Real Club Deportivo de La Coruña

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RC Deportivo de la Coruña
Calcio Football pictogram.svg
Rc deportivo de la coruna.png
Depor; Súper Depor; Turcos
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco e Blu a Strisce.png bianco-blu
Dati societari
Città A Coruña
Paese Spagna Spagna
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Spain.svg RFEF
Campionato Primera División
Fondazione 1906
Presidente Spagna Tino Fernández
Allenatore Spagna Víctor Fernández
Stadio Riazor
(34.600 posti)
Sito web www.canaldeportivo.com
Palmarès
Liga.png Coppadelre.pngCoppadelre.png RFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svgRFEF - Supercopa de España.svg UEFA - Intertoto.svg
Titoli di Spagna 1
Titoli nazionali 5 Segunda Division
Trofei nazionali 2 Coppe del Re
3 Supercoppe di Spagna
Trofei internazionali 1 Coppe Intertoto
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Real Club Deportivo de La Coruña, (IPA: de̞po̞rˈtiβ̞o̞ la ko̞ˈɾuɲa, Deportivo da Coruña in galiziano) meglio noto come Deportivo La Coruña o nella forme abbreviate Deportivo e Depor, è una società calcistica spagnola della città di A Coruña, in Galizia.

Il primo nome adottato fu Club Deportivo de la Sala Calvet, uno dei ginnasi della A Coruña dell'epoca. Nel 1909 assunse il nome attuale, ottenendo anche l'appellativo Real e l'uso della corona avendo accettato Alfonso XIII la presidenza onoraria.

Fondato nel 1906, nella sua storia ha vinto un campionato spagnolo (2000), due Coppe del Re (1995 e 2002) e tre Supercoppe di Spagna (1995, 2000 e 2002). Ha partecipato a cinque edizioni consecutive della UEFA Champions League dal 2000 al 2005 arrivando in semifinale nel 2003-2004.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondazione e primi passi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1902 Jose María Abalo, uno studente che fece ritorno in patria dopo una permanenza di studio in Inghilterra, introdusse il calcio nella città di A Coruña. Il gioco ottenne presto popolarità e furono formate varie squadre amatoriali.

Nel dicembre del 1906, membri del ginnasio Sala Calvet formarono la squadra che inizialmente portava il nome dell'istituto, nominando Luis Cornide come primo presidente. Nel maggio 1907 Alfonso XIII concesse al club l'appellativo Real e la squadra cambiò il nome nell'attuale. Il Depor cominciò a giocare al Corral de la Gaiteira ("Campo dei suonatori di gaita"), ma presto si spostò al vecchio Riazor, un nuovo campo vicino l'omonima spiaggia di Riazor.

La squadra giocò amichevoli regolarmente e partecipò ai campionati locali, non riuscendo ad ottenere alcun successo nell'unica competizione ufficiale del tempo, la Copa del Rey nelle prime edizioni.

Nel 1920, alle Olimpiadi del 1920 ad Anversa, ci fu il debutto della nazionale di calcio spagnola le cui buone gesta fecero aumentare la popolarità del calcio in patria e contribuirono alla formazione di squadre professionistiche così da poter disputare il primo campionato spagnolo della storia, quello del 1928-29. Il Depor non figurava comunque tra le compagini dei primi campionati storici.

Dal 1928 al 1948[modifica | modifica sorgente]

Il Depor in fase di costruzione della prima squadra professionistica, era il 1927

Nel 1928 il Depor fallì la possibilità di giocare la prima Primera División della storia e fu inserita in Segunda División dove finì 8° su 10. La squadra rimase in Segunda per parecchi anni, soffrendo anche i problemi di un campionato con continui cambi strutturali e geografici. Nel 1932 arrivò con una vittoria in coppa del Depor contro il Real Madrid imbattuto in campionato una prima piccola soddisfazione.

