Ihor Bjelanov

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Ihor Bjelanov
Ihor Belanov.jpeg
Dati biografici
Nome Ihor Ivanovyč Bjelanov
Nazionalità URSS URSS
Ucraina Ucraina (dal 1991)
Altezza 173 cm
Peso 68 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1997 - calciatore
Carriera
Giovanili
1973-1978 Čornomorec' Čornomorec'
Squadre di club1
1979-1980 SKA Odessa SKA Odessa 68 (16)
1981-1984 Čornomorec' Čornomorec' 116 (26)
1985-1989 Dinamo Kiev Dinamo Kiev 158 (54)
1989-1990 Borussia M'bach Borussia M'bach 26 (5)
1991-1995 E. Braunschweig E. Braunschweig 89 (28)
1995-1996 Čornomorec' Čornomorec' 3 (1)
1996-1997 Illičivec' Illičivec' 5 (4)
Nazionale
1985-1990 URSS URSS 33 (8)
Palmarès
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Argento Germania Ovest 1988
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 31 maggio 2007

Ihor Ivanovyč Bjelanov (in ucraino: Ігор Іванович Бєланов?; in russo: Игорь Иванович Беланов?, Igor' Ivanovič Belanov; Odessa, 25 settembre 1960) è un ex calciatore sovietico, dal 1991 ucraino.

Considerato una meteora del calcio mondiale,[1] durante la sua carriera ha vestito le maglie di Dinamo Kiev e Borussia Mönchengladbach: in patria ha vinto tutto, conquistando la Coppa delle Coppe 1985-1986, di cui è miglior marcatore a pari merito con i suoi compagni Zavarov e Blochin e col tedesco Lippmann. In quest'annata, sale alla ribalta internazionale, segnando una tripletta ai Mondiali messicani contro il Belgio (incontro perso per 4-3), fino a vincere il Pallone d'oro nel 1986 davanti ai più quotati Lineker e Butragueño. Rimane al vertice del calcio internazionale per un buon anno e mezzo, fino agli Europei 1988: l'URSS arriva in finale ma contro l'Olanda, Belanov sbaglia un rigore e la Nazionale sovietica cade 0-2. Un anno dopo si trasferisce in Germania, ma qui il suo rendimento è fallimentare: dopo due mezze stagioni, passa a giocare prima nel secondo poi nel terzo livello del calcio tedesco, con risultati mediocri. Nel 1995 ritorna in patria, dove chiude la carriera.

Nel 2011, Belanov, assieme a Blochin, Lobanovski e Vitalij Staruchin, è nominato leggenda del calcio ucraino.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sposato con Irina, ha una figlia nata nel 1985, Cristina.[3] Gli piace l'opera, in particolare Giuseppe Verdi.[3] Aveva problemi d'alcolismo.[4]

In passato Andriy Shevchenko, il miglior calciatore ucraino di tutti i tempi, s'ispirava a Belanov,[5] uno dei suoi idoli.[6]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Calciatore dal fisico leggero, piccolo di statura, ma estremamente veloce[7][8] era il rifinitore della Dinamo Kiev di Lobanovski,[7] che lo ha allenato sia a Kiev sia in Nazionale. Era uno dei migliori protagonisti del "calcio laboratorio" (o "laboratorio Lobanovski"[9] o "calcio del duemila"[10]) giocato dalla Dinamo Kiev di Valeri Lobanovski,[9] che lo stesso calciatore ritiene essere il «miglior tecnico di sempre».[11] La Nazionale sovietica era abituata a giocare in contropiede, sfruttando le abilità di Belanov sulla fascia destra, quelle di Protasov a sinistra e la fantasia di Oleksandr Zavarov in mezzo al campo.[12][13][14] Assieme a Protasov formava una minacciosa coppia offensiva.[12] Durante la carriera ha giocato anche come unica punta nel 4-5-1, arretrando a giocare da esterno d'attacco destro durante gli incontri e lasciando la posizione centrale al più adatto Protasov.[12]

Attaccante capace di giocare anche da trequartista, definito «fuoriclasse»[15][16][17] e «campione»,[6][18] non era forte fisicamente, né dotato di un bagaglio tecnico elevato ma riusciva a bucare le difese grazie al suo rapidissimo cambio di ritmo:[19] la velocità, il dribbling e il tiro in suo possesso lo rendevano un attaccante completo e grazie a queste caratteristiche era considerato tra i migliori calciatori degli anni ottanta.[8] Era anche un buon rigorista.

