Zefiro

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Flora e Zefiro, dipinto di William-Adolphe Bouguereau

Lo Zèfiro o Zèffiro è un vento che soffia da ponente. Il termine è derivato dal latino zephy̆rus che, a sua volta, tra origine dalla mitologia greca ove Zefiro, in greco Ζέφυρος / Zéphyros, è la personificazione del vento di ponente (ovest). Nella lingua italiana Zeffìro è anche un nome proprio di persona, in questo caso però generalmente pronunciato con l'accento sulla seconda vocale.

Mito[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Iliade Zefiro è un vento violento o piovoso, mentre più tardi sarà considerato leggero, simile alla brezza, e messaggero della primavera.

Secondo Esiodo è figlio di Astreo (o di Eolo, dio dei venti) e di Eos (l'aurora), e vive in una caverna in Tracia.

Zefiro si unì all'arpia Celeno, che aveva preso le sembianze di una giumenta; dalla loro unione sarebbero nati Xanto e Balio, i cavalli immortali di Achille.

Innamoratosi del giovane principe spartano, Giacinto, lo contese ad Apollo. Un giorno, accecato dalla gelosia, Zefiro deviò un disco lanciato dal dio, che colpì Giacinto, uccidendolo.

Un'altra tradizione lo fa marito della ninfa Clori, dea dei fiori, dalla quale ebbe Carpo, il frutto.

Zefiro viene raffigurato come un giovane alato, che tiene in mano un mazzo di fiori primaverili.

Dai Romani Zefiro veniva chiamato Favonio.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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