Nel 1936 scoppiò la Guerra civile spagnola così le competizioni ufficiali furono bloccate fino al 1939–40. Quell'anno, gli erculei si qualificarono al playoff previsto in quella stagione per la promozione. Fato volle che il match fosse contro gli arcirivali galiziani del Celta Vigo impegnati a non retrocedere. La partita fu vinta dal Celta 1-0, che rimase in Primera, lasciando infranti i sogni di promozione del Depor L'appuntamento con la storia fu rimandato di un solo anno, dato che il Deportivo raggiunse nuovamente il play-off promozione, stavolta battendo il Murcia 2-1 e ottenendo la prima agognata promozione in prima divisione.

La prima stagione in Liga fu un successo per la squadra galiziana, che terminò quarta. Il trend calò però drasticamente di anno in anno, passando dal 9º al 12º fino al 14º posto nel 1945, che risultò in una retrocessione e quindi ad un ritorno in Segunda. Gli anni successivi furono caratterizzati da un salisendi continuo: la squadra ottenne la promozione immediata per poi retrocedere nuovamente, salvo poi risalire in Liga ulteriormente l'anno successivo ancora.

Dal 1949 il Deportivo si stabilì definitivamente nel massimo campionato inaugurando una decade di prestazioni al vertice del campionato. Il club decise anche di costruire un nuovo stadio, il Riazor che è tuttora il campo casalingo. Fu inaugurato il 28 ottobre 1944 con una partita di campionato contro il Valencia. In questo periodo prolifico di soddisfazioni e cambiamenti, il giocatore chiave fu Juan Acuña, portiere della formazione. Xanetas, come era conosciuto tra i tifosi, ottenne fino a quattro trofei Zamora tra il 1942 ed il 1951, divenendo di fatto il secondo portiere più premiato della storia del campionato spagnolo.

1948-1957, il "decennio d'oro"[modifica | modifica sorgente]

Suarez, qui in nazionale, fu uno dei giocatori che giocarono nel Depor degli anni '50

Il club terminò la stagione 1948–49 al decimo posto. La stagione successiva vide invece il loro primo maggior risultato in campionato, terminando il Depor la stagione al secondo posto soltanto un punto dietro all'Atlético de Madrid. La squadra era guidata dall'allenatore argentino Alejandro Scopelli, che portò nel club un gruppo di giocatori sudamericani come Julio Corcuera, Oswaldo García, Rafael Franco e Dagoberto Moll che reserò il club molto più competitivo e capace di restare al vertice del campionato spagnolo per nove stagioni di fila fino al 1957. Fu un gran periodo per il club che vide tra i suoi membri illustri allenatori come Helenio Herrera e giocatori come Pahiño ed il locale Luis Suarez (unico giocatore a ricevere il Pallone d'Oro) al Riazor.

1957-1973, il periodo altalentante[modifica | modifica sorgente]

Dopo 9 stagioni ad alto livello, la squadra retrocesse in Segunda División nel 1957 rimanendo nel campionato cadetto per ben 5 anni, fino alla promozione del 1962. Questo anno fu l'inizio di un'era altalenante che portò il club ad essere soprannominata "squadra ascensore" per i suoi continui cambi di categoria: raggiunta la promozione del 1962, retrocessero nuovamente nel 1963, per risalire nel 1964 e riscendere l'anno seguente, ritornare nuovamente nel 1966 e ricadere nel 1967, ottenere una nuova ulteriore promozione nel 1968 e retrocedere nuovamente dopo soli due anni nel 1970. Ultimo ascesa nel 1971, susseguita da una retrocessione due anni successivi.

Nonostante il rendimento schizofrenico, il Depor disponeva di un settore giovanile di altissimo livello al tempo e lanciò giovani come Amancio Amaro, Severino Reija, José Luis Veloso o Jaime Blanco, che iniziarono la propria carriera al Riazor e scrissero pagine internazionali di calcio nella rispettiva nazionale. Tuttavia, la problematica situazione finanziaria delle casse del club portò alla vendita forzata di questi giocatori, senza che la squadra potesse consolidare un buon gruppo per ottenere prestazioni elevate. Se l'era altalentante degli anni '60 non lasciò particolarmente contenti i tifosi come è lecito immaginare, terminò nel 1973 per dare inizio ad un'era ancora peggiore.

