Ian Rush

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Ian Rush
Ian Rush in Singapore.jpg
Dati biografici
Nome Ian James Rush
Paese bandiera Regno Unito
Nazionalità bandiera Galles
Passaporto {{{Passaporto}}}
Altezza {{{Altezza}}} cm
Peso {{{Peso}}} kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo Attaccante
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club1
1979-1980 600px Bianco e Blu a Strisce.png Chester City 34 (14)
1980-1987 600px Rosso con grifone Bianco scudato e fiamme.png Liverpool 224 (139)
1987-1988 600px Nero e Bianco (Strisce).png Juventus 29 (7)
1988-1996 600px Rosso con grifone Bianco scudato e fiamme.png Liverpool 245 (90)
1996-1997 600px losanghe Giallo e Blu con barra e rosa Bianche.png Leeds 36 (3)
1997-1998 600px Bianco e Nero (Strisce) bordato Oro.svg Newcastle 10 (0)
1998 600px Nero bordato di Rosso con spade e rosa Bianche.png Sheffield Utd 4 (0)
1998-1999 600px Verde Rosso a V rovesciata e Bianco.png Wrexham 18 (0)
1999-2000 600px Blu.png Sydney Olympic 2 (1)
Nazionale
1980-1996 Bandiera del Galles Galles 73 (28)
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
 

Ian James Rush (St Asaph, 20 ottobre 1961) è un ex calciatore gallese, di ruolo centravanti.

Indice

[modifica] Gli inizi

Cresce nella piccola città di Flint, nella contea di Flintshire, nord-est del Galles. Inizia a giocare a calcio a livello scolastico presso la San Richard Gwyn Catholic High School di Flint, dove diviene subito chiaro che Rush aveva un talento naturale per il calcio, e in particolare per segnare. Difatti con 79 reti, stabilisce il record di gol del campionato scolastico del Galles settentrionale. Record superato soltanto nel 1988 da Owen che ne realizzerà 92.[1]

[modifica] Carriera

[modifica] Club

[modifica] Chester

Dopo aver lasciato la San Richard Gwyn Catholic High School, nel 1978 si trasferisce al Chester. Dopo aver ben impressionato nelle fila delle squadre giovanili, viene promosso in prima squadra che allora disputava il campionato di Third Division. Fa il suo debutto, come centrocampista, nell'aprile del 1979 nella partita pareggiata per 2-2 contro lo Sheffield Wednesday. Nella stagione successiva viene schierato come centravanti e il 15 settembre 1979 segna il suo primo goal contro il Gillingham.

Il nome di Rush salì alla ribalta per la prima volta nel 1980. Il 5 gennaio, a soli 18 anni, segnò uno dei due gol che consentirono al suo Chester di sconfiggere il Newcastle, allora militante in Second Division, nel terzo turno di FA Cup.[2]

Ben presto le prestazioni e i goal di Rush attirano le attenzioni dei grandi club. Soprattutto di Geoff Twentyman, osservatore del Liverpool che spesso era presente alle partite dei Seals. Nell'aprile del 1980 Bob Paisley manager dei Reds decide di puntare sul giocatore e Rush, nonostante la concorrenza del Manchester City, viene acquistato dal Liverpool per 300 000 sterline. Si trattava della cifra più alta pagata fino ad allora per il trasferimento di un giocatore così giovane.[3]

Ian lascia il Chester dopo aver segnato 14 gol in 34 partite.

