Stadio Renzo Barbera

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Coordinate: 38°09′09.96″N 13°20′32.19″E / 38.152767°N 13.342275°E38.152767; 13.342275

Stadio Renzo Barbera
La Favorita
Stadio R Barbera.JPG
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Viale del Fante, 11
90146 Palermo (PA)
Tel. +39 091 6901211
Inizio lavori 1931
Inaugurazione 24 gennaio 1932
Struttura Pianta ovale
Copertura Tribuna
Pista d'atletica assente
Costo 42 miliardi restyling del 1988[1]
Mat. del terreno Erba
Dim. del terreno 105 m × 68 m
Proprietario Flag of Palermo.svg Comune di Palermo
Progetto Giovan Battista Santangelo 1931
Giuliano Guiducci 1987
Uso e beneficiari
Calcio Palermo Palermo (1932-)
Capienza
Posti a sedere 36 349[2]
 

Lo stadio comunale Renzo Barbera, noto anche con il vecchio nome de La Favorita, dall'omonimo parco in cui si trova, è il più grande stadio, nonché impianto sportivo, di Palermo.

Inaugurato il 24 gennaio del 1932, su progetto dell'architetto Giovan Battista Santangelo, ma completato nel 1948, è stato sottoposto a diverse ristrutturazioni, le più importanti delle quali nel 1984 e nel 1988. L'impianto è di proprietà del comune di Palermo e viene utilizzato, dalla sua inaugurazione, per gli incontri casalinghi della squadra di calcio del Palermo, a parte brevi periodi dovuti a ristrutturazioni.

L'impianto venne ristrutturato nel 1988 per essere utilizzato per ospitare tre incontri del gruppo F del campionato mondiale del 1990. Tra gli anni ottanta e gli anni novanta ha ospitato anche concerti, tra i più importanti quello di Frank Sinatra,[3] l'apertura della tournée italiana dei Duran Duran[4] e il concerto degli Spandau Ballet;[5] tutti e tre svoltisi nel 1987.

Dal 2010 l'impianto può ospitare 36 349 spettatori[2] su due anelli, di questi posti 5 934 sono coperti e 2 233 sono destinati alle tifoserie ospiti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Premessa[modifica | modifica wikitesto]

Una foto dell'impianto come appariva nel 1932

La prima squadra di calcio cittadina, il Palermo Foot-Ball club, all'inizio del XX secolo giocava nel terreno denominato Varvaro dal nome dell'antico proprietario. Quest'ultimo era situato a poca distanza dalla via Libertà, a ridosso dell'odierna via Notarbartolo su un terreno appartenente alla famiglia Whitaker.[6] Il campo, soprannominato U Pantanu (in italiano il pantano) per la sua scarsa permeabilità, venne abbandonato nel 1914, quando la squadra si trasferì presso il nuovo Stadio Ranchibile edificato presso l'omonimo terreno.[7] Il Ranchibile disponeva di porte regolamentari ed anche di una piccola tribuna in legno,[7] ma ben presto anche questo stadio si dimostrò inadeguato rispetto alle esigenze, crescenti, delle squadre palermitane.[7]

Il campo da gioco era situato in una delle aree di pertinenza di villa Ranchibile (dalla quale prendeva il nome), di proprietà della principessa Adele Monroy di Pandolfina e di suo marito, don Carmelo Samonà.[8]

Dalla costruzione al primo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo stadio venne progettato nel 1931 dall'ingegner Giovan Battista Santangelo[9][10] ed edificato dalle ditte di Michele Utveggio e Michele Collura.[11] L'impianto venne completato ed inaugurato il 24 gennaio 1932,[12] in occasione della partita fra il Palermo e l'Atalanta, gara vinta dai padroni di casa per 5-1.[13] Tutto questo preannunciò la storica prima promozione in Serie A che sarebbe arrivata al termine della stagione.