1973-1988, il periodo buio[modifica | modifica sorgente]

Dopo la retrocessione del 1973, il club entrò in un periodo di crisi profonda e sprofondò in una sola stagione addirittura nella terza serie spagnola (Tercera División) per la prima volta nella sua storia. Tuttavia il Depor riuscì a risalire in un solo anno in Segunda, consolidandosi nel campionato cadetto per circa dieci anni. Nel campionato 1979-80 tuttavia crollò nuovamente, retrocedendo di nuovo nella nuova Segunda División B, comunque terza categoria professionistica, per la seconda ed ultima volta della sua storia. Fatto curioso, quell'anno retrocesse insieme agli arci-rivali del Celta, dando vita nella stagione 1980-81 alle partite più seguite di sempre nella storia della terza serie spagnola. Entrambe le formazioni galiziane fecero in ogni caso soltanto un anno di purgatorio.

La situazione in Segunda negli anni successivi non migliorò molto, dato che furono assai poche le possibilità di ottenere una promozione e molte più le stagioni dal rendimento mediocre. Nella stagione 1987-88 addirittura il Deportivo rischiò un ulteriore retrocessione in terza divisione, evitata soltanto con uno storico gol di Vicente Celeiro contro il Racing de Santander nei minuti di recupero dell'ultima partita di campionato. Questo episodio è generalmente considerato la fine del periodo buio del club e l'inizio di una nuova era.

Del resto durante questi anni, oltre ai problemi sul campo, il club affrontò soprattutto gravi problemi economici e societari, con mancanze di fondi ed allenatori esonerati praticamente ogni anno. Nell'estate del 1988, un'assemblea aperta e pubblica scelse un nuovo apparato dirigente con a capo Augusto César Lendoiro. Il Depor al tempo aveva un debito stimato di circa 600 milioni di pesetas, era fuori dal grande calcio da 15 anni e non disponeva praticamente più di infrastrutture necessarie a livello economico e sportivo.

1988-1999, la rinascita e il mito del Super Depor[modifica | modifica sorgente]

Lendoiro, presidente della rinascita del Depor

I benefici della gestione Lendoiro si fecero subito sentire e furono solo due gli anni di assestamento in Segunda. La svolta sportiva risale al 1990-1991 con la promozione in massima serie. Ottenuta la salvezza nella stagione seguente, nel 1992-1993, rinforzato dagli acquisti di Bebeto e Mauro Silva, si guadagnò il soprannome di Súper Depor e gareggiò con il Barcellona per la conquista del campionato, così come la stagione successiva, quando il sogno s'infranse all'ultimo minuto dell'ultima giornata, a causa di un rigore sbagliato dal serbo Miroslav Đukić nella gara casalinga con il Valencia (finì 0-0). Nel 1995 conquistò la Coppa del Re a Madrid proprio contro il Valencia: il primo trofeo ufficiale venne raggiunto proprio contro la squadra con cui, appena un anno prima, svanì il titolo di campione nazionale.

La compagine allenata da Arsenio Iglesias e guidata in campo da Đukić, Claudio, Aldana, Fran, Mauro Silva e Bebeto ottenne risultati di rilievo. In tre anni, dal 1992 al 1995, fu due volte vicecampione di Spagna e una terza forza della Liga, vincendo una Coppa del Re nel 1995 contro il Barcellona a Madrid e una Supercoppa di Spagna contro il Real Madrid. Bebeto si laureò Pichichi nel 1992-1993 e Liaño fu insignito del Trofeo Zamora nel 1993-1994.

Vi furono quattro partecipazioni alla Coppa UEFA e una alla scomparsa Coppa delle Coppe, dove il club raggiunse le semifinali, dove venne arrestata dai futuri vincitori della competizione, il Paris Saint-Germain.

2000, il trionfo: il Deportivo vince il campionato spagnolo[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1999-2000 il Deportivo vinse il primo e sinora unico titolo spagnolo della sua storia. Le stelle di quella squadra erano Songo'o, Djalminha, Pauleta, Fran, Mauro Silva, Donato, Naybet, Flores e Makaay. L'allenatore era Javier Irureta.

