Paul Breitner

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Paul Breitner
Paul Breitner.jpg
Paul Breitner nel 2011
Dati biografici
Nazionalità bandiera Germania Ovest
Altezza 176 cm
Peso 73 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Difensore, centrocampista
Ritirato 1983
Carriera
Squadre di club1
1970-1974 Bayern Monaco Bayern Monaco 109 (17)
1974-1977 Real Madrid Real Madrid 84 (10)
1977-1978 E. Braunschweig E. Braunschweig 30 (10)
1978-1983 Bayern Monaco Bayern Monaco 146 (66)
Nazionale
1971-1982 Germania Ovest Germania Ovest 48 (10)
Palmarès
W.Cup.svg  Mondiali di calcio
Oro Germania Ovest 1974
Argento Spagna 1982
UEFA European Cup.svg  Europei di calcio
Oro Belgio 1972
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 21 giugno 2006

Paul Breitner (Kolbermoor, 5 settembre 1951) è un ex calciatore tedesco occidentale, terzino sinistro e centrocampista della nazionale tedesca negli anni 1970 e primi anni 1980. Con la Nazionale di calcio della Germania Ovest ha vinto l'Europeo 1972 ed il Mondiale 1974.

Durante l'attività agonistica è stato uno dei più controversi calciatori tedeschi ed al centro di molte discussioni. Tuttavia Pelé ne ha premiato il talento inserendolo nel FIFA 100, la lista dei migliori giocatori di calcio viventi.

Oggi lavora come osservatore per il Bayern Monaco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un impiegato amministrativo, cresce nella cittadina bavarese di Freilassing. Si diploma al Chiemgau-Gymnasium di Traunstein. Inizia a giocare a calcio nel settore giovanile dell'ESV Freilassing. Riesce, con applicazione ed impegno, ad entrare nel giro delle nazionali giovanili, dove conosce Uli Hoeneß, con il quale stringe profonda amicizia.

Breitner si è mostrato fin dall'inizio degli anni settanta un intellettuale rivoluzionario, manifestando ideologie di sinistra: in una foto ha posato con il Libretto Rosso di Mao Tse-tung. Anche il look era molto riconoscibile: folta pettinatura, per la quale era soprannominato Der Afro[1] e barba ispida. Breitner è apparso in alcune pellicole cinematografiche: la prima apparizione è del 1976, nel film Potato-Fritz. Durante l'anno di militanza all'Eintracht Braunschweig partecipa ad una produzione in 6 puntate della Bayerisches Fernsehen, il Paul Breitners Fußballmagazin, nel quale insegna i fondamenti tecnici del gioco del calcio a giovani calciatori e mostra la routine quotidiana di una squadra professionistica. Ha pubblicato inoltre un libro di aneddoti, Kopfball. Nel 1982 rinunciò ad un suo "marchio di fabbrica", la barba ispida, per pubblicizzare una marca di dopobarba.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Iniziata la carriera come difensore, più tardi viene spostato a centrocampo. Possedeva un buon tiro con il piede destro, che sfruttava con ottimi risultati[1].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Bayern Monaco[modifica | modifica sorgente]

Nel 1970, il Bayern Monaco lo scopre e gli offre un contratto professionistico. All'epoca diciottenne, Breitner abbandona gli studi pedagogici all'Università di Monaco di Baviera.

L'allenatore del Bayern Udo Lattek lo schiera come difensore esterno sinistro. Breitner incarna il tipo di difensore moderno, che non esegue solo compiti difensivi, ma si spinge anche in iniziative sulla fascia, rendendosi pericoloso in zona gol. Già nella sua prima stagione diventa un perno importante della retroguardia bavarese, entrando nella rosa titolare, insieme ai già famosi Franz Beckenbauer, Gerd Müller e Sepp Maier. Nel 1971 conquista il suo primo trofeo, la Coppa di Germania 1970-1971.

In seguito, per tre anni consecutivi, nel 1972, 1973 e 1974 vince con i bavaresi il campionato nazionale. In quest'ultimo anno, sconfiggendo 4-0 l'Atletico Madrid nella ripetizione della finale, si aggiudica anche la Coppa dei Campioni.