La Curva Nord o Curva Mondello negli anni trenta prima del completamento del 1948

Il primo nome dell'impianto fu "Littorio" e fu costruito in breve tempo dal regime fascista, intenzionato a sostituire l'ormai vecchio campo sportivo "Ranchibile".[14] Ai bordi del campo era inizialmente presente una pista di atletica leggera,[15] sulla quale vennero organizzate parecchie edizioni dei "Littoriali",[16] mentre non erano state completate le due curve che rimasero composte da un muro, un terreno digradante e una recinzione metallica,[16] lo stadio era quindi composto dai soli settori di tribuna coperta e gradinata, per una capienza di circa ventimila posti.[15] All'epoca infatti gli spettatori delle curve non avevano posti a sedere, vi era solo un terreno digradante per permettere la visione del campo di gioco. Il "Littorio" cambiò nome il 27 giugno 1937 per essere intitolato a Michele Marrone (1906-1937),[17] ex calciatore del Palermo e Ufficiale dei Bersaglieri, deceduto durante la guerra civile spagnola, in seguito alle ferite riportate nella battaglia di Guadalajara. Lo stadio mantenne questa denominazione fino alla fine della Seconda guerra mondiale.[18]

Lo stadio dal Monte Pellegrino nel 1952

In seguito l'impianto prese la denominazione di stadio La Favorita, dal nome della tenuta di Ferdinando I di Borbone all'interno della quale sorge; nel 1948 fu soggetto alla prima grande ristrutturazione: abolita la pista di atletica leggera, furono nel contempo costruite le due curve, come prevedeva il progetto originale.[16] La capienza ufficiale passò a 41 595 spettatori, divisi in 30 000 tra le due curve, 8 000 in gradinata e 3 595 in tribuna.[19]

Il 28 dicembre del 1952 venne giocata la prima partita della Nazionale italiana a Palermo contro la Svizzera.[19]

Dal dopoguerra ai Mondiali del 1990[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio del 1982 si sviluppò un incendio presso la curva sud dell'impianto che danneggiò parte della struttura compromettendo l'agibilità del complesso: tale incendio venne volontariamente appiccato dai tifosi a causa di un risultato negativo avuto con la Reggiana. Il 2 giugno la Commissione Provinciale di Vigilanza dichiarò l'inagibilità dell'impianto e per questo motivo il 24 luglio Nino Mendolia, il questore, dovette richiedere, all'allora sindaco Nello Martellucci e alla giunta cittadina, l'immediato ripristino delle condizioni per l'imminente partita di Coppa Italia che si sarebbe giocata il 18 agosto. L'intervento di tamponamento venne effettuato tra l'agosto ed il settembre dello stesso anno.[19] Nel 1984 venne eseguita una seconda grande ristrutturazione, con la costruzione del secondo anello attorno alle curve e alla gradinata. La capienza, quindi, fu portata a poco meno di 50 000 spettatori: l'impianto registrò il tutto esaurito in una partita ufficiale solo nel big match del Girone B della Serie C1, vinto contro il Messina. L'intervento ebbe un costo di circa 4 miliardi di lire messi a disposizione della Regione Siciliana.[19] Nel novembre del 1986 inoltre iniziarono i lavori per l'installazione delle quattro torri faro.[20]

Lo stadio nel 1987, si notano i lavori del 1984 tra i quali il secondo anello e le quattro torri faro montate alla fine del 1986

Quando nel 1986 lo stadio viene scelto per ospitare un girone del campionato mondiale di calcio 1990, inizialmente si pensò alla costruzione di un nuovo impianto,[21] ma alla fine, anche per contenere i costi, si decise con il benestare del governo[22] per un potenziamento e ringiovanimento della struttura; si registrò però una grossa difficoltà nel reperimento dei fondi necessari al restyling.[23] Questo ritardo mise a rischio la scelta del comitato organizzatore, che minacciò di spostare l'evento in un'altra città. Venne comunque scelto il progetto di ristrutturazione stilato dall'architetto Giuliano Guiducci del 1987.[9][24] Il 17 marzo 1988 la giunta, guidata dal sindaco Leoluca Orlando, approvò, con 46 voti favorevoli e uno contrario, una delibera di 25 miliardi di lire necessari per la ristrutturazione.[25]