[modifica] Liverpool

Debutta con la maglia dei reds il 13 dicembre 1980 entrando al posto dell'infortunato Kenny Dalglish nel corso della partita pareggiata per 1-1 contro l'Ipswich. Nel corso della sua prima stagione ad Anfield disputa nove partire, tra le quali il replay della finale di Coppa di Lega contro il West Ham, senza mettere a segno nessuna rete. Al termine della stagione, deluso per lo scarso utilizzo e per le difficoltà di ambientamento, chiede di essere ceduto. Ci fu una trattativa con il Crystal Palace Football Club, subito interrotta in quanto Paisley credeva nelle qualità del giocatore e non aveva alcuna intenzione di privarsene.[3] Il 30 settembre 1981 nel corso della gara di ritorno del primo turno di Coppa campioni contro i finlandesi del Oulun Palloseura segna la sua prima rete con la maglia del LFC.[4][5] Entra in campo al 67° al posto dell'infortunato David Johnson e dopo soli tre minuti mette a segno la rete del momentaneo 5-0. L'infortunio del compagno rappresenta il trampolino di lancio per Rush. Segna subito dopo una doppietta sia contro l'Exeter in Coppa di Lega che contro il Leeds in campionato. Entra in pianta stabile nell'undici titolare e a fine stagione risulta il miglior marcatore della squadra con 30 reti in 49 partite complessive, inclusa la prima delle sedici triplette con la maglia del Liverpool, che mette a segno a Meadow Lane nel 4-0 contro il Notts County. Segna anche nella finale di Coppe di lega vinta per 3-1 ai tempi supplementari contro il Tottenham.[6]

La stagione successiva, 1982-1983, si migliora e segna 31 reti tra qui un poker nel derby contro l'Everton. Reti che consentono alla squadra di conquistare il secondo "double" consecutivo: campionato e Coppa di lega. Al termine della stagione vince il premio come miglior giocatore giovane del campionato. In questa stagione si cementa l'intesa calcistica con Kenny Dalglish. Lo stesso Dalglish scriverà poi nella sua autobiografia: "Rushie was perceptive and had two good feet. He is one of the most instinctive finishers football has ever seen. My partnership with Rush proved so good because he could run and I could pass. I would just try to put the ball in front of him. Rushie said that he made runs knowing the ball would come to him. That was true but only because his runs were so clever. His run was more important than my pass. Rushie was a good passer himself. He could have been a midfielder because his range of passing was great. Rush was easily the best partner I've ever had. We could have been made for each other".[7]

La stagione seguente, 1983-1984, è sicuramente la sua migliore stagione con la maglia dei reds. Stagione impreziosita dal "treble" (campionato, Coppa di lega e Coppa dei Campioni), nonché da diversi titoli a livello individuale.

Va a segno 47 volte in 65 gare complessive, battendo il precedente record di reti in una sola stagione con la maglia dei reds. Record che apparteneva a Roger Hunt (41 goal). Goal che gli consentono di vincere la Scarpa d'oro, il premio di Giocatore dell'anno della FWA e quello di Giocatore dell'anno della PFA. Vince, con 32 reti, il titolo di capocannoniere del campionato, contribuendo alla vittoria del terzo titolo consecutivo della sua squadra. Segna 5 reti in Coppa campioni, contribuendo alla vittoria ai calci di rigore contro la Roma, ed è decisivo anche nella vittoria della Coppa di lega.

All'inizio della stagione 1984-1985 si infortuna, saltando così le prime 14 gare. Al termine della stessa mette a segno 26 reti, una sola in meno del capocannoniere della squadra John Wark. La stagione dei reds è caratterizzata, oltre che dalla mancanza di vittorie finali (non accadeva da dieci anni), anche dalla tragedia dell'Heysel.

La stagione seguente, 1985-1986, va meglio sia per Rush che per il Liverpool. Rushie va a segno 33 volte, tra qui una doppietta nella finale di FA Cup contro i rivali dell'Everton.[8] Anche in campionato la lotta per il titolo è con l'Everton: i reds agganciano i cugini alla trentatresima giornata, per poi superarli ad una giornata dal termine. All'ultima giornata i reds sconfiggono il Chelsea a Stamford Bridge per 1-0 e si aggiudicano il sediciesimo titolo della loro storia, nonché il primo "double" campionato-FA Cup.[3]

