Hristo Stoičkov

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Hristo Stoičkov
Stoichkov in 2011.JPG
Dati biografici
Nazionalità Bulgaria Bulgaria
Altezza 178 cm
Peso 73 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, attaccante)
Ritirato 2003 - giocatore
Carriera
Giovanili
Maritsa Plovdiv
Squadre di club1
1982-1984 FC Hebros 32 (14)
1984-1990 CSKA Sofia CSKA Sofia 119 (81)
1990-1995 Barcellona Barcellona 151 (76)
1995-1996 Parma Parma 23 (5)
1996-1998 Barcellona Barcellona 26 (7)
1998 CSKA Sofia CSKA Sofia 4 (1)
1998 Al-Nassr Al-Nassr 0 (0)
1998-2000 Kashiwa Reysol Kashiwa Reysol 27 (12)
2000-2002 Chicago Fire Chicago Fire 51 (17)
2002-2003 D.C. United D.C. United 21 (5)
Nazionale
1986-1999 Bulgaria Bulgaria 81 (36)
Carriera da allenatore
2003-2004 Barcellona Barcellona Ass.Tecnico
2004-2007 Bulgaria Bulgaria
2007 Celta Vigo Celta Vigo
2009-2010 Mam. Sundowns Mam. Sundowns
2012-2013 Liteks Loveč Liteks Loveč
2013 CSKA Sofia CSKA Sofia
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 25 febbraio 2014
« Oggi Dio ha confermato di essere bulgaro »
(Motto preferito da Stoičkov[1][2][3][4])

Hristo Stoičkov (in bulgaro: Христо Стоичков?; Plovdiv, 8 febbraio 1966) è un allenatore di calcio ed ex calciatore bulgaro, oggi senza squadra.

Giocatore di ruolo trequartista e poi attaccante, è insignito del Pallone d'oro nel 1994. Milita per tredici anni nella Nazionale bulgara (che in seguito allena per tre anni) e raggiunge importanti successi nel Barcellona. È il più famoso calciatore bulgaro di tutti i tempi.[5] È inserito da Pelé nella FIFA 100, la speciale classifica internazionale che riunisce i più grandi calciatori del mondo di tutti i tempi.

Era noto col soprannome di Ayatollah, ai tempi del Barcellona,[6][1] per via del suo gesto che consisteva nell'alzare le braccia al cielo,[1] e di Kamata ("pugnale").[7] Tranne in rare occasioni, ha sempre indossato il numero 8 durante la sua carriera, sia con i club sia con la Nazionale bulgara.[8][2] Durante il suo periodo in Spagna, riesce a legare rapporti d'amicizia con Romário,[6] che durante gli anni s'inasprisce[3] e con Diego Armando Maradona.[6][9]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Plovdiv da Stoichko, e da Penka, operaia,[6] che decidono di dargli il nome del nonno, Hristo.[9][4] Vive un'infanzia difficile.[7] Arruolatosi nell'esercito,[10] Stoičkov raggiunge il grado di maresciallo, riuscendo però a mantenersi da vivere grazie alla carriera da calciatore, guadagnando 2 milioni al mese.[6] Ha una moglie, Mariana, e due figlie, Hristina e Mihaela.[6]

Nei primi di luglio del 1995 va a Costanza per il matrimonio dell'amico Gheorghe Hagi.[2] Nel gennaio del 1996 fonda un istituto di credito assieme ad altri tre soci.[11] Nei primi giorni di luglio 1996, è data notizia della morte del fratello di Stoičkov, Zanko, poi risultata falsa: il fratello, vivo, era però ricoverato a causa dell'ingestione di barbiturici.[12]

Negli anni novanta i giornalisti spagnoli Paco Aguilar e Xavier Torres scrivono un libro su Stoičkov, dal titolo Ciento per ciento:[13] il libro, pubblicato e tradotto in bulgaro, è acquistato dal presidente della federazione calcistica della Bulgaria, Hristo Danov, e i proventi sono devoluti in beneficenza a un orfanotrofio.[13]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Trequartista o centravanti mancino[5][14] dal carattere scontroso,[6][9][1][5][14][1][8][9] era un talento,[6] poi divenuto fuoriclasse nei suoi anni a Barcellona.[6][8][15][10] Attaccante prolifico implacabile,[8][5][14] potente,[5] dal dribbling sopraffino[8] e dal fisico imponente,[16] si fa notare anche come assist-man,[8][17][14] contribuendo al successo del gioco offensivo del Barcellona di Cruijff,[8] dal quale è spesso schierato sulla fascia destra.[8] Geniale dal punto di vista tattico,[1] bravo sia con l'interno sia con l'esterno del piede[18] e in grado di effettuare lanci precisi per i compagni,[18][17] durante le partite alternava momenti di pigrizia ad altri più brevi dove giocava in modo molto rapido.[1] Era inoltre uno specialista nei calci di punizione.[9]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Calciatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

