Sven-Göran Eriksson

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Sven-Göran Eriksson
Sven-Göran Eriksson.jpg
Dati biografici
Nome Sven-Göran Eriksson
Paese bandiera Svezia
Nazionalità
Passaporto {{{Passaporto}}}
Altezza 178 cm
Peso kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club1
1966-1971 Flag of None.svg Torsby 109 (23)
1971-1972 Flag of None.svg Sifhälla 22 (1)
1972-1973 Flag of None.svg KB Karlskoga 19 (4)
1973-1975 600px Verde e Bianco (Strisce diverse).png Västra Frölunda 50 (5)
Nazionale
Carriera da allenatore
1976-1977 600px Rosso.png Degerfors Vice
1977-1978 600px Rosso.png Degerfors
1979-1982 600px colori do goteborg.svg IFK Göteborg
1982-1984 600px Rosso e Bianco con aquila.svg Benfica
1984-1987 600px Giallo e Rosso2.png Roma
1987-1989 600px Viola con giglio Rosso su sfondo Bianco.png Fiorentina
1989-1992 600px Rosso e Bianco con aquila.svg Benfica
1992-1997 600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria
1997-2001 600px Bianco e Celeste con aquila.svg Lazio
2001-2006 Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra
2007-2008 600px sky city.png Manchester City
2008-2009 Bandiera del Messico Messico
2010 Bandiera della Costa d'Avorio Costa d'Avorio
2010-2011 600px Azzurro con volpe e dettagli Bianco e Oro.svg Leicester City
Incontri disputati
Palmarès
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
Statistiche aggiornate al 24 ottobre 2010

Sven-Göran Eriksson (Torsby, 5 febbraio 1948) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore svedese.

Nei suoi oltre trent’anni di carriera è l’unico ad aver centrato il Double scudetto-coppa nazionale nello stesso anno in tre paesi diversi: Svezia, Portogallo e Italia. In queste tre nazioni vanta un totale di 5 campionati e 10 tra coppe e supercoppe. In ambito europeo ha condotto la Lazio alla vittoria in Coppa delle Coppe e Supercoppa UEFA, e il Göteborg al successo in Coppa UEFA. Prima del suo arrivo nessuna delle due società aveva mai disputato una finale europea. Col Benfica ha disputato una finale di Coppa UEFA e una di Coppa dei Campioni, quest'ultima persa di misura dal Milan di Arrigo Sacchi. Nel 2001 è diventato commissario tecnico della nazionale inglese, ruolo che ha ricoperto fino al 2006, guidando la squadra fino ai quarti nei Mondiali 2002 e 2006 e agli Europei 2004. Dopo due brevi esperienze nel campionato inglese, e una sulla panchina della Nazionale messicana, ha guidato la Costa d'Avorio ai Mondiali 2010.

Indice

[modifica] Carriera

[modifica] Calciatore

Ha giocato nella Seconda Divisione svedese con il Karlskoga e il Västra Frölunda IF. Ha tuttavia smesso di giocare a calcio nel 1975 a seguito di un infortunio.

[modifica] Allenatore

[modifica] Club

[modifica] In Svezia

La sua carriera da coach inizia il 1 gennaio 1976, quando a soli 29 anni approda al Degerfors, inizialmente come allenatore in seconda, poi come primo allenatore. Dopo appena due anni viene chiamato ad allenare il più prestigioso Göteborg. Nelle prime due stagioni vince una Coppa di Svezia, ma è nel terzo anno che si impone all’attenzione dell’intera Europa calcistica centrando l’accoppiata campionato-coppa nazionale e guidando la formazione svedese in finale di Coppa UEFA, contro i tedeschi dell'Amburgo. Nonostante il Goteborg non partisse con i favori del pronostico, la squadra di Svennis si impose nettamente per 4-0 (aggregate) completando uno straordinario triplete. Quello con l'Amburgo è un successo storico per tutto il paese: la prima volta che una squadra svedese si impone in una competizione internazionale. A seguito di questa stagione Eriksson lascia il Goteborg per approdare al Benfica.

