Stadio Franco Ossola

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Coordinate: 45°50′04″N 8°48′02″E / 45.834444°N 8.800556°E45.834444; 8.800556

Stadio comunale Franco Ossola
Velodromo Luigi Ganna
Stadio di Masnago
Stadio Franco Ossola, Varese.jpg
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Via Giuseppe Bolchini, 25
21100 Varese (VA)
Inizio lavori 1925
Inaugurazione 1925
Struttura ellittica in cemento armato
Copertura Tribuna e Distinti parterre
Pista d'atletica a 5 corsie, non agibile
Mat. del terreno erba
Dim. del terreno 105 x 66 m
Proprietario Comune di Varese Varese-Stemma.png
Uso e beneficiari
Calcio Varese Varese
Ciclismo
Atletica leggera
Capienza
Posti a sedere Totali: 9 926
Utilizzabili: 9 424
Settore ospiti 1 111
 

Lo stadio comunale Franco Ossola - velodromo Luigi Ganna di Varese è uno stadio sportivo, al 2014 concesso in uso all'A.S. Varese 1910 per la pratica del gioco del calcio.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto per l'edificazione di uno stadio polisportivo (da dedicare alla pratica di calcio, atletica leggera e ciclismo su pista) in località Masnago fu presentato all'Ufficio Tecnico del comune di Varese il 3 gennaio 1925 e i lavori di costruzione furono conclusi entro la fine di quell'anno. Lo Stadio del Littorio fu quindi inaugurato l'8 dicembre, allorché il Varese Calcio vi giocò la prima partita interna.

Caduto che fu il fascismo, l'impianto prese il nome di Stadio Comunale, per poi assumere l'attuale (al 2013) denominazione a seguito della tragedia di Superga, in cui perse la vita l'intera squadra del Grande Torino, nelle cui fila militava il varesino Franco Ossola. L'intitolazione venne resa ufficiale il 3 settembre 1950.

Negli anni di massimo splendore del Varese Calcio (che disputò più volte il campionato di Serie A) lo stadio poteva ospitare fino a 23.000 spettatori, giacché era permesso che essi si accomodassero non solo sugli spalti, ma anche al di fuori di essi (sul velodromo, sulla pista di atletica e in alcuni casi anche sul tetto della tribuna).

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio dispone di due curve in calcestruzzo a forma di semicerchio (nord e sud), dove prendono posto rispettivamente ultras di casa e tifosi ospiti, unite dal settore dei distinti, rivolto ad est, sempre costruito in calcestruzzo, ma leggermente più alto delle curve stesse. A ovest si trova la tribuna, che è separata dal resto della struttura ed è dotata di una tettoia in calcestruzzo e di seggiolini bianchi e rossi. Sotto la tribuna sono posizionati gli spogliatoi, la sala stampa e alcune strutture di servizio. Tribuna e distinti sono dotati anche di alcuni posti parterre, cioè posti a livello del suolo. La curva nord è dedicata, dal 2012, a Pietro Maroso, mentre la tribuna è dedicata a Bruno Arcari.

Tra le dotazioni dello stadio figurano una pista di atletica a cinque corsie (al 2014 inagibile), un velodromo scoperto in cemento, lungo 446 metri, dedicato al ciclista varesotto Luigi Ganna, e due campi da gioco laterali, più piccoli del principale, utilizzati dalle squadre giovanili insieme alle quattro torri faro angolari che assicurano l'illuminazione della struttura per le attività notturne.

A seguito della la promozione del Varese in Serie B al termine della stagione 2009-2010, il comune di Varese si occupò di implementare una sistemazione dell'impianto[1] che, dopo alcune valutazioni, fu portato ad una capienza di 8 213 posti[2]. Contestualmente fu rivista la mappa degli ingressi agli spalti, al fine di separare il più possibile i tifosi a seconda del settore di appartenenza, fu potenziata la videosorveglianza e furono installate gabbie e tornelli elettronici per il prefiltraggio del pubblico.

In occasione delle gare di playoff della Serie B (nelle stagioni 2010-2011 e 2011-2012) la capienza delle tribune è stata ulteriormente aumentata, fino ad un massimo di 9 424 posti (ferma restando la necessità di mantenere chiuso uno spicchio degli spalti per dividere il settore dei distinti dalla curva sud).[3]

Nell'estate 2011 sono partiti altri lavori di adeguamento della struttura: installazione di ulteriori telecamere di videosorveglianza, ampliamento degli spogliatoi ed altri interventi di minore entità.[4]

Nel luglio 2013, su iniziativa del nuovo presidente del Varese Calcio Nicola Laurenza, per rendere l'impianto di aspetto più gradevole, alcuni writers hanno realizzato 88 graffiti sulle mura esterne di recinzione.

Lo stadio e la Nazionale italiana di calcio[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 1º novembre 1970, si disputò al Franco Ossola una partita della Nazionale Under-23 contro i pari età dell'Austria. Il risultato finale fu di 3-1 a favore dell'Italia.
  • Il 1º giugno 1988, la Nazionale italiana disputa al Franco Ossola un'amichevole contro la squadra Svizzera dell'FC Lugano. Il risultato finale fu di 4-1 per l'Italia.
  • Il 10 agosto 2011 lo stadio ospitò per la terza volta una partita di una Nazionale italiana: l'amichevole tra l'Italia Under-21 e i pari età della Svizzera, terminata 1-1.[5]

Altre manifestazioni ospitate[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 luglio 2012 la struttura ha ospitato la Vª edizione dell'Italian Superbowl, la finale del campionato di Serie A1 IFL di football americano[6], vinta dai Panthers Parma.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Rotondo, Il comune ha trovato i soldi per lo stadio in varesenews.it, 25 giugno 2010. URL consultato il 4 luglio 2010.
  2. ^ Varese, stabilita la capienza dello stadio: 8213 posti in laprovinciadivarese.it, 16 luglio 2010. URL consultato il 29 agosto 2010.
  3. ^ Varese calcio, ampliamento curva nord per i playoff in varese1910.it, 30 maggio 2011. URL consultato il 30 maggio 2011.
  4. ^ "Franco Ossola": la giunta dice si, via ai lavori da 480mila euro in La Provincia di Varese, 29 giugno 2011. URL consultato il 30 giugno 2011.
  5. ^ Gabriele Galassi, La prima azzurra a Varese finisce 1-1, elvetici in vantaggio con Drmic, a cui rispore Borini per gli azzurri in Varesenews.it, 10 agosto 2011. URL consultato l'11 agosto 2011.
  6. ^ Inizia la corsa verso il Super Bowl di Varese in Varesenews.it, 17 febbraio 2012. URL consultato il 20 febbraio 2012.

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