Sven-Göran Eriksson

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sven-Göran Eriksson
Sven-Goran Eriksson 2012.jpg
Dati biografici
Nazionalità Svezia Svezia
Altezza 178 cm
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Squadra Shanghai East Asia Shanghai East Asia
Carriera
Squadre di club1
1966-1971 Flag of None.svg Torsby 109 (23)
1971-1972 Flag of None.svg Sifhälla 22 (1)
1972-1973 Flag of None.svg KB Karlskoga 19 (4)
1973-1975 Vastra Frolunda Västra Frölunda 50 (5)
Carriera da allenatore
1976-1977 Degerfors Degerfors Vice
1977-1978 Degerfors Degerfors
1979-1982 IFK Goteborg IFK Göteborg
1982-1984 Benfica Benfica
1984-1987 Roma Roma D.T.
1987-1989 Fiorentina Fiorentina D.T.
1989-1992 Benfica Benfica
1992-1997 Sampdoria Sampdoria D.T.
1997-2001 Lazio Lazio
2001-2006 Inghilterra Inghilterra
2007-2008 Manchester City Manchester City
2008-2009 Messico Messico
2010 Costa d'Avorio Costa d'Avorio
2010-2011 Leicester City Leicester City
2012 BEC Tero Sasana BEC Tero Sasana D.T.
2013 Al-Nasr Al-Nasr D.T.
2013-2014 Guangzhou R&F Guangzhou R&F
2014- Shanghai East Asia Shanghai East Asia
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 18 novembre 2014

Sven-Göran Eriksson (ˈsvɛn ˈjœː.ˈran ˈeːrɪk.ˈsɔn pronuncia[?·info]; Torsby, 5 febbraio 1948) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore svedese, che giocava nel ruolo di difensore; attualmente allenatore dello Shanghai East Asia.

Nei suoi oltre trent’anni di carriera è l’unico ad aver centrato il Double scudetto-coppa nazionale nello stesso anno in tre paesi diversi: Svezia, Portogallo e Italia. In queste tre nazioni vanta un totale di 5 campionati e 10 tra coppe e supercoppe.

In ambito europeo ha condotto la Lazio alla vittoria in Coppa delle Coppe e Supercoppa UEFA (perdendo anche una finale di Coppa UEFA), e il Göteborg al successo in Coppa UEFA. Prima del suo arrivo nessuna delle due società aveva mai disputato una finale europea. Col Benfica ha disputato una finale di Coppa UEFA e una di Coppa dei Campioni, quest'ultima persa di misura dal Milan di Arrigo Sacchi. È l'allenatore con il maggior numero di presenze nelle competizioni internazionali sulla panchina della Lazio: 43.

Nel 2001 è diventato commissario tecnico della nazionale inglese, ruolo che ha ricoperto fino al 2006, guidando la squadra fino ai quarti nei Mondiali 2002 e 2006 e agli Europei 2004. Dopo due brevi esperienze nel campionato inglese, e una sulla panchina della Nazionale messicana, ha guidato la Costa d'Avorio ai Mondiali 2010.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Ha giocato nella Division 1 svedese con Karlskoga e Västra Frölunda. Ha tuttavia smesso di giocare a calcio nel 1975 a seguito di un grave infortunio.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Svezia[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera da coach inizia il 1º gennaio 1976, quando a soli 29 anni approda al Degerfors, inizialmente come allenatore in seconda, poi come primo allenatore. Dopo appena due anni viene chiamato ad allenare il più prestigioso Göteborg. Nelle prime due stagioni vince una Coppa di Svezia, ma è nel terzo anno che si impone all’attenzione dell’intera Europa calcistica centrando l’accoppiata campionato-coppa nazionale e guidando la formazione svedese in finale di Coppa UEFA, contro i tedeschi dell'Amburgo. Nonostante il Göteborg non partisse con i favori del pronostico, la squadra di Svennis si impose per 4-0 (fra andata e ritorno) completando il triplete. Quello con l'Amburgo è un successo storico per tutto il paese: la prima volta che una squadra svedese si impone in una competizione internazionale. A seguito di questa stagione Eriksson lascia il Göteborg per approdare al Benfica.