CSKA Sofia[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto nel Maritsa Plovdiv, Stoičkov, mancino, si fece notare nelle file del CSKA Sofia (per un breve periodo questo club fu denominato CFKA Sredetz Sofia) con cui fu capocannoniere del campionato bulgaro 1988-1989 con 23 gol, e di quello successivo con 38 gol in 30 partite in cui vinse anche il campionato bulgaro, la Coppa di Bulgaria e la Scarpa d'oro. Nel 1985, Stoičkov realizza quattro gol nella finale d'andata della Coppa di Bulgaria contro gli storici rivali del Levski Sofia, incontro vinto per 5-0.[13] Nella sfida di ritorno, scende in campo con il provocatorio numero 4:[13] a fine partita è coinvolto in una rissa che costringe il partito comunista bulgaro a sciogliere le due società[6] e a sanzionare i colpevoli, tra i quali anche Stoičkov, inizialmente radiato,[5][4] ma infine punito con un anno di squalifica,[6][4] poi ridotto a sei mesi,[13] a causa del quale salta il Mondiale del 1986 in Messico. Nella Coppa delle Coppe del 1989 s'impone come capocannoniere con 7 marcature, portando il CSKA fino alla semifinale, persa per 6-3 nel doppio confronto contro il Barcellona di Johan Cruijff, che nota il giovane talento bulgaro.[6]

Barcellona[modifica | modifica wikitesto]
La sua maglia firmata il giorno del ritiro.

Fortemente voluto da Cruijff,[6] Stoičkov viene acquistato dal Barcellona nell'estate del 1990. In Spagna, il trequartista bulgaro dimostra subito il suo temperamento: durante la finale di Coppa di Spagna contro il Real Madrid, in seguito all'espulsione di Cruijff, Stoičkov da un pestone all'arbitro Urizar che, rimasto infortunato per qualche minuto, è medicato dal massaggiatore del Barcellona.[6][1] A fine partita gli è comminata una squalifica di sei mesi[1], in seguito scontata a dieci incontri.[6][1][5] Inoltre, non riesce ad ambientarsi: Cruijff decide di farlo seguire sia in campo sia fuori da Bakero[6], inoltre sembra che il bulgaro rubi nello spogliatoio ai suoi stessi compagni[6], voci non del tutto dissipate dallo stesso Stoičkov.[6]

Dopo qualche anno diviene l'idolo dei tifosi Blaugrana[6] e leader indiscusso della squadra,[1][19] sfiorando anche il Pallone d'oro 1992, vinto da van Basten.[6] All'inizio della stagione 1992-1993 decide di ridursi l'ingaggio di 300 milioni,[19] realizzando 20 gol in 34 partite e piazzandosi al terzo posto nella classifica marcatori. Durante la stagione seguente realizza 25 gol in 50 partite in tutte le competizioni: in una sfida di campionato contro il Siviglia, giocata nel maggio del 1994, pochi giorni prima della finale di Champions League contro il Milan, il bulgaro realizza una doppietta, ottenendo la palma di migliore in campo.[8]

In finale, nonostante le assenze di Franco Baresi e di Billy Costacurta in difesa,[8] la squadra italiana batte il Barcellona con un netto 4-0. Alla fine dell'anno solare 1994, Stoičkov, favorito,[20][1] vince nettamente[1] il Pallone d'oro 1994. A fine anno, durante un incontro di beneficenza, regala 50 milioni all'UNICEF.[21] Successivamente, annuncia d'aver prolungato il contratto con gli Azulgrana fino al 1998,[22] allungando di due anni il precedente contratto che scadeva nel 1996.[10] Termina la sua prima esperienza Bluagrana vincendo quattro scudetti ed una Coppa dei Campioni, nel 1992.