Nella UEFA Champions League 2003-2004 eliminò (con un doppio 1-0, prima in casa, poi in trasferta) la Juventus, finalista perdente della stagione precedente, agli ottavi di finale. Ai quarti continuò la sua marcia estromettendo dalla competizione il Milan detentore del trofeo. Dopo la sconfitta per 4-1 subita all'andata a San Siro il Deportivo riuscì nell'impresa di battere i rossoneri per 4-0 nella gara di ritorno giocata a La Coruña. Fu poi eliminato dal Porto, futuro campione d'Europa: dopo lo 0-0 esterno, il "Depor" perse per 0-1 in casa, perdendo la possibilità di giocare la finale. Grandi protagonisti di questa bella annata furono Diego Tristan, Walter Pandiani e Albert Luque.

Il 5 novembre 2003, in una partita valida per la prima fase della Champions League, il Deportivo fu nettamente sconfitto per 8-3 dal Monaco allo Stadio Louis II. È questa la partita con più gol (11) nella storia della Champions League. Il pesante passivo corrisponde anche al record di gol segnati in una partita della Champions League, cioè dal 1992 ad oggi. Dopo la partita la divisa ufficiale da trasferta del Depor, di colore completamente arancione, fu abbandonata e tutti i completi furono bruciati.

La stagione 2004-2005 fu al di sotto delle aspettative generate dalle ultime stagioni. Il ciclo del cosiddetto Superdepor si chiuse bruscamente, con l'eliminazione nella prima fase della Champions League, senza che la squadra segnasse alcun gol, e con il decimo posto nella Liga. Lo storico allenatore Javier Irureta decise di abbandonare il club dopo molte stagioni culminate nella conquista della Liga nel 2000.

Nella stagione 2005-2006, guidata da Joaquín Caparrós, la squadra raggiunse l'ottavo posto in campionato e nella stagione seguente si piazzò tredicesima.

Una formazione del Deportivo La Coruña nel 2008

Nel 2007-2008 il nuovo allenatore Miguel Ángel Lotina condusse la formazione galiziana alla qualificazione alla Coppa Intertoto, dopo una seconda parte di stagione in cui il Deportivo aveva avuto un rendimento da squadra piazzata in zona Champions League.

Anche nella stagione seguente, la stagione 2008-2009, il depor di Lotina ottenne buoni risultati, facendo del collettivo il suo punto di forza, ha vinto la Coppa Intertoto ed è giunto fino ai sedicesimi di coppa UEFA, dove è stato eliminato dai danesi dell'Aalborg . In campionato lottò fino al termine per una qualificazione alle coppe europee che però svanì nelle ultime giornate. Tra gli altri nel corso della stagione si misero in evidenza il laterale sinistro di difesa brasiliano Filipe Luis, a lungo corteggiato dal Barça e nel giro della seleçao e la mezzapunta messicana Andrés Guardado, oltre ai sempreverdi punta di forza storici come Manuel Pablo, Valeron e Sergio.

Ma il 21 maggio 2011, allo stadio Riazor, all'ultima giornata del campionato spagnolo, il Depor retrocesse in Segunda División spagnola a seguito della sconfitta casalinga contro il Valencia per 0 a 2. Saltarono così tutti i progetti del presidente Augusto César Lendoiro di ricostruire un nuovo SuperDepor. L'allenatore Miguel Ángel Lotina rassegnò le dimissioni e così terminò un ciclo durante il quale i galiziani hanno militato nella massima serie per venti anni consecutivi.

L'esperienza nella categoria inferiore durò però solamente un anno, perché nella stagione 2011/2012 la squadra riuscì a riconquistare la massima serie, conquistando il primo posto in seconda divisione: la certezza matematica sia della promozione che della prima posizione in classifica si concretizzò con una giornata d'anticipo il 27 maggio 2012 grazie al successo per 2-1 nel match casalingo con il Huesca, che permise di portare a 6 punti il vantaggio sulla terza in classifica, il Real Valladolid (2-2 sul campo dell'Alcorcón[1]), e di mantenere 4 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, il Celta Vigo.[1][2][3][4]