Benfica[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo anno (1982-1983) alla guida del Benfica il tecnico svedese non dimostra problemi di adattamento, riuscendo subito a vincere la Primeira Liga e la Coppa di Portogallo, e portando la propria squadra alla finale di Coppa UEFA. Nell’anno successivo la sua squadra vince di nuovo il campionato, completando un biennio durante il quale perde solo tre match, con la percentuale di vittorie pari al 76%. Sull’onda di questi successi approda nel campionato italiano, dove resterà tra alti e bassi per cinque stagioni. Il 1 luglio 1989 decide di tornare a guidare il Benfica, questa volta per un triennio (1989-1992). Vince per la terza volta il campionato portoghese e conquista la Supercoppa di Portogallo, e la sua compagine raggiunge la finale di Coppa dei Campioni. Di fronte trova il Milan di Arrigo Sacchi, che si era già imposto nella precedente edizione. Stavolta Eriksson non riesce a ripetere lexploit del Göteborg, e la sua squadra si arrende ai favoriti rossoneri, seppur per un solo gol (0-1).

Roma, Fiorentina e Sampdoria[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 luglio 1984 diventa direttore tecnico della Roma. Al suo secondo anno coi giallorossi (stagione 1985-86) va vicino alla conquista dello scudetto con un'esaltante rimonta ai danni della Juventus, raggiunta nella terz'ultima giornata, che viene però compromessa da una sconfitta per 3-2 in casa col già retrocesso Lecce nel penultimo turno di campionato. Il 5 maggio 1987 rassegna le dimissioni,[1] nel triennio romanista vincerà comunque una Coppa Italia. Il 2 giugno diventa direttore tecnico della Fiorentina.[2] Il 30 giugno 1989 lascia i viola. Dopo la seconda parentesi al Benfica il 1 luglio 1992 torna in Italia, come direttore tecnico della Sampdoria, dove resta per cinque anni, vincendo una Coppa Italia e ottenendo un terzo posto come miglior risultato in campionato.

Lazio[modifica | modifica wikitesto]
Prima stagione[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 giugno 1997 da Genova approda nuovamente a Roma, stavolta sulla sponda Lazio, portandosi dietro il pupillo Roberto Mancini.[3] L’obiettivo del presidente laziale Sergio Cragnotti è quello di costruire una squadra che possa competere ad altissimi livelli. Al primo anno Eriksson si piazza settimo in campionato e si presenta davanti ai suoi nuovi tifosi con quattro vittorie nel derby (record celebrato con apposita targa al Centro sportivo di Formello): Roma-Lazio 1-3 (Campionato, 01/11/1997), Lazio-Roma 4-1 (Coppa Italia, 06/01/1998), Roma-Lazio 1-2 (Coppa Italia, 21/01/1998) e Lazio-Roma 2-0 (Campionato, 08/03/1998). La gioia più grande sarebbe però arrivata in Coppa Italia, dove la Lazio sfida in finale il Milan. I rossoneri vincono l’andata per 1-0 e guidano con lo stesso risultato il ritorno a Roma. Nel secondo tempo Eriksson però azzecca tutti i cambi e ribalta la situazione portando la Lazio a vincere per 3-1 e ad alzare il primo trofeo dopo l'ultimo trionfo biancoceleste, ovvero lo scudetto del 1974. Pochi giorni dopo, la Lazio avrebbe però disputato un'altra finale. Dopo un'avvincente cavalcata, gli uomini di Eriksson avevano infatti conquistato la finale di Coppa UEFA. Nei suoi 98 anni di storia, mai i biancocelesti avevano disputato una finale europea ufficiale. Di fronte c’è la blasonata Inter di Luigi Simoni, una vera e propria armata di campioni guidata da Ronaldo: il miglior giocatore al mondo di quegli anni. Alla fine del match si impongono i neroazzurri, anche se i romani dimostreranno l’anno successivo di saper fare tesoro di quella esperienza.

