Gregg Araki

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Gregg Araki nel 2010

Gregg Araki (Los Angeles, 17 dicembre 1959) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato nel 1959 da padre giapponese e madre statunitense, Araki si appassiona fin da piccolo di cinema e musica, entra nella University of South California, dove decide di laurearsi in produzione. Trova lavoro come redattore scrivendo recensioni di LP e album musicali per la rivista L.A. Weekly, che è tutt'oggi attiva; inizia a scrivere soggetti e sceneggiature approdando ad un tipo di produzione indipendente a basso costo, dopo Three Bewildered People in the Night del 1987 e The Long Weekend (O'Despair) e del 1989 infatti, arriva alla prima piccola produzione cinematografica di collaborazione, riscuotendo il primo grande successo di pubblico e valicando definitivamente la linea di autore indipendente, a nuova promessa di cinema di settore, con The Living End (L'estremità viva) del 1992; realizzando in 16 millimetri un innovativo, posato e geniale road movie, con protagonisti due giovani adolescenti gay, uno sieropositivo e in fuga da se stesso, l'altro, ai margini, nichilista e totalmente privo di moralità, le scene del film vengono rese a colori o in bianco e nero, e condite da sesso comunque abbastanza pudicamente, e da un taglio pulito e professionale, oltre che da una ricerca della violenza senza motivazioni.

La sua fama nella Los Angeles gay/lesbica comincia a crescere con la produzione seguente, Totally Fucked Up (Completamente Fuori di Testa), film che incentra un taglio documentaristico sulle vicende di sei personaggi omosessuali nella loro vita quitidiana; con i successi dei primi film aumentano i budget di produzione della Blurco, la quale permette ad Araki di realizzare quello che è considerato tutt'oggi uno dei film più rappresentativi per una generazione, Doom Generation, del 1995, il film mostra a caratteri cubitali l'incubo visionario di 3 adolescenti attraverso un altro road movie, intriso di sangue morte e terrore, shockante è poi l'accostamento fra la furia omicida dei ragazzi e i torbidi intrecci sessuali, accompagnati dalla costante vena di nichilismo dei personaggi, spesso presente nella filmografia di Araki.

Ancora più visionario anche se meno macabro e brutale è il successivo Ecstasy Generation (Nowhere) del 1997, accompagnato da una splendida colonna sonora, è un film innovativo, che riesce a mostrare la realtà vista dai loro occhi, nel migliore dei modi, non mancando di guarnire le vicende dei protagonisti, di sesso controverso, furia violenta e allucinazioni extra sensoriali.

Nel 1999 è la volta di Splendor (Splendidi amori) ennesimo film con protagonisti giovani adolescenti e avvicendamenti sessuali, intrecciati fra due ragazzi e una ragazza, la quale inizialmente non sa decidere chi fra i due frequentare e in seguito da inizio ad una più amichevole e pacifica unione a tre, con un sapiente gioco di colpi di scena, Araki riesce stavolta a realizzare un film totalmente privo di violenza brutale, nichilismo e odio, dimostrando di essere poliedrico e attento ad una ricerca del bello.

Si consolida poi a livello mondiale con Mysterious Skin del 2004 difficile resoconto di una storia di vita vissuta e in un certo senso stroncata dalla piaga della pedofilia, subita dai due giovani protagonisti durante l'infanzia, i quali risultano essere caratterialmente all'apice, come in The Living End, è il film più serio realistico e "posato" dell'autore nippo-americano, anche sicuramente in termini di budget e qualità di produzione, scelta di materiali e finezza di pellicola.

Nel 2007 dirige Smiley Faces, che si rivela essere un film completamente diverso dai precedenti, privo di ogni qualsivoglia segno di violenza, furia omicida o torbidi accostamenti sessuali; incentrandosi totalmente su un prodotto di commedia, manetenendo sempre uno stile univoco e originale. Nel 2010 dirige Kaboom, vincendo la Queer Palm al Festival di Cannes 2010.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista, sceneggiatore e produttore[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Kimberly Yutani, '"Gregg Araki and the Queer New Wave." In: Russell Leong, Asian American Sexualities: dimensions of the gay & lesbian experience, Routledge, New York 1996.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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