Real Madrid[modifica | modifica sorgente]

Dopo il Mondiale 1974, Breitner si trasferisce per una cifra vicina ai 3 milioni di marchi al club spagnolo del Real Madrid. Il trasferimento in maglia bianca attira anche critiche: Breitner infatti, politicamente orientato a sinistra, sarebbe andato a giocare in un club notoriamente protetto dal dittatore fascista Francisco Franco.

Nella stessa estate, il Real aveva ingaggiato un nuovo allenatore, Miljan Miljanić, proveniente dalla nazionale jugoslava. Miljanić tenne molto in considerazione il calciatore tedesco; anziché come difensore, però, decise di spostarlo a centrocampo, dove avrebbe dovuto dare più spinta al gioco dei madridisti, insieme al connazionale Günter Netzer, già da un anno a Madrid.

Sotto la ferrea guida dell'allenatore jugoslavo, Breitner conquista già nella prima stagione in Spagna un double, vincendo sia il campionato, con largo margine, che la Copa del Generalísimo (l'attuale Coppa del Re).

L'anno successivo bissa il successo in campionato e raggiunge con il club madrileno la semifinale di Coppa dei Campioni: qui gli spagnoli vengono eliminati dal Bayern Monaco, vecchio club di Breitner, che all'Olympiastadion viene aspramente fischiato dagli spettatori. Rimarrà in Spagna fino al 1977.

Eintracht Braunschweig[modifica | modifica sorgente]

Dopo i tre anni passati in Spagna, Breitner fa ritorno in patria, su forte invito della moglie, desiderosa di rientrare in Germania. Nessun club sembra avere la disponibilità economica necessaria ad ingaggiarlo: si fa così avanti Günter Mast, multimilionario sponsor dell'Eintracht Braunschweig e proprietario della Jägermeister. Breitner riesce così, per la stagione 1977-78, a trovare ingaggio in terra tedesca, clamorosamente in una squadra di secondo piano.

In un contesto relativamente più modesto, dove non vengono accettati comportamenti da "star", non riesce ad integrarsi completamente, tanto che spesso finisce per litigare con i compagni di squadra, ciò nonostante riesce a mettere a segno 15 reti (10 in campionato, 4 in Coppa di Germania, 1 in Coppa UEFA). L'Eintracht concluderà la stagione al 13º posto.

Dopo una sola stagione si separa dal piccolo club, accomiatandosi così dai compagni: Ich tue euch jetzt den Gefallen und gehe ("Vi faccio un favore e me ne vado")[2].

Bayern Monaco[modifica | modifica sorgente]

Breitner al Bayern Monaco nel 1982, durante la sua seconda esperienza al club bavarese.

Dopo un solo anno in provincia, nel 1978 Breitner ritorna al club dell'inizio di carriera, il Bayern Monaco, che si trova in fase di ricostruzione: alla fine degli anni Settanta infatti del vincente club bavarese rimane solo il ricordo; Franz Beckenbauer e Gerd Müller hanno lasciato il club ed il Bayern naviga nella massa di metà classifica. L'amico Uli Hoeneß, nel frattempo entrato nello staff dirigenziale, chiude un accordo con lo sponsor Magirus Deutz, che gli permette di trovare i fondi sufficienti per ingaggiare Breitner. Nella prima stagione ha incomprensioni con l'allenatore Gyula Lóránt che portano quest'ultimo a lasciare il club prima della fine della stagione;[senza fonte] alla fine il Bayern concluderà al quarto posto.

La stagione successiva vede la rinascita dei bavaresi. Il nuovo allenatore Pál Csernai consegna a Breitner la fascia di capitano dopo l'abbandono di Sepp Maier.[senza fonte] Breitner forma un duo con l'attaccante Rummenigge.