Seconda stagione[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo anno di Eriksson a Roma (1998-1999) si apre con la finale di Supercoppa italiana a Torino. A dispetto dei pronostici, i biancocelesti si impongono in casa dei campioni d’Italia della Juventus per 2-1 e si presentano come una delle compagini da battere in Serie A. Dopo un inizio lento in campionato, anche a causa dei lunghi infortuni patiti in quel periodo dal capitano Nesta e dal bomber Vieri, le Aquile spiccano il volo a cavallo tra il girone d’andata e quello di ritorno, superando di slancio la Fiorentina di Giovanni Trapattoni ed avviandosi verso un comodo successo. Un calo nel finale di stagione permetterà però la rimonta del Milan di Zaccheroni che finirà davanti per appena un punto. In Coppa delle Coppe la Lazio centrerà la sua seconda finale UEFA consecutiva. Nella finale di Birmingham ci sono gli spagnoli dello RCD Maiorca. La partita cade proprio tra la penultima e l’ultima giornata di campionato, appena quattro giorni dopo il sorpasso dei rossoneri. Eriksson riesce però a tenere unita la squadra, che in una finale tesa e sofferta si impone per 2-1. Si tratta del secondo successo europeo per Eriksson, il primo per la Lazio e il primo ufficiale per la città di Roma, proprio nell’ultima edizione della Coppa delle Coppe.

Terza stagione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1999-2000, la terza di Eriksson alla Lazio, si apre con la finale di Supercoppa UEFA in quel di Montecarlo, sesta per lo svedese. Contro c’è il Manchester United di Sir Alex Ferguson che due mesi prima aveva vinto Champions League, Premier League e FA Cup. La partita a sorpresa la fa però la Lazio, mandata in campo alla perfezione dal tecnico svedese. I biancocelesti creano occasioni da gol a raffica e alzano il trofeo grazie ad una rete del Matador Salas nel primo tempo. In campionato la Lazio parte bene e mantiene la testa della classifica per buona parte del girone d’andata. Da gennaio a marzo rallenta vistosamente, il che permette alla Juventus di andare in testa e di allungare fino a +9. Ma Eriksson carica il gruppo e lo invita a non mollare, nonostante l’uscita dai quarti di finale di Champions League. La vittoria nel derby e la contemporanea caduta dei bianconeri contro il Milan porta lo svedese a -6 dalla squadra di Carlo Ancelotti. La domenica successiva un gol di Simeone decide lo scontro diretto a Torino. La Lazio si porta a -3, lanciandosi in una rimonta testa a testa fino all’ultima giornata, che si concluderà col titolo di Campioni d’Italia proprio nell’anno del centenario della società romana. Dopo tanti anni in Serie A, Eriksson corona il suo sogno entrando nella ristretta cerchia degli allenatori stranieri ad aver vinto il campionato italiano. Un successo storico poiché arrivato con la Lazio, non uno dei tre grandi club del Nord, e che interrompe proprio il dominio Milan/Juventus che durava ormai da ben nove anni. Pochi giorni dopo il titolo, la vittoria in Coppa Italia fa diventare la Lazio la quarta squadra nella storia del calcio italiano a centrare l’accoppiata.

Addio alla Lazio e la sua eredità[modifica | modifica wikitesto]

L’inizio del quarto anno di Eriksson alla guida delle Aquile vede la vittoria in Supercoppa Italiana: sarà il suo ultimo trionfo alla guida della società capitolina. Di lì a poco infatti, lo svedese comunica di aver accettato la guida della nazionale inglese, iniziando a dividersi tra i due incarichi. La situazione sembra turbare l’ambiente della squadra, che nel nuovo campionato non si esprime al massimo delle sue potenzialità. Ciò porterà Eriksson il 9 gennaio 2001 a dimettersi dalla Lazio. Lascia una formazione che in poco più di tre anni ha condotto al successo in Campionato, in Coppe Italia, in Supercoppa Italiana, in Coppa delle Coppe e in Supercoppa UEFA. Tutto questo in una società che in quasi cento anni di storia vantava solo uno scudetto (1974) ed una Coppa Italia (1958). Certamente furono decisivi gli investimenti del presidente Cragnotti, ma la bravura e l’esperienza del tecnico svedese si rivelarono indispensabili nel portare in così poco tempo la Lazio ai vertici del calcio italiano ed internazionale.

Manchester City e Leicester City[modifica | modifica wikitesto]

Ad un anno esatto dalla fine della sua avventura alla guida della nazionale inglese, Eriksson torna ad allenare. Il 26 giugno 2007 il nuovo proprietario della squadra inglese del Manchester City, il magnate thailandese Thaksin Shinawatra, lo ingaggia infatti alla guida del suo club. Secondo indiscrezioni Sven ha firmato un contratto triennale con il club.[4][5] L'obiettivo del leader asiatico è quello di portare i Citizens nelle posizioni nobili della Premier League e conquistare un posto utile per partecipare alle competizioni europee. A seguito di una campagna acquisti imponente, ed un inizio di stagione a razzo, la squadra conclude però la stagione al nono posto, qualificandosi per la Coppa UEFA solamente grazie allo UEFA Fair Play ranking. Il rapporto tra il City e Svennis si concluderà tramite accordo reciproco il 2 giugno 2008,[6] provocando però lo scontento dei tifosi che organizzano una campagna SOS (Save our Sven) per trattenere il tecnico. Tentativo che però risulterà vano.