[modifica] In Portogallo

Nel suo primo anno alla guida del Benfica (1982-1983), il tecnico Svedese non mostra problemi di adattamento vincendo subito la Primeira Liga e la Coppa di Portogallo, e conducendo la squadra in finale di Coppa UEFA. Nell’anno successivo Eriksson porta di nuovo i lusitani alla vittoria in campionato, completando un biennio in cui la squadra perde solo tre match, con un'incredibile percentuale di vittorie su partite giocate del 76%. Sull’onda del successo approda nel campionato italiano, dove vi resterà tra alti e bassi per cinque stagioni. Nel 1989 decide di tornare a guidare il Benfica, questa volta per un triennio (1989-1992). Vince per la terza volta il campionato portoghese e conquista la Supercoppa di Portogallo, guidando inoltre la squadra in finale di Coppa dei Campioni. Di fronte si ritrova il fortissimo Milan di Arrigo Sacchi, che si era già imposto nella precedente edizione. Questa volta il mago svedese non riesce nel miracolo avvenuto col Goteborg, e la sua squadra si arrende ai favoriti rossoneri, seppur per un solo gol (0-1).

[modifica] Prime esperienze in Italia

Nel suo primo periodo in Italia (1984-1989) Eriksson allena la Roma e la Fiorentina. Al suo secondo anno coi giallorossi (stagione 1985-86) va vicino alla conquista dello scudetto con un'esaltante rimonta ai danni della Juventus, raggiunta nella terz'ultima giornata, che viene però compromessa da una sconfitta per 3-2 in casa col già retrocesso Lecce nel penultimo turno di campionato. Nel triennio romanista vincerà comunque una Coppa Italia, mentre il biennio viola si dimostrerà avaro di successi. Dopo la seconda parentesi al Benfica torna nel 1992 in Italia, alla Sampdoria, dove vi resta per cinque anni, vincendo una Coppa Italia e ottenendo un terzo posto come miglior risultato in campionato.

[modifica] Gli anni alla Lazio
[modifica] Prima stagione alla Lazio

Nel 1997 da Genova approda nuovamente a Roma, stavolta sulla sponda Lazio, portandosi dietro il pupillo Roberto Mancini. L’obiettivo del presidente laziale Sergio Cragnotti è quello di costruire una squadra che possa competere ad altissimi livelli. Al primo anno Eriksson non delude e si presenta davanti ai suoi nuovi tifosi con quattro memorabili vittorie nel derby (record celebrato con apposita targa al Centro sportivo di Formello): Roma-Lazio 1-3 (Campionato, 01/11/1997), Lazio-Roma 4-1 (Coppa Italia, 06/01/1998), Roma-Lazio 1-2 (Coppa Italia, 21/01/1998) e Lazio-Roma 2-0 (Campionato, 08/03/1998). La gioia più grande sarebbe però arrivata in Coppa Italia, dove la Lazio sfida in finale il Milan. I rossoneri vincono l’andata per 1-0 e guidano con lo stesso risultato il ritorno a Roma. Nel secondo tempo Eriksson però azzecca tutti i cambi e ribalta la situazione portando la Lazio a vincere per 3-1 e ad alzare il primo trofeo dopo l'ultimo trionfo biancoceleste, ovvero lo scudetto del 1974. Pochi giorni dopo, la Lazio avrebbe però disputato un'altra finale. Dopo un'avvincente cavalcata, gli uomini di Eriksson avevano infatti conquistato la finale di Coppa UEFA. Nei suoi 98 anni di storia, mai i biancocelesti avevano disputato una finale europea ufficiale. Di fronte c’è la blasonata Inter di Luigi Simoni, una vera e propria armata di campioni guidata da Ronaldo: il miglior giocatore al mondo di quegli anni. Alla fine del match si impongono i neroazzurri, anche se i romani dimostreranno l’anno successivo di saper fare tesoro di quella esperienza.