Era soprannominato Razzo, il che fa capire la sua elevata velocità,[20][21][22] dinamicità e l'abilità di smarcamento di cui era capace, che culminavano spesso in un tiro potente, secco, eseguito in corsa.[19]

Nel 1983 corse i 50 metri in 5"7.[21]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Belanov ha militato in vari club: SKA Odessa, Chornomorets Odessa e soprattutto Dinamo Kiev, dove ha fatto faville tra il 1985 e il 1989, facendo incetta di titoli in patria e vincendo la Coppa delle Coppe nel 1986, competizioni nella quale diviene capocannoniere con 5 reti, assieme ai compagni di squadra Aleksandr Zavarov e Oleh Blochin e al tedesco Frank Lippmann. Nello stesso anno ricevette il Pallone d'oro come miglior calciatore europeo dell'anno, a sorpresa e tra le polemiche,[7][9][19][23][19]. Belanov vince davanti a candidati di tutto rispetto, Gary Lineker (capocannoniere in Premier League e al Mondiale messicano, secondo in campionato e finalista di FA Cup con l'Everton) ed Emilio Butragueño (vincitore della Liga e della Coppa UEFA col Real Madrid, oltre ad essere arrivato secondo nella classifica marcatori del Mondiale 1986 assieme a Maradona e dietro Lineker): Belanov sbaraglia la concorrenza vincendo con 84 punti, davanti a Lineker (62) e Butragueño (59). In seguito dichiara che il suo connazionale Zavarov meritava di vincerlo al posto suo, avendogli servito parecchi assist.[24] In un sondaggio indetto nel gennaio 1987 dai giornalisti sovietici, Zavarov è giudicato superiore a Belanov.[25] Nel gennaio 1987 s'infortuna per uno strappo muscolare.[25] Il 24 febbraio 1987, durante la Supercoppa UEFA 1986 contro lo Steaua Bucarest, Belanov s'infortuna, dovendo uscire al 50' per Mikhailichenko:[26] a fine partita lo Steaua vince per 1-0.

Nonostante avesse attirato a se gli interessi di alcune società italiane, e soprattutto dell'Atalanta, che doveva ottenere Belanov in prestito dal Genoa,[17][27], non arriva mai in Italia: nonostante l'affare sia dato come concluso, nelle prime settimane di luglio il ministero dello Sport sovietico afferma che ci sono ancora delle condizioni da trattare prima di cedere l'ormai ex Pallone d'oro;[28] la trattativa prosegue e sia a metà luglio[3][29] sia verso i primi di agosto sembra già essere conclusa con l'acquisto del sovietico,[30] ma l'affare si complica nuovamente verso la metà di agosto[31][32] e nel settembre seguente la trattativa sfuma:[33] il sovietico, che sarebbe dovuto essere il terzo stranieri per i bergamaschi, è sostituito da Evair.[34] Belanov si rivela deluso per il suo mancato trasferimento all'Atalanta, chiuso definitivamente da Lobanovski.[35] Solo nel 1994 ammette che le trattative con Genoa e Atalanta saltarono perché il governo sovietico gli impedì di firmare i contratti, condizionandone la carriera.[11] In questo periodo guadagna 2.000 rubli al mese.[3]

All'epoca i calciatori sotto i 29 anni non potevano giocare fuori dall'Unione Sovietica,[19] perciò dopo aver attraversato un periodo di declino nell'aprile 1988,[36] il 10 agosto 1989, Belanov si trasferisce ai tedeschi del Borussia Mönchengladbach, firmando un contratto da circa 1,55 milioni di marchi, unendosi al suo nuovo club a novembre, quando finisce il campionato sovietico.[37][38] In Germania Ovest vive una stagione deludente, al di sotto delle aspettative per via di un calo di rendimento, litigando spesso con l'allenatore.[7][19] Durante la sua seconda annata in Germania, il sovietico è fermato assieme alla moglie dalla Polizia locale, che nel bagagliaio della sua auto trova dei capi di vestiario che erano stati appena rubati da un grande magazzino per un valore di 2000 marchi (circa € 1000), venendo arrestato subito dopo[39] e immediatamente licenziato dal club.[4][9][19] Al termine della seconda stagione al Borussia conta 24 presenze e 4 gol in campionato. Nel 1991 passa all'Eintracht Braunschweig, nella seconda divisione tedesca. Qui vive stagioni altalenanti, fino alla retrocessione in terza divisione. Successivamente è tornato in Ucraina, dov'è un idolo nazionale, militando nel Chornomorets e nell'Azovetz Mariupol (seconda categoria ucraina), dopodiché appende le scarpette al chiodo.[19] Dopo il ritiro, ha aperto a Odessa una scuola calcio che porta il suo nome.