Svennis al Man. City.
Eriksson durante la sua parentesi cinese.

Il 3 ottobre 2010 firma un contratto come manager della squadra inglese del Leicester City per sostituire il partente Paulo Sousa.[7] Il 24 ottobre 2011 viene esonerato dalla dirigenza dei Foxes per il negativo inizio di campionato nella stagione 2011-2012.[8]

Guangzhou R&F e Shanghai East Asia[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 giugno 2013, dopo un periodo di inattività ed aver intrapreso esperienze dirigenziali, Eriksson torna in panchina firmando un contratto biennale come tecnico della squadra cinese del Guangzhou R&F.[9] L'11 novembre 2014 viene esonerato.[10]

Il 18 novembre 2014 diventa allenatore del club cinese dello Shanghai East Asia.[11]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale Inglese[modifica | modifica wikitesto]
Mondiali 2002 ed Europei 2004[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 ottobre 2000 accetta la proposta della federazione inglese, di guidare la nazionale a partire dal 1 luglio 2001.[12] Il 13 gennaio 2001 dopo le dimissioni dalla Lazio anticipa il suo passaggio ai "three lions",[13] che porta ai Mondiali di Corea e Giappone, salvandola da una situazione critica nel Girone di qualificazione (memorabile il 5-1 inflitto in casa della Germania in risposta alla sconfitta subita in precedenza al vecchio Wembley). Il girone dei Mondiali 2002 non è dei più agevoli, ma l’Inghilterra riesce comunque a qualificarsi, a danno di Argentina e Nigeria che tornano a casa. Agli ottavi c’è l’insidiosa Danimarca, squadra con già due vittorie all’attivo nella competizione, di cui una a danno dei Campioni del Mondo in carica della Francia. La partita si rivela però a senso unico, con la squadra di Eriksson che domina in lungo e in largo il campo e finisce per prevalere per 3-0. A seguito della vittoria, per la prima volta in dodici anni, gli inglesi arrivano ai quarti di finale. L’Inghilterra di Eriksson ha stupito in molti, ed ora aspetta ai quarti il temibilissimo Brasile di Luiz Felipe Scolari, mentre i maggiori giornali di tutto il Mondo parlano già di finale anticipata. La partita è equilibrata, ma un errore di Lúcio mette in moto Owen che implacabile manda in vantaggio gli inglesi. I brasiliani, dotati di maggior tasso tecnico grazie ai vari Ronaldo, Ronaldinho e Rivaldo, riescono però a pareggiare allo scadere del primo tempo. La ripresa è una battaglia: si lotta su ogni pallone cercando di spezzare l’equilibrio del match. Sarà una punizione di Ronaldinho dai 40 metri a trovare impreparato il portiere David Seaman e fissare il risultato finale sul 2-1 per la Seleção, che avrebbe poi vinto la competizione. Smaltita l’eliminazione Eriksson si mette al lavoro e la squadra si qualifica senza problemi per gli Europei di Portogallo del 2004. Superato il primo girone Eriksson incrocia di nuovo ai quarti il tecnico Scolari, questa volta alla guida dei lusitani. I tempi regolamentari si concludono sull'1-1, con l’arbitro che annulla al novantesimo un controverso goal di Sol Campbell per l’Inghilterra. La sfida verrà poi risolta ai rigori col passaggio del turno del Portogallo.