Parma[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante nel corso degli anni sia rimasto un suo grande estimatore,[1][19] durante il 1992 i rapporti tra Cruijff e il bulgaro s'incrinano[1] fino a deteriorarsi nel 1995,[5][2] a causa dei continui atteggiamenti conflittuali e di alcune distrazioni tattiche da parte di Stoičkov,[1][19] quando a luglio, messo sul mercato, è acquistato dal Parma il 2 luglio[2] per 12 miliardi di lire[23] e firmando un triennale da 3 miliardi di lire a stagione,[24] che lo usa anche come uomo-sponsor della Parmalat[2] negli USA[17] ed eventualmente anche nell'Europa orientale a fine carriera.[24][11]

Durante un'amichevole precampionato s'infortuna ad una gamba.[18] Nevio Scala decide di usarlo come centravanti nel 4-3-3[17] ma, fin dalla sua prima presenza, Stoičkov è relegato a "riserva d'onore" di Filippo Inzaghi e Gianfranco Zola, non riuscendo ad incidere all'esordio contro l'Atalanta (1-1), nonostante segni anche un gol.[16] Nel novembre del 2005 dona $ 100.000 ad un centro per lo sviluppo di Sofia.[25] A metà stagione, ha trascorso quattro mesi altalenanti: non riesce ancora ad intendersi con Zola, è fuori forma, non ha resistenza, ma nonostante ciò, non ammette di essere in ritardo di condizione.[26]

Durante quella che è considerata la miglior partita stagionale del bulgaro, contro l'Inter (team che tra l'altro aveva cercato di soffiarlo ai ducali), dopo aver segnato la rete del vantaggio nei primi minuti viene sostituito a partita in corso da Scala, consentendo agli avversari di raggiungere l'1-1.[27] A fine stagione conta 23 partite e 5 gol (più 2 gol in Coppa delle Coppe), vivendo una stagione incolore e sotto le aspettative.[5][28][29][30] Durante il mese di marzo, criticando la società e il calcio italiano, decide di essere ceduto nell'estate del 1996.[31]

Il ritorno al Barcellona e gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Ritornato a Barcellona per circa 4,5 miliardi di lire[32] (il contratto stipulato col Parma nell'estate del 1995, prevedeva una penale di 13 miliardi di lire nel caso in cui la società italiana avesse ceduto Stoičkov nella stagione successiva a un'altra squadra italiana o a una spagnola)[24] il 14 luglio 1996, il bulgaro riesce ad intendersi con Ronaldo,[33] nonostante parta frequentemente dalla panchina. Dopo aver avuto dei dissapori con van Gaal,[34], alla scadenza del biennale,[32] nel gennaio del 1998 torna in patria, al CSKA Sofia, dove colleziona poche presenze prima di trasferirsi prima in Arabia Saudita, con l'Al-Nasr, e poi in Giappone, vestendo la maglia dei Kashiwa Reysol: nel paese del sol levante, totalizza 28 presenze e 13 reti, vincendo una Coppa dell'Imperatore. Chiude la carriera negli Stati Uniti d'America, disputando due stagioni con i Chicago Fire (17 gol in 51 partite di campionato) ed una con i D.C. United, con i quali vinse un campionato statunitense. Si ritira dal calcio giocato nel 2003.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Fu convocato per la prima volta in Nazionale nel 1986. Da quel momento in poi ne è il capitano e punto di riferimento per i successivi tredici anni. Il miglior risultato lo coglie nel 1994, anno del campionato del mondo 1994 negli Stati Uniti. Mantiene la promessa di devolvere il premio ottenuto in caso di qualificazione ai Mondiali di $ 100.000.[35] Inserita nel gruppo D, la Bulgaria inizia perdendo 3-0 contro la Nigeria: molti pensano che l'esperienza della squadra bulgara fosse già finita, la vittoria per 4-0 contro la Grecia, con Stoičkov autore di due gol su calcio di rigore, rimette in discussione la qualificazione.

I successivi tre punti ottenuti contro l'Argentina per 2-0 (con Stoičkov ancora a segno) consentono ai bulgari di passare il primo turno.[15] In seguito, Stoičkov rimedia uno stiramento che gli impedisce di prendere parte agli allenamenti.[15] Agli ottavi di finale la Bulgaria pareggia 1-1 contro il Messico grazie a un'altra realizzazione di Stoičkov: ai rigori i centroamericani cedono 3-1. Ai quarti di finale i bulgari sconfiggono 2-1 in rimonta la Germania, grazie anche ad un altro gol di Stoičkov, che segna su punizione.[9] Alla fine di questa partita ottiene $ 1.000 come migliore in campo,[1] decidendo di donare i soldi a un orfanotrofio di Sofia.[1]

