Il compagno don Camillo (film)

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Il compagno don Camillo
DonCamillo Breviario.jpg
Don Camillo (Fernandel) che legge il "Breviario di Lenin" sotto gli occhi increduli ed impauriti di Peppone (Gino Cervi).
Paese Italia
Anno 1965
Durata 109 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere commedia
Regia Luigi Comencini
Soggetto Giovanni Guareschi (romanzo)
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti e Piero De Bernardi
Fotografia Armando Nannuzzi
Montaggio Nino Baragli
Musiche Alessandro Cicognini, E.A. Mario, Franco Migliacci, Domenico Modugno
Scenografia Luigi Scaccianoce
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Peppone: E soprattutto non vi azzardate a raccontarmi un'altra delle vostre stramaledette calunnie sulla vostra Russia. Io voglio continuare... a credere alla mia»

Il compagno don Camillo è l'ultimo episodio della serie di film i cui protagonisti sono don Camillo e Peppone, diretto da Luigi Comencini e tratto da alcuni racconti di Giovanni Guareschi poi riuniti nel 1963 nel volume Il compagno Don Camillo.

Indice

[modifica] Trama

L'anno in cui si svolge la storia non è precisato, ma stando agli avvenimenti "sovietici" mostrati nel corso del film, dovrebbe trattarsi di un periodo compreso fra l'estate e l'autunno 1964. Il paese di Brescello[1] sta per essere gemellato, fra mille polemiche, con una cittadina russa. Per favorire il gemellaggio, i sovietici hanno inviato in regalo un loro trattore[2], che però non si decide a mettersi in moto. Finita la cerimonia ufficiale fra l'ironia generale, Peppone fa appello a tutta la sua abilità di meccanico per tentare di aggiustare il trattore, senza molta fortuna, e quando arriverà all'ultimo tentativo, per essere più sicuro, deciderà addirittura di farlo benedire da don Camillo. Solo allora il mezzo agricolo si metterà finalmente in moto.

Don Camillo cerca di scoraggiare l'iniziativa di Peppone: riesce a fare in modo che l'approvazione del gemellaggio avvenga tramite una raccolta di firme, ma poi non sà cosa escogitare per scoraggiare i suoi concittadini dal mettere la propria firma. Ma un giorno sembrano quasi giungere, inviati dalla Provvidenza, due profughi russi, Sasha e Sonia, che raccontano di sevizie e privazioni subite in Unione Sovietica. Don Camillo favorisce la diffusione di questi racconti. Infatti i due vengono rifocillati in fattorie e case di contadini del circondario mentre raccontano, con dovizia di macabri particolari, la "loro Russia". Purtroppo però, alla fine si scoprirà che i due erano truffatori che si fingevano profughi russi, e questo convincerà i paesani di don Camillo a firmare per il gemellaggio.

Offeso per essere stato considerato "complice" dei due falsi russi, don Camillo inizia allora uno sciopero della fame. Peppone finge di non darvi peso, ma in fondo si preoccupa per la salute del suo amico-nemico e, dopo essersi recato nottetempo per "corromperlo", mettendogli sotto il naso due salsicciotti caldi, rammentandogli al contempo le passate scorpacciate fatte insieme a base dei «ravioli che si mangiavano dal Battiglia, soffici, delicati, tutti gocciolanti di parmigiano fuso» o il magnifico «pollo alla creta, del Bergassi...come lo faceva la povera Desolina!», ritorna con alcuni compagni per imboccarlo a forza (senza sapere che, nel frattempo, l'affamatissimo sacerdote ha posto fine allo sciopero, e quindi ha già divorato tutte le provviste che aveva in casa!).

In seguito, quando Peppone e i compagni decidono di viaggiare oltrecortina per le celebrazioni, don Camillo tenta di partire con loro. Riesce a raggiungere lo scopo solo minacciando di rendere pubblica una scappatella sentimentale del sindaco con una procace giostraia addetta al tiro a segno. Don Camillo si procura documenti falsi: sarà il Compagno Tarocci. In Russia ad attenderli ci sono attività di interscambio culturale: balletto, Opera, gara di pesca allo storione, feste. Appena la comitiva italiana arriva in Russia, Nikita Chruščёv viene deposto a favore di Aleksej Kosygin e loro vengono bloccati in albergo, senza spiegazioni. Fortunatamente, tutto si risolve per il meglio. Il Brusco ha un fratello disperso in guerra del quale si vergogna, in quanto questi era camicia nera, mentre egli è di accesa fede comunista. Comunque ha promesso all'anziana madre di accendere un cero sulla tomba del fratello caduto: sarà Don Camillo ad aiutarlo a raggiungere il posto esatto. Il prete del posto vive in semiclandestinità, poiché teme il sindaco comunista del paesino russo: la chiesa è stata trasformata in granaio. Sarà don Camillo ad obbligarlo a confessare la madre del sindaco e a battezzarne i numerosi figli, nonché a impartirgli un intensivo allenamento di pugilato per permettergli di fronteggiare il manesco sindaco.