Tabloid, gossip e Mondiali 2006[modifica | modifica wikitesto]

I cinque anni di Eriksson alla guida della nazionale inglese furono segnati da numerose scandali, con Eriksson più volte finito sotto attacco da parte dei tabloid britannici. Nel mirino finì perfino la sua compagna Nancy Dell’Olio, passata in pratica dall’esser una sconosciuta in Italia ad un personaggio pubblico nel Regno Unito, con giornalisti d’assalto in cerca continuamente di brandelli della loro vita privata. Lo scandalo più grande però avvenne alla vigilia dei Mondiali 2006, quando Eriksson fu registrato mentre si dichiarava disponibile a lasciare la nazionale a fine mondiali per allenare l’Aston Villa, dopo esser stato portato a credere che la squadra sarebbe stata comprata da un facoltoso sceicco desideroso di ingaggiarlo. In realtà lo sceicco era un reporter sotto copertura del News of the World. Poco tempo dopo la federazione inglese precisò che al termine della Coppa del Mondo in Germania Steve McClaren, sarebbe diventato il nuovo allenatore al posto di Eriksson. Nonostante entrambe le parti abbiano sempre negato, si ritiene che lo scandalo abbia avuto un ruolo nella decisione. In un clima ormai avverso, sfiduciato dalla Federazione, e osteggiato da gran parte dell’opinione pubblica inglese dopo anni di attacchi da parte dei tabloid, Eriksson comincia il mondiale del 2006 alla guida dell’Inghilterra con due vittorie e un pareggio. L’avversario che si presenta di fronte agli ottavi è l’Ecuador, che nonostante si dimostri più ostico del previsto capitola dopo 90 minuti per 1-0. Ai quarti c’è di nuovo Scolari col Portogallo, in una rinvincita del match finito ai rigori due anni prima. La partita sembra essere in mano agli inglesi, ma nel secondo tempo Rooney si fa ingenuamente espellere lasciando la squadra in 10. Il Portogallo si affaccia timidamente in avanti, ma non riesce quasi mai ad impensierire la retroguardia inglese in quasi un’ora di superiorità numerica. 0-0, si arriva ai rigori e il risultato non cambia rispetto a due anni prima: Portogallo in semifinale, Inghilterra a casa. Il 1 luglio 2006 lascia la guida.[14]

Addio alla Nazionale Inglese e la sua eredità[modifica | modifica wikitesto]

Alla luce dei risultati conseguiti, Eriksson è stato giudicato dalla Federazione Inglese come il secondo miglior tecnico della nazionale britannica di sempre, alle spalle di Alf Ramsey che la guidò sul tetto del mondo nel 1966. Eppure lo svedese non sembra aver lasciato un buon ricordo per la maggior parte dei tifosi britannici, al contrario di quanto fatto in Svezia, Portogallo e Italia. Il fatto di esser stato il primo tecnico straniero a guidare la nazionale inglese, i continui scandali che suo malgrado lo hanno visto protagonista, la presunta indulgenza nei rapporti con la squadra e soprattutto il non aver vinto il mondiale (successo che invece ogni inglese si aspetta alla vigilia di ogni Coppa del Mondo) sono tutti elementi che hanno certamente influito. Del resto gli inglesi sarebbero poi stati presto accontentati: in fila sarebbero arrivati prima un tecnico inglese, poi un cosiddetto sergente di ferro come Fabio Capello. I risultati sono però stati una mancata qualificazione ad Euro 2008 e la peggior sconfitta di sempre ai Mondiali 2010 dell’Inghilterra, rimediata per 4-1 agli ottavi dai rivali tedeschi.

Messico e Costa d'Avorio[modifica | modifica wikitesto]

A cavallo tra le due esperienze inglesi, Eriksson torna ad allenare una Nazionale, il 3 giugno 2008 sostituisce Hugo Sánchez alla guida della selezione messicana.[15] Dopo una serie di risultati negativi, tra cui una sola vittoria nelle ultime sette partite di qualificazione a Sudafrica 2010, il 2 aprile 2009 viene licenziato dalla federazione.[16]

Eriksson prenderà comunque parte alla competizione diventando il 28 marzo 2010 tecnico della Costa d'Avorio, ancora senza un allenatore per i Mondiali sudafricani dopo il licenziamento del bosniaco Vahid Halilhodžić.[17][18] La squadra non passa il primo turno. Il 2 agosto lascia così l'incarico da CT della compagine africana.[19]

Dirigente sportivo[modifica | modifica wikitesto]

Notts County[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 luglio 2009, Eriksson è stato nominato direttore generale del Notts County, squadra inglese di quarta serie.[20] Lo stratega svedese accetta con entusiasmo la nuova avventura dirigenziale, affascinato dai progetti ambiziosi della nuova società che ha rilevato il club bianconero. La bontà di tale progetto è testimoniata dagli acquisti di calciatori del calibro di Sol Campbell e Kasper Schmeichel, anche se il primo disputerà una sola gara in maglia bianconera ed il secondo verrà ceduto a fine stagione.