I lavori per i Mondiali di Italia '90 stravolsero per la terza volta l'impianto, poiché i lavori partirono dalle fondamenta fino ad arrivare al nuovo secondo anello, che sostituì il precedente. In quest'occasione venne ridotta la capienza dell'impianto a circa 37 000 posti a sedere (compresa la tribuna stampa) per rientrare nelle norme vigenti per la sicurezza e l'agibilità degli impianti. La facciata centrale della struttura fu lasciata originale perché ritenuta «valido esempio di architettura coloniale».[26] Nelle opere di restauro cinque operai persero la vita in un crollo avvenuto il 30 agosto 1989: ad essi è stata dedicata una targa affissa a un muro all'interno della struttura. A venti anni di distanza, l'Unione Sportiva Città di Palermo ha voluto rendere omaggio ai caduti con una nota sul proprio sito internet.[27]

L'inaugurazione del nuovo impianto, che il capo organizzatore dei Mondiali Hermann Neuberger definì «un piccolo gioiello»[28], avvenne la sera del 30 maggio 1990, a pochi giorni dall'avvio dei Mondiali, in occasione della finale di Coppa Italia di Serie C, partita persa ai rigori dal Palermo contro la Lucchese.

Il 13 maggio del 1998 lo stadio venne chiuso dai tifosi con un grosso catenaccio sequestrando, di fatto, la squadra rimasta all'interno, rea di rischiare la retrocessione in Serie C2. I giocatori vennero liberati in serata grazie all'intervento dell'allora presidente Giovanni Ferrara.[29] Il gesto non salvò la squadra dalla retrocessione sul campo, retrocessione che venne però evitata grazie al ripescaggio.[30]

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Dal 18 settembre 2002 lo stadio è intitolato a Renzo Barbera, presidente del Palermo nel decennio 1970-1980.[31]

Lo stadio visto da Viale del Fante: in primo piano i tornelli di ingresso numero 5

Nel 2005, in virtù della prima partecipazione in Coppa UEFA del Palermo, lo stadio ha avuto una sostanziale rivisitazione: è stato infatti creato un nuovo settore ospiti di circa 2 500 posti tra la Tribuna Montepellegrino e la Curva Sud. Il settore è protetto da alte reti e pareti in vetro antintrusione e viene soprannominato generalmente "la gabbia".[32]

Nel 2006 sono stati eseguiti nuovi lavori di ammodernamento, in seguito alla costruzione dei tornelli, imposta dalla legge Pisanu: grazie ad una lungimirante visione, il "Renzo Barbera" fu il primo stadio a norma.[33]

Per la stagione 2010-2011 lo stadio è stato classificato dall'UEFA come impianto di terza classe, in un massimo di quattro livelli, classificandosi anche ottavo per capienza in Italia e novantaduesimo in Europa. A partire da luglio 2010 si è provveduto alla sostituzione di tutti i seggiolini delle curve dello stadio e all'installazione di due maxischermi; secondo le disposizioni della UEFA, infatti, i nuovi seggiolini dovranno essere tutti provvisti di schienale e la partecipazione del Palermo all'Europa League impone dunque di adeguarsi alle direttive nel più breve tempo possibile.