All'inizio della stagione 1986-1987 Rushie annuncia ai propri tifosi che al termine della stessa lascerà il club di Anfield per trasferirsi alla Juventus. Nonostante questo va a segno per 40 volte, di cui 30 in campionato, senza aver disputato alcuna partita nelle competizioni europee a causa dell'esclusione dei club inglesi a seguito della tragedia dell'Heysel. Segna nella finale di coppa di lega persa per 2-1 contro i Gunners. Per la prima volta, dopo 144 gare, Rushie va a segno e la squadra perde la partita.[5]

[modifica] Juventus

Rush saluta il Liverpool dopo sette anni scanditi da valanghe di goal. 207 in 331 partite fra coppe e campionato. Arriva in Italia con la fama di miglior bomber europeo e la benedizione di John Charles, gallese e juventino come lui, che dichiara:"Ian è più bravo di me e segnerà di più. Non esiste al mondo un cannoniere che conosca come lui l’arte di andare in rete".[9] Il suo acquisto (3,2 milioni di sterline da pagarsi in due anni) parve a tutti un colpo sensazionale per la Juventus, "orfana" di Platini ritiratosi al termine della stagione precedente. Viene accolto dai tifosi juventini con un entusiasmo pari a quello riservato cinque anni prima a Le Roi Platini.[10] Debutta ad agosto in Coppa Italia contro il Lecce e si infortuna subito. Uno stiramento dei muscoli della coscia che lo tiene lontano dai campi di gioco per 5 settimane.[11] Rientra alla seconda partita di campionato persa per 1-0 contro l'Empoli; la giornata successiva contro il Pescara segna una doppietta. Il 30 settembre 1987 torna a giocare nelle Coppe europee dopo 28 mesi di assenza per la squalifica internazionale dei club inglesi.[12] Il suo rendimento è però notevolmente inferiore alle attese: segna solo 14 gol complessivi, di cui 7 in campionato. Rush non riesce ad adattarsi all'Italia, sono molti i ritardi accumulati nel presentarsi agli allenamenti, (gli costeranno alcuni milioni di multa)[13] ed accusa pure continui malanni che ne rallentano l'inserimento. Non imparò bene la lingua, tanto da dichiarare che "È vero, l' unico con cui mi trovo è Laudrup, lui e la sua fidanzata parlano bene l' inglese, così Tracy e io non ci sentiamo mai soli".[14] Soffre oltremodo le "attenzioni" dei difensori italiani, ben più duri di quelli inglesi.[15] Probabilmente non fu molto aiutato dal resto della squadra[16], che soffrì tremendamente l'assenza di Platini e riuscì a malapena a qualificarsi per la Uefa, con lo spareggio vinto ai rigori contro il Torino. Boniperti, deluso dalle sue prestazioni, lo rispedì al Liverpool dopo un solo anno, incassando 2,8 milioni di sterline.[17]

[modifica] Il ritorno a Liverpool

Nell'agosto del 1988 il Liverpool indice una conferenza stampa per annunciare il colpo di fine estate: il ritorno dell'idolo Rushie dopo soltanto un anno di lontananza da Anfield. Al suo ritorno trova una squadra completamente trasformata: John Barnes, Peter Beardsley e John Aldridge formano un eccellente trio d'attacco che aveva consentito alla squadra di conquistare il suo 17º titolo. La maggior parte della stagione di Rushie è caratterizzata da infortuni e da panchine. Terminerà la stagione con 11 reti in 32 partite complessive. Tra queste la doppietta nei tempi supplementari della finale di FA Cup vinta contro gli storici rivali dell'Everton.

La stagione seguente, 1989-1990, si apre con la cessione di John Aldridge alla Real Sociedad: Dalglish li aveva provati più volte assieme nella stagione precedente, ma non era convinto della valenza della coppia formata da due giocatori con caratteristiche molto simili. Rushie ripaga la fiducia del suo ex compagno di reparto, segna complessivamente 26 volte, di cui 18 in campionato e spinge la squadra alla conquista del 18º titolo, il quinto per lui.