Dopo essersi impegnato nell'industria dell'acciaio, nell'estate del 2003 rileva la proprietà del Wil assieme a un suo socio, Gennadyj Perepadenko, suo ex compagno di squadra ai tempi del Chernomorets, salvando la società elvetica dalla bancarotta.[9] Nel gennaio 2004 diviene presidente, mentre la squadra è terzultima nella massima divisione svizzera.[9] Con € 200.000, la società del duo Belanov-Perepadenko, New Building Design, registrata a Madrid, ha rilevato la maggioranza delle azioni del Wil (precisamente il 51%).[9] Nell'agosto 2003 Belanov esonera subito il tecnico in carica, Martin Andermatt, chiamando a suo cospetto l'inesperto Zavarov, ex compagno di squadra alla Dinamo Kiev e nella Nazionale sovietica.[9] Zavarov però non ha la licenza per allenare e la federcalcio svizzera gli da un permesso fino al 31 dicembre 2003.[9] Scaduto il permesso, nel 2004 Belanov gli concede di restare nel Wil, assegnandogli la carica di direttore sportivo e chiamando in panchina Joachim Müller.[9] Dopo tre mesi Müller è esonerato e al suo posto Tomas Matejcek si pone alla guida del club: quando i giocatori cominciano a non sopportare più il nuovo tecnico, a causa degli allenamenti troppo duri, Belanov è costretto a richiamare Müller, affiancandogli Stephan Lehmann. Nel febbraio 2004, contestato dai tifosi, Belanov si dimette dalla presidenza del Wil.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce il 2 maggio 1985 contro la Svizzera (4-0). Divenuto ben presto titolare nell'Unione Sovietica del Colonnello Lobanovski, disputa i Mondiali '86 in Messico, dimostrando un'ottima forma[12] e duranta i quali realizza una tripletta contro il Belgio negli ottavi di finale: la partita venne comunque persa dai "rossi" per 4-3. In totale Belanov è sceso in campo 33 volte con la sua Nazionale tra il 1985 e il 1990 ed ha realizzato otto reti, ma è spesso ricordato per aver fallito un calcio di rigore nella finale degli Europei del 1988 contro l'Olanda (0-2). Tra il 1986 e il 1988 è uno dei calciatori più importanti e più rappresentativi della Nazionale sovietica.[14][40][41][42][43]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Dinamo Kiev: 1984-1985, 1985-1986
Dinamo Kiev: 1985, 1987