Futuro[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di costruire un nuovo stadio a Palermo nasce nel 1982 sotto la presidenza di Roberto Parisi che aveva intenzione di costruire un impianto moderno cedendo lo stadio della Favorita al calcio minore.[19] Dall'avvento alla presidenza di Maurizio Zamparini, avvenuto nel luglio del 2002,[34] la nuova dirigenza del Palermo Calcio sta lavorando per la progettazione e costruzione di un nuovo stadio che sia interamente di proprietà della società. Il progetto è fortemente voluto dal presidente[35] ed è stato più volte discusso nei primi anni della sua presidenza.[36] I primi rendering sono stati presentati alla stampa alla fine del 2009,[37] anticipando di poco il primo parere positivo ufficiale da parte del Comune di Palermo, dato il 15 gennaio del 2010.[38] Il progetto è stato affidato all'architetto Gino Zavanella che ha successivamente pubblicato lo stesso sul suo sito ufficiale.[39] Il nuovo stadio permetterà l'eliminazione del secondo anello del Renzo Barbera, riducendo così la capienza ed i costi di gestione per il comune e per le società sportive che vorranno utilizzare l'impianto, anche se alcune di queste associazioni stanno lavorando per costruirsi una struttura indipendente.[40] L'abbattimento del secondo anello permetterà inoltre di liberare, in parte, la vista del Monte Pellegrino dalle strade poste di fronte allo stadio.

Specifiche dell'impianto[modifica | modifica wikitesto]

Pianta dello stadio

I settori[modifica | modifica wikitesto]

  • Curva Nord: settore in cui si trovano la maggior parte delle tifoserie organizzate della provincia, in passato veniva anche chiamata Curva Mondello;[16]
  • Curva Sud: anche in questo settore si trovano tifoserie organizzate, ed è presente la cosiddetta gabbia riservata ai tifosi ospiti;
  • Tribuna coperta: unico settore coperto dello stadio; lato in cui sono poste la maggior parte delle telecamere e in questo settore sono allocate anche la Tribuna Stampa, l'area sponsor e la Tribuna VIP;
  • Tribuna Montepellegrino: meglio nota come Gradinata,[41][42] è speculare alla Tribuna coperta ma senza la copertura.

Numero di posti per settore[modifica | modifica wikitesto]

  • Tribuna Coperta Superiore: 2 911
  • Tribuna Coperta Inferiore: 2 376
  • Posti Tribuna Autorità: 191
  • Posti Tribuna Sostenitori: 184
  • Posti Tribuna Stampa: 102
  • Posti Tribuna Palchi Sponsor: 96
  • Posti per disabili: 74
  • Tribuna Monte Pellegrino Superiore: 4 726
  • Tribuna Monte Pellegrino Inferiore: 3 779
  • Curva Nord Superiore: 6 345
  • Curva Nord Inferiore: 4 817
  • Curva Sud Superiore: 6 205 (di cui 1 308 settore ospiti)
  • Curva Sud Inferiore: 4 543 (di cui 925 settore ospiti)

Totale Posti: 36 349[2]

Architettonica[modifica | modifica wikitesto]

Ubicazione[modifica | modifica wikitesto]

Esteso su un'area di circa 15 000  compresa tra il viale del Fante, il piazzale Enrico La Loggia e l'Ippodromo della Favorita, lo stadio comunale "Renzo Barbera" rappresenta lo sfondo monumentale al Viale Alcide de Gasperi costituito da torri ufficio e residenziali per la sua interezza, torri realizzate tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta. Rappresenta il primo ed il principale episodio di una serie di attrezzature sportive a servizio della città, alcune delle quali edificate, come lo stadio, durante il periodo fascista;[43][44] tra le altre strutture si trovano lo stadio di atletica leggera o Stadio delle Palme, la piscina olimpionica comunale del 1973,[45] l'ippodromo e il circolo del tennis (meglio noto come TC1),[46] che sorgono nelle immediate vicinanze e che costituiscono il principale "polo" sportivo palermitano. In occasione dei Mondiali di calcio del 1990, accanto agli interventi di riordinamento estetico-funzionale dello stadio, grande attenzione è stata rivolta alla sistemazione delle zone interne limitrofe per quanto riguarda l'arredo, la viabilità e il verde pubblico. Infatti è stata creata la piazza Alcide de Gasperi (piazza che a partire dal 22 marzo del 2007 ha cambiato nome in piazza Giovanni Paolo II)[47][48][49] composta da una grande rotatoria, sono stati creati due ampi parcheggi pubblici ed è stata creata la via Croce Rossa come naturale proseguimento del viale della Libertà che fino a quel momento terminava presso la Piazza Vittorio Veneto.[50]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso dello stadio nel 1956, il corpo basso in primo piano comprensivo dei tre archi è quello salvato dalla sovrintendenza dei beni culturali durante i lavori degli anni ottanta