[modifica] Seconda stagione alla Lazio

Il secondo anno di Eriksson a Roma (1998-1999) si apre con la finale di Supercoppa italiana a Torino. A dispetto dei pronostici, i biancocelesti si impongono in casa dei campioni d’Italia della Juventus per 2-1 e si presentano come una delle compagini da battere in Serie A. Dopo un inizio lento in campionato, anche a causa dei lunghi infortuni patiti in quel periodo dal capitano Nesta e dal bomber Vieri, le Aquile spiccano il volo a cavallo tra il girone d’andata e quello di ritorno, superando di slancio la Fiorentina di Giovanni Trapattoni ed avviandosi verso un comodo successo. Un calo nel finale di stagione permetterà però la rimonta del Milan di Zaccheroni, che grazie anche ad alcuni episodi fortunati (tra cui la vittoria per 3-2 sulla Sampdoria con autogol al 95’) e sospette decisioni arbitrali finirà davanti per appena un punto. In Coppa delle Coppe la Lazio centrerà la sua seconda finale UEFA consecutiva. Nella finale di Birmingham ci sono gli spagnoli dello RCD Maiorca. La partita cade proprio tra la penultima e l’ultima giornata di campionato, appena quattro giorni dopo il sorpasso dei rossoneri. Eriksson riesce però a tenere unita la squadra, che in una finale tesa e sofferta si impone per 2-1. Si tratta del secondo successo europepo per Eriksson, il primo per la Lazio, proprio nell’ultima edizione della Coppa delle Coppe.

[modifica] Terza stagione alla Lazio

La stagione 1999-2000, la terza di Eriksson alla Lazio, si apre con la finale di Supercoppa UEFA in quel di Montecarlo. Sesta finale europea per lo svedese. Contro c’è il Manchester United di Sir Alex Ferguson che due mesi prima aveva vinto Champions League, Premier League e FA Cup. La partita a sorpresa la fa però la Lazio, mandata in campo alla perfezione dal tecnico svedese. I biancocelesti creano occasioni da gol a raffica e alzano il trofeo grazie ad una rete del Matador Salas nel primo tempo. In campionato la Lazio parte bene e mantiene la testa della classifica per buona parte del girone d’andata. Da gennaio a marzo rallenta vistosamente, il che permette alla Juventus di andare in testa e di allungare fino a +9. Ma Eriksson carica il gruppo e lo invita a non mollare, nonostante l’uscita dai quarti di finale di Champions League. La vittoria nel derby e la contemporanea caduta dei bianconeri contro il Milan porta lo svedese a -6 dalla squadra di Carlo Ancelotti. La domenica successiva un gol di Simeone decide lo scontro diretto a Torino. La Lazio si porta a -3, lanciandosi in una rimonta testa a testa fino all’ultima giornata, che si concluderà col titolo di Campioni d’Italia proprio nell’anno del centenario della società romana. Dopo tanti anni in Serie A, Eriksson corona il suo sogno entrando nella ristretta cerchia degli allenatori stranieri ad aver vinto il campionato italiano. Un successo storico poiché arrivato con la Lazio, non uno dei tre grandi club del Nord, e che interrompe proprio il dominio Milan/Juventus che durava ormai da ben nove anni. Pochi giorni dopo il titolo, la vittoria in Coppa Italia fa diventare la Lazio la quarta squadra nella storia del calcio italiano a centrare l’accoppiata.

[modifica] L’addio alla Lazio e la sua eredità

L’inizio del quarto anno di Eriksson alla guida delle Aquile vede la vittoria in Supercoppa Italiana: sarà il suo ultimo trionfo alla guida della società capitolina. Di lì a poco infatti, lo svedese comunica di aver accettato la guida della nazionale inglese, iniziando a dividersi tra i due incarichi. La situazione sembra turbare l’ambiente della squadra, che nel nuovo campionato non si esprime al massimo delle sue potenzialità. Ciò porterà Eriksson all’inizio del 2001 a dimettersi dalla Lazio. Lascia una formazione che in poco più di tre anni ha condotto al successo in Campionato, in Coppe Italia, in Supercoppa Italiana, in Coppa delle Coppe e in Supercoppa UEFA. Tutto questo in una società che in quasi cento anni di storia vantava solo uno scudetto (1974) ed una Coppa Italia (1958). Certamente furono decisivi gli investimenti del presidente Cragnotti, ma la bravura e l’esperienza del tecnico svedese si rivelarono indispensabili nel portare in così poco tempo la Lazio ai vertici del calcio italiano ed internazionale.