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Dinamo Kiev: 1986

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1986

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Curro, Nel '95 Maldini truffato a favore di Weah in La Repubblica, 9 gennaio 2002. URL consultato il 27 novembre 2014.
  2. ^ (UK) Лучшими футболистами Украины признаны Анатолий Тимощук, Андрей Шевченко и Александр Шовковский, bulvar.com.ua, 20 dicembre 2011. URL consultato l'11 settembre 2013.
  3. ^ a b c d Gianni Mura, Dietro Zavarov affari italiani in La Repubblica, 1° agosto 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  4. ^ a b Rinat Dasaev, il cust ode della perestrojka in La Repubblica, 7 giugno 2012. URL consultato il 27 novembre 2014.
  5. ^ Alberto Costa, SHEVA d'or in Il Corriere della Sera, 14 dicembre 2004. URL consultato il 27 novembre 2014.
  6. ^ a b Andrea Masala, Selcuk Manav e Alessandra Bocci, Sheva vuole il vero Milan in La Gazzetta dello Sport, 7 marzo 1991. URL consultato il 27 novembre 2014.
  7. ^ a b c d Luca Valdiserri, Igor Belanov, Treccani. URL consultato il 27 novembre 2014.
  8. ^ a b Gianni Mura, Da Pfaff a Valdano ecco i Mr. Universo in La Repubblica, 28 giugno 1986. URL consultato il 26 novembre 2014.
  9. ^ a b c d e f g h i j Fabio Licari, La Svizzera di Belanov in La Gazzetta dello Sport, 23 gennaio 2004. URL consultato il 25 novembre 2014.
  10. ^ Marco E. Ansaldo, Cercando il vero Zavarov in La Repubblica, 1° marzo 1989. URL consultato il 25 novembre 2014.
  11. ^ a b Franco Melli, i campioni russi in crociera " insieme per sentirci vivi " in Il Corriere della Sera, 11 novembre 1994. URL consultato il 27 novembre 2014.
  12. ^ a b c d La zona russa: attaccano tutti in La Repubblica, 19 giugno 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  13. ^ Gianni Brera, Oggi serve l'Italia più bella in La Repubblica, 22 giugno 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  14. ^ a b Fabrizio Bocca, È una partita a scacchi in La Repubblica, 21 giugno 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  15. ^ Sandro Modeo, Hitler, Stalin e Lobanovski in una squadra la storia del '900 in Il Corriere della Sera, 20 ottobre 2009. URL consultato il 27 novembre 2014.
  16. ^ Supercoppa targata Est in tv Steaua contro Dinamo in La Repubblica, 24 febbraio 1987. URL consultato il 27 novembre 2014.
  17. ^ a b Atalanta e Belanov: a Zurigo incontro decisivo in La Repubblica, 13 marzo 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  18. ^ Lobanovsky, il rivoluzionario in Il Corriere della Sera, 14 maggio 2002. URL consultato il 25 novembre 2014.
  19. ^ a b c d e f g h (ES) Jordi Archs, 1986: Igor Belanov, el ganador más inesperado in El Mundo Deportivo, 25 novembre 2012. URL consultato il 27 novembre 2014.
  20. ^ Giorgio Rondelli, Bolt e Powell per velocizzare l'Inter in Il Corriere della Sera, 20 dicembre 2011. URL consultato il 27 novembre 2014.
  21. ^ a b L'Europa ha detto Belanov in La Repubblica, 30 dicembre 1986. URL consultato il 27 novembre 2014.
  22. ^ il Parma ora si sente favorito. l' inversione irrita Mondonico in La Repubblica, 3 ottobre 1992. URL consultato il 27 novembre 2014.
  23. ^ Alberto Costa, Il pallone d' oro di Nedved non mette tutti d' accordo in La Repubblica, 24 dicembre 2003. URL consultato il 27 novembre 2014.
  24. ^ Gianni Mura, Dietro Zavarov affari italiani in La Repubblica, 1° agosto 1988. URL consultato il 25 novembre 2014.
  25. ^ a b Luca Argentieri, Nuovi maestri all'opera in La Repubblica, 27 gennaio 1987. URL consultato il 27 novembre 2014.
  26. ^ Supercoppa allo Steaua decide un autogol in La Repubblica, 25 febbraio 1986. URL consultato il 27 novembre 2014.
  27. ^ Lucia Granello, In fila per un sovietico la Juve vuole Protassov in La Repubblica, 2 luglio 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  28. ^ Qualche problema per Belanov in La Repubblica, 6 luglio 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  29. ^ Belanov arriva nasce un caso intorno a Bagni in La Repubblica, 15 luglio 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  30. ^ Mario Sconcerti, Dinamo vampiro dell'URSS in La Repubblica, 3 agosto 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  31. ^ Licia Granello, Trattativa continua in La Repubblica, 10 agosto 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  32. ^ Per Belanov rinvio al dopo Olimpiadi in La Repubblica, 10 agosto 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  33. ^ No ufficiale per Belanov all'Atalanta in La Repubblica, 8 settembre 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  34. ^ L'Atalanta ha comprato Evair in La Repubblica, 13 settembre 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  35. ^ Gianni Mura, Zavarov arriva con un sì in La Repubblica, 12 agosto 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  36. ^ Nella hit Europa l'Italia è regina in La Repubblica, 5 aprile 1988. URL consultato il 27 novembre 2014.
  37. ^ (ES) El Borussia ficha al soviético Belanov in El País, 11 agosto 1989. URL consultato il 27 novembre 2014.
  38. ^ È proprio un Genoa uruguaiano in La Repubblica, 11 agosto 1989. URL consultato il 27 novembre 2014.
  39. ^ Belanov arrestato per furto in Germania in La Repubblica, 13 gennaio 1990. URL consultato il 27 novembre 2014.
  40. ^ Gianni Mura, Chi prosegue per l'Azteca? in La Repubblica, 15 giugno 1986. URL consultato il 27 novembre 2014.
  41. ^ Sorprese contro in La Repubblica, 22 giugno 1986. URL consultato il 27 novembre 2014.
  42. ^ Alberto Costa, " Attenti azzurri, vi abbiamo gia' fatto troppi favori " in Il Corriere della Sera, 11 novembre 1995. URL consultato il 27 novembre 2014.
  43. ^ Licia Granello, 'Cara Italia mi piaci fra due anni sarò qui' in La Repubblica, 4 febbraio 1989. URL consultato il 27 novembre 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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