Grazie alla Breitnigge (contrazione dei due nomi, Breitner e Rummenigge) il Bayern riconquista dopo 6 anni il titolo nazionale e lo difende con successo l'anno seguente. Per merito delle sue ottime prestazioni, Breitner riceve il premio di Calciatore tedesco dell'anno 1981[3] e si piazza al secondo posto nella classifica del Pallone d'oro, alle spalle del compagno di squadra Rummenigge. Nel 1982, con il Bayern, raggiunge la finale di Coppa dei Campioni, dove tuttavia i tedeschi perdono per 1-0 contro l'Aston Villa. Riesce invece a conquistare la Coppa di Germania 1981-1982, nella cui finale il Bayern sconfigge per 4-2 il Norimberga. Si tratta dell'ultimo trofeo della carriera agonistica di Breitner, che si ritira nell'estate 1983 all'età di 32 anni.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Già al termine della sua prima stagione professionistica, Breitner entra nel giro della Nazionale tedesca occidentale. Helmut Schön lo fa debuttare il 22 giugno 1971 nella trasferta di Oslo contro la Norvegia, in un incontro agevolmente vinto per 7-1[4].

Così come nel Bayern Monaco, anche in nazionale diventa ben presto un titolare fisso e viene impiegato come difensore sinistro.

Nel 1972 figura tra i convocati per l'Europeo, che si disputa in Belgio e che i tedeschi vincono, sconfiggendo con un rotondo 3-0 in finale la nazionale sovietica.

Breitner realizza il calcio di rigore del momentaneo 1-1 nella finale dei Mondiali 1974, vinta dalla Germania Ovest per 2-1 sull'Olanda.

Al titolo europeo fa seguito, nel 1974, anche la vittoria del mondiale casalingo. Breitner è protagonista di questa manifestazione, nella quale segna 3 reti: la prima, contro il Cile, risulta decisiva per la vittoria (1-0 il finale), la seconda, contro la Jugoslavia permette ai tedeschi di aprire le marcature (raddoppierà poi il bomber Gerd Müller per il 2-0 conclusivo), la terza arriva nella finalissima contro l'Olanda; il suo calcio di rigore pareggia la rete realizzata ad inizio gara (anch'essa dagli undici metri) da Neeskens. Gerd Müller segnerà poi il gol della vittoria.

Dopo la vittoria del titolo mondiale, Breitner litiga con il CT Schön e, dopo due incontri disputati nel 1975, esce per lungo tempo dal giro della nazionale. Rientra solo sei anni dopo, nel 1981, richiamato da Jupp Derwall, nel frattempo divenuto nuovo commissario tecnico della Germania Ovest, e con il quale aveva comunque avuto accese discussioni a distanza. Il "nuovo debutto" avviene ad Amburgo il 29 aprile contro l'Austria.

Derwall lo convoca poi per il Mondiale 1982 in Spagna. Superato il primo turno, nella semifinale vinta ai rigori contro la Francia Breitner realizza uno dei tiri dal dischetto. Nella finale di Madrid, contro l'Italia, Breitner segna una rete, che risulterà essere solo il gol della bandiera nel 3-1 finale per gli azzurri. La finale del mondiale 1982 è anche la sua ultima gara in Nazionale.

Breitner è uno dei pochi calciatori ad aver segnato almeno una rete in più di una finale mondiale (una rete nel 1974, una rete nel 1982). Solamente altri tre calciatori hanno fatto altrettanto: i brasiliani Pelé (2 reti nel 1958, una rete nel 1970) e Vavá (2 reti nel 1958, una rete nel 1962) ed il francese Zinédine Zidane (2 reti nel 1998, una rete nel 2006).

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Bayern Monaco: 1971-1972, 1972-1973, 1973-1974, 1979-1980, 1980-1981
Real Madrid: 1974-1975, 1975-1976
Real Madrid: 1974-1975
Bayern Monaco: 1970-1971, 1981-1982

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Bayern Monaco: 1973-1974

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Belgio 1972
Germania Ovest 1974

Individuale[modifica | modifica sorgente]

1981

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Paul Breitner (West Germany), planetworldcup.com.
  2. ^ Ein Rebell namens Breitner, spiegel.de.
  3. ^ (West) Germany - Footballer of the Year, rsssf.com.
  4. ^ Spielerinfo Breitner, dfb.de.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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