Mano Nera (estorsione)

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La Mano Nera (in lingua inglese Black Hand) è un'espressione che indica le bande che praticavano estorsioni all'interno delle comunità italiane nelle città statunitensi nei primi del XX secolo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il termine prese piede nei primi del Novecento e derivava dall'abitudine degli estortori di inviare lettere minatorie alle loro vittime, le quali erano contrassegnate dall'emblema del teschio e tibie incrociate o dall'impronta di una mano nera, accompagnate da minacce di morte, di sfregi e di danneggiamenti[1][2]: questa tipologia di crimine si diffuse da New York a Chicago, San Francisco e New Orleans, compiuta da strozzini siciliani, calabresi e napoletani.[2][3]

I principali capibanda che compirono questo tipo di estorsione furono i siciliani Giuseppe Morello e Ignazio Lupo, che strangolavano e bruciavano le vittime che rifiutavano di pagare[2], e i cumparielli napoletani Enrico Alfano e Pellegrino Morano.[4]

Nel romanzo Vita di Melania Gaia Mazzucco ambientato nella New York di inizio Novecento vengono descritti vari episodi criminosi legati alla Mano Nera.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Viandante - Sicilia 1903
  2. ^ a b c lacndb.com::American Mafia
  3. ^ Il Viandante - Sicilia 1890
  4. ^ lacndb.com::American Mafia

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]