[modifica] In Inghilterra

Ad un anno esatto dalla fine della sua avventura alla guida della nazionale inglese, Eriksson torna ad allenare. Il 26 giugno 2007 il nuovo proprietario della squadra inglese del Manchester City, il magnate thailandese Thaksin Shinawatra, lo ingaggia infatti alla guida del suo club. Secondo indiscrezioni Sven ha firmato un contratto triennale con il club.[1] L'obiettivo del leader asiatico è quello di portare i Citizens nelle posizioni nobili della Premier League e conquistare un posto utile per partecipare alle competizioni europee. A seguito di una campagna acquisti imponente, ed un inizio di stagione a razzo, la squadra conclude però la stagione al nono posto, qualificandosi per la Coppa UEFA solamente grazie allo UEFA Fair Play ranking. Il rapporto tra il City e Svennis si concluderà tramite accordo reciproco al termine del primo anno, provocando però lo scontento dei tifosi che organizzano una campagna SOS (Save our Sven) per trattenere il tecnico. Tentativo che però risulterà vano. Dopo una breve esperienza alla guida della Nazionale messicana, il 22 luglio 2009 accetta di diventare Direttore generale del Notts County, club inglese militante nella quarta serie nazionale.[2] Il club è stato infatti appena acquistato da un consorzio del Middle East che promette di riportare la squadra dal passato glorioso ma dal mesto presente agli antichi fasti. Qualche mese dopo però, oltre a esser mancato qualsiasi investimento liquido nel Notts County, emerge un grosso debito a carico del club. Eriksson si dimette il 12 febbraio 2010.[3] e dichiara in un'intervista al Guardian di esser stato ingannato e per giunta non pagato. La squadra sarà poi acquistata da Ray Trew, con Eriksson che per agevolare il passaggio rinuncierà alla maggior parte dei suoi crediti verso il Notts County. Trew definì pubblicamente Eriksson come un “absolute gentleman”.

[modifica] Asia e Al Hilal

Dopo essere stato accostato a diverse panchine, tra le quali quella dell'Aston Villa, arriva l'approdo nel quarto continente. Eriksson trova infatti un accordo con la formazione araba dell'Al Hilal, per prendere il posto in panchina dell'ex milanista Eric Gerets al termine dell'AFC Champions League, al termine della quale il tecnico belga si insedierà ufficialmente come CT del Marocco.[4]

[modifica] Leicester City

Il 3 ottobre 2010 firma un contratto come manager della squadra inglese del Leicester City per sostituire il partente Paulo Sousa. Il 24 ottobre 2011 viene esonerato dalla dirigenza dei Foxes per il deludente inizio di campionato nella stagione 2011-2012.[5]

[modifica] Nazionale

[modifica] La Nazionale Inglese: Mondiali 2002 e Europei 2004

Nella stagione 2000-01 passa ad allenare la nazionale inglese, che porta ai Mondiali di Corea e Giappone, salvandola da una situazione critica nel Girone di qualificazione (memorabile il 5-1 inflitto in casa della Germania in risposta alla sconfitta subita in precedenza al vecchio Wembley). Il girone dei Mondiali 2002 non è dei più agevoli, ma l’Inghilterra riesce comunque a qualificarsi, a danno di Argentina e Nigeria che tornano a casa. Agli ottavi c’è l’insidiosa Danimarca, squadra con già due vittorie all’attivo nella competizione, di cui una a danno dei Campioni del Mondo in carica delle Francia. La partita si rivela però a senso unico, con la squadra di Eriksson che domina in lungo e in largo il campo e finisce per prevalere per 3-0. A seguito della vittoria, per la prima volta in dodici anni, gli inglesi arrivano ai quarti di finale. L’Inghilterra di Eriksson ha stupito in molti, ed ora aspetta ai quarti il temibilissimo Brasile di Luiz Felipe Scolari, mentre i maggiori giornali di tutto il Mondo parlano già di finale anticipata. La partita è equilibrata, ma un errore di Lúcio mette in moto Owen che implacabile manda in vantaggio gli inglesi. I brasiliani, dotati di maggior tasso tecnico grazie ai vari Ronaldo, Ronaldinho e Rivaldo, riescono però a paraggiare allo scadere del primo tempo. La ripresa è una battaglia: si lotta su ogni pallone cercando di spezzare l’equilibrio del match. Sarà una punizione di Ronaldinho dai 40 metri a trovare clamorosamente impreparato il portiere David Seaman e fissare il risultato finale sul 2-1 per la Seleçao, che avrebbe poi vinto la competizione. Smaltita l’eliminazione Eriksson si mette al lavoro e la squadra si qualifica senza problemi per gli Europei di Portogallo del 2004. Superato il primo girone Eriksson incrocia di nuovo ai quarti il tecnico Scolari, questa volta alla guida dei lusitani. I tempi regolamentari si concludono sull’ 1-1, con l’arbitro che fa felici i padroni di casa annullando al novantesimo un controverso goal di Sol Campbell per l’Inghilterra. La sfida verrà poi risolta ai rigori col passaggio del turno del Portogallo.