Il 12 febbraio 2010, vista la grave crisi finanziaria susseguente ad una gestione poco oculata della proprietà del Notts County, Eriksson si dimette dall'incarico dopo che il nuovo patron dei Magpies, l'inglese Ray Trew, decide di intraprendere una politica gestionale basata sul risanamento economico.[21] Il manager svedese, per agevolare il passaggio della società a Trew, rinuncierà alla maggior parte dei suoi crediti verso il Notts County. Il nuovo patron definì pubblicamente Eriksson come un “absolute gentleman”. Malgrado un'annata vissuta tra numerose difficoltà, la squadra che aveva allestito Svennis otterrà la promozione in terza divisione.

BEC Tero Sasana[modifica | modifica wikitesto]

L'8 febbraio 2012 in un intervista a Radio Yorkshire, il presidente del Leeds Ken Bates ha rivelato che Eriksson si era proposto di sostituire l'esonerato Simon Grayson come allenatore del club. Il 3 settembre 2012 viene nominato direttore tecnico della squadra thailandese del BEC Tero Sasana, formazione di Thai Premier League; Svennis è inoltre il responsabile dell'intera pianificazione strategica del club di Bangkok.[22] Il 17 novembre 2012 i media norvegesi hanno riferito che Eriksson era in trattative con il Vålerenga, circa la possibilità di assumere la direzione. Il 21 novembre si è tenuto un incontro tra le due parti, ma alla fine con c'è stato nessun accordo. Il 5 dicembre la federazione ucraina gli ha proposto la guida della nazionale.[23][24] Il 26 dicembre la federazione sceglie Mychajlo Fomenko come tecnico.[25] Il 15 gennaio 2013 il club tedesco del Monaco 1860 gli propone un ruolo nello staff tecnico.[26][27] Il 18 gennaio salta l'accordo.[28][29]

Al-Nasr[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 gennaio 2013, Svennis decide di accettare l'incarico come direttore tecnico dell'Al-Nasr, formazione di UAE Pro-League, ovvero il massimo campionato degli Emirati Arabi Uniti.[30] Il 3 giugno dello stesso anno però rassegna le sue dimissioni.[31]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 11 novembre 2014.

Squadra Naz Dal Al Partite
G V N P %
Degerfors[32] Svezia 1º gennaio 1977 31 dicembre 1978 0 0 0 0 !
Göteborg[33] Svezia 1º gennaio 1979 27 novembre 1982 100 51 32 17 51,00
Benfica Portogallo 27 novembre 1982 3 luglio 1984 60 46 11 3 76,67
Roma[34] Italia 3 luglio 1984 5 maggio 1987 90 41 26 23 45,56
Fiorentina Italia 2 giugno 1987 30 giugno 1989 64 21 20 23 32,81
Benfica Portogallo 1º luglio 1989 1º luglio 1992 144 94 32 18 65,28
Sampdoria Italia 1º luglio 1992 3 giugno 1997 170 71 52 47 41,76
Lazio Italia 3 giugno 1997 9 gennaio 2001 136 78 32 26 57,35
Inghilterra[35] Inghilterra 13 gennaio 2001 1º luglio 2006 67 40 17 10 59,70
Manchester City Inghilterra 6 luglio 2007 2 giugno 2008 45 19 11 15 42,22
Messico Messico 3 giugno 2008 2 aprile 2009 13 6 1 6 46,15
Costa d'Avorio Costa d'Avorio 27 marzo 2010 2 agosto 2010 5 2 2 1 40,00
Leicester City Inghilterra 3 ottobre 2010 24 ottobre 2011 55 24 14 17 43,64
Guangzhou R&F Cina 4 giugno 2013 11 novembre 2014 51 26 10 15 50,98
Totale 956 494 252 210 51,67

