Saro Urzì

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Nel ruolo di don Ascalone in Sedotta e abbandonata (1964) di Pietro Germi

Rosario Urzì, noto come Saro Urzì (Catania, 24 febbraio 1913San Giuseppe Vesuviano, 1º novembre 1979), è stato un attore italiano di cinema e televisione negli anni quaranta-settanta.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Lasciata la Sicilia in cerca di fortuna, e dopo aver svolto in gioventù varie attività, approda a Roma dove comincia a lavorare nel cinema, dapprima come comparsa, controfigura e acrobata e poi come attore in particine marginali di diversi film degli anni trenta e quaranta, affinando il suo personaggio di caratterista siciliano, talvolta sanguigno e collerico, ma dotato di una grande carica umana. Di questo periodo ricordiamo Campo de' fiori (1943) di Mario Bonnard, La freccia nel fianco (1944) di Alberto Lattuada ed Emigrantes (1948) di Aldo Fabrizi.

Saro Urzì nel ruolo del Brusco, di fianco a Gino Cervi in quello di Peppone

L'incontro con Pietro Germi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1948 Saro Urzì fu notato dal regista genovese Pietro Germi, e viene scelto per interpretare il personaggio del maresciallo nel film In nome della legge, e sul set si crea tra il regista e l'attore un'intesa che porterà Urzì ad essere presente in molte delle pellicole girate da lui, in cui sosterrà ruoli sempre più importanti, fino ad interpretare in Sedotta e abbandonata il personaggio del collerico e autoritario patriarca don Ascalone.

I premi e la carriera[modifica | modifica wikitesto]

La sua interpretazione nel film In nome della legge gli consente di vincere il Nastro d'Argento nel 1949 quale miglior attore non protagonista. Successivamente il suo ruolo nel film Sedotta e abbandonata gli frutta il premio come migliore attore al Festival del Cinema di Cannes del 1964, nonché un secondo Nastro d'Argento nel 1965.

Negli anni sessanta e settanta presta il suo volto e le sue inconfondibili caratterizzazioni in numerosi film, lavorando con i maggiori registi italiani del tempo, come Nanni Loy, Luigi Comencini, Alessandro Blasetti, Carlo Lizzani. Interpretando il personaggio del Brusco, braccio destro di Peppone, ha inoltre preso parte a tutti i cinque film della saga di Don Camillo tratti dai racconti di Giovannino Guareschi, con Gino Cervi e Fernandel. Ha lavorato anche con registi stranieri, quali Joseph Losey e Claude Chabrol ed è apparso nel film Il padrino del 1972, diretto da Francis Ford Coppola e tratto dall'omonimo romanzo di Mario Puzo, nonché nella parodia dello stesso film Il figlioccio del padrino, girato nel 1973 da Mariano Laurenti, al fianco di Franco Franchi.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Saro Urzì nel ruolo del Brusco a fianco di Fernandel in quello di don Camillo

La televisione[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle sue numerose apparizioni nel cinema, Saro Urzì ha anche preso parte a programmi televisivi. Nel 1968 apparve nella commedia Johnny Belinda diretta da Piero Schivazappa, e nel 1977 in un episodio dell'adattamento televisivo del Padrino di Coppola.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Riccardo F. Esposito, Don Camillo e Peppone. Cronache cinematografiche dalla Bassa Padana 1951-1965, Le Mani - Microart's, Recco, 2008 ISBN 978-88-8012-455-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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