[modifica] Tabloid, scandali e Mondiali 2006

I sei anni di Eriksson alla guida della nazionale inglese furono segnati da numerose scandali, con Eriksson più volte finito sotto attacco da parte dei tabloid britannici. Nel mirino finì perfino la sua compagna Nancy Dell’Olio, passata in pratica dall’esser una sconosciuta in Italia ad un personaggio pubblico nel Regno Unito, con giornalisti d’assalto in cerca continuamente di brandelli della loro vita privata. Lo scandalo più grande però avvenne alla vigilia dei Mondiali 2006, quando Eriksson fu registrato mentre si dichiarava disponibile a lasciare la nazionale a fine mondiali per allenare l’Aston Villa, dopo esser stato portato a credere che la squadra sarebbe stata comprata da un facoltoso sceicco desideroso di ingaggiarlo. In realtà lo sceicco era un reporter sotto copertura del News of the World. Poco tempo dopo la federazione inglese precisò che al termine della Coppa del Mondo in Germania Steve McClaren, sarebbe diventato il nuovo allenatore al posto di Eriksson. Nonostante entrambe le parti abbiano sempre negato, si ritiene che lo scandalo abbia avuto un ruolo nella decisione. In un clima ormai avverso, sfiduciato dalla Federazione, e osteggiato da gran parte dell’opinione pubblica inglese dopo anni di attacchi da parte dei tabloid, Eriksson comincia il mondiale del 2006 alla guida dell’Inghilterra con due vittorie e un pareggio. L’avversario che si presenta di fronte agli ottavi è l’Ecuador, che nonostante si dimostri più ostico del previsto capitola dopo 90 minuti per 1-0. Ai quarti c’è di nuovo Scolari col Portogallo, in una rinvincita del match finito ai rigori due anni prima. La partita sembra essere in mano agli inglesi, ma nel secondo tempo Rooney si fa ingenuamente espellere lasciando la squadra in 10. Il Portogallo si affaccia timidamente in avanti, ma non riesce quasi mai ad impensierire la retroguardia inglese in quasi un’ora di superiorità numerica. 0-0, si arriva ai rigori e il risultato non cambia rispetto a due anni prima: Portogallo in semifinale, Inghilterra a casa.

[modifica] L'addio alla Nazionale Inglese e la sua eredità

Alla luce dei risultati conseguiti, Eriksson è stato giudicato dalla Federazione Inglese come il secondo miglior tecnico della nazionale britannica di sempre, alle spalle di Alf Ramsey che la guidò sul tetto del mondo nel 1966. Eppure lo svedese non sembra aver lasciato un buon ricordo per la maggior parte dei tifosi britannici, al contrario di quanto fatto in Svezia, Portogallo e Italia. Il fatto di esser stato il primo tecnico straniero a guidare la nazionale inglese, i continui scandali che suo malgrado lo hanno visto protagonista, la presunta indulgenza nei rapporti con la squadra e soprattutto il non aver vinto il mondiale (successo che invece ogni inglese si aspetta alla vigilia di ogni Coppa del Mondo) sono tutti elementi che hanno certamente influito. Del resto gli inglesi sarebbero poi stati presto accontentati: in fila sarebbero arrivati prima un tecnico inglese, poi un cosiddetto sergente di ferro come Fabio Capello. I risultati sono però stati una mancata qualificazione ad Euro 2008 e la peggior sconfitta di sempre ai Mondiali 2010 dell’Inghilterra, rimediata per 4-1 agli ottavi dai rivali tedeschi.