Alle semifinali un suo gol su rigore non cambia il risultato di sconfitta contro l'Italia (2-1 il punteggio). Nella finale per il 3º e 4º posto la Bulgaria perde per 4-0 contro la Svezia. Insieme al russo Oleg Salenko, Stoičkov è il capocannoniere di quell'edizione dei Mondiali con 6 gol, 3 dei quali su rigore. Il quarto posto finale è il miglior risultato della storia della sua Nazionale. Durante il Mondiale, si esprime nei confronti del suo CT, Dimităr Penev, che giudica essere migliore sul piano psicologico rispetto a quello tattico.[9][4]

Con la sua selezione Stoičkov disputa anche il campionato d'Europa 1996 in Inghilterra (3 gol in 3 partite e un gol annullato contro la Spagna) mancando per poco l'accesso i quarti di finale. Gioca il campionato del mondo 1998 in Francia senza però ottenere i risultati precedenti e venendo anche multato dopo essere rientrato in ritardo al ritiro con il compagno Ljuboslav Penev e dopo esser stato coinvolto in una rissa con Emil Kostadinov.[36] Complessivamente Stoičkov ha giocato con la sua Nazionale 81 partite e segnato 36 gol. Occupa il terzo posto nella classifica dei marcatori della Nazionale della Bulgaria.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 Stoičkov inizia la carriera da allenatore. Inizia ad allenare squadre giovanili e poi il 15 dicembre diviene assistente tecnico del Barcelona. Dopo le tre sconfitte consecutive agli Europei del 2004 il CT della Nazionale bulgara Plamen Markov si dimette ed il 15 luglio dello stesso anno Stoičkov è scelto per sostituirlo, firmando un biennale.[37] Nel settembre del 2005 accusa il presidente dell'UEFA Lennart Johansson d'aver truccato l'incontro Svezia-Bulgaria, conclusosi 3-0, a favore dei padroni di casa, venendo denunciato dal dirigente svedese.[38]

Pochi giorni dopo la federazione bulgara è costretta a fare delle scuse ufficiali a Johansson.[39] Il 10 aprile 2007 Stoičkov si dimette a causa dei risultati negativi[40] e diviene il nuovo allenatore del Celta Vigo.[41] A fine stagione, nonostante la retrocessione in Segunda Division, Stoičkov è riconfermato, rimanendo in carica solo fino all'8 ottobre 2007, quando è esonerato a causa di un inizio di campionato negativo.[42] Dopo l'esonero comincia a lavorare come opinionista sportivo della televisione catalana.

Il 29 giugno 2009 è nominato allenatore del Mamelodi Sundowns,[43] ma il 16 marzo 2010 non rinnova il contratto che lo lega alla squadra sudafricana, abbandonandola.[44] Il 5 gennaio 2012 è ingaggiato dal Litex Lovech in sostituzione di Atanas Džambazki.[45] Durante il suo periodo al Litex Lovech, minaccia pubblicamente il presidente della federazione calcistica della Bulgaria Borislav Mihajlov, venendo multato di circa € 2.500.[46] Rimane alla guida fino al 31 maggio 2013. Il 5 giugno 2013 è chiamato alla guida del CSKA Sofia,[47] ma decide di dimettersi l'8 luglio, dopo solo un mese di gestione, avendo anche pensato di acquistare la proprietà del club, che ha diversi debiti.[48]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1982-1983 Bulgaria FC Hebros 60 48 - - - - - - - - - 60 48
1983-1984 30 27 - - - - - - - - - 30 27
Totale FC Hebros 32 23 - - - - - - 32 23
1984-1985 Bulgaria CSKA Sofia A PFG 11 - - - - - - - - - - 11 0
1985-1986 A PFG 0 0 - - - - - - - - - 0 0
1986-1987 A PFG 25 21 - - - - - - - - - 25 21
1987-1988 A PFG 27 24 - - - - - - - - - 27 24
1988-1989 A PFG 26 23 - - - - - - - - - 26 23
1989-1990 A PFG 40 38 - - - - - - - - - 40 38
1990-1991 Spagna Barcellona PD 24 14 CR 6 2 CC 8 5 SS 1 0 39 21
1991-1992 PD 32 17 CR 2 1 CdC 9 4 SS 1 0 44 22
1992-1993 PD 34 20 CR 6 2 UCL 6 2 SS+SU+CInt 2+2+1 1+1+1 51 27
1993-1994 PD 34 16 CR 6 1 UCL 8 7 SS 2 1 50 25
1994-1995 PD 27 9 CR 4 5 UCL 8 3 SS 2 2 41 19
1995-1996 Italia Parma A 23 5 CI 2 0 CC 5 2 SI 1 0 31 7
1996-1997 Spagna Barcellona PD 22 7 CR 6 1 CC 6 0 SS 2 1 36 9
1997-1998 PD 4 0 CR 1 0 UCL 3 1 SS 0 0 8 1
Totale Barcellona 177 83 31 12 48 22 13 7 269 124
1998 Bulgaria CSKA Sofia A PFG 4 1 - - - - - - - - - 4 1
Totale CSKA Sofia 123 82 - - - - - - 123 82
1998 Arabia Saudita Al-Nasr - - - - - - CC 2 1 - - - 2 1
1998 Giappone Kashiwa Reysol J1 16 8 CIMP+CYN 1+0 0 - - - - - - 17 8
1999 J1 11 4 CYN 1 1 - - - - - - 12 5
Totale Kashiwa Reysol 27 12 25 15 - - - - 29 13
2000 Stati Uniti Chicago Fire MLS 18 9 USOC 3 1 - - - - - - 21 10
2001 MLS 17 6 USOC 3 2 - - - - - - 20 8
2002 MLS 16 2 USOC 0 0 - - - - - - 16 2
Totale Chicago Fire 51 17 6 3 - - - - 57 38
2003 Stati Uniti D.C. United MLS 21 5 USOC 3 1 - - - - - - 24 6
Totale carriera 394 208 44 17 55 25 14 7 783 353