Rushie si ripete anche nella stagione successiva, andando a segno 26 volte di cui 16 in campionato. Le sue reti però non sono sufficienti a far vincere il titolo alla squadra che arriva seconda dietro l'Arsenal. La stagione è caratterizzata oltre che dal ritorno in Europa dopo la caduta del bando dalle coppe europee imposto dalla UEFA in seguito alla strage dell'Heysel, dalle dimissioni di Dalglish il 20 febbraio 1991 dopo un pareggio per 4-4 in FA Cup contro l'Everton.

Nella stagione successiva Rushie, a causa dei frequenti infortuni, disputa soltanto 18 gare complessive andando a segno 9 volte in totale. Tra queste la rete del 2-0 nella finale di FA Cup, vinta contro il Sunderland, che consente ai Reds, ora guidati dallo scozzese Graeme Souness, di vincere il loro 5º titolo (il 3° per il giocatore). Mentre in campionato per la prima volta dal 1980-1981 la squadra non finisce nei primi due posti, terminando la stagione al 6º posto.

Il 1992-1993 è un anno molto difficile per i tifosi del Liverpool. La squadra si trova al 15º posto alla fine di marzo, per poi concludere il campionato al 6°. Nonostatante questa Rushie trova la via del gol con regolarità: al termine della stagione segna 22 reti in 32 presenze complessive. Tra queste un poker nella gara di andata dei sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe contro i ciprioti dell'Apollon Limassol. Rushie porta così il suo bottino europeo a 20 reti, abbattendo il record di 17 appartenente a Roger Hunt. Record che sarà poi superato il 24 settembre 2003 da Michael Owen.[18] Il 18 ottobre 1992 segna contro il Man Utd il suo 287° goal con la maglia del LFC, superando il precedente record appartenente sempre a Roger Hunt.[19]

All'inizio della stagione successiva Souness gli affida la fascia di capitano. Il 28 ottobre 1993 segna contro il Leeds il suo 200° gol in campionato. La sua storia d'amore e di gol con i Reds inizia a volgere al termine, ma questo non gli impedisce di segnare 19 reti, tra cui una tripletta in Coca Cola Cup contro l'Ipswich Town. Nel corso della stagione ad Anfield una nuova stella inizia a brillare: quella di Robbie Fowler il "Toxteth Terror". Rush diviene il mentore del ragazzo e inizia ad insegnargli tutto quello che sa. Il 13 marzo 1994 per la prima volta segnano entrambi in una partita: quella di campionato contro i cugini dell'Everton.

All'inizio della stagione successiva, 1994-1995, arriva un nuovo allenatore ad Andfield: Roy Evans. Rushie disputa 36 partite tutte da titolare, andando a segno 19 volte complessivamente. La stagione si conclude con la vittoria della Coppa di lega: si tratta della 5ª vittoria sia per il club che per il giocatore. La prima di Rushie come capitano. Il 30 novembre 1984, durante il 4° turno della competizione, mette a segno contro il Blackburn Rovers la sua ultima tripletta con la maglia dei Reds.

Nell'estate del 1995 il Liverpool acquista Stan Collymore dal [Nottingham Forest per 8,5 milioni di sterline. Ciò assieme all'età di Rushie, oramai trentaquattrenne, unitamente all'esplosione di Robbie Fowler fa sì che la storia tra il giocatore ed il Liverpool volga al termine. Difatti nel mese di marzo del 1996 viene annunciato che al termine della stagione Rushie abbandonerà Anfield. Nel corso della stagione disputa soltanto 29 partite, di cui 14 da titolare, andando a segno 7 volte. Il 6 gennaio 1996 nel corso della partita di FA Cup contro il Rochdale mette a segno il 42° gol nella storia del torneo, battendo così il precedente record di 41 appartenente a Denis Law. Dopo un emozionante partita d'addio ad Anfield contro il Middlesbrough segna il suo ultimo gol per il Liverpool a Maine Road nel contro il Manchester City nell'ultima giornata della stagione. Lascia definitivamente il club di Anfield dopo aver segnato 346 gol in 660 gare disputate.