L'ingresso principale è costituito da un corpo di fabbrica centrale di piccole dimensioni con prospetto a tre arcate, unico superstite dell'edificio originale del 1932 dell'ingegner Giovan Battista Santangelo.[9] Originariamente questo prospetto aveva il compito di ingresso monumentale al corpo di fabbrica principale, di dimensioni superiori, che si trovava dietro di esso e del quale era possibile vedere le soli ali. Su di esse si trovavano altri due ingressi a fornici, uno per lato.[51] L'intera struttura principale venne abbattuta nel 1988. Ai lati di questo edificio adesso sono presenti due corpi di fabbrica edificati durante la ricostruzione in occasione dei Mondiali del 1990, e i due corpi laterali mostrano una facciata a specchio. I tre corpi di fabbrica sono delimitati dalle quattro torri scale a servizio della tribuna coperta e degli uffici posti all'interno dei tre corpi di fabbrica. Le torri scale fungono anche da colonne portanti per la copertura della tribuna. Le curve e la tribuna Monte Pellegrino (gradinata) mostrano travi di acciaio incrociate a vista per tutta la loro estensione seguendo uno schema a forma di Y, queste travi fungono da colonne portanti per la parte superiore del secondo anello che sporge di alcuni metri rispetto alla pianta dello stadio stesso. Sempre all'esterno è possibile vedere le quattro torri faro che illuminano il campo e che sono poste ai quattro vertici dell'impianto.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

All'interno, lo stadio presenta una planimetria simmetrica a forma semi-ovale risultante da due elementi rettilinei affrontati, raccordati da due curve perfettamente circolari. Sono presenti due anelli, uno inferiore ed uno superiore. Gli anelli sono divisi orizzontalmente in due parti alla metà della loro estensione. Sopra la tribuna è presente una copertura in travi d'acciaio. Tutti i settori dello stadio sono dotati di seggiolini verdi con schienale.[52] La tettoia della tribuna è sostenuta da quattro torri in cemento armato, all'interno delle quali sono presenti le rampe delle scale che conducono all'anello superiore e per gli uffici, ed è composta da sottili travi in acciaio. Al centro di entrambe le due curve sono presenti due maxischermi a colori.

Evoluzione storico-architettonica[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio ha subito sei grandi cambiamenti architettonici:

  • 1932:[31] il primo stadio inaugurato era composto da un campo centrale in erba ed una pista d'atletica a bordo campo. Il pubblico era sistemato in tribuna coperta, dove trovavano posto soprattutto le autorità, ed in gradinata, situata di fronte alla tribuna. Le due curve non avevano posti a sedere ed erano composte da un terreno digradante verso il campo; dietro di esse vi era un muro, in modo da separarle dall'esterno. Sia la tribuna che la gradinata si trovavano a un livello di un paio di metri sopraelevato rispetto al terreno di gioco. Tutto il pubblico era separato dal campo tramite rete metallica. All'epoca era uno degli stadi più moderni d'Italia.[19]
  • 1948:[31] lo stadio viene completamente rivoluzionato: scompare infatti la pista d'atletica e vengono allungate tribuna e gradinata fino ai limiti del campo, in modo da far scomparire il dislivello tra la base delle stesse e il campo di gioco. Altra modifica sostanziale è la costruzione delle vere curve, con tanto di posti a sedere: in virtù di questo cambiamento lo stadio amplia la sua capienza per un totale di 40 600 posti (tra posti a sedere ed in piedi).[19]
  • 1984:[31] la seconda grande ristrutturazione dell'impianto. Viene costruito il secondo anello attorno alle curve e alla gradinata mentre la tribuna rimane invariata per mantenere la copertura di cui era provvista. Vi è un netto aumento della capienza che, grazie anche alla presenza dei posti in piedi, sale fino a quasi 50 000 spettatori. Vengono inserite ai quattro angoli della struttura altrettante torri faro per le partite in notturna.
I lavori di rifacimento dello stadio nel giugno del 1988
  • 1988-1989:[31] ultima modifica sostanziale, in prospettiva del Mondiale di Italia '90. Viene completamente ricostruito buona parte dell'impianto, il secondo anello viene abbattuto e ricostruito delle stesse dimensioni dell'anello inferiore; i due anelli vengono inoltre separati a metà da una ringhiera e da un camminatoio, utile per lo spostamento tra i settori. Tra le migliorie si hanno la nuova copertura per la tribuna, le postazioni per la stampa e le autorità e l'inserimento tra i due anelli delle curve di schermi orizzontali monocromatici, che resteranno attivi per una decina di anni. In virtù delle nuove leggi sulla sicurezza scompaiono i posti in piedi e di conseguenza i posti diminuiscono e diventano 36 422 – nonostante in un primo momento si fosse pensato ad un ampliamento dello stadio fino a poter ospitare circa 42 000 spettatori.[53] Nonostante i grossi cambiamenti estetici, la sovrintendenza dei beni culturali impone che la storica facciata costruita negli anni trenta rimanga intatta.[9] L'importo per il restyling, preventivato inizialmente in 25 miliardi di lire, lievita fino a raggiungere i 42 miliardi.[1]
  • 2004-2006: ancora modifiche allo stadio per la partecipazione alle coppe europee. Viene creato un settore ospiti completamente chiuso (detto gabbia),[54] viene creato un tunnel coperto per i tifosi ospiti e rifatte le torri faro con 87 punti luce.[55] Inoltre vengono inseriti i tornelli all'ingresso in virtù della legge Pisanu, risultando uno dei primi impianti ad essere a norma.[56] La capienza passa a 36 822 posti.[32]
  • 2010: durante l'estate vengono installati seggiolini con spalliere in tutti i settori, per rispettare le disposizioni UEFA per partecipare all'Europa League.[52] Inoltre vengono inseriti due maxischermi presso le curve, nei punti in cui in precedenza erano presenti gli schermi orizzontali monocromatici,[57] diminuendo il totale dei posti a sedere a 36.349.[58] Il 9 agosto 2010 viene raggiunto un accordo fra il sindaco Diego Cammarata e la ditta AMG Energia per il miglioramento dell'illuminazione sia del campo (con nuovi proiettori) che del piazzale antistante allo stadio.[59]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto è raggiungibile attraverso:

  • Autobus urbani: a poche decine di metri dagli ingressi dello stadio è presente il Nodo 6 o De Gasperi presso il quale fermano molte linee, anche se in occasione delle gare interne del Palermo gli autobus da e per il centro città fanno capolinea in Viale Campania, mentre quelli da e per la zona nord della città fanno capolinea in Viale De Gasperi.[60]
  • Anello ferroviario: in occasione dei Mondiali di Italia '90 è stata costruita la stazione Imperatore Federico dell'anello ferroviario di Palermo, meglio noto come Linea B della metropolitana di Palermo.[61] La stazione si trova a circa un chilometro dagli ingressi dello stadio. L'apertura della Linea B nei soli giorni feriali dalle 6:40 alle 20:40[62] limita fortemente l'uso del mezzo ferroviario in occasione degli incontri casalinghi del Palermo.