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Göteborg: 1979, 1982
Göteborg: 1981-1982
Benfica: 1982-1983, 1983-1984, 1990-1991
Benfica: 1982-1983
Benfica: 1989
Roma: 1985-1986
Sampdoria: 1993-1994
Lazio: 1997-1998, 1999-2000
Lazio: 1998, 2000
Lazio: 1999-2000
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Göteborg: 1981-1982
Lazio: 1998-1999
Lazio: 1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arrivederci Eriksson, repubblica.it, 5 maggio 1987.
  2. ^ Finalmente Eriksson ha detto sì, repubblica.it, 3 giugno 1987.
  3. ^ A volte ritornano: Si riparla di Boksic, repubblica.it, 3 giugno 1997.
  4. ^ Eriksson, sì al Manchester City, gazzetta.it, 26 giugno 2007.
  5. ^ Eriksson al Manchester City "Sono felice e orgoglioso", gazzetta.it, 6 luglio 2007.
  6. ^ Ora è ufficiale: è divorzio fra Eriksson e City, gazzetta.it, 2 giugno 2008.
  7. ^ Eriksson nuovo allenatore Leicester, gazzetta.it, 3 ottobre 2010.
  8. ^ Inghilterra, il Leicester City esonera Sven-Goran Eriksson, sky.it, 24 ottobre 2011.
  9. ^ Eriksson allenerà in Cina: sarà derby con Lippi, gazzetta.it, 4 giugno 2013.
  10. ^ Guangzhou R&F: Esonerato Eriksson, sportmediaset.it, 11 novembre 2014.
  11. ^ Eriksson parla ancora cinese, allenerà lo Shanghai East Asia, sky.it, 18 novembre 2014.
  12. ^ Eriksson ha detto «yes» all' Inghilterra, corrieredellasera.it, 30 ottobre 2000.
  13. ^ Eriksson già a lavoro nel suo ufficio, repubblica.it, 13 gennaio 2001.
  14. ^ Ricardo porta il Portogallo in semifinale: La corsa degli inglesi finisce ai rigori, repubblica.it, 1 luglio 2006.
  15. ^ Calcio, Messico: Ufficiale, Eriksson nuovo ct nazionaleditore=repubblica.it, 3 giugno 2008.
  16. ^ Missione fallita, Eriksson esonerato dal Messico, sky.it, 2 aprile 2008.
  17. ^ Mondiali, Sven Goran Eriksson allenerà la Costa d'Avorio, sky.it, 28 marzo 2010.
  18. ^ Mondiali, c'è Eriksson: Nuovo ct Costa d'Avorio, corrieredellosport.it, 28 marzo 2010.
  19. ^ Eriksson non piu' ct Costa d'Avorio, rai.it, 2 agosto 2009.
  20. ^ Eriksson dg del Notts County, corrieredellosport.it, 22 luglio 2009.
  21. ^ Eriksson si dimette, tuttomercatoweb.com, 12 febbraio 2010.
  22. ^ Thailandia, Eriksson nuovo dt del Tero Sasana, tuttomercatoweb.com, 3 settembre 2012.
  23. ^ Ucraina: offerta la panchina da ct a Eriksson, eurosport.it, 5 dicembre 2012.
  24. ^ Ucraina, offerta a Eriksson la panchina della nazionale, repubblica.it, 5 dicembre 2012.
  25. ^ Eriksson, niente Ucraina Il nuovo ct è Fomenko, corrieredellosport.it, 26 dicembre 2012.
  26. ^ Eriksson in staff tecnico Monaco 1860, corrieredellosport.it, 15 gennaio 2013.
  27. ^ Ufficiale: Monaco 1860, Eriksson nello staff tecnico, 15 gennaio 2013.
  28. ^ Eriksson, niente Germania. No a panchina Monaco 1860, tuttosport.com, 18 gennaio 2013.
  29. ^ Calcio: Eriksson non va al Monaco 1860, rai.it, 18 gennaio 2013.
  30. ^ UFFICIALE: Al Nasr, ecco Eriksson: "Non sono qui per i soldi", tuttomercatoweb.com, 22 gennaio 2013.
  31. ^ Calciomercato Al Nasr, Eriksson si dimette e va in Cina, calciomercato.it, 3 giugno 2013.
  32. ^ Dati riferiti al solo campionato svedese.
  33. ^ Dati riferiti al solo campionato svedese.
  34. ^ I dati riferiti al periodo come direttore tecnico (stagioni 1984-1985 e 1985-1986) sono stati sommati a quelli del periodo come allenatore (stagione 1986-1987).
  35. ^ England Hall of Fame, FA.com. URL consultato il 17 maggio 2007.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 43803312 LCCN: nb2001032841