Nel frattempo Scamoggia, il giovane giornalista al seguito, s'innamora ricambiato della giovane Nadia, l'inteprete russa, ma tenta di non farlo notare (però la cosa non sfugge a Don Camillo). Per impedire al sindaco russo di rientrare a casa dopo l'Opera (e sorprendere don Camillo in attività religiose), Peppone lo sfida alla "gara della vodka": Peppone vince, ma ha bevuto così tanto che si sente male e deve essere chiamato il medico russo il quale gli dà pillole e gli fa firmare una richiesta di ricovero. Il giorno dopo il gruppo parte per tornare in Italia ma accadono alcuni imprevisti: Scamoggia chiede ai suoi compagni di dargli tutti i rubli che sono loro rimasti, dal momento che decide di restare per Nadia; Peppone viene fermato dal medico che lo fa salire su un'ambulanza per l'immediato ricovero; e Don Camillo viene a sapere che i russi erano sempre stati a conoscenza del fatto che lui fosse un sacerdote, ma si dimostrano comunque amichevoli con lui (che resta però spaventato dalla rivelazione e sale sull'aereo quasi di corsa) . Il gruppo, sebbene menomato di Peppone e del giornalista, rientra così in Italia.

Passano le settimane, e dalla Russia arrivano cartoline di Peppone. Poi anche le cartoline si interrompono, di Peppone nessuna notizia. Nel frattempo, il vescovo sceglie Don Camillo per guidare una comitiva di religiosi negli Stati Uniti d'America: del gruppo fa parte anche Peppone, vestito da monsignore, senza baffi e con documenti falsi. Don Camillo gli chiede come pensa di convincerlo di farsi portare in USA dato che lui, non può essere sottoposto a ricatti matrimoniali. Peppone gli mostra allora una foto, scattata in Russia, dove Don Camillo, impugnando una spilla rappresentante falce e martello, è baciato sulla bocca da una avvenente ragazza russa. Don Camillo è costretto a cedere e a portare Peppone con sé, facendo notare al crocifisso come Peppone senza baffi abbia proprio una "faccia da prete". Il film si conclude con Don Camillo e Peppone (vestiti da prete) che entrano in aeroporto... proprio mentre Scamoggia e Nadia, freschi sposi, rientrano dalla Russia. Il loro shock, vedendo i due vestiti da prete, che si dirigono all'aereo ridacchiando, è totale.

[modifica] Produzione

[modifica] Fonti letterarie

Alcuni episodi del film sono stati ideati ex novo, ma altri provengono dai racconti originali di Guareschi: Il Kolchoz (1950), Come pioveva (1951), Vincita Sisal (1952), Agente segreto di Cristo (1959), In abito simulato (1959), Politica da viaggio (1959), Tre fili di frumento (1959) e Gioventù bruciata (1960).

[modifica] Colonna sonora

[modifica] Distribuzione

[modifica] Data di uscita

In Italia il film fu proiettato in pubblico per la prima volta il 18 settembre 1965[3].

Di seguito sono riportati i titoli e le date di distribuzione del film all'estero.

[modifica] Note

  1. ^ Nei film precedenti, il paese di Peppone e don Camillo non ha nome, per lo meno nella finzione filmica. Il compagno don Camillo è il primo film della serie dove il nome della location diventa anche il nome del paese di finzione, fin dalle parole iniziali della voce narrante (Riccardo Cucciolla)
  2. ^ In realtà, il modello di trattore che si vede nel film, è un Hanomag, forse un modello R 22, o R 27 o un R 35, difficile stabilirlo con certezza. Questo tipo di trattore non era russo, ma veniva costruito ad Hannover, in Germania, dal 1953 al 1957
  3. ^ Dati Archivio ANICA

[modifica] Bibliografia

  • Riccardo F. Esposito, Don Camillo e Peppone. Cronache cinematografiche dalla Bassa Padana 1951-1965, Le Mani, Recco 2008, ISBN 978-88-8012-455-9.
  • Elisa Soncini, I rossi e il nero. Peppone, don Camillo e il ricordo del dopoguerra italiano, Lupetti, Milano 2009 ISBN 88-8391-199-7.

[modifica] Altri progetti

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