Partite internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale di calcio italiana[modifica | modifica wikitesto]

Due biglietti per le partite della Nazionale Italiana al Barbera: Italia-Finlandia del 29 marzo 2003, valevole per le qualificazioni agli Europei 2004, e Italia-Norvegia del 4 settembre 2004, valevole per le qualificazioni ai Mondiali 2006.
Due biglietti per le partite della Nazionale Italiana al Barbera: Italia-Finlandia del 29 marzo 2003, valevole per le qualificazioni agli Europei 2004, e Italia-Norvegia del 4 settembre 2004, valevole per le qualificazioni ai Mondiali 2006.
Due biglietti per le partite della Nazionale Italiana al Barbera: Italia-Finlandia del 29 marzo 2003, valevole per le qualificazioni agli Europei 2004, e Italia-Norvegia del 4 settembre 2004, valevole per le qualificazioni ai Mondiali 2006.

In quasi ottant'anni di storia, lo stadio comunale di Palermo ha ospitato non solo le gare interne delle varie competizioni nazionali ed internazionali disputate dal Palermo, ma anche incontri della Nazionale di calcio italiana, che, non avendo uno stadio nazionale fisso, ha giocato varie volte nel capoluogo siciliano. Gli Azzurri sono stati impegnati al comunale di Palermo in alcune occasioni a partire dal 28 dicembre 1952 quando vi giocò per la prima volta nell'incontro valido per la Coppa Internazionale e che vide gli Azzurri prevalere sulla Svizzera per 2-0.

Partite della nazionale di calcio italiana
Data In casa Risultato Ospiti Competizione
28 dicembre 1952 Italia Italia 2 - 0[63] Svizzera Svizzera Coppa Internazionale
26 settembre 1990 Italia Italia 1 - 0[64] Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole
24 marzo 1993 Italia Italia 6 - 1[65] Malta Malta Qualificazioni alla Coppa del Mondo FIFA 1994
16 novembre 1994 Italia Italia 1 - 2[66] Croazia Croazia Qualificazioni a UEFA Euro 1996
22 gennaio 1997 Italia Italia 2 - 0[67] Irlanda del Nord Irlanda del Nord Amichevole
23 febbraio 2000 Italia Italia 1 - 0[68] Svezia Svezia Amichevole
29 marzo 2003 Italia Italia 2 - 0[69] Finlandia Finlandia Qualificazioni a UEFA Euro 2004
18 febbraio 2004 Italia Italia 2 - 2[70] Rep. Ceca Rep. Ceca Amichevole
4 settembre 2004 Italia Italia 2 - 1[71] Norvegia Norvegia Qualificazioni alla Coppa del Mondo FIFA 2006
8 ottobre 2005 Italia Italia 1 - 0[72] Slovenia Slovenia Qualificazioni alla Coppa del Mondo FIFA 2006
6 settembre 2013 Italia Italia 1 - 0[73] Bulgaria Bulgaria Qualificazioni alla Coppa del Mondo FIFA 2014
10 ottobre 2014 Italia Italia 2 - 1 Azerbaigian Azerbaigian Qualificazioni a UEFA Euro 2016

Altre nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Data Squadra 1 Risultato Squadra 2 Competizione
12 giugno 1990 Paesi Bassi Paesi Bassi 1 - 1[74] Egitto Egitto Coppa del Mondo FIFA 1990
17 giugno 1990 Irlanda Irlanda 0 - 0[75] Egitto Egitto Coppa del Mondo FIFA 1990
21 giugno 1990 Irlanda Irlanda 1 - 1[76] Paesi Bassi Paesi Bassi Coppa del Mondo FIFA 1990
2 aprile 2003 Israele Israele 1 - 2[77] Francia Francia Qualificazioni a UEFA Euro 2004
30 aprile 2003 Israele Israele 2 - 0[78] Cipro Cipro Qualificazioni a UEFA Euro 2004

Competizioni per club[modifica | modifica wikitesto]

La gara di andata della Supercoppa si disputò al Parco dei Principi di Parigi, e vide la vittoria dei bianconeri per 6-1. La sfida di ritorno si tenne a Palermo[79] poiché la Juventus, ormai verosimilmente vincitrice del confronto dopo la larga vittoria dell'andata, volle regalare all'isola un incontro di alto livello in virtù della consistente presenza di tifosi juventini in Sicilia, essendo peraltro il Palermo da tempo assente dalla Serie A. Secondo la UEFA assistettero alla partita circa 35 000 spettatori.[80]

Data Squadra 1 Risultato Squadra 2 Competizione
5 febbraio 1997 Juventus Juventus 3 - 1[81] Paris SG Paris Saint-Germain Finale di ritorno Supercoppa UEFA 1996

Evoluzione del nome[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione toponomastica
Periodo Nome
1932 - 1937 Stadio del Littorio
1937 - 1945 Michele Marrone - dal militare fascista morto nella guerra di Spagna
1945 - anni sessanta Stadio Comunale
anni sessanta - 2002 La Favorita - dall'omonimo parco
dal 2002 Renzo Barbera - dal presidente della squadra negli anni settanta

Record[modifica | modifica wikitesto]

  • Record di presenze: 35 872 spettatori, fatto registrare il 9 maggio 2010 nella partita Palermo-Sampdoria (1-1).[82]
  • Record di incasso: 1 096 879 euro, fatto registrare il 20 marzo 2010 nella partita Palermo-Inter (1-1).[82]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Daniele Mastrogiacomo, I mondiali dei miliardi in Repubblica.it, 2 marzo 1990. URL consultato il 19 agosto 2010.
  2. ^ a b c Capienza stadio, Ilpalermocalcio.it. URL consultato il 18 agosto 2010.
  3. ^ Paolo Guzzanti, Palermo abbraccia la sua voce in Repubblica.it, 14 giugno 1987, p. 20. URL consultato il 18 settembre 2010.
  4. ^ Attilio Bolzoni, I tre Duran Duran conquistano Palermo in Repubblica.it, 29 maggio 1987, p. 27. URL consultato il 18 settembre 2010.
  5. ^ Anni 80: Duran Duran e Spandau Ballet a Palermo in agoravox.it, 15 novembre 2008. URL consultato il 20 settembre 2010.
  6. ^ Adriana Chirco e Mario Diliberto (Via Notarbartolo ieri e oggi), pp. 44-45.
  7. ^ a b c Giovanni Giordano (Calcio Palermo), p. 14.
  8. ^ Adele Monroy di Pandolfina (Diario di una giovane principessa)
  9. ^ a b c d Maria Antonietta Spadaro (Palermo città d'arte), p. 320.
  10. ^ Archivio biografico comunale:Giovan Battista Santangelo, comune.palermo.it. URL consultato il 6 settembre 2010.
  11. ^ Adriana Chirco (Palermo la città ritrovata, itinerari fuori le mura), p. 398.
  12. ^ Giovanni Giordano (Calcio Palermo), p. 15.
  13. ^ Inaugurando lo stadio del Littorio con largo punteggio sull'Atalanta riafferma il diritto ai migliori successi in Il Littoriale, 25 gennaio 1932, p. 3. URL consultato il 31 luglio 2010.
  14. ^ Gaetano Basile (Palermo felicissima o quasi...), pp. 42-44.
  15. ^ a b Storia del Palermo Calcio - 1932, Palermocalcio.it. URL consultato il 20 settembre 2011.
  16. ^ a b c d Giovanni Giordano (Calcio Palermo), p. 183.
  17. ^ Claudio Mancuso, Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943) (PDF), Storiamediterranea.it, 10 dicembre 2008. URL consultato il 19 agosto 2010.
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