Legge Beckham

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La cosiddetta legge Beckham (Decreto reale 687/2005) è un decreto legge spagnolo approvato dal governo Aznar nel giugno 2005 e successivamente abrogato con un emendamento a partire dal gennaio 2010[1] . La legge fra le altre cose prevedeva un'aliquota di tassazione ridotta dal 43% al 24% per tutti i lavoratori stranieri in Spagna con introiti superiori ai 600.000 euro annuali.

Inizialmente pensata per favorire il soggiorno di medici e scienziati in Spagna è invece stata poi sfruttata principalmente dai club calcistici per attirare fuoriclasse stranieri nella Primera División. Il suo soprannome infatti è legato al calciatore David Beckham, fra i primi ad avvalersi dei benefici della legge dato che gli effetti son stati resi retroattivi sino al 2004, anno dell'ingaggio del campione inglese da parte del Real Madrid.

Effetti sulla normativa spagnola[modifica | modifica sorgente]

Secondo la normativa fiscale spagnola chiunque trascorresse più di 183 giorni in Spagna durante un anno fiscale era tenuto a pagare le tasse all'erario iberico come un normale residente. Eventuali assenze temporanee non venivano considerate a meno che la persona non dimostrasse di essere abitualmente residente in un altro paese.

Il decreto 687/2005, approvato il 10 giugno 2005, ha modificato questa legge permettendo a un individuo che si è trasferito in Spagna da un altro paese di scegliere se essere tassato come residente spagnolo o come non-residente. La scelta deve essere fatta all'anno di arrivo in Spagna ed è valida per i successivi cinque anni. Scegliendo di essere non-residente il lavoratore è tassato solo sui guadagni spagnoli e non su quelli totali relativi ad altre parti del mondo.

I guadagni spagnoli sono invece soggetti alle aliquote dei residenti (che variano dal 15% al 45%), con l'eccezione degli stipendi superiori ai 600.000 euro che beneficiano di un'aliquota scontata al 24% per i primi cinque anni (la stessa aliquota valida per i redditi sino a 17.000 euro)[2].

Effetti sul mondo del calcio[modifica | modifica sorgente]

Grazie alla legge Beckham i club spagnoli hanno potuto beneficiare di una tassazione estremamente favorevole se paragonata a quella degli altri campionati europei. Infatti in Inghilterra l'aliquota sugli stipendi dei calciatori è al 50%, in Bundesliga al 45%, in Serie A al 43% e in Ligue 1 al 40%. In questo modo i club spagnoli hanno potuto offrire ingaggi milionari a campioni come Kaká, Zlatan Ibrahimović, Cristiano Ronaldo pagandoli il 33% in meno rispetto ai club degli altri campionati europei.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Spagna non più paradiso Addio legge Beckham La Repubblica 3 dicembre 2009
  2. ^ a b BECKHAM SMARCA KAKÀ, RONALDO E IBRAHIMOVIC DAL FISCO SPAGNOLO. UN CASO DI ABUSO DEL DIRITTO (O “DOPING FISCALE”)? Businnes and tax