Viene inoltre nominato membro dell'MBE dalla Regina Elisabetta.

[modifica] Gli ultimi anni della carriera

Dopo aver lasciato il Liverpool, si trasferisce al Leeds United. Resta una sola stagione nello Yorkshire e segna 3 gol in 36 partite di campionato.

A fine stagione si trasferisce a parametro zero al Newcastle dove ritrova Kenny Dalglish come allenatore. Trova spazio soltanto inizialmente a seguito dell'infortunio subito da Alan Shearer il quale subisce la rottura della caviglia durante un'amichevole a Goodison Park. Con la maglia dei Magpies non va mai a segno in campionato, ma due volte nelle coppe. Segna il suo 43° gol in una partita di FA Cup che consente alla squadra di vincere la partita del 3° turno contro l'Everton. Segna poi nella partita di League Cup contro l'Hull City, eguagliando così il record di gol nella competizione appartentente a Geoff Hurst (49 reti). Nel corso della stagione viene ceduto in prestito allo Sheffield Utd con il quale disputa 4 gare.

Nell'estate del 1998 lascia il St James' Park e a sorpresa firma per i gallesi del Wreham. Disputa 18 gare di Second Division senza segnare mai e verso la fine della stagione viene spostato a centrocampo.

Nel luglio del 1999, rifiuta un ruolo nello staff tecnico dei Robins al fianco di Brian Flynn, e decidere di appendere le scarpe al chiodo.

Torna successivamente in campo per due partite con la maglia dei Sydney Olympic, segnando anche una rete, per poi ritirarsi definitivamente dal calcio giocato nel 2000 a 39 anni.

[modifica] Nazionale

Dal 1980 al 1996 ha collezionato 73 presenze nella nazionale di calcio del Galles, segnando 28 goal, che lo rendono il maggior realizzatore nella storia di tale nazionale.

Gioca la sua prima partita con la maglia della nazionale gallese il 21 maggio 1980 contro la Scozia, prima ancora di aver debuttato con la maglia dei reds.

Con la maglia della sua nazionale segna due gol storici.

Il 4 giugno 1988 a Brescia segna il gol che consente al Galles di sconfiggere l'Italia.[20] Il 5 giugno 1991 segna il gol che dà alla nazionale gallese una storica vittoria contro la Germania campione del mondo in carica, nelle qualificazioni a Euro 1992.[21]

[modifica] Dopo il ritiro

Nel gennaio 2003 torna ad Anfield con l'incarico di allenatore delle punte, coadiuvando il manager Gérard Houllier.[22]

Nell'agosto 2004 è nominato manager del Chester City che partecipa al campionato di Football League Two.[23] Debutta con una sconfitta per 3-1 in casa del Boston United, poi la squadra inanella un periodo di due mesi senza sconfitte e si qualifica per il terzo turno di FA Cup e Rushie ad ottobre viene nominato manager del mese.[24] A partire da novembre la squadra subisce una serie di pesanti sconfitte e Rushie viene fortemente criticato.[24] All'inizio di marzo 2005, dopo la sconfitta per 5-0 in casa dello Shrewsbury Town[24] il presidente Stephen Vaughan chiede a Rushie di dimettersi, ma l'ex stella del Liverpool si rifiuta.[25] Nell'aprile del 2005, dopo la sconfitta per 1-0 contro il Darlington,[24] Stephen Vaughan licenzia il vice di Rushie il quale a sua volta rassegna le proprie dimissioni.[26]

Nel giugno 2005 il suo amico Mike Harris, amministratore delegato dei TNS, gli propone di tornare in campo per disputare il primo turno preliminare di Champions League contro il Liverpool campione in carica.[27] Offerta che Rushie in seguito declina.