Il 1º giugno 2013, la squadra retrocedette però nuovamente in Segunda División. All'ultima di campionato al Riazor, infatti il Depor perse 0-1 con la Real Sociedad (squadra in lotta per un posto in Champions League) e - con la contemporanea vittoria del Celta Vigo per 1-0 sull'Espanyol - fu superato in classifica di due punti, finendo addirittura penultimo, dietro al Mallorca. Dopo questa partita, Juan Carlos Valerón, durante la solita conferenza stampa, dichiarò di essere in procinto di lasciare il Deportivo, non avendo più le forze e l'età per andare avanti. Al termine di questa stagione il Depor allontanerà due giocatori: ovvero la bandiera Aranzumbia e il difensore Zè Castro per i loro salari troppo alti.Più tardi arriverà la cessione di Bruno Gama sempre per lo stesso motivo.

Colori sociali[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma ufficiale del club è composta da una cintura da guerriero che circonda l'originale emblema del Ginnasio Sala Calvet. La corona è presente invece sin dal decreto reale che assegnò nel 1912 il titolo di Real. La fascia blu diagonale invece richiama la bandiera galiziana per richiamare la provenienza del club.

Il Deportivo La Coruña ha sempre giocato nella sua famosa tenuta blu con strisce verticali bianche, anche se fu resa ufficiale soltanto dal 1912. Tutt'oggi le divise mantengono questa impostazione cromatica, mentre quelle alternative variano a seconda degli accordi commerciali coi fornitori tecnici. L'attuale sponsor è Estrella Galicia, mentre Lotto è il fornitore tecnico.

Camisetasdeporticocoruna.jpg

Stagioni Fornitore Sponsor
1990–1992 Rox Leyma
1992–1997 Umbro Feiraco
1997–2000 Adidas
2000–2001 Dreamcast
2001–2007 Joma Fadesa
2007–2008 Canterbury of New Zealand
2008–2009 Estrella Galicia
2009– Lotto

Informazioni sullo stadio[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Ufficiale[modifica | modifica sorgente]

1999-2000
1994-1995, 2001-2002
1995, 2000, 2002
1961-1962, 1963-1964, 1965-1966, 1967-1968, 2011-2012
1974-1975

Altri tornei[modifica | modifica sorgente]

1926-1927, 1927-1928, 1930-1931, 1932-1933, 1936-1937, 1939-1940
1955, 1962, 1964, 1969, 1995, 1997, 1998, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2012
1998

Rosa attuale[modifica | modifica sorgente]

Manuel Pablo, attuale capitano

Aggiornata al 14 de marzo 2014

N. Ruolo Giocatore
1 Argentina P Germán Lux
2 Spagna D Manuel Pablo
3 Costa d'Avorio C Ibrahim Sissoko
4 Spagna C Álex Bergantiños
5 Spagna D Carlos Marchena
7 Spagna C Antonio Núñez
9 Spagna A Borja Bastón
10 Spagna C Juan Domínguez
11 Spagna C Javier Arizmendi
13 Spagna P Fabricio
14 Cile C Bryan Rabello
15 Spagna D Laure
N. Ruolo Giocatore
16 Portogallo D Luisinho
17 Portogallo A Diogo Salomão
18 Spagna A Toché
19 Uruguay A Diego Ifrán
20 Polonia C Cezary Wilk
22 Spagna D Diego Seoane
23 Spagna D Alberto Lopo
24 Spagna A Luis Fernández
25 Spagna C Juan Carlos
28 Spagna D Pablo Insua
Spagna A Isaac Cuenca

Cronologia recente[modifica | modifica sorgente]