[modifica] Messico e Costa d'Avorio

A cavallo tra le due esperienze inglesi, Eriksson torna ad allenare una nazionale, prendendo il posto di Hugo Sánchez alla guida della Nazionale messicana.[6] Dopo una serie di risultati deludenti, tra cui una sola vittoria nelle ultime sette partite di qualificazione, viene però licenziato dalla Federazione. Nonostante svanisca il sogno di portare la squadra centroamericana a Sudafrica 2010, Eriksson vi prenderà comunque partre diventando il 27 marzo 2010 tecnico della Costa d'Avorio, ancora senza un allenatore per i mondiali sudafricani dopo il licenziamento del bosniaco Vahid Halilhodžić[7]. Inserito in un girone di ferro, la squadra pareggia col Portogallo dell'asso Cristiano Ronaldo, semifinalista nella precedente edizione, perde dal Brasile di Dunga ma batte la Corea del Nord. I quattro punti non basteranno per avanzare agli ottavi, anche se la Federazione ivoriana e i tifosi apprezzano la bontà del lavoro svolto sia nel riconciliare la squadra coi supporters, sia dal punto di vista tattico, rendendo la squadra più pragmatica.

Il 2 agosto 2010 lascia così l'incarico da CT della compagine africana.

[modifica] Statistiche da allenatore

Squadra Naz Dal Al Partite
G V N P %
Göteborg[8] Bandiera della Svezia 2 dicembre 1978 27 novembre 1982 &&&&&&&&&&&&0100.&&&&&0100 &&&&&&&&&&&&&051.&&&&&051 &&&&&&&&&&&&&032.&&&&&032 &&&&&&&&&&&&&017.&&&&&017 &&&&&&&&&&&&&051.&&&&&051,00
Benfica Bandiera del Portogallo 27 novembre 1982 3 luglio 1984 &&&&&&&&&&&&&060.&&&&&060 &&&&&&&&&&&&&046.&&&&&046 &&&&&&&&&&&&&011.&&&&&011 &&&&&&&&&&&&&&03.&&&&&03 &&&&&&&&&&&&&076.67000076,67
Roma Bandiera dell'Italia 3 luglio 1984 1 luglio 1987 &&&&&&&&&&&&&090.&&&&&090 &&&&&&&&&&&&&041.&&&&&041 &&&&&&&&&&&&&026.&&&&&026 &&&&&&&&&&&&&023.&&&&&023 &&&&&&&&&&&&&045.56000045,56
Fiorentina Bandiera dell'Italia 1 luglio 1987 20 giugno 1989 &&&&&&&&&&&&&064.&&&&&064 &&&&&&&&&&&&&021.&&&&&021 &&&&&&&&&&&&&020.&&&&&020 &&&&&&&&&&&&&023.&&&&&023 &&&&&&&&&&&&&032.81000032,81
Benfica Bandiera del Portogallo 20 giugno 1989 1 luglio 1992 &&&&&&&&&&&&0106.&&&&&0106 &&&&&&&&&&&&&072.&&&&&072 &&&&&&&&&&&&&026.&&&&&026 &&&&&&&&&&&&&&08.&&&&&08 &&&&&&&&&&&&&067.92000067,92
Sampdoria Bandiera dell'Italia 1 luglio 1992 30 giugno 1997 &&&&&&&&&&&&0170.&&&&&0170 &&&&&&&&&&&&&071.&&&&&071 &&&&&&&&&&&&&052.&&&&&052 &&&&&&&&&&&&&047.&&&&&047 &&&&&&&&&&&&&041.76000041,76
Lazio Bandiera dell'Italia 1 luglio 1997 5 aprile 2001 &&&&&&&&&&&&0136.&&&&&0136 &&&&&&&&&&&&&078.&&&&&078 &&&&&&&&&&&&&032.&&&&&032 &&&&&&&&&&&&&026.&&&&&026 &&&&&&&&&&&&&057.35000057,35
Inghilterra[9] Bandiera dell'Inghilterra 4 maggio 2001 1 luglio 2006 &&&&&&&&&&&&&067.&&&&&067 &&&&&&&&&&&&&040.&&&&&040 &&&&&&&&&&&&&017.&&&&&017 &&&&&&&&&&&&&010.&&&&&010 &&&&&&&&&&&&&059.70000059,70
Manchester City Bandiera dell'Inghilterra 6 luglio 2007 2 giugno 2008 &&&&&&&&&&&&&045.&&&&&045 &&&&&&&&&&&&&019.&&&&&019 &&&&&&&&&&&&&011.&&&&&011 &&&&&&&&&&&&&015.&&&&&015 &&&&&&&&&&&&&042.22000042,22
Messico Bandiera del Messico 3 giugno 2008 2 aprile 2009 &&&&&&&&&&&&&013.&&&&&013 &&&&&&&&&&&&&&06.&&&&&06 &&&&&&&&&&&&&&01.&&&&&01 &&&&&&&&&&&&&&06.&&&&&06 &&&&&&&&&&&&&046.15000046,15
Costa d'Avorio Bandiera della Costa d'Avorio 27 marzo 2010 2 agosto 2010 &&&&&&&&&&&&&&05.&&&&&05 &&&&&&&&&&&&&&02.&&&&&02 &&&&&&&&&&&&&&02.&&&&&02 &&&&&&&&&&&&&&01.&&&&&01 &&&&&&&&&&&&&040.&&&&&040,00
Leicester City Bandiera dell'Inghilterra 3 ottobre 2010 24 ottobre 2011 &&&&&&&&&&&&&052.&&&&&052 &&&&&&&&&&&&&023.&&&&&023 &&&&&&&&&&&&&014.&&&&&014 &&&&&&&&&&&&&015.&&&&&015 &&&&&&&&&&&&&044.23000044,23
Totale &&&&&&&&&&&&0903.&&&&&0903 &&&&&&&&&&&&0478.&&&&&0478 &&&&&&&&&&&&0242.&&&&&0242 &&&&&&&&&&&&0193.&&&&&0193 &&&&&&&&&&&&&052.93000052,93