Nel 2006 entra a far parte della Hall of Fame del calcio inglese.[28]

Nel 2007 è nominato "elite performance director" nell'ambito della Welsh Football Trust, con il compito di affiancare il direttore tecnico nello sviluppo della nuova generazione di calciatori gallesi.[29]

Il 21 agosto 2008 viene pubblicata la sua autobiografia.[30]

Attualmente ricopre l'incarico di ambasciatore delle scuole calcio del Liverpool con l'incarico, inoltre, di coadiuvare il team commerciale del club nello sviluppo di partnerships con altri brand di livello mondiale.[31][32]

[modifica] Palmarès

[modifica] Club

[modifica] Competizioni nazionali

Liverpool: 1980, 1982, 1986, 1988, 1989, 1990
1980-1981, 1981-1982, 1982-1983, 1983-1984, 1994-1995
1981-1982, 1982-1983, 1983-1984, 1985-1986, 1989-1990
Liverpool: 1985-1986, 1988-1989, 1991-1992

[modifica] Competizioni internazionali

Liverpool: 1980-1981, 1983-1984

[modifica] Individuale

1984
1984

[modifica] Note

  1. ^ meraviglia di ragazzo Gazzetta.it
  2. ^ (EN) Liverpool legend Ian Rush's greatest day? An FA Cup tie for Chester at Newcastle in 1980. Dailymail.co.uk
  3. ^ a b c (EN) Ian Rush. Liverpoolfc.tv
  4. ^ (EN) Liverpool 7 - 0 Oulu Palloseura. lfchistory.net
  5. ^ a b (EN) The Ian Rush story: Part one. .Liverpoolfc.tv
  6. ^ (EN) Liverpool 3 - 1 Tottenham Hotspur. lfchistory.net
  7. ^ Kenny Dalglish, Kenny Dalglish Autobiography, Coronet Books, 1987
  8. ^ (EN) Liverpool 3 Everton 1. fa-cupfinals.co.uk
  9. ^ Angelo Caroli, Ho conosciuto la Signora. Juventus intima, Graphot, 1990
  10. ^ E RUSH E' GIA' SALITO SUL TRONO DI PLATINI Repubblica.it
  11. ^ VISITA MEDICA PER RUSH: IN CAMPO FRA 40 GIORNI Repubblica.it
  12. ^ UN POMERIGGIO TUTTO PER RUSH Repubblica.it
  13. ^ IL GRANDE ASSENTE Repubblica.it
  14. ^ UN GIORNO RUSH FARA' LA JUVE Repubblica.it
  15. ^ Cristian Vitali, Ian Rush in Calciobidoni - Non comprate quello straniero, Piano B Edizioni, 2010.
  16. ^ LASCIATEMI IN PACE Repubblica.it
  17. ^ (EN) The Joy of Six: Terrible transfers. guardian.co.uk
  18. ^ (EN) Michael Owen. mirror.co.uk
  19. ^ (EN) Rush sets new scoring record. liverpoolfc.tv
  20. ^ TROPPI PECCATI CARA ITALIA... repubblica.it
  21. ^ MA ANCHE LA GERMANIA RISCHIA DI USCIRE repubblica.it
  22. ^ (EN) Legends back Rush appointment. liverpoolfc.tv
  23. ^ (EN) Determined to be successful at Chester. Liverpoolecho.co.uk
  24. ^ a b c d (EN) Chester City Fixtures 2004/05. Chester-city.co.uk
  25. ^ (EN) Rush future at Chester uncertain. news.bbc.co.uk
  26. ^ (EN) Rush walks out as Chester manager. news.bbc.co.uk
  27. ^ (EN) Rush coy on turning out for TNS. news.bbc.co.uk
  28. ^ http://www.nationalfootballmuseum.com/pages/fame/Inductees/IanRush.htm
  29. ^ (EN) Rush handed Trust coaching role. news.bbc.co.uk
  30. ^ Ebury Publishing > Rush: The Autobiography
  31. ^ (EN) Rush re-signs for Reds. liverpoolfc.tv
  32. ^ (EN) Rush: Why I'm back. liverpoolfc.tv

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