Salmace

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La ninfa Salmace ed Ermafrodito di François-Joseph Navez (1829)

Nella mitologia greca, Salmace era una ninfa che rifiutò l'obbligo di verginità proprio del culto di Diana per amore del giovane dio Ermafrodito.

Mito[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Salmace ed Ermafrodito viene narrata da Ovidio nelle Metamorfosi. Non è chiaro se Ovidio si limiti a narrare un mito greco preesistente o aggiunga elementi di propria invenzione. Nel suo racconto, comunque, Salmace era la ninfa di una fontana. Quando Ermafrodito giunse presso la fontana, Salmace se ne invaghì e lo abbracciò, chiedendo agli dei di poter restare eternamente con lui. Gli dei esaudirono la sua richiesta unendo Ermafrodito e Salmace in un unico corpo. Ermafrodito maledisse la fontana di Salmace, chiedendo che chiunque si fosse bagnato nelle sue acque avrebbe dovuto condividere il suo destino[1].

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni Venti del XX secolo lo scrittore torinese Mario Soldati ha dedicato a Salmace un racconto dal titolo omonimo (titolo che si estende all'intera raccolta). Nel racconto si racconta della trasformazione di un uomo in donna, in un contesto fortemente metaforico.[2]

Il mito della fontana di Salmace è narrato nel brano dei Genesis The Fountain of Salmacis, dall'album Nursery Cryme.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ovidio, Metramorfosi, IV, 285-388
  2. ^ Mario Soldati, Salmace, Edizioni La Libra, 1929.

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