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

CSKA Sofia: 1986-1987; 1988-1989; 1989-1990
CSKA Sofia: 1984-1985; 1986-1987; 1988-1989; 1989-1990
CSKA Sofia: 1989
Barcellona: 1990-1991; 1991-1992; 1992-1993; 1993-1994
Barcellona: 1991; 1992; 1994; 1996
Barcellona: 1996-1997
Chicago Fire: 2000
D.C. United: 2003

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Barcellona: 1991-1992
Barcellona: 1992; 1997
Barcellona: 1996-1997
Al-Nasr: 1998

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

  • Capocannoniere del campionato bulgaro: 2
1989 (23 gol); 1990 (38 gol)
  • Capocannoniere della Coppa delle Coppe UEFA: 1
1988-1989 (7 gol)
1990 (38 gol)
1994
1994 (6 gol)
1994 (6 gol)
1989; 1990; 1991; 1992; 1994
1992
1994

Fuori dal campo[modifica | modifica wikitesto]

Interpretò il ruolo di se stesso, con altre celebrità del pallone, in una serie televisiva del 1998 di Gary Lineker (diretta da Lloyd Stanton) dal titolo "Golden Boots".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r L'anno di Hristo, genio dei pigri in La Repubblica, 20 dicembre 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  2. ^ a b c d e f Licia Granello, Tutti per lui anche Parma s'innamora in La Repubblica, 4 luglio 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  3. ^ a b Gianni Priva, Bivio Barcellona-Milano in La Repubblica, 30 dicembre 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  4. ^ a b c d e Gianfranco Teotino, Hristo sfida piccolo Buddha Stoichkov avvisa: "Dio è bulgaro, ora la vostra fortuna finirà. E io non sbaglierò" in Il Corriere della Sera, 12 luglio 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  5. ^ a b c d e f g h i Marino Bortoletti, Stoichkov, Hristo in Enciclopedia dello Sport dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Fulvio Bianchi, Hristo, l'Ayatollah di Barcellona 'Mai al Milan scippano premi' in La Repubblica, 29 aprile 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  7. ^ a b Roberto Perrone, Stoichkov, il salvagente di Parma in Il Corriere della Sera, 10 settembre 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  8. ^ a b c d e f g h i j Leonardo Coen, L'ora dell'implacabile in La Repubblica, 16 maggio 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  9. ^ a b c d e f g Fulvio Bianchi, Stoichkov, l'adorabile spaccone in La Repubblica, 12 luglio 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  10. ^ a b c Stoichkov, da reprobo a fuoriclasse: "con Romario facciamo meraviglie" in Il Corriere della Sera, 16 maggio 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  11. ^ a b Stoichkov capitano di banca in Il Corriere della Sera, 8 gennaio 1996. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  12. ^ Calcio News in La Repubblica, 3 luglio 1996. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  13. ^ a b c d e Hristo predica il miracolo "Bel gioco e concretezza" in Il Corriere della Sera, 26 agosto 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  14. ^ a b c d Riviviamo le grandi sfide individuali del passato in La Repubblica. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  15. ^ a b c Bulgaria, l'incognita Stoichkov in La Repubblica, 5 luglio 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  16. ^ a b Il benvenuto agli stranieri in La Repubblica, 28 agosto 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  17. ^ a b c d Stoichkov, l'americano in La Repubblica, 7 agosto 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  18. ^ a b c Potenza di Hristo solo un assaggio in La Repubblica, 29 luglio 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  19. ^ a b c d Barcellona, che beffa a Madrid in La Repubblica, 9 giugno 1992. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  20. ^ Per il Pallone d'Oro il favorito è Stoichkov in La Repubblica, 14 dicembre 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  21. ^ Gianni Piva, Milan, i dolori sono finiti in La Repubblica, 31 dicembre 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  22. ^ Alberto Costa, Stoichkov, Pallone d'oro e veleno in Il Corriere della Sera, 30 dicembre 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  23. ^ Luca Valdiserri, Effetto Stoichkov, Parma in delirio in Il Corriere della Sera, 4 luglio 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  24. ^ a b c Parma: preso Stoichkov a peso d'oro in Il Corriere della Sera, 2 luglio 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  25. ^ Calcio News in La Repubblica, 10 novembre 1995. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  26. ^ Emilio Marrese, Un duro da scudetto in La Repubblica, 19 novembre 2005. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  27. ^ Giancarlo Padovan, Giorgio Rondelli e Luca Valdiserri, Scala spegne Stoichkov, l'Inter ringrazia in Il Corriere della Sera, 29 gennaio 1996. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  28. ^ Roberto Schianchi, Il Parma non ne può più dei tifosi "Solo Tanzi riuscirà a farli tacere" in Il Corriere della Sera, 10 gennaio 1996. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  29. ^ 'Un anno a Parma, che noia' in La Repubblica, 13 giugno 1996. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  30. ^ Da Stoichkov a Rush e Gazza quanti fallimenti in La Repubblica, 27 settembre 2003. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  31. ^ Luca Valdiserri, Parma schiera Michael Jackson in Il Corriere della Sera, 21 marzo 1996. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  32. ^ a b Affare Stoichkov: il Parma ha perso 4 miliardi in Il Corriere della Sera, 14 luglio 1996. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  33. ^ Alessandro Tommasi, Ronaldo, baci e magie tutto quanto fa spettacolo in La Repubblica, 24 marzo 1997. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  34. ^ Derby Chievo-Verona l'anticipo di B alle 15 in La Repubblica, 14 marzo 1998. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  35. ^ Da USA '94 in La Repubblica, 19 giugno 1994. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  36. ^ Stoichkov all'attacco Clemente rispettaci in La Repubblica, 24 giugno 1998. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  37. ^ Calcio, la Bulgaria riparte da Stoichkov, nuovo ct in La Repubblica, 15 luglio 2004. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  38. ^ Calcio, UEFA: presidente Johansson denuncia Stoichkov in La Repubblica, 5 settembre 2005. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  39. ^ Calcio, scuse della Bulgaria all'UEFA per frasi Stoichkov in La Repubblica, 7 settembre 2005. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  40. ^ Calcio, si dimette il CT della Bulgaria Stoichkov in La Repubblica, 10 aprile 2007. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  41. ^ Calcio, Spagna: Stoichkov nuovo allenatore Celta Vigo in La Repubblica, 10 aprile 2007. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  42. ^ Calcio, Celta: esonerato Stoichkov, arriva Lopez Caro in La Repubblica, 8 ottobre 2007. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  43. ^ Calcio, Stoichkov nuovo allenatore sudafricani Mamelodi in La Repubblica. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  44. ^ (EN) Hristo Stoitchkov not to renew contract, Mamelodi Sundowns FC, 16 marzo 2010. URL consultato il 17 giugno 2010.
  45. ^ Calcio, Litex Lovech: Stoichkov è il nuovo allenatore in La Repubblica. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  46. ^ Calcio, Bulgaria: multato Stoichkov dopo offese a presidente federazione in La Repubblica. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  47. ^ Calcio, CSKA Sofia: Stoichkov nuovo allenatore in La Repubblica. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  48. ^ Calcio, CSKA Sofia: Stoichkov si dimette dopo un mese in La Repubblica. URL consultato il 25 febbraio 2014.
  49. ^ (EN) 1994 FIFA World Cup USA - Awards, Fédération Internationale de Football Association.

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