[modifica] Palmarès

[modifica] Allenatore

[modifica] Competizioni nazionali

Göteborg: 1979, 1982
Göteborg: 1981-1982
Benfica: 1982-1983, 1983-1984, 1990-1991
Benfica: 1982-1983
Benfica: 1989
Roma: 1985-1986
Sampdoria: 1993-1994
Lazio: 1997-1998, 1999-2000
Lazio: 1998, 2000
Lazio: 1999-2000

[modifica] Competizioni internazionali

Göteborg: 1981-1982
Lazio: 1998-1999
Lazio: 1999

[modifica] Curiosità

  • Arrivato al Manchester City ha subito introdotto 2 innovative tecniche di allenamento facendo montare sul campo d'allenamento un'enorme vasca contenente acqua alla temperatura di 0° centigradi, sostenendo che questa tonifica i muscoli dei suoi ragazzi e introducendo come esercitazione la lotta greco-romana, che a suo parere migliora il sistema di marcatura da lui voluto.[senza fonte]

[modifica] Note

  1. ^ Eriksson, sì al Manchester City. gazzetta.it, 26 giugno 2007
  2. ^ Eriksson dg del Notts County. corrieredellosport.it, 22 luglio 2009
  3. ^ Eriksson si dimette. tuttomercatoweb.com, 12 febbraio 2010
  4. ^ «L'Al Hilal scommette su Eriksson», Lechampions.it, 14.9.2010. URL consultato in data 14.9.2010.
  5. ^ Leicester esonera Eriksson ansa.it
  6. ^ (ES) Sven-Göran Eriksson es el Nuevo Director Técnico Nacional. femexfut.org.mx, 3 giugno 2008
  7. ^ http://www.englishfootball.it/notizie/ultime-notizie/904-eriksson-e-mark-hughes-in-lizza-per-una-panchina-al-mondiale
  8. ^ Dati riferiti al solo campionato svedese.
  9. ^ England Hall of Fame. FA.com. URL consultato il 17 maggio 2007.

[modifica] Altri progetti

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue