçük
preparatore portieri  ?
fisioterapista Turchia Metin Çakıroğlu
capo osservatore Turchia Emre Utkucan
direttore sportivo Rep. Ceca Tomáš Ujfaluši


Rosa 2013-2014[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
2 Argentina D Guillermo Burdisso
3 Brasile C Felipe Melo
4 Turchia C Hamit Altıntop
5 Turchia D Gökhan Zan
6 Turchia C Ceyhun Gülselam
7 Turchia C Aydın Yılmaz
8 Turchia C Selçuk İnan (capitano)
10 Paesi Bassi C Wesley Sneijder
11 Costa d'Avorio A Didier Drogba
14 Bosnia ed Erzegovina A Izet Hajrovic
15 Brasile D Alex Telles
17 Turchia A Burak Yılmaz
19 Turchia A Umut Bulut
21 Camerun D Aurélien Chedjou
22 Turchia D Hakan Balta (vice capitano)
25 Uruguay P Fernando Muslera
N. Ruolo Giocatore
26 Turchia D Semih Kaya
27 Costa d'Avorio D Emmanuel Eboué
35 Turchia C Yekta Kurtuluş
39 Turchia C Yiğit Gökoğlan
45 Turchia C Oğuzhan Kayar
50 Turchia C Engin Baytar
52 Turchia C Emre Çolak
53 Germania D Koray Günter
55 Turchia C Sabri Sarıoğlu
66 Turchia C Salih Dursun
67 Turchia P Eray İşcan
82 Turchia P Aykut Erçetin
86 Turchia P Ufuk Ceylan
88 Turchia D Veysel Sarı
90 Turchia C Umut Gündoğan
94 Argentina C Lucas Ontivero

Giocatori convocati in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del Galatasaray S.K..

Fatih Terim, vincitore di 5 campionati turchi, record di vittorie in una squadra turca per un allenatore, è stato il primo e l'unico a portare in Turchia una Coppa UEFA: vincendo l'edizione 1999-2000 contro l'Arsenal Football Club.

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Galatasaray S.K..

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Presenze in campionato e nelle coppe europee[modifica | modifica wikitesto]

Prestazioni del Galatasaray SK dal 1959 al 2008

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Coppa di Turchia: 15 (record)
    • 1962-1963, 1963-1964, 1964-1965, 1965-1966, 1972-1973, 1975-1976, 1981-1982, 1984-1985, 1990-1991, 1992-1993, 1995-1996, 1998-1999, 1999-2000, 2004-2005, 2013-2014
  • Coppa del Presidente/Supercoppa di Turchia: 13 (record)
    • 1966, 1969, 1972, 1982, 1987, 1988, 1991, 1993, 1996, 1997, 2008, 2012, 2013
  • Coppa del Cancelliere: 5
    • 1974-1975, 1978-1979, 1985-1986, 1989-1990, 1994-1995
  • Lega di Istanbul: 16
    • 1908-1909, 1909-1910, 1910-1911, 1913-1914, 1914-1915, 1915-1916, 1917-1918, 1922-1923, 1923-1924, 1924-1925, 1925-1926, 1928-1929, 1930-1931, 1937-1938, 1948-1949, 1954-1955, 1955-1956, 1957-1958
  • Coppa Istanbul: 2
    • 1942, 1943
  • Milli Küme Şampiyonası: 1
    • 1939
  • TSYD Cup: 12
    • 1963, 1966, 1967, 1970, 1977, 1981, 1987, 1991, 1992, 1997, 1998, 1999
  • Atatürk Gazi Cup: 1
    • 1928
  • 50. Yıl Cup: 1
    • 1973
  • Istanbul Shield: 1
    • 1933
  • Union Club Cup: 1
    • 1909

Internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1999-2000
2000

Individuali[modifica | modifica wikitesto]

[modifica | modifica wikitesto]

Anni Sponsor principali
1979–1982 Telefunken
1982–1983 MEBan
1983–1985 Telefunken
1985–1986 Denizcilik Bankası
1986–1992 Türk Bank
1992–1995 Show TV
1995–1997 Vakıf Bank
1997–1998 Bank Ekspres
1998–2000 Marshall
2000–2001 Telsim
2001–2004 Aria
2004–2009 Avea
2009–oggi Türk Telekom
Anni Sponsor Tecnici
1989–1992 Adidas
1992–1995 Umbro
1995–2001 Adidas
2001–2002 Lotto
2002–2005 Umbro
2005–2011 Adidas
2012-Presente Nike

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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