Stag. Serie Pos. G V N P GF GS Pt. Coppa Europa Note Allenatori
1987/1988 2D 16 38 8 15 15 35 47 31 3º turno Ríos, Iglesias
1988/1989 2D 10 38 16 8 14 43 35 40 semifinali Iglesias
1989/1990 2D 4 38 19 6 13 45 38 44 1º turno Boronat
1990/1991 2D 2 38 8 15 15 60 32 48 ottavi di f. promosso Iglesias
1991/1992 1D 17 38 8 15 15 37 48 31 semifinali Boronat, Iglesias
1992/1993 1D 3 38 22 10 6 67 33 54 4º turno Iglesias
1993/1994 1D 2 38 22 12 4 54 18 56 ottavi di f. UEFA ottavi di f. Iglesias
1994/1995 1D 2 38 20 11 7 68 42 51 vincitore UEFA ottavi di f. Iglesias
1995/1996 1D 9 42 16 13 13 63 44 61 ottavi di f. C.Coppe semifinali Toshack
1996/1997 1D 3 42 21 14 7 57 30 77 ottavi di f. Toshack, Silva
1997/1998 1D 12 38 12 13 13 44 46 49 quarti di f. UEFA 1º turno Silva, Corral
1998/1999 1D 6 38 17 12 9 55 43 63 semifinali Irureta
1999/2000 1D 1 38 21 6 11 66 44 69 ottavi di f. UEFA ottavi di f. Irureta
2000/2001 1D 2 38 22 7 9 73 44 73 16esimi di f. UCL quarti di f. Irureta
2001/2002 1D 2 38 20 8 10 65 41 68 vincitore UCL quarti di f. Irureta
2002/2003 1D 3 38 22 6 10 67 47 72 semifinali UCL 2ª fase Irureta
2003/2004 1D 3 38 21 8 9 60 34 71 ottavi di f. UCL semifinali Irureta
2004/2005 1D 8 38 12 15 11 46 50 51 16esimi di f. UCL 1ª fase Irureta
2005/2006 1D 8 38 15 10 13 47 45 55 semifinali C.Intert. finale Caparrós
2006/2007 1D 13 38 12 11 15 32 45 47 semifinali Caparrós
2007/2008 1D 9 38 15 7 16 46 47 52 32esimi di f. Lotina
2008/2009 1D 7 38 16 10 12 48 47 58 ottavi di f. Lotina
2009/2010 1D 10 38 13 8 17 35 49 47 quarti di f. Lotina
2010/2011 1D 18 38 10 13 15 31 47 43 ottavi di f. retrocesso Lotina
2011/2012 2D 1 42 29 4 9 76 45 91 16esimi di f. promosso Oltra
2012/2013 1D 19 38 8 11 19 47 70 35 16esimi di f. retrocesso Oltra, Paciência, Vázquez
2013/2014 2D 2 42 19 12 11 48 36 69 16esimi di f. promosso Vázquez
2013/2014 1D Fernández

Colori:

Oro Vincitore
Argento Secondo/Finale
Bronzo Terzo/Semifinali

Partecipazioni ai campionati nazionali e alle coppe europee[modifica | modifica sorgente]

Giocatori celebri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del R.C. Deportivo de La Coruña.

Allenatori celebri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del R.C. Deportivo de La Coruña.

Premi individuali dei giocatori[modifica | modifica sorgente]

Bebeto (1992-1993, 29 gol), Diego Tristán (2001-2002, 21 gol), Roy Makaay (2002-2003, 29 gol)
Juan Acuña (1941-1942, 1942-1943, 1949-1950, 1950-1951), Juan Ignacio Otero (1953-1954), Francisco Liaño (1992-1993, 1993-1994), Jacques Songo'o (1996-1997)
Roy Makaay (2002-2003, 29 gol)

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Anno Sponsor
1990–1992 Leyma
1992–2000 Feiraco
2000–2001 Dreamcast
2001–2008 Fadesa
2008-2011 Estrella Galicia
2011 Estrella Galicia sin alcohol
2011- Estrella Galicia
Anno Kit
1990–1992 Rox
1992–1997 Umbro
1997–2001 Adidas
2001–2007 Joma
2007–2009 Canterbury of New Zealand
2009- Lotto

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Guerin Sportivo, Nr. 7/2012, p. 93
  2. ^ Xisco firma el retorno del Dépor a Primera división un año después, in: Marca.com, 27-5-12
  3. ^ El Deportivo gana al Huesca (2-1) y regresa a la Liga BBVA, in: Europapress.es, 27-5-2012
  4. ^ Deportivo La Coruña 2-1 Huesca... El Depor y Guardado regresan a Primera, in: Medio Tiempo.com, 27-5-2012

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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