Stadio Ennio Tardini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 44°47′41″N 10°20′19″E / 44.794722°N 10.338611°E44.794722; 10.338611

Stadio Ennio Tardini
Ennio Tardini.JPG
Informazioni
Ubicazione Viale Partigiani d'Italia, 1
43123 Parma (PR)
Italia Italia
Inizio lavori 1922
Inaugurazione 1924
Struttura Ovale aperto alle estremità dei distinti
Copertura Tribuna e distinti
Pista d'atletica Assente
Costo  
Ristrutturazione 1990-1993
Costi di ricostr.  
Mat. del terreno erba
Dim. del terreno 105 m × 68 m
Proprietario Comune di Parma
Progetto  
Uso e beneficiari
Calcio Parma Parma
Rugby Parma Parma (in passato)
Amatori Parma Amatori Parma (in passato)
Capienza
Posti a sedere 27 906 (autorizzati 23 945)[1]
 

Lo stadio Ennio Tardini è un impianto sportivo di Parma. Adibito in passato a uso polivalente, è oggi utilizzato prettamente per l'attività calcistica. Si tratta del più capiente stadio della città ducale, nonché uno tra gl'impianti italiani più antichi ancora in funzione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione dello stadio
Il Tardini nel 1923
Il Tardini nel 1935
Il Tardini negli anni '50
Il Tardini nel 1985
Il Tardini nel 1987
Il Tardini nel 1990
Il Tardini dal 1991 a oggi

Lo stadio parmense è stato costruito per volere di Ennio Tardini, avvocato e presidente del Parma Football Club all'inizio degli anni venti, di cui non poté mai vedere l'inaugurazione; a lui venne intitolato l'impianto al termine dei lavori di costruzione, iniziati nel 1922 e conclusi nel 1924. Lo stadio ha subito molte modifiche importanti a partire dalla seconda metà degli anni ottanta; fino ai primi anni novanta il Tardini non aveva infatti ospitato gare sportive di rilievo, perciò non aveva necessitato di opere di ristrutturazione.

Nel 1990 la società calcistica parmense è promossa per la prima volta nella massima serie del campionato italiano, la Serie A. Lo stadio fino ad allora poteva contenere solo 13 500 spettatori, ma per legge doveva contenerne almeno 30 000 e per questo si iniziò a pensare a un impianto alternativo. La prima proposta fu di costruire un nuovo stadio fuori città, a Baganzola; successivamente, però, l'idea venne accantonata e il 29 maggio del 1991 fu deciso di ristrutturare il vecchio catino cittadino. La Tribuna Petitot, la più importante, fu la prima parte dello stadio che venne ristrutturata; toccò poi alla Curva Nord, dopo la vittoria del Parma nella Coppa Italia 1991-1992.

Alla fine dei lavori negli anni novanta la superficie totale dello stadio era di 36 725  e misurava 105 m × 65 m con 14 m di altezza, le dimensioni per adesso sono rimaste invariate. A fine agosto nel 1997 i posti a sedere erano 29 200, e sempre nello stesso anno vennero riposizionate le sedie gialle e blu.

Nell'estate 2006 è stata rimossa la parte superiore della Tribuna Est (i cosiddetti distinti), fatta di tubi Innocenti, per una nuova tribuna anch'essa provvisoria; La nuova tribuna ha sedili gialli nella parte inferiore, e blu in quella superiore. Durante gli incontri del Parma la tifoseria di casa occupa abitualmente la curva Nord, dedicata dai supporter stessi alla memoria di "Matteo Bagnaresi", mentre quella ospite siede in curva Sud. Ci sono ancora dei progetti per ampliare la tribuna Est, grazie alla quale si potrebbero raggiungere i 30 000 posti.

Attualmente il complesso sportivo è anche sede ufficiale della società calcistica; tuttavia la sua ubicazione in centro città genera alcuni problemi di parcheggio e di gestione del traffico, che si cerca di risolvere al più presto.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

L'accesso al campo da gioco

Attualmente lo stadio è utilizzato unicamente per gli incontri della locale compagine calcistica, il Parma Football Club. Il 21 dicembre 2012 il Tardini è stato inoltre designato come campo neutro per la gara tra Cagliari e Juventus (1-3), valida per la Serie A 2012-2013, qui giocata a causa dell'inagibilità dello stadio Is Arenas del club sardo.[2]

Nell'arco della sua storia, il Tardini ha inoltre ospitato diversi incontri casalinghi della nazionale italiana; ciò iniziò a partire dai primi anni novanta, in coincidenza con l'approdo del Parma in Serie A. L'esordio degli azzurri su questo campo avvenne il 27 maggio 1994, per un'amichevole contro la Finlandia, superata 2-0; seguirono negli anni altri due incontri di questo tenore, il 22 aprile 1998 col Paraguay, battuto 3-1, e il 14 novembre 2012 contro la Francia, coi transalpini vittoriosi 2-1 – in quella che rimane l'unica sconfitta italiana in questo stadio, nonché l'ultima apparizione della nazionale a Parma. Un'altra amichevole contro il Lussemburgo, prevista per il 29 maggio 2012, venne annullata a causa del terremoto dell'Emilia.[3]

L'ingresso alla tribuna d'onore

In ambito ufficiale, il Tardini ha invece ospitato la squadra azzurra in tre incontri validi per le qualificazioni mondiali, che hanno sempre visto vittoriosi i padroni di casa: l'1-0 all'Ungheria del 6 ottobre 2001, per Corea del Sud-Giappone 2002; il 4-3 alla Bielorussia del 13 ottobre 2004, per Germania 2006; e il 3-2 a Cipro del 14 ottobre 2009, per Sudafrica 2010.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

« Erano tempi in cui allo stadio Tardini il pienone lo faceva solo il rugby: la squadra di calcio doveva giocare al mattino perché al pomeriggio il terreno era occupato dalla pallovale. »
(Storia del Parma Rugby, cit.)

In passato, il Tardini fu altresì sede di gara anche per altri sport: soprattutto, ospitò le due squadre di rugby cittadine, il Rugby Parma e l'Amatori, prima che a esse venisse destinato lo stadio Sergio Lanfranchi. In questo senso, l'impianto fu palcoscenico del IX° Superbowl Italiano, giocato l'8 luglio 1989 e vinto dai Frogs Legnano sui Seamen Milano per 39-33.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stadio, fcparma.com.
  2. ^ Cagliari-Juve si giocherà al Tardini di Parma in corrieredellosport.it, 19 dicembre 2012.
  3. ^ Terremoto, paura azzurra. Italia, partita annullata in corrieredellosport.